Cammini: qualche consiglio prima di partire

Quest'estate potrà essere propizia per intraprendere qualche lungo cammino: esperienza unica, ma è bene partire con qualche consapevolezza per godere a pieno di doni inattesi
18 Giugno 2020

Da diverse parti si è scritto e detto che quest’estate potrebbe essere quella adatta per intraprendere un lungo cammino (anche Diego Andreatta ne ha parlato pochi giorni fa).

Mi sono già più volte soffermato sui cammini, esperienza per me ricca e fondamentale, che da un po’ di anni mi vede prendere lo zaino e mettere un passo dietro l’altro.

In Italia, negli ultimi anni, è aumentata l’attenzione per le vie antiche o nuove, un po’ sull’onda di Santiago, un po’ come riscoperta di tracciati storici, un po’ per spinta dal basso (persone che spontaneamente si sono interessate ai tracciati), un po’ per motivazioni economiche (il che non è assolutamente un male se uomini e donne in movimento portano lavoro e sostengono il tessuto in zone marginali; è più discutibile quando queste arrivano a inventare cammini dando patenti storiche inesistenti).

I cammini italiani sono ormai tanti, dalla Francigena a quello di Francesco – nelle molteplici varianti -, da quello di san Benedetto alla via degli Dei, da quello di sant’Antonio alla via dell’Appia Antica, da quello recente dedicato a don Tonino Bello alla via Francisca, da quello di san Vigilio a quello di san Michele (e tanti altri di grande bellezza).

È vero che i mesi estivi del 2020 saranno assai diversi e potrebbero far aumentare l’interesse per la vacanza in cammino: la quarantena magari ci ha fatto riscoprire la possibilità di un tempo più umano, dai ritmi più lenti; magari ci ha fatto valorizzare la bellezza di relazioni umane prima trascurate; magari ci ha ricordato la ricchezza della natura. E magari ci ha fatto anche ritornare nel nostro intimo, forse con una nuova intuizione spirituale, che ora ci spinge sulla via di qualche figura della tradizione cristiana.

Mi permetto però di dare qualche suggerimento a quanti per la prima volta, proprio sull’onda della situazione attuale, si volessero mettere in cammino. Evito i suggerimenti legati all’equipaggiamento, poiché si trovano molti siti con ottimi consigli.

Semplicemente vale la pena ricordare che ci si mette in marcia avendo una certa idea di cosa significhi camminare per giorni, ma queste aspettative verranno deluse: solo provando si scopre quanto il cammino è diverso, più ricco, più bello, ma anche più faticoso di ciò che avevamo in mente.

Se parti da solo, puoi stare giorni senza incontrare nessuno e la solitudine può diventare un peso, così come il silenzio.

Se parti con qualcuno, sappi che il cammino mette a dura prova la relazione, perché la fatica fisica diventa anche fatica mentale, perché il cammino rende vulnerabili e possono affiorare nodi sempre accantonati.

Se incontri qualcuno, sicuramente non sarà il compagno di viaggio che avresti scelto (ed è questo il bello).

Se hai sempre fatto vacanze comode, sappi che potrai dormire per terra, che non sempre troverai pulito e ordinato come vorresti, che capiterà spesso di condividere una stanza con gente che russa e che disturba (così come tu russi o disturbi), qualcuno che ha tempi di riposo diversi e un’idea di condivisione differente.

Se hai sempre pensato alla vacanza ‘servita’, sappi che potrai trovarti a lavare i piatti per tante persone, o a fare qualche lavoro domestico. Così come dovrai lavare i tuoi panni quasi tutti i giorni, dopo ore passate sotto il sole.

Se per tutto l’anno ti sei alzato presto per andare a lavorare e in vacanza vuoi dormire un po’ di più, sappi che ti alzerai ancora prima, per evitare il caldo e l’afa.

Se credi di conoscerti, sappi che scoprirai qualche lato di te ignoto, e non sempre ti farà piacere metterci lo sguardo.

Peraltro, vista la presenza del virus ancora tra noi e le norme degli ostelli, è utile ricordare che, mentre in passato si poteva correre il rischio di prenotare l’alloggio giorno per giorno, o nemmeno prenotarlo, ora è necessario partire con un minino di programmazione; come mi confermava pochi giorni fa un amico ospitaliere, i posti sono ridotti e non si può accogliere oltre un certo numero. È bene saperlo, organizzare, chiamare, trovare alternative per non mettere in difficoltà chi ospita. Ma ugualmente, usare le mascherine non sarà agevole ed è bene averlo presente, per non creare situazioni spiacevoli.

Detto questo, vale la pena provare un cammino? Assolutamente sì. Poche cose nella vita ho trovato più formative e arricchenti; poche cose, personalmente, mi hanno dato tanto sia a livello di relazioni che di bellezza ammirata, sia di spiritualità che di libertà. Verranno smontate le nostre aspettative, ma altri doni ci aspettano lungo la via. Doni inattesi, rapporti umani nuovi, paesaggi inconsueti.

Credo che almeno una volta, nella vita, sia saggio provare a mettersi in cammino per una buona manciata di giorni. Non a caso il pellegrinaggio è stato per secoli un pilastro della tradizione cristiana: è una grande avventura umana e sappiamo che ciò che è autenticamente umano è anche autenticamente cristiano. E noi oggi abbiamo bisogno di uomini e donne di grande autenticità.

Una replica a “Cammini: qualche consiglio prima di partire”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Non per smorzare gli entusiasmi ma anche per progetti vacanzieri il corvid19 mette becco;un viaggio -pellegrinaggio perché no? Ma oggi non è più il pellegrinaggio cristiano di secoli fa con l’accoglienza che ci si aspetta, o un hiking che non tenga conto del clima imprevedibile,la natura che si presenta imprevedibile.!Sono esistenti invece problemi che vengono taciuti dai politici e invece menzionati da chi li vive,ai quali l’elemosina statale promessa,non promuove neppure a Un pellegrinaggio per Lourdes. Mi sembra che invece Che come cittadini ci troviamo coinvolti a rispondere a quesiti che politicamente siamo chiamati a rispondere per proposte ,leggi in corso di discussione cui anch lla coscienza cristiana pretende risposta enon possiamo essere codardi lasciando sempre questa responsabilità al Clero perché è anche comodo rifugiarci allaVoce del Papà. avvocato di tutte le cause.

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