La voce: una rivincita sul mondo delle immagini

“Carta di identità” del nostro essere, la voce sta riscoprendo le sue potenzialità ed il suo fascino in un’epoca contemporanea, predominata dalla cultura e del culto dell’immagine
10 Febbraio 2021

“Sono io!”: alzi la mano chi non ha mai detto questa frase davanti ad un citofono. “Sono io” e basta, non “Sono Isabella, Mario, Francesca…”. “Sono io” è sufficiente quando siamo consapevoli del fatto che, dall’altra parte, c’è qualcuno che ci riconosce dalla voce, la nostra “carta di identità” davanti ad un portone chiuso. Ci riflettevo in questi giorni, mentre leggevo notizie sempre più frequenti sul nuovo social network sbarcato in Italia: si chiama “Clubhouse” ed è solo audio. Gli utenti, cioè, non comunicano tramite messaggi di testo, video o foto, ma solo ed esclusivamente attraverso messaggi audio dedicati a determinati argomenti.

Tralasciando gli altri aspetti di questo neonato strumento mediatico (è disponibile solo per alcuni dispositivi, vi si può accedere soltanto tramite invito, opera per “stanze”, ovvero per settori monotematici, creando di fatto un’area di esclusività), ciò che mi ha colpito maggiormente di esso è stato il ricorso alla voce. Mi spiego: veniamo da un anno come quello del 2020 in cui la pandemia ci ha costretto ad un uso esagerato delle immagini e dei video. Non potendo vivere la vita materialmente, l’abbiamo vissuta attraverso uno schermo: le riunioni sono diventate video-conferenze, le telefonate si sono trasformate in video-chiamate, la Messa l’abbiamo seguita in streaming o in tv, il cinema e il teatro sono passati attraverso il desktop dei nostri dispositivi, i viaggi li abbiamo fatti guardando le foto-ricordo scattate in passato…Abbiamo vissuto il mondo spiandolo dalla finestra, non solo quella “fisica” delle nostre abitazioni, ma anche quella “virtuale”, declinata in tutte le forme che la tecnologia concede.

Ad un tratto, però, è come se ci fossimo sentiti saturi: il peso dell’immagine è diventato esagerato e ci siamo sentiti invasi. La comunicazione in video ha di fatto abbattuto ogni confine tra spazio sociale e personale, mescolando ogni parametro, senza distinzioni. Non a caso, con lo smart-working, ci siamo inventati i finti sfondi da proiettare alle nostre spalle durante le conference-call: abbiamo voluto mettere un limite all’occhio indagatore della videocamera, affinché non “rubasse” del tutto la nostra riservatezza. Allo stesso tempo, ci siamo resi conto, nel caso non lo sapessimo già, di quanto falsa e falsata possa essere un’immagine e quanto tutto ciò si possa ripercuotere sull’essenza della comunicazione. Se la forma comunicativa non è vera, allora cominciamo ad avere dubbi anche sui suoi contenuti.

È qui che, secondo me, ha fatto presa un social come “Clubhouse”, perché la voce è più vera dell’immagine, crea empatia, rivela le emozioni e i sentimenti. Soprattutto quando è da assoluta, cioè non accompagnata da altre forme comunicative che possono distrarre, la voce crea davvero contatto, vicinanza, calore immediato. Ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno in questa fase storica mondiale. D’altronde, quando vogliamo sapere come sta qualcuno a cui teniamo in particolare, gli facciamo una telefonata, non una videochiamata: perché non ci interessa tanto “vederlo”, quanto “sentirlo”, ossia condividere le sue sensazioni.

La forza e la potenzialità della comunicazione verbale sono sempre più evidenti nel web in generale: molti dei così detti YouTubers, che dei contenuti video hanno fatto il loro lavoro, ora sono passati alla realizzazione di podcast in serie, suddivisi per argomenti tematici. Per non parlare degli audio-libri che stanno prendendo sempre più piede, sostituendosi alla lettura in stile classico. Io stessa, che lavoro in una radio, so quanto sia importante una voce “giusta” che predisponga le persone all’ascolto, catturandone l’attenzione e creando un clima di intimità.

Ecco un altro fattore importante della voce: l’ascolto. In un’epoca in cui le immagini prevalgono ovunque, tanto che spesso finiscono per scorrere in sottofondo nelle nostre vite senza troppa considerazione, la voce richiede invece il nostro coinvolgimento attivo, la nostra attenzione, il nostro ascolto appunto. Una telefonata vera, non di meri convenevoli, non permette distrazioni: dobbiamo ascoltare sul serio il nostro interlocutore, cogliere le sfumature del suo tono di voce, comprendere fino in fondo le sue parole per poi rispondere nel modo migliore. Tutto questo necessita di impegno e concentrazione: come ha detto Papa Francesco in diverse occasioni, “quel tanto umano e tanto divino ‘apostolato dell’orecchio’ stanca, è stancante, ma fa tanto bene!”.

Che il 2021, allora, ci porti nuove orecchie per nuove voci (compresa quella della nostra coscienza, a volte un po’ dimenticata…) e nuovi ascolti.

 

3 risposte a “La voce: una rivincita sul mondo delle immagini”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Il Santo Padre ha manifestato apprezzamento per il Servizio che Radio Vaticana ha svolto durante i 90 anni della sua esistenza compleanno festeggiato il 12 c.m. , per questo in news letter tra i servizi ricordati anche fatto risentire Giovanni Paolo ll, il saluto rivolto a noi dal Policlinico Gemelli. Risentire in podcast quella Sua voce di persona vicina, ferma, vibrante che gli era propria, ha suscitato forte emozione, com fosse qui, vicinissimo. Condivido quindi l’importanza del servizio radio che se non erro è entrato anche negli ospedali a far sentire vicinanza tra persone. Mi domando se di questo preziosa invenzione se ne fa uso anche per integrare un insegnamento perche una voce suscita più profondi sentimenti della immagine e può essere strumento prezioso in certe circostanze.

  2. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Ancora una volta VN ‘on the edge’… Complimenti!
    Dopo il trasloco ho scelto di sedere dove la TV si vede peggio.. ebbene non ho perso niente, specie dei notiziari, mi basta la voce. Inoltre ho preso una SMART con fibra. Improvvisamente so.merso da filmati, canali, you tube, video.. che generano in me crisi di rigetto.. così mi rifugio su RAITRE mondo, notizie, concerti.
    Ad es. Sapete cosa sta succedendo dei suicidi, nel mondo, ad es. Japan, fasce d’età, donne…
    Infine con Isabella.. chissà se nel distacco del silenzio Lui ci parlerà…

  3. Paola Buscicchio ha detto:

    Shemà Israel, shemà Israel
    Adonai Elohenu
    Adonai Ehad.
    Ascolta Israele, ascolta Israele
    Il Signore è il nostro Dio
    Il Signore è Uno.
    In un tempo come il nostro dove si moltiplicano le immagini più diverse atte a confondere la voce di Dio è una e rassicurante e ci conduce fuori dai tanti miraggi del deserto.
    Incominciamo dunque un viaggio nuovo ascoltando questa voce che parla a noi da dentro e porta con sè un anelito di felicità.

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