Green pass, colombe e serpenti

Come mai una così forte resistenza su una questione che riguarda nello stesso tempo il proprio corpo e la propria volontà?
23 Novembre 2021

In Italia, da Torino a Roma, passando per Milano, Padova e Perugia; in Europa da Parigi a Bucarest, passando per Zurigo e Vienna; come pure da Amsterdam a Budapest, passando per Praga e Zagabria; più oltre, dall’Australia agli Stati Uniti. La geografia delle manifestazioni no green pass non lascia dubbi: è in atto una reazione forte di alcune parti delle società di tutto il mondo, contro le limitazioni previste dai governi per tentare di sconfiggere la pandemia.

Purtroppo siamo ormai nella società del tempo reale e dello spazio virtuale, e la memoria di quando e dove un fenomeno inizia, tende a offuscarsi. Perciò sono andato a cercare di trovare dati per rinfrescarci la memoria, perché continuo a credere che, come fa la cultura Ebraica, se si vuole comprendere un fenomeno dobbiamo iniziare dalle sue origini e raccontare la sua storia.

Il tempo. Stando a quello che si riesce a capire, le prime avvisaglie risalgono ad aprile maggio, ma le origini di queste manifestazioni risalgono a questa estate, tra fine giugno e inizio luglio, per prendere corpo materialmente all’inizio di settembre. In quel momento (giugno luglio, ma ancora a settembre) la situazione dei dati pandemici era molto buona in molta parte dell’emisfero nord del mondo, e tutto lasciava sperare che l’allargamento progressivo delle vaccinazioni avrebbe permesso di “vedere la luce in fondo al tunnel”.

Lo spazio. La maggioranza di questi movimenti e manifestazioni sono nati in paesi del nord del mondo, o comunque “avanzati”, che possono perciò disporre di buoni investimenti sulla salute pubblica, che allora avevano tassi discreti, ma non altissimi, di vaccinati, tassi di contagi con tendenza in calo o stabili da almeno qualche settimana, e tassi di rischio di morte per Covid che scendeva a vista d’occhio, per effetto delle vaccinazioni.

Mi sono chiesto: ma come? Se la percezione diffusa in quel periodo e in questi paesi, veicolata anche dai loro mass media, era quella di una possibile uscita dalla pandemia a (relativamente) breve termine, come mai proprio allora e proprio li nascono questi movimenti? Se camminiamo in un tunnel e iniziamo a vedere la luce in fondo è strano che qualcuno del gruppo inizi a dire che la direzione è quella sbagliata e si debba tornare indietro., rallentando di fatto il cammino verso l’uscita.

La galassia dei manifestanti è molto variegata, con all’interno anche persone che si dichiarano cattoliche. Si va dai “negazionisti del virus”, ai “complottisti dei Big Pharma”; dai sostenitori delle “cure domiciliari” agli accusatori della “negazione di fatto dei diritti umani”, con tanto di intellettuali a sostegno; dai millantatori dello stato “fascista” ai sostenitori del “grande fratello sanitario” di orwellina memoria. Interrogati nelle piazze sui motivi, i manifestanti sembrano, però, indicare un denominatore comune, al di là di queste diverse matrici ideologiche, mai espresso pienamente da loro, ma che si può ben ricavare, senza forzarne le parole: lo stato non può vietare ai singoli l’esercizio della propria volontà individuale, quando non c’è certezza che un certo comportamento da censurare sia davvero nocivo per la società, specie se tale comportamento riguarda il proprio corpo.

Ora, è evidente come in questo caso, la certezza non la si voglia riconoscere, fino ad essere disposti a negare i dati di realtà e a sostituirli con altri, spesso molto personali, esigui e non generalizzabili, di cui loro non dubitano affatto, che giustificano la loro posizione. In questo stato di cose è perfettamente inutile portare altri dati di realtà per convincerli, ad esempio che il loro rifiuto di vaccinarsi, o di seguire le norme del distanziamento sociale, ha contribuito fortemente alla necessità della terza dose (e forse non sarà nemmeno l’ultima), facendo guadagnare (guarda caso) immensi profitti in più ai Big Pharma. Proprio ieri la commissaria europea alla salute Stella Kyriakides ha dichiarato che “oggi stiamo affrontando una pandemia guidata principalmente dai non vaccinati”. Ancora, è perfettamente inutile ricordagli che il virus se frega dell’esercizio della volontà individuale del singolo, cioè se ne frega di qualsiasi confine, non fisico, disegnato dagli uomini e ancor più della volontà o meno del singolo di non contagiare o di non ammalarsi. Come pure è perfettamente inutile richiamarli al senso morale del vivere in comunità, ricordandogli che se loro non si sono ammalati, pur senza vaccino e senza precauzioni sociali, lo devono a coloro che invece il vaccino se lo sono fatto, portano la mascherina ed esibiscono il green pass. Tutto inutile, tutto ritorna al destinatario come verità irricevibile a priori.

Semmai, allora, è più utile anche per i cattolici chiedersi: come mai una così forte resistenza su una questione che riguarda nello stesso tempo il proprio corpo e la propria volontà? Credo che, al di là delle altre motivazioni, ce ne sia anche una legata proprio al modo di concepire volontà e corpo nella post modernità. E proprio su questo i cattolici dovrebbero stare maggiormente svegli. I due dogmi centrali della nostra condizione culturale sono, infatti, connessi proprio a questi due elementi antropologici. Primo: la volontà individuale è assoluta e inviolabile, unico fondamento rimasto dell’essere e dell’agire umano. Secondo: il luogo strutturale, in cui tale volontà si esercita, è il proprio corpo, al fine di sperimentare al massimo grado possibile il senso della vita nella collezione più ampia, variegata e intensa delle emozioni.

Visto così, il Covid colpisce al cuore proprio questi due dogmi, impedendo l’esercizio della propria volontà assoluta sul proprio corpo (dovendo accettare la volontà dello stato) e restringendo notevolmente il “vissuto potenziale” alla ricerca di emozioni (dovendo sottostare alle restrizioni sanitarie imposte). Dobbiamo anche noi cattolici accodarci, senza rendercene conto fino in fondo, a chi fa della propria volontà un dio e del proprio corpo una sala giochi? A chi mostra, come senso della vita, la raccolta ad ogni costo dell’intensità, varietà e numero delle emozioni provate?

In ballo, quindi, c’è il senso della vita umana, ben al di là della singola puntura nel braccio o del QR code da mostrare. Per questo, credo che un cattolico, su questo tema, dovrebbe essere un po’ più “candido come le colombe e astuto come i serpenti”, e non candido come i serpenti e astuto come le colombe.

4 risposte a “Green pass, colombe e serpenti”

  1. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Senza tirare per la giacchetta il solito dio, mostrando così in quanto poco riguardo lo si tiene, i pareri di costituzionalisti sarebbero contrari all’obbligo.
    OK?
    Gian Piero gioca con le tre carte passando da:
    “oggi uno Stato che si dice democratico e fondato sul,lavoro, impedisce di lavorare con il ricatto del Green Pass”
    a:
    “Lo Stato decide che non la libera scelta del cittadino di vaccinarsi o no, ma l’imposizione forzata e’ lecita”
    Ecco su cosa giocano i no-vax, oltre che sulla ns pelle!
    Spacciando balle come se esistesse una imposizione statale a vaccinarsi.
    Egr. Sig. Faccio notare che il green pass serve per evitare di bloccare x quarantene e contagi la Nazione, lavoro, scuole, ospedali… e perciò è caldeggiato sia dai Sindacati che da Confindustria.
    Mentre scrivo mi sovviene il carcere cautelare onde evitare che il desso arrechi danni agli altri.
    Fa tanta differenza?
    Discernimento…. 😷🙃

  2. Gian Piero Del Bon9 ha detto:

    Direi che c’e in ballo il principio della liberta’ , come hanno ben spiegato i filosofi Cacciari ed Agamben. Perche’ i fatti sono questi : oggi uno Stato che si dice democratico e fondato sul,lavoro, impedisce di lavorare con il ricatto del Green Pass ai cittadini che non intendono vaccinarsi .
    Quando lo Stato decide che non la libera scelta del cittadino di vaccinarsi o no, ma l’imposizione forzata e’ lecita, nulla impedisce in futuro che lo Stato ci obblighi anche ad altri trattamenti sul nostro corpo in “ caso di emergenza” , pena la discriminazione sociale. Dio non obbliga nessuno, .la base della morale cristiana e’ la liberta’ Quando Lo Stato prende il posto di Dio e vuole imporre il suo “ bene” , e prende possesso del corpo dei cittadini , e’ contrario a Dio ed illiberale . E la Chiesa di oggi purtroppo pare non se ne renda conto.

  3. Paola Meneghello ha detto:

    Al di là dei vaccini, il tema della volontà è centrale, in quanto esseri umani dotati di libero arbitrio, ed è un attributo immateriale, come il pensiero che la determina; ma avendo anche un corpo, con il quale agiamo conseguentemente a scelte volontarie, e non solo più per istinto come l’animale, anch’esso tocca il tema della sua disponibilità ed inviolabilita’, credo.
    E le dichiarazioni dei diritti universali, si fondano, in fondo, su questo attributo esclusivamente umano, e sulla difesa di tutta la persona, pensiero e azione, in quanto tale.
    Ma fino a dove la mia autodeterminazione può arrivare? Fin dove, si dice, non fa male ad un altro.
    Ma quando questo male è potenziale ( e su questo tema si gioca anche l’aborto), le cose sono più complesse.
    Non è più il tempo della verità assoluta sbandierata dall’alto sulle singole volontà, o forse sì? Forse è anche questo il tema, e non è poco.

  4. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Ciao.
    In situazioni di Emergenza bisogna concentrarsi su cosa/come/quando FARE.
    Lasciamo le analisi/discussioni antropo/onto/filo/ logiche a tempi migliori.
    Per un solo motivo: sono perturbative/generatrici di casini vari.
    Alimentati a dismisura sui social da veri e propri ignoranti o allucinati.
    A pro: quanti ne allignano nella CC??
    I.e. quanto dubbio e discussione sono diffusi tra le ns multifrange??
    Last but not.. quanto hanno contribuito le indecisioni, i ritardi, gli ERRORI dei ns specialisti & politici??
    Ad es mi dicono che ben pochi erano i veri specialisti del Comitato. Io so del bergamasco, un pediatra.
    PS oggi la BBC sostiene che loro GB se la caveranno meglio xchè prima hanno lasciato più libertà di noi.
    Viva la confusione!!

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