I comandamenti, oltre il moralismo

In questo articolo Aldo Maria Valli scrive: «Perché in Avvento non spegnere la televisione e dedicare qualche sera alla lettura di pagine sulla vita di chi ha incarnato la fedeltà  a questo orizzonte impegnativo ma affascinante?». E tu che ne pensi?

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4 risposte a I comandamenti, oltre il moralismo

  1. fab scrive:

    propongo una scelta decisamente migliore: rinunciare completamente alla TV: io l’ho fatto e vi garantisco che è una vera disintossicazione!!

    Scrissi nel 2007 questo post: “Un anno senza TV”: sono dunque 4 anni che per scelta non ho TV in casa (solo internet): una vera liberazione! Vedrete il mondo con altri occhi. Mediterete di più le cose. La tristezza uscirà dalla vostra casa.

  2. Ascenso scrive:

    Caro Aldo Maria Valli,
    perché tu possa comprendere lo spirito di chi scrive, e per evitare di ripetermi in questo commento, ti prego di avere la bontà di leggere i miei tre commenti a: “Se la salute diventa salvezza”, “Un Dio inutile” e “Il Vescovo e il sogno di Natuzza Evolo”.
    Qui voglio soffermarmi a parlare dell’Amore.
    Se penso di dover amare il prossimo perché qualcuno me lo comanda o in vista di un premio eterno, cado in depressione.
    L’amore non può essere comandato, altrimenti non è amore. L’amore non può essere imposto, obbligato, costretto.
    L’amore non ha confini, l’ amore è libero, l’amore è vita.
    Come è possibile amare uno che ti è antipatico, che ti sta sullo stomaco, che te ne fa di tutti i colori? (l’amore evangelico comprende anche i nemici).
    E’ facile dire che bisogna amare, il difficile è spiegarne il “perché”.
    I giovani, e anche i meno giovani, hanno voglia di sapere con esattezza cosa significa amare e perché è necessario amare.
    A queste due semplici domande non si riesce a dare una risposta definitiva e, allo stesso tempo, entusiasmante.
    Noi uomini siamo impediti ad amare perché riteniamo essenziale ciò che nella realtà è solo un accidente.
    Mi spiego: dell’albero, per esempio, io mi fermo a vedere la corteccia, il muschio, le piante parassite, il colore, la forma, l’altezza, e ritengo che l’albero sia tutto lì, non vado a considerare la linfa che sostanzia l’albero.
    Fuori metafora: Se io considero che quella linfa e lo spirito che vivifica il mio corpo è lo stesso Spirito divino che ci accomuna tutti, allora il mio cuore batterà di gioia nel sapere di essere una sola cosa con il respiro stesso dell’Universo.
    I miei occhi non si fermeranno più all’apparenza. Il colore, il luogo, la lingua, i costumi , le usanze, le tradizioni, le religioni stesse
    saranno spazzatura. Amerò ma a ragion veduta.
    Amerò il prossimo mio come me stesso perché amerò nell’altro lo stesso spirito che ci abita entrambi. Così come io, spirito, amo me stesso prigioniero in questo involucro, non posso non amare lo stesso spirito che vivifica il corpo di un altro, per quanto possa apparirmi fisicamente ripugnante.
    Per quanto riguarda il Catechismo della Chiesa Cattolica, nonostante lo abbia letto, riletto, studiato, sottolineato, non ho trovato risposte convincenti alle mie domande. Esso risulta, in ultima analisi, un elenco di ciò che bisogna fare e di ciò che bisogna evitare secondo il pensiero cattolico. Secondo me, invece, la gente ha bisogno di risposte concrete ai problemi reali della vita quotidiana e come vivere serenamente questo nostro breve apparire nel tempo.
    Questo scambio di vedute, anche se non condivise, ci sia di aiuto a migliorarci e crescere davanti a Dio e davanti agli uomini.

  3. vittorio lupidi scrive:

    …quando si parla di morale e moralismo peggio, mi viene la pelle d’oca, legge e diritto tipica della nostra cultura latina che serve solo a conservare privilegi e costruire paure nella coscienza nemica di chi deve liberamente amare….fa bene papa Benedetto nello scrivere la lettera sull’amore a ripartire da Eros, Filia a Agape…non si può concepire la persona se non nell’insieme e con fallimenti ed errori che comporta l’imparare a vivere…io credo che i giovani non abbiano più bisogno di modelli personali di perfezione che poi non portano da nessuna parte, ma corpi d’insieme che nell’amarsi manifestano ciò che di bello vi è in loro lo Spirito che forma il risorto il Santo tra loro….e sarà Lui a costruire la loro umanità alla sua maniera e non alla nostra…..amatevi come io vi ho amato—-non parlare dell’amore mostrarlo e Lui rifarà la famiglia umana nuova come Lui vuole farla….

  4. Luca Bortoli scrive:

    Gentile A.M. Valli,
    come spesso accade apprezzo i temi e il tono dei suoi interventi.
    Mi permetto solo di alzare un ditino per segnalarle che qualcuno nella Chiesa c’è ancora “disposto a parlare ai giovani di queste testimonianze”. Sono i giovani di Azione Cattolica in preparazione alla GMG 2011. Segua il link qui sotto.
    Buon Avvento a lei,
    Luca
    http://giovani.azionecattolica.it/giovani-e-chiesa/sesta-e-settima-tappa-vista-gmg

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