Nella sua rubrica PRESO IN RETE Guido Mocellin rilancia una riflessione di Chiara Giaccardi su un volto particolare dei “testimoni digitali”. E tu che ne pensi?
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Un argomento, quello dell’aborto, che mi tocca particolarmente perchè per molto tempo, vuoi per volontaria mancanza di approfondimento vuoi per le strumentalizzazioni fatte sull’argomento dai mezzi d’informazione e da certa parte politica, non lo ritenevo il delitto che ora non faccio fatica e non temo a qualificare come abominevole.
Ci è voluta la storia della gravidanza del nostro primo figlio, le ecografie, per farmi prendere coscienza di quanto superficialmente si affronti questo tema.
Se penso che quindici anni fa, in caso di gravidanza inattesa avrei potuto dare il mio assenso all’interruzione volontaria, mi assale un terribile senso di vertigine.
Ho rispetto per le storie di tante povere ragazze, non voglio giudicare. Ma da parte mia farei ogni cosa per dare scongiurare quello che io considero un errore indelebile.