In un passaggio dell’Instrumentum laboris del Sinodo in programma per ottobre i vescovi scrivono: «La parrocchia eviti gli scogli del settarismo e della “religione civile” e permetta di mantenere la forma di una Chiesa missionaria». E tu che ne pensi?
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ho un problema tutto personale (che credo ormai rasenti la paranoia e un po’ anche la vanagloria) col paragrafo 84.
Aiutatemi a capire.
Si invita ad avviare (avviare? ah!) una forte pastorale vocazionale: e questo è ottimo! Almeno per come la intendo io.
Si fa più sopra riferimento al collegamento tra crisi di vocazioni ordinate e crisi del matrimonio (ok; poi bisognerebbe articolare e spiegarsi i legami tra le due cose : io ho le mie idee in merito).
E poi?
“[una forte pastorale vocazionale, che parta dalla preghiera] chiami in causa tutti i sacerdoti e consacrati sollecitandoli ad uno stile che sappia testimoniare il fascino della chiamata ricevuta, sappia individuare forme per parlare ai giovani. Ciò riguarda anche le vocazioni alla vita consacrata, specialmente quelle femminili”.
Non capisco se tra i “consacrati” vengono contemplati gli sposi.
Perché se no, non capisco la premessa. Nè le soluzioni genericamente proposte e lasciate al dibattito del sinodo.
Il paragrafo inizia così:
“Una considerazione a parte va fatta circa la questione della mancanza di preti: tutti i testi lamentano l’insufficienza numerica del clero, …”
A me sembra evidente che qui si voglia fare riferimento SOLO alle vocazioni sacerdotali e religiose. Immagino che gli eventuali collegamenti “tra crisi di vocazioni ordinate e crisi del matrimonio” siano affrontate in altri paragrafi.
Attenda fiducioso almeno l’inizio del Sinodo prima di cominciare discussioni e critiche.
Be’, se è uno “strumento di lavoro” bisognerà pur lavorarci sopra, no?