Se la vita diventa un “book”

In questo articolo Stefania Falsini scrive: “Noi adulti abbiamo l’arduo compito di aiutare i nostri figli ad interpretare la realtà andando oltre ciò che accade e che si vede. Non possiamo abdicare a questo onore facendo solo i cronisti”. E tu che ne pensi?

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Una risposta a Se la vita diventa un “book”

  1. Mery scrive:

    Sono un’insegnante e di tanto in tanto mi tocca accompagnare i miei alunni in uscite didattiche e visite guidate. E’ in occasioni come queste che si può constatare come invece di vivere, quel che ormai conta è immortalare ogni cosa ed esporla su Facebook. Questa è diventata la mia litania: spegnete i cellulari; non siamo qui per fare foto ma per guardare, sottolineo guardare, che non è semplicemente vedere, e ascoltare quello che viene detto dalla guida o chi per lei; per captare qualche domanda che potrebbe anche affiorare e ovviamente formularla; per consentire ad un’emozione di farsi largo; insomma, basta con questa specie di schizofrenia, bisogna esserci totalmente, non a pezzi, nelle situazioni che viviamo… Devo dire che funziona, se le cose si spiegano con calma e non si impongono semplicemente.
    Ma il vero problema sono gli adulti, che purtoppo tirano in tutt’altra direzione. Sono loro i veri irrecuperabili, i modelli deleteri, quelli che non hanno maestri che diano loro l’opportunità di riflettere sull’assurdità di tanti comportamenti.

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