Abbracciare la nostra fragilità

La lunga quarantena ci ha messo di fronte a noi stessi, alle nostre stanchezze, alle nostre fragilità. Ma forse ci ha fatto riscoprire anche la forza che viene da Dio..
22 Giugno 2020

Tutti noi siamo attori sul palcoscenico della vita.

Ci costruiamo una maschera su misura negli anni, che ci rappresenti nello scorrere degli eventi, che ci protegga e sappia custodire le nostre fragilità. Poi, ad un certo punto, capita che, nel lento proseguire della vita, ci sia un momento di buio, in cui la maschera ci scivola dal volto e noi siamo messi a nudo, il nostro io più profondo viene a galla, con tutte le nostre fragilità.

Perché ognuno di noi, a modo suo, è forte, ma è anche fragile.

In questi mesi di “lockdown” si sono sprecate le vignette umoristiche su come, dopo i virologi, i medici più richiesti saranno gli psichiatri. Tra barzelletta e verità, spesso in questi mesi mi sono detta che forse, alla fine, mi sarei meritata una degenza in psichiatria, per rimettermi in sesto.

Il silenzio, la solitudine delle prime settimane di chiusura totale hanno messo molti di fronte ad una dura convivenza con una persona che a volte nemmeno conosciamo a fondo: noi stessi. Chi davvero si ferma ad ascoltare seriamente i propri pensieri più profondi, senza fermarsi alla superficialità di ciò che desideriamo e vogliamo sul momento?

La fragilità umana riaffiora proprio quando abbiamo bisogno di essere forti e sicuri di noi, quando non possiamo vacillare e perdere il passo.

Quando dobbiamo continuare a recitare perché si sa che sul palco “The show must go on”.

Le difficoltà, la malattia, il lutto, le crisi famigliari o di coppia, le incomprensioni, le incertezze economiche…

La vera forza viene solo da noi stessi.

E se non ho la maschera a proteggermi e dentro di me ho esaurito le energie, solo in Lui posso trovare la forza per non abbattermi e vedere nella mia “fragilità” la leva per sollevare il Mondo.

“Il Signore è la mia forza e il mio scudo;
in lui s’è confidato il mio cuore,
e sono stato soccorso;
perciò il mio cuore esulta,
e io lo celebrerò con il mio canto.”

Sal 28,7

Una replica a “Abbracciare la nostra fragilità”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Si, è stato così e continua ad essere un vivere castigato nella perdita di libertà e quanto fosse prezioso il vivere prima del coronavirus solo ora lo constatiamo, fa caldo e quella pezza davanti alla bocca toglie l’aria,provoca tosse senza contare di chi è malato! Scopriamo però anche di quanto sostienel’aver fede, una medicina che ci stimola al l’aiuto vicendevole, una solidarietà e comprensione nuove sia in famiglia che verso il prossimo. Il confidare in un Dio quale quello che conosciamo e come nutrirci del pane quotidiano ci sostien nella speranza, non ci fa sentire soli, e anche si prega, con il pensiero, con la bocca e con il cuore. Anche chi prima era distratto, oggi si scopre di pregare quella Santa Famiglia e i ricordi tornano più vivi di quanto ricevuto e di caro dalle persone che ci hanno lasciato.

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