In questo articolo Roberto Beretta scrive: «Forse così il nostro mondo vuole il cristianesimo: non coi grani consunti da un uso silenzioso, ma da comprare a puntate e “conservare in eleganti custodie”». E tu che ne pensi?
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he! questo è il rischio si, come cristiani di essere messi in “eleganti custodie”… ma forse siamo anche noi che ci lasciamo mettere li dentro, in fondo si sta bene, siamo protetti, rassicurati… Se il chicco di grano non muore… Appunto, grani consunti in silenzio…
Non piace nemmeno a me la commercializzazione e la “collezione” dei rosari, tuttavia non mi scandalizza. La presenza di crocifissi, rosari, santini e immagini sacre nelle case delle famiglie cristiane dovrebbe essere normale, quasi naturale. Una volta, anche nelle case più povere, qualche segno religioso c’era: una croce, il rosario appeso sul letto, il ricordo di qualche pellegrinaggio. Oggi non è più così: molti cattolici, anche praticanti, non amano vedere questi oggetti devozionali. Ci viene spiegato che la fede deve essere relegata all’intimità più segreta e che non deve assolutamente essere “ostentata”, anche per rispetto, ovviamente, dei non credenti…
A conti fatti, io preferisco un rosario acquistato per completare una collezione, o un crocifisso appeso in casa solo per una questione di “identità”, piuttosto che il vuoto di certe pareti. “Vuoto” per modo di dire, visto che comunque le immagini religiose sono facilmente sostituite con altre di diversa natura: nella camera da letto di un mio parente giganteggia una riproduzione di Che Guevara…
Chissà che guardando i “rosari da collezione” magari a qualche collezionista venga voglia di cominciare a sgranarne uno, giusto per curiosità, e scopra uno strumento di preghiera. Dalle mie parti si dice “conserva tutto, per ogni cosa viene il momento giusto”: ecco, preghiamo la Beata Vergine Maria perchè aiuti questi oggetti di collezione a diventare, al momento giusto, strumenti di conversione e di preghiera.
In ogni rosario c’è una promessa e una speranza, nel vuoto, comunque lo si voglia camuffare, no.
io non riesco proprio a capire il senso di queste operazioni commerciali: chi mai comprerà tutte le uscite di quei fascicoli? Addirittura si fa pubblicità in TV, che costa moltissimi soldi… boh.