Un sorso di Siracide

Avvicinare i giovani alla Parola: un'esperienza di un gruppo di giovani che unisce la profondità del Siracide al buon gusto del vino
17 Novembre 2020

Un sorso di Siracide: si chiama così il cammino che gli Oratori di Mariano Comense stanno proponendo alla fraternità giovani (un gruppo di 18/22 ragazzi e ragazze tra i 20 e i 26 anni) per questo’anno pastorale: anno inedito, come direbbe il nostro Arcivescovo Mario Delpini… ed è proprio dal suggerimento della sua lettera pastorale che abbiamo deciso di investire tempo ed energie per leggere il libro del Siracide insieme ai nostri giovani e unirlo, ad ogni incontro, con un vino diverso.

L’anno scorso abbiamo letto tutto il Vangelo di Marco, capitolo per capitolo, in presenza fino al lockdown, poi online. Ai 16 capitoli abbiamo abbinato una menù “ad hoc”, una cena speciale con diverse portate tutte pensate a partire dalla riflessione e dall’esegesi del testo marciano.

Quest’anno siamo tornati al Primo Testamento: due anni fa ci siamo dedicati all’Esodo, quest’anno ecco il Siracide: per degustare uno dei libri sapienziali, poiché i protocolli per la gestione dell’emergenza non ci permettono di cenare insieme, abbiamo optato per un’altra soluzione, quella cioè di ‘libare del vino’, “frutto della vite e del lavoro umano” (come recita il testo di uno dei canti per la presentazione dei doni durante la S. Messa). Siamo partiti con un Valpolicella ripasso per introdurre il libro di Ben Sira.

Passeremo dal Montepulciano d’Abruzzo, al prosecco di Valdobbiadene… il viaggio è lungo e il panorama enologico è vastissimo. In base ai temi che troviamo, capitolo per capitolo, andiamo a scegliere un vino che ‘richiama’ nelle sue caratteristiche quanto è emerso dal confronto con il testo biblico.

Ma perché questa scelta, che ai giovani è subito piaciuta?

Non è voglia di essere originali a tutti i costi, non si vuole essere “sopra le righe” per accattivare l’uditorio: si tratta solo di mettersi in ascolto dei “segni dei tempi” ed individuare metodi e strumenti capaci di raccontare la Parola di sempre ai giovani di oggi.

Si tratta di una sfida, di un cammino, di investire professionalità e passione educativa. Lo stiamo facendo per i nostri giovani ma siamo persuasi che l’invio in missione ci chiede di non fermarci qui. Lo stiamo facendo, attraverso la cooperativa sociale FaMeglio, che ha come obiettivo proprio quello di migliorare, curare e unificare il cammino di fede (e di vita) di tanti giovani che vogliamo conoscere e che invitiamo a mettersi in gioco, imparando ad essere discepoli di Gesù.

Oggi i giovani hanno bisogno, ne sono persuaso, di qualcuno che come un vero Amico indichi loro che il Vangelo si può vivere, in mezzo al Covid, in mezzo alla politica che ci tira da una parte all’altra, in mezzo alle povertà di questo tempo. La Parola non è lettera morta, antica e passata di moda, ma è ancora oggi una buona notizia che converte la vita di chi sceglie di fidarsi.

A noi, a ciascun battezzato, prete o laico che sia, è affidato il delicato compito di aiutare i nostri bambini, ragazzi e giovani a scommettere che questa Parola è anche per loro, può cambiare anche la loro vita, può renderli davvero felici. E se con un buon bicchiere di vino è più semplice, perché no?

Una replica a “Un sorso di Siracide”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Perché no? Gesù e stato umano, ha partecipato a banchetti dove anche ha operato, un esempio dunque da seguire, imparando a fare della Parola una indagine conoscitiva prima, senza la quale non succede niente di importante neppure per la nostra vita. Meglio se la di conosce da persone che ci educano, ci risparmiano tempo e prima si arriva a conoscerla. La Parola è una libera scelta, come assaggiare cibo o bevanda, senza diventiamo affamati, cattivi, capaci di ogni atto proibito sia da leggi morali che civili. Siamo sempre assetati di affetto, amore lo desideriamo come l’aria per respirare ma non è facile e non dipende sempre da noi il ricerco, ecco che in soccorso viene la Parola, quella acqua viva citata da Cristo, essa effettivamente può essere come certo vino che si odora prima di assaporarlo.e poi ci si avvia a fare con il cuore più contento

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