In questo articolo Roberto Beretta scrive: «Perché tantissimi buoni e onesti preti e laici cristiani devono sentirsi ogni volta umiliati da scandali come questi, rassegnati a non sapere mai come sono andate davvero le cose?». E tu che ne pensi?
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Forse senza volerlo si è citato il vero problema: il fedele cattolico “già trova qualche difficoltà a credere nella Trinità”!! Allora non è certo un bilancio certificato ne il “controllo sulla classe dirigente” a poter risolvere il problema, ne suo ne della Chiesa: le strutture, le regole, in quanto umane, possono anche cambiare, e anche radicalemente. Ma se non sono accompagnate da una conversione del cuore sono vane! Non so quante volte il Papa abbia ripetuto questo concetto: sarà forse un caso? Anzi… tali cambiamenti devono essere conseguenti a questa conversione, quindi è quest’ultima a dover venir per prima. Chissà se tutto questo rumore, tutti questi scandali che sentiamo ogni giorno non siano l’inizio di una purificazione e di un nuovo inizio…. io ci vedo molto di positivo.
Questo pontificato sta portando un vento nuovo: il vento della purificazione e della conversione nella Chiesa. Che però costa un po’ di dolore. Mi è piaciuta molto l’osservazione di Antonio Socci ricordando il papa quando a inizio pontificato chiese di pregare per lui che “non scappasse davanti ai lupi”.
Forza Benedetto, preghiamo per te e per la Chiesa.
Grande Fab, di nuovo condivito in toto. E’ il momento di fare sul serio con la fede. Forse parametrizzo un po troppo i sentimenti dei fedeli sulle mie sensazioni, ma non riesco ad immagginare una persona adulta, di una certa cultura praticare soltanto per tradizione. Capisco che qualcuno lo può fare per convenienza, ma se degli uomini di Chiesa affrontano i loro giorni con l’obbiettivo di far carriera posso solo provare pena per loro, vivono una vita di doppiezza che a me risulterebbe insopportabile.
Grazie! Condivido metodo e contenuti. Sostengo la chiarezza… e il coraggio!
Concordo sul fatto che la cosa davvero grave sia che fino ad ora si sia cercato il corvo e condannato il gesto senza spendere una parola sul contenuto di quei documenti (che poi di cosa ci si scandalizza? Sapevamo già, anzi lo sappiamo da secoli, potere e denaro non sono mica è un problema di oggi).
Però non concordo e non vorrei una Chiesa in cui si senta la necessità di un “bilancio verificato”.
La Chiesa non è un’azienda, ma una comunità di persone unite attorno a Cristo e in una comunità di fratelli ci si deve fidare, altrimenti…
Caro dr. Beretta, io credo che se ci fossero più giornalisti che scrivono sulla stampa cattolica animati dalla Sua stessa passione per il Vangelo registreremmo, forse, qualche “abuso” (è un eufemismo)in meno. La ringrazio di cuore.lucio
che dire?
Il libro si legge agevolmente.
Già l’ho letto!
Io non mi sono soffermato sui commenti di Nuzzi, pur importanti, ma sui testi…
Nè emerge una Chiesa dove le buone intenzioni e gli atteggiamenti da baciapile si frammischiano.
Ad esempio mi ha colpito molto quel passo della lettera di Boffo a Bagnasco, dove il giornalista chiede al suo editore (penso con gran cruccio): ” E’ più prudente ed evangelico negare, o è più prudente ed evangelico tacere?”
Mi sarebbe venuto da dirgli che è prudente ed evangelico dire la verità…
L’altra lettera che mi ha colpito è quella di un vero galantuomo: Mons. Antonio Franco, diplomatico di esperienza, serio e dalla ricca e profonda umanità.
Leggetela, se avete tempo, ne emerge come l’obbedienza possa coniugarsi ad una umanità ricca, profonda e d attenta all’altro.
Concordo con l’articolo e concordo con il lettore Lucio Croce nell’auspicare che la stampa cattolica avrebbe bisogno di qualche Roberto Beretta in più.
Il vero scandalo consiste – non tanto nelle notizie “trafugate” – ma nel fatto che nella Chiesa istituita da Gesù Cristo avvengano i fatti ignobili descritti dal libro “Sua Santità …”.
Il vero scandalo consiste nel fatto che, una volta svelati i suddetti fatti ignobili, prevalga la volontà di ignorarli e di sviare l’attenzione del popolo di Dio sull’aspetto secondario delle “carte rubate”.
Il vero scandalo consiste nel fatto che coloro che si definiscono cristiani persistano nel voler coprire il male (e questa è connivenza!) mistificando sistematicamente la Verità (con la quale il Cristo si è identificato).
Qualcuno invoca l’esigenza di una profonda “conversione del cuore”, e questo è certamente giusto. Ma qui non è in gioco soltanto la conversione di tutti noi singoli componenti del Popolo di Dio: la conversione dei singoli è necessaria, ma non basta! Anche la Chiesa come Comunità, anche la Chiesa nei suoi vertici ha un grande bisogno di conversione. Negarlo, magari chiedendo alla gente di non acquistare il libro di Nuzzi, rischia di essere “peccato contro lo Spirito Santo”, l’unico peccato che il nostro Signore ha definito come veramente imperdonabile.
Grande Beretta! Sottoscrivo ogni parlo scritta nell’articolo.
Io non ho acquistato il libro di Nuzzi,( non mi avranno e neppure i miei quattro soldi), né lo leggerò: ci sarà chiesto conto anche dell’uso del nostro tempo oltre che di ogni nostra parola.
D’accordo con Fab e con Bernardini.
La questione sta proprio nel “trovare già qualche difficoltà a credere nella Trinità” e nella “conversione dei singoli non basta”. Nel vecchio sogno palingenetico dello svelamento della verità attraverso la nostra illuminata iniziativa. Come se potesse nascere un bene dalla rappresentazione pubblica del male.
Abbiamo un problema: che cos’è “cristiano”?
Mi sembra che, da Scalfari a Kueng, sia impossibile non notare il compiacimento per il solito: io l’avevo detto, la Chiesa fa schifo, e lo fa perché non ha ascoltato me.
Comunque scrivetelo al Papa che “la conversione del cuore non basta” dato che io l’ho imparato da lui che, se non cambia il mio cuore, nulla cambia. Tranquilli, non troverete la lettera pubblicata su Repubblica.
La logica che governa tanti commenti è esattamente quella del “tanto peggio tanto meglio”, cioé esasperiamo la contraddizione e provocheremo il cambiamento. Si chiama gioco al massacro. Anche i trafugatori di lettere private sostengono di aver agito perché amano il Papa, sperano forse di vederlo presto santo dopo averlo fatto morire di crepacuore.
Comunque il Vangelo si conferma attendibilissimo: oportet ut scandala eveniant così che siano svelati i pensieri di molti cuori. E’ esattamente quello che sta capitando, innanzitutto nel recinto del cosiddetto “mondo cattolico”.
“Vecchio sogno palingenetico dello svelamento della verità attraverso la nostra illuminata iniziativa”? Qui si tratterebbe di una cosa (e di una frase) molto più semplice: “allontanare lo scandalo”. Non credo sia un’eresia gnostica, pelagiana o illuminista, dato che ne parla perfino il Codice di diritto canonico.
Non posso in alcun modo sottoscrivere quello che scrive il dott. Beretta che peraltro non si smentisce mai. Sembra provare soddisfazione quando si conferma nel suo giudizio orripilato sulla Chiesa. Io credo semplicemente che la Santa Sede non sia fuori dal mondo. Lì succede tutto quello che succede dappertutto ein ogni tempo se è per questo. Qui le carte sono state carpite con l’inganno (e non è vero che questo non abbia nessuna importanza)come quando si guarda dal buco della serratura in una stanza e ogni cosa è ingrandita e enfatizzata come se si fosse scoperta la stele di Rosetta.
Io ho fiducia nel Papa e apprezzo il suo modo di reagire : a lei che quello che il Papa fa non va mai bene, avrà un motivo in più per le sue riserve e le sue insinuazioni.
Ci sono molti credenti delusi per questa vicenda e non lo sono solo per lo spaccato “troppo umano” che ne viene fuori.
Lo sono anche per quei fratelli nella fede che in questo momento di difficoltà suonano le trombe della propria indignazione prendendo su tutto, dicasi TUTTO, quello che leggono nel modo più negativo possibile, non ponendosi nemmeno per un nanosecondo dalla parte dell’organizzazione di cui fanno pur parte.
Ci sono credenti che si vergognano di esserlo che sprofondano dall’imbarazzo quandi amici e conoscenti chiedono conto o ironizzano.
Io non faccio parte di questi e la Chiesa resta la mia famiglia e a maggio ragione in questo triste frangente.
Questo lamento continuo e vergognato che lei ci propina non solo non lo condivido , lo trovo ingiusto. Ma io sono solo una povera cattolica “di base” di quelle non intervistate dai giornali, che non scrive editoriali. I cattolici di base intervistati sono solo don Gallo e don Vitaliano.
Chi sta nella Chiesa con gli occhi aperti e senza false illusioni, con lealtà e amore, fedele agli insegnamenti ricevuti, al Papa , che sta nel mondo ma non beve tutto quello che il mondo propina, ebbene questo credente di base MAI verrà intervistato.
Io credo che anche questa vicenda potrà produrre del bene, è l’inizio di un nuovo cammino , una nuova era .
E mi scusi non c’è niente di male a pensare al Papa che soffre di tutto questo 8oltre a tutto quello che ha già sopportato).
Capita di volergli bene, sa?
Beretta lei si confonde, gli ultracattolici il libro lo hanno letto, magari le carte son pure partite da lì.
In questo vanno d’accordo con gli estremi dell’altra parte: son tutti convinti che la Chiesa faccia schifo e vada rifatta da zero.
Personalmente preferisco le parole del post sulla famiglia, speriamo passi l’indignazione generale.
Il male è facile a trovarlo ce n’e infinita,il bene quasi unico,Ma un certo genere di male è difficile da trovare quanto ciò che viene fatto per bene e spesso, sotto questa etichetta si spaccia per il bene,questo seminare zizzania non fa bene,ci vuole una grandezza d’animo per capire che si vuole danneggiare la chiesa.
ritrovando un po’ di pacatezza, anche se non è facile, vorrei solo dire che sono in linea con l’articolo e con quanto hanno aggiunto lucio, diego e vanni; quello che proprio non riesco ad accettare è il fatto di essere classificati come estremisti che giocano allo sfascio e che fanno il gioco di chi vuole il male della Chiesa: ma stiamo scherzando? Sappiamo tutti che il nostro essere cristiani si fonda su ben altro che non le miserie umane di cui la storia della chiesa è purtroppo ricchissima, e proprio per questo non capisco la chiusura a riccio e il clima omertoso con cui si pensa di difendersi… Ma non è dal mondo e dai suoi complotti che dobbiamo difenderci, bensì dal male che si annida dentro la Chiesa!!! Ricordate la lettera di Carron? Qualche spunto l’avremo pur dato…
Temo che ci sia da vergognarsi a pensare di sostenere così la Chiesa, agli occhi del mondo poi… (ma qualcuno pensa che l’umanità sia stupida?)
Non è la Verità che deve farci liberi???
Io penso di amare la Chiesa chiedendo a gran voce che si faccia chiarezza: se il mondo può tollerare certi comportamenti, la Chiesa deve essere e apparire al di sopra di queste miserie…
Ribadisco: non è in discussione il nocciolo della fede, ma la testimonianza sì!!! Bossi può anche continuare a sostenere la tesi del complotto, mi auguro che i nostri pastori si vogliano collocare su un piano diverso: è giusto richiamare alla conversione, ma chi ha incarichi di responsabilità deve essere credibile e trasparente, perchè la forza è sicuramente nell’annuncio, ma chi lo porta al mondo spero si renda conto che anche lo strumento ha un ruolo decisivo…
(e non stiamo a riproporre a distanza di poco tempo i pasticci con cui si è affrontata – o forse si sta ancora affrontando? – la piaga della pedofilia: ricordate il riferimento al “chiacchiericcio”? vergognoso e indegno!)
Alla faccia della pacatezza Massimo…
Boh, questa indignazione grillesca permanete che travolge tutto, il vaticano e il calcio nello stesso giorno sta raggiungendo livelli di guardia.
Indignamoci va bene, ma cum grano salis!!
“Non è dal mondo e dai suoi complotti che dobbiamo difenderci…
Certo, anche perché non ne saremmo capaci.
Ma il mondo non è quello che sta là fuori, quello lindo e garrulo che ci processa dalle sue pagine, tutte credibilità e trasparenza, il mondo taglia a metà il nostro cuore e, tra essere nel mondo o del mondo la differenza, a volte, è quasi inavvertibile.
Se la Chiesa è mia madre il male che la sfigura mi suscita dolore e contrizione non rivendicazioni.Qualcuno ebbe a dire che i cattolici, prima che credibili, dovrebbero essere credenti. Sono d’accordo.
Condivido completamente l’articolo (e aspettavo che qualcuno scrivesse riflessioni di questo tipo!).
Come dice Massimo, non si tratta di mettere in discussione la Fede, anche se, sinceramente, questo tipo di retroscena e di rivelazioni non me lo sarei proprio immaginato. Molti famosi commentatori hanno “minimizzato”, quasi fossero abitudini storicamente sempre presenti, risapute e note a tutti, ma io non credo che mediamente le persone sospettassero cose del genere. Veramente pensiamo che siano comportamenti normali?
Semplicemente, nei confronti dei cristiani e di tutte le persone di buona volontà, non è possibile proporre il Vangelo e chiedere magari l’adesione pubblica a grandi valori, negoziabili o meno, senza poi avere un minimo di coerenza ideale, nella gestione organizzativa e nelle forme esteriori. La condizione minimale per ogni testimonianza mi sembra sempre la credibilità, senza la quale si spalanca ogni forma di ipocrisia.
Non si tratta quindi di lamentarsi, ma operare per superare questi limiti. Spero che l’esempio di Beretta sia seguito nella sostanza da molti!
Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Qualche episodio rumoroso, perchè ampiamente amplificato dai media, anche se grave, non può minimamente minare l’autorevolezza dei nostri pastori e la bontà del loro insegnamento, fondato sul Vangelo.
Se si sottolinea che in una famiglia si deve prestare attenzione ai figli che protestano, bisogna anche ricordare il dovere di amare e rispettare (“onorare” secondo i comandamenti di Dio) il padre e la madre. I padri si ascoltano e si obbediscono perche, anche quando commettono qualche errore, hanno sempre qualcosa da insegnare.
Condivido la riflessione sull’incontro mondiale delle famiglie e l’auspicio che possa essere un’occasione di incontro e di formazione reciproca: non solo tra laici e clero, ma anche tra famiglie diverse, nella ricchezza e nella molteplicità delle loro esperienze e della grazia che in esse si è manifestata.
In questi giorni mi sono ricordata del post di Aldo Maria Valli, 2 mesi e mezzo fa, Sogno di una notte di fine inverno (http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=778).
Credo che quanti conoscono da vicino cosa significhi Vaticano inteso come “regno” e potere non possa stupirsi di nulla, ma sognare è ancora possibile, e secondo me, pure molto evangelico.
“sognare è ancora possibile, e secondo me, pure molto evangelico.”
d’accordissimo: su quanto sia evangelico minimizzare, relativizzare (?!?), estremizzare tra devoti e sfascisti, … avrei invece qualche dubbio
Brava MariaTeresa che con rispetto e lucidità ha espresso il pensiero di tanti che in questo momento, invece di scandalizzarsi cercano di riflettere, magari in silenzio, su aspetti che comunque sono e saranno sempre presenti.
Non mi uniscono al coro di chi loda Beretta per il lavoro fatto, potrò sbagliarmi ma questo suo pigiare sempre sullo stesso tasto mi sa tanto di compiacimento del tipo: “ecco vedede? io ve l’avevo detto…”
Lo stesso Nuzzi, che si meraviglia del fatto che il Papa parli di temi sociali fondamentali con il Presidente della Repubblica (non si tratta di barattare dei valori in questo caso), ammette che questo Papa sta cercando in tutti i modi di dare una sferzata ad un modus operandi che ha poco a che vedere con il Vangelo.
Da quando leggo gli articoli di Beretta non ho invece mai riscontrato una frase di risconoscimento verso Benedetto XVI. Troppo impegnato ad enfatizzare gli scandali.
Di figli di Zebedeo nella Chiesa ce ne saranno sempre, quando ho deciso di “tornare” non mi facevo certo illusioni sulla possibilità che anche nella Chiesa fosse presente del marcio. Sono tornato perchè pastori come Benedetto XXI e tanti altri, guidati dallo Spirito Divino, sono riusciti a convincermi che Gesù è l’unica vera via percorribile.
MariaTeresa scrive a ragione: “Ci sono credenti che si vergognano di esserlo che sprofondano dall’imbarazzo quandi amici e conoscenti chiedono conto o ironizzano.”
Gli stessi conoscenti che si ritirano imbarazzati quando alle mie argomentazioni scoprono improvvisamente di essere immensamente ignoranti in merito alla stessa fede che dicevano di praticare (prima certo, adesso si sono emancipati e credono a…. boh, chi lo sa…)
Ti voglio bene MariaTeresa, e condivido il tuo amore per il nostro Joseph.
Caro Fabio, perchè non è possibile tenere tutto insieme? Non è che se uno si indigna e si infervora è perchè ama meno il papa… e si può mettere in conto che anche chi si indigna può aver riflettuto…
Torno a sottolineare: mi fa quasi più male vedere in giro il bisogno di correre a nascondere la polvere sotto il tappeto: se è solo un po’ di polvere cerchiamo di raccoglierla e di farla sparire…!
Concordo con i commenti di Maria Teresa e Fabio Bernardini. Dissento totalmente con l’idea di voler sempre trovare il male dentro il Vaticano. Mi sembra che qualcuno ne approfitti per azzittire la chiesa e questo non è accettabile.
Non è la prima volta che Beretta si cimenta in queste imprese, leggo molti complimenti, che francamente non condivido. A me non interessano gli intrighi di palazzo, ma sono scandalizzata dalle polemiche e dagli scandali, alimentati anche fuori misura, che screditano e finiscono per azzittire il papa e i suoi collaboratori.
“Mi sembra che qualcuno ne approfitti per azzittire la chiesa e questo non è accettabile.”
dato che questa è una preoccupazione nei confronti del mondo, se perseveriamo nel dare al mondo l’immagine di una Chiesa che mette tutto a tacere e non ama la verità forse buttiamo benzina sul fuoco, non trova?
ma di cosa abbiamo paura: della verità?
Bisogna temere scicalli e lupi.
Non fa paura la Verità, ma la distorsione e l’uso improprio di queste notizie.
“Qualche episodio rumoroso, perchè ampiamente amplificato dai media…”
“compiacimento del tipo: “ecco vedete? io ve l’avevo detto…””
questa volta provo davvero ad essere pacato (sopra era una buona intenzione finita male…)
quello che non capisco è come non si riesca a conciliare il tutto: io stesso ho ribadito che non è in gioco nè la fede nè la Chiesa, quindi, A MAGGIOR RAGIONE, si potrà pretendere un po’ di verità e pulizia su questi episodi, senza doverli per forza minimizzare o nascondere sotto il tappeto?
perchè anzichè accusare di presunzione, narcisismo e amore per lo sfascio non viene concesso il dubbio della CORRESPONSABILITA’?
A prescindere da chi l’aveva detto per primo, qualcuno vorrebbe sostenere che così è tutto a posto e che basta precisare che una cosa è lo stato vaticano un’altra la Chiesa e tutte le caselle vanno a posto da sole?
Sulla presunzione mi permetto poi pacatamente che, oltre a Beretta e a chi si sente di condividere, certe cose sono state dette da gente di Chiesa un filino più in alto di noi… il beneficio del dubbio, qualche volta…
… proprio per non voler fare di tutta un’erba un fascio: io non mi vergogno della Chiesa nella misura in cui mi sento libero di sostenere anche con passione queste cose…
… ricordiamoci che in giro per ilmondo, oltre a tanti bravi e santi laici, preti e vescovi, c’è gente che ancora oggi muore per essere di Cristo: glielo spiegate voi che una cosa è la Chiesa un’altra il Vaticano?
Massimo, io non minimizzo e se si farà pulizia sarò il primo ad essere contento. Ma da te sento sempre solo e soltanto critiche, ai voglia a mettere faccine.
Corresponsabilità da parte di chi del Papa? Spero tu ti stia riferendo a qualqun’altro.
Come Beretta anche da te non ho mai sentito una parola in difesa di Benedetto XVI che strenuamente sta lottando, malgrado gli acciacchi e l’età, contro il malcostume e la sete di potere che tu denunci continuamente.
Possibile che per te è tutto da rifondare? Possibile che non trovi niente da salvare? Chiedeti come mai Maria Teresa io e tanti altri, invece di gridare allo scandalo cerchiamo di prenderci per mano e superare questo momento confidando in Gesù. O pensi che anche io abbia degli interessi, o voglia coprire qualcuno?
Un po di realismo per favore, di gente che cerca di far apparire la Chiesa come un’istituzione deleteria e di intralcio allo sviluppo dell’uomo ne è pieno questo paese ed il mondo. Dite di essere Cristiani? Bene cominciate con il mostrare un po di misericordia.
“Corresponsabilità da parte di chi…”
non so come ho fatto a portarti ad un simile fraintendimento: volevo dire che chi come me è accusato di presunzione, narcisismo… forse si sente anche corresponsabile dei destini della Chiesa. come dovrebbe essere compito di tutto il popolo santo di Dio…
“sempre e solo critiche”
beh, vista l’attualità… speriamo che vengano tempi per parlare d’altro!
Poi, perdonami la franchezza – che spero aiuti lo scambio che ti confermo sereno – ma davvero non capisco come una cosa escluda l’altra: ci sono tempi e momenti per tutto, anche per manifestare l’affetto al Papa… adesso forse è il momento che anche lui, che l’ha denunciata più volte, colga la gravità della situazione per come viene percepita nella stessa chiesa (e un grande pastore quale egli è non ha certo bisogno che si cerchi di addolcirgli la pillola…)
quanto alla misericordia, non facciamo confusione: prima la verità… (e non stiamo mica fucilando nessuno, basterebbe una ventata d’aria fresca…)
Quanto alla prof. MTPP, citando AMV, non mi pare che abbia espresso ciò che le attribuisci…
Infatti credo che tra i commenti ci si riferisca ad un’altra Maria Teresa che non sono io che mi firmo per esteso con i miei 2 cognomi, e ho solo ricordato il post di AM Valli.
ops, chiedo scusa, la svista è tutta mia…
Dopo tante riflessioni, alla fine rimane l’impresione che il Vaticano sia affollato di “trafficoni” e “maneggioni”, che i cardinali si occupino di loschi affari anzichè prendersi cura delle anime e che il Papa non sappia da che parte voltarsi. Gli unici che ne escono bene sono i “Nuzzi” della situazione che hanno il merito di scoprire gli errori e di dare una scossa. MA STIAMO SCHERZANDO?
Mi va bene chiedere un’autocritica a chi ha commesso errori gravi (non imperdonabili!) ma tutto il resto va respinto, specialmente la malizia di chi non poteva sperare di meglio che uno scandalo in Vaticano a pochi giorni dall’Incontro Mondiale delle Famiglie a Milano.
Ho cercato di fare un riassunto di quello che mi ha colpito maggiormente nei commenti precedenti: ne sono risultate alcune idee, come dei brevi lampi che mi trovano molto d’accordo, anche dove la mia elaborazione personale porta poi a riflessioni diverse rispetto a quelle del commento originario.
La prima di queste idee è: “Abbiamo un problema: cos’è “cristiano?”
La domanda è tutt’altro che banale e la risposta non è affatto scontata: ci fa comprendere che ci stiamo interrogando (e questo non è male) sui fondamenti della nostra fede, ma serpeggia il timore che i terremoti che scuotono i palazzi vaticani possano provocare qualche crollo in qualche struttura di fede un po’ fragile. Un altro lettore aggiunge che “il fedele cattolico già trova difficoltà a credere nella Trinità!!”. (Forse siamo coscienti che noi cattolici conosciamo troppo poco – ovviamente salvo eccezioni – sia le nostre Sacre Scritture che il nostro Catechismo!)
Comunque la mia risposta a questa domanda è: “cristiano” è, prima di tutto, colui che è chiamato da Gesù Cristo a seguirlo e si fa (anzi, si sforza di divenire) suo discepolo.
Per completare la risposta, subito dopo dovranno seguire alcune precisazioni essenziali qui solo accennate. Noi infatti non seguiamo Gesù Cristo “da soli”, ma all’interno della Chiesa (Una, Santa, Cattolica, Apostolica). Altre precisazioni essenziali riguardano il ruolo della Parola di Dio nel nostro essere discepoli. E poi dovremmo proseguire con altro, e poi altro quasi a riscrivere tutto il CDCC, ma in chiave personale riecheggiando la richiesta di Gesù ai discepoli a Cesarea di Filippo: “Ma voi, chi dite che io sia?”.
Certamente a questa domanda esistono altre (valide) risposte diverse dalle mie. Personalmente però non mi trovo in sintonia con quelle risposte (temo piuttosto frequenti) che danno più importanza alla Chiesa e al Magistero che a Gesù Cristo, o che tendono a confondere l’aggettivo “cristiano” con l’aggettivo “cattolico” (non sono la stessa cosa!).
La seconda di queste idee è: “la Chiesa è mia madre …”.
L’immagine della Chiesa come madre credo che sia indiscutibile e probabilmente ha le sue radici, con l’identificazione della Chiesa con Maria madre di Gesù ai piedi della croce. Ma a mio avviso nella mente di qualche fedele questa immagine è un po’ troppo esaltata fino a istituire un poco accettabile parallelo fra “Dio Padre” e “Chiesa madre”.
Vista nel contesto del commento originario l’idea completa era: “Se la Chiesa è mia madre, il male che la sfigura mi suscita dolore e contrizione, non rivendicazione”. Personalmente credo che in nessuno dei frequentatori di VinoNuovo ci sia “rivendicazione”, ma TUTTI condividano il “dolore e la contrizione”, sia coloro che avrebbero preferito che il male non fosse stato scoperto, sia coloro che ritengono che il punto di partenza per risanare sia quello di fare luce, fare “parresia”. E non dubito che il papa Benedetto XVI sia il primo fra questi!
La terza idea è: “oportet ut scandala eveniant”.
Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! (Mt 18,7). Gli scandali, intesi come le cause degli scandali, sono certamente male, e chi li ha causati dovrà renderne conto al nostro Signore.
Ma gli scandali sono anche opportunità di fare qualche piccolo, faticoso e doloroso passo avanti nella ricerca della Verità e nella sequela del nostro Signore. Una opportunità di conversione per tutti noi singoli e per la stessa Chiesa (santa e peccatrice). Una opportunità da non perdere!
Si parla spesso, da più parti, della necessità di “manifestare affetto al Papa”.
A mio avviso, se vogliamo veramente manifestargli un affetto sincero, dobbiamo desiderare che al più presto venga fatta pulizia dalle “macerie” che lo circondano in Vaticano.
A me francamente Benedetto XVI sembra un agnello in mezzo ai lupi … Come non volergli bene?
Massimo, cosa vuoi che ti dica. La vediamo diversamente, in alcune cose in maniera profonda. Per me un Cristiano trova motivo di gioia ogni mattina, in quasi due mesi che leggo i tuoi post ho quasi sempre letto manifestazioni di insofferenza, come se tutta la gerarchia della Chiesa fosse da buttare nel fosso. Hai un modo di esprimere la tua fede che faccio fatica a comprendere.
E’ vero, la verità non esclude la misericordia, giustissimo, ma scusami anche tu la franchezza: della seconda mostri di essere quasi totalmente sprovvisto.
Secondo te il Papa non coglie la gravità della situazione? E dobbiamo spiegarglielo noi come rimediare? Poi perchè questo non sarebbe il momento di manifestargli l’affetto, sei proprio convinto che Benedetto XVI abbia tanto da rimproverarsi da non meritare in questo momento la nostra vicinanza? E cosa ne sai del suo stato d’animo, tutti abbiamo bisogno di essere sostenuti, soprattutto in momenti difficili.
Massimo, sei chiaramente una persona profonda, apprezzo la passione che ti caratterizza, lasciati accarezzare il cuore da Gesù, tanta rabbia svanirà. La Chiesa, non istituzione umana ma sposa di Dio, si salverà. Si salverà perchè la verità di Gesù non perirà mai.
In ultimo: mi riferivo al bel post di mariateresa (tutto attaccato in minuscolo) del 28 maggio.
Ho letto con interesse i tanti commenti , gli articoli, le dichiarazioni su questo libro, che non ho ancora letto. Penso che lo leggerò senza pensare che è tempo perso, se la mia fede arretra davanti a certe realtà, essa è davvero inconsistente.Il Concilio Vaticano II, di cui ricorre nel silenzio generale( e di questo vorrei davvero parlare) il cinquantesimo dalla conclusione, mi ha insegnato guardare con fiducia al mondo in cui viviamo, nonostante tutto, a cogliere i segni dei tempi come segnali di una Presenza sempre da scoprire e sempre nuova, a lasciare al passato ciò che gli appartiene, guardando avanti, al tanto bene che c’è nella Chiesa e nel mondo, talmente tanto che meriterebbe conoscerlo meglio a lode di chi lo provoca e a lode dello Spirito che lo suscita.Il COncilio mi ha insegnato a non temere la realtà, anzi a viverci dentro , a non temere la libertà o le opinioni degli altri, perchè c’è un modo laico di essere cristiano e non solo un modo clericale, appartato e fatto di mille segreti non trasmissibili. Quel Concilio mi ha comunicato apertura , gioia di vivere, primato della Parola incarnata, volontà di conversione ad un amore di cui parliamo poco , anche nelle comunità cristiane, spesso ingolfate da burocrazie, giuridismo,formalismo e concentrate sui riti chiusi nei templi, come non fossimi seguaci di un Maestro che viveva nelle strade e nelle case e guardava negli occhi le persone, incoraggiando, perdonanando, donando speranza, condividendo. Chi lo segue deve scoprire questa qualità di vita e di relazioni. Non solo la vita personale può cambiare se contaminata dal Vangelo, ma anche i sistemi e le istituzioni devono lasciarsi modificare da quella logica, che non è di questo mondo.Nella Chiesa ci sono state e ci sono pagine luminosissime e ci sono state e ci sono pagine oscure. Perchè nasconderlo?Solo un amore applicato alal vita risana e fa ripartire, non certo le sole polemiche, ma la verità va conosciuta, qualunque essa sia. Non quindi un Vangelo ammorbidito dai sistemi autoreferenziali, ma un Popolo che si lascia pervadere dal Vangelo e non dal potere o dagli accomodamenti.Non basta essere credenti, oggi più che mai occorre essere credibili. Grazie a Maurizio Beretta per le sue parole. Silvano
Grazie, Silvano. Nel tuo commento c’è molto della Chiesa viva in cui credo.
Non mi sembra che “viva” sia uno degli attributi della Chiesa che si crede, non nella quale si crede.
Se c’è una Chiesa viva suppongo ce ne sarà una morta: e chi lo decide, di grazia?
Non basta essere credenti? Infatti, sostanzialmente non lo siamo più. Tutti affannati a renderci presentabili e ben accetti a chiunque, disposti a dar credito a chiunque tranne ai fratelli di “fede” (sic), quelli della chiesa morta, che è sempre quella di chi non la concepisce come noi, reciprocamente.
Il Concilio Vaticano II di cui ricorre il cinquantesimo dall’INIZIO (8 dicembre 1962) non dalla conclusione, nel silenzio generale???
Informo che il Papa ha indetto un anno della fede anche proprio per celebrare tale ricorrenza. Notizia sfuggita? Troppo occupati con le malefatte della chiesa morta?
Dal monte Scopus, dove si trova Hadassah, si vedono bene le rovine del tempio di Gerusalemme. Ma chi decide che sono “rovine”, di grazia?
Dal monte Scopus, dove mi trovo, non si vedono le rovine del tempio di Gerusalemme ma la moschea Al Aqsa e la cupola della Roccia che svettano sopra l’antica Al Quds. Da più di mille anni. Un ‘altra notizia non pervenuta?
E’ facile il giochino di ostentare una battuta ficcante, per non entrare nel merito.
Ehi, quanto veleno, fratello Hadassah! Francamente mi sorprende una simile reazione!
Lei deve ammettere che non è facile, senza scrivere un trattato, rispondere puntualmente ai suoi interventi, sia per il loro tono “arrabbiato” sia perché essi prendono in causa fin troppi spunti.
Dopo aver preso in esame più ipotesi di risposta, mi era parso che il punto focale potesse essere la sua domanda: “e chi lo decide?”.
La mia risposta sintetica voleva intendere che “ognuno di noi” è in grado di prendere le proprie decisioni. Infatti, sul piano razionale prendiamo ogni giorno centinaia di decisioni legittimate dalle capacità razionali ricevute da Dio, mentre sul piano religioso siamo pur “sede dello Spirito Santo” e “figli di Dio”.
Fermo restando che ogni nostra decisione comporta il rischio di sbagliare! Che è il rischio di vivere da creature fatte a immagine del loro Creatore!
Ma forse avrei invece fatto meglio a rispondere all’altro tema che lei ha posto: “Chiesa viva … chiesa morta”. Entrambi – credo – siamo dell’avviso che la nostra Chiesa sia “santa” (soprattutto perché “santo” è il suo Fondatore). Ma la Chiesa non è solo “santa”, perché essendo fatta di uomini è anche “peccatrice” ed è inevitabile che da essa vengano, insieme ai frutti buoni, anche i “frutti non buoni” che sono sotto gli occhi di tutti, nella cronaca giornalistica dell’oggi, come nella storia di duemila anni.
A proposito di storia: mi è “pervenuto” come, secoli fa, noi cristiani abbiamo perduto la Terra Santa (a causa di stupidità e di peccato) consegnandola ai musulmani. A chi ha dubbi suggerisco di leggere: Runciman – Storia delle crociate.
Fare apologia per affermare che tutto quanto fa la Chiesa è buono, oppure, fare apologia per negare sia le opacità della Curia romana di oggi, sia i peccatucci di Riccardo Cuor di Leone, temo che sia contrario alla Verità e “peccato contro lo Spirito Santo”, l’unico peccato che nostro Signore ha definito come imperdonabile.
O forse avrei dovuto porre attenzione al tema: “il Papa ha indetto l’anno della fede”? oppure al “cinquantesimo” dell’inizio del Concilio Vaticano II? O a che altro?
Mi dispiace che dal monte Scopus lei veda solo i segni dell’Islam (le moschee e Al-Kuds). Con un po’ di sforzo però, potrebbe vedere anche dell’altro!
Magari, con gli occhi della fede, anche i segni di una Passione e di una Risurrezione!
Shalom! Pace! E magari anche Salam Aleikum!
“Fare apologia per affermare che tutto quanto fa la Chiesa è buono, oppure, fare apologia per negare sia le opacità della Curia romana di oggi”
Il punto è questo Vanni, ti sembra che noi stiamo negando qualcosa? Ti sembra che io, Hadassah, Francesca Vittoria siamo favorevoli ad insabbiare tutto? ben venga la pulizia. Quello che io affermo, e credo anche gli altri, è che non è nostro compito farla come non è nostro compito enfatizzare questi errori, sono folte le file di chi già lo fa.
Io ho fiducia nella capacità di autopurificarsi della Chiesa eppoi per favore, lasciamo perdere le crociate, perchè poi mi tocca rilevare come gli argomenti siano gli stessi di coloro che quando non sanno più cosa dire tirano di nuovo fuori il fatto che la Chiesa bruciava le streghe ecc. ecc. poi Massimo mi bacchetta di manicheismo. Ce li ricordiamo bene certi orrori commessi in quegli anni, e se non sbaglia qualcuno ha chiesto umilmente scusa.
Comunque 11 ottobre 1962 e chiedo scusa dell’errore di data…come del nome sbagliato di Beretta…per il resto confermo che senza una vita rinnovata dal Vangelo vissuto, come si può e pur in mezzo alle tante nostre mediocrità , l’esperienza della fede è evanescente e non riconoscibile. Le dichiarazioni restano dichiarazioni, il confronto con la vita concreta degli uomini e delle donne che incontriamo è tutta un ‘altra storia.Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… Decisivo lo stile delle relazioni umane con chiunque ovviamente anche con chi nella Chiesa non la pensa come te.
Perché il fedele cattolico, che magari già trova qualche difficoltà a credere nella Trinità, dev’essere obbligato a «fidarsi» anche delle persone cui consegna le sue offerte, senza disporre di garanzie concrete e pratiche come un bilancio certificato e pubblico o dei revisori dei conti davvero indipendenti?
Io dico che il fedele cattolico che ha difficoltà a credere nella Trinità, deve perseverare a volerla conoscere finchè non troverà chi gli darà quella spiegazione che sia più vicina alla sua comprensione (spiegare l’Amore divino non è cosa facile se ci si rivolge a qualcuno che non ha mai conosciuto quello del suo prossimo) .Per fortuna non mancano nella Chiesa che si vorrebbe perfetta, Sacerdoti e laici che fanno parlare di sé in quanto ad abnegazione e che sono ancora oggi là a fianco di chi è nella difficoltà più difficile ma il bene oggi non fa notizia quanto il male che in ogni suo aspetto dilaga nella società, ma son tysi apprezzasse quanto ha operato e al cuore dei fedeli con chiarezza circa le Verità di Fede. Voler scoprire la verità circa le lettere trafugate e fatte oggetto di gossip goloso di spaziare oltre i soliti giardini, dove c’è un portone di bronzo, è un altro genere di verità questa e interessa moltissimo una gran folla e solleva forte curiosità la quale è pane per i giornali news che scandalizzano i fedeli dubbiosi e alimentano i le malevolenze da parte di chi si compiace dire e pensare; “sono uomini come tutti gli altri “
Ma la fede non proviene da uomini, è un dono di un Dio che guida la nostra libertà a un più giusto e e illuminato discernimento Certamente , potere e denaro corrompono , sono strumenti che possono fuorviare le intenzioni , corrompere la buona fede di persone a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito si trovino ad operare, ecco perché è la fede che può superare questi handicap e qualora questi si dimostrino più forti, per la persona che indossi una veste sacra è meglio la deponga per amore di onestà verso se stessi e verso gli altri.
E’ anche vero che spiace sia accaduto dove opera il Santo Padre, al quale certamente è stata recata grave offesa alla sua fiducia e mortificato la Sua leadership, ma per fortuna ieri ha potuto trascorrere ore serene e speriamo davvero abbiano sollevato il suo spirito provato l’accoglienza gioiosa e la conferma che c’è un popolo che lo incoraggia e stima il Suo operato e guarda a Lui con la stessa fiducia che Cristo gli ha accordato designandolo a Capo visibile della sua Chiesa.
Non serve ingrossare le fila di chi mormora contro, siamo invece a puntellare questa Chiesa di Cristo se in lui noi crediamo
Francesca Vittoria
“Non serve ingrossare le fila di chi mormora contro, siamo invece a puntellare questa Chiesa di Cristo se in lui noi crediamo”
ci rendiamo conto che, pur con tutte le buone intenzioni e le lodevoli premesse, si cade sempre qui? Ma è proprio “puntellando” che alimentiamo la mormorazione!!!
Insisto nella provocazione: non è che a furia di dire che non è in discussione niente di centrale (fede, Chiesa) e di indicare come un pericolo l’attacco laicista… in realtà ci stiamo nascondendo dietro ad un dito??? Ripeto, magari con le migliori intenzioni, ma visto con un attimo di distacco la trovo una strategia devastante…
Addaje Massimo…
Ma vogliamo anche noi unirci ai corvi? E quando anche noi buttassimo fango?, alimentando insinuazioni, supposizioni, e tutto quanto si verrà a sapere dalle indagini, caso mai i fatti accusassero dei Collaboratori e fossero tra quelli che ieri hanno fatto corona al Santo Padre, che Lui stesso ha voluto avere presenti come la sua attuale e Famiglia, una Famiglia dove come in ogni altra, qualche componente può pensarla e agire anche diversamente , ma questo è ancora tutto da vedere, da sapere per chi vuol sapere
; ma con che coraggio uno si sarebbe alzato e al microfono avesse esternato quello che in questo blog si va “pensando” circa quanto è oggetto di scandalo o reca offesa ai buoni fedeli i quali pensano di aver mal riposto la loro fiducia e pretendono giustizia. Proprio questa mattina al mercato una coppia si è fermata a dire di non aver perso nulla di quanto la televisione ha trasmesso.. Sarebbe stato davvero da corvi !!! un buttare fango all’immagine di Cristo …..e non in teatro.
C’era una moltitudine di famiglie ieri presenti, che rappresentavano altre non presenti, da ogni parte del mondo. e tutti desiderosi di manifestare il loro affetto, la loro fiducia la loro attesa di risposte che sono anche i problemi nella vita di ogni famiglia, e fiduciosi si sono rivolti a UNO nel quale hanno riposto fiducia, il solo alla cui parola credere. C’è stato già un Giuda e non è stato Gesù Cristo a condannarlo, si è condannato da solo.
Francesca V ittoria
Per Fabio Bernardini. Sono d’accordo su molto di quello che scrivi e comunque non ho accusato di insabbiare né te, né Maria Vittoria …
A tentare di insabbiare, a mio avviso, sono i media cattolici, quando cercano di sviarci dai “contenuti” di vatileaks per farci credere che la cosa più grave sia la fuoriuscita dei documenti riservati. E questo è travisare/falsificare la Verità!
In merito a “non è nostro compito … fare pulizia”: quanto dici certamente è vero. Tuttavia non possiamo esimerci dal riconoscere la Verità (con cui nostro Signore si identifica) distinguendola dalla menzogna. Anche coloro che attaccano la Chiesa dall’esterno saranno meno feroci quando riconosceranno una maggiore onestà da parte nostra!
Il mio scritto era contestualizzato in risposta ad Hadassah: in particolare la questione “crociate” era connessa con la sua “vista” su Gerusalemme (vedi) trasformata in Al-Kuds dalla presenza delle moschee.
Anch’io come te credo che la Chiesa abbia capacità di purificarsi (per merito del nostro Signore). Altrimenti la storia l’avrebbe cancellata da molto tempo.
Ok Vanni, posso comprendere i tuoi timori. Tuttavia, per il poco tempo che ho a disposizioni cerco comunque di informarmi, leggo Famiglia Cristiana e quando riesco Avvenire. In questi (di altri testate non posso parlare), tentativi di depistaggi di cui parli non ne ho proprio visti.
E comunque bisogna essere ben ingenui per farsi sviare, considero i nostri fratelli dotati di sufficiente grano salis per essersi fatti un’idea piuttosto chiara di quello che sta succedendo.
Chiedo scusa a don Sciortino. Non l’ho letto su questo tema, ma mi è sempre sembrato onesto.
Non ci sarebbe carrierismo senza la carriera ecclesiastica, senza il potere temporale, le nunziature, il patrimonio ecclesiastico, strumento pastorale, dono e patrimonio dell’umanità tutta . No al pauperismo, sì a “beati i poveri nella verità del cuore e della mente”. “Non giudicate” “Annuciate il Vangelo”. Dio manderà il Francesco del 3° millennio. Il Vaticano è una reggia meravigliosa, arte splendida, abitata da chi ama vesti sontuose, un po’ datate, per la gloria del Cristo Crocifisso, per render davvero grazie a Dio. E nonostante amiamo la Chiesa che ci genera nella fede cristiana.
Carriera ecclesiastica – 2000 anni non sono pochi e anche la Chiesa dal suo inizio, dagli Apostoli, ha camminato con l’umanità che le è stata affidata affinchè facesse conoscere il Cristo e il suo vangelo della vita. Per obbedire a questo mandato si è calata nella storia umana, si è data una struttura che rispondesse alle esigenze che via via nei secoli si sono moltiplicate . Ma è anche diventata corpo vivo vivendo le vicende della storia con e per la gente in ogni dove e sotto ogni cielo e i loro nomi sono scolpiti come pietre miliari nella sua storia dandole un volto. Tanti artisti pittori e scultori hanno cercato di immaginare e rendere visibile il volto di Cristo:, lo hanno per lo più raffigurato quasi sempre sofferente; a parte il Risorto. La Sindone ci propone tutta la Sua Figura umana, il volto alterato dalle ferite inferte da tutti coloro che non lo hanno voluto riconoscere come Figlio di Dio.
Ai nostri giorni ci si interroga quale è il vero volto della Chiesa. Quello configurato al volto di Cristo nella Sindone sembra essere il più reale perché il volto santo è stato deturpato da chi gli ha usato v iolenza, e ancora oggi questa avviene sia pure in altro modo ,Occuparsi di denaro per curare interessi utili a nobili cause richiede anche assecondare le richieste di un mercato che non si sottomette o approva regole e modi conformi a morale se questi diventano impedimenti al raggiungimento di obiettivi di potere. E’ il must dei problemi in cui si dibatte la società quando pretende obiettivi quali: verità, giustizia, pace.
Il Santo Padre, che si trova oggi non più al timone della barca di Pietro, ma a far mantenere la rotta a un transatlantico che rischia di naufragare tra questi marosi, e vuole salvare più persone possibili, sono genti di ogni razza provenienti dai diversi continenti. Il suo lavoro è pesante e nessuno vorrebbe rivestire quei paramenti che tanto sembrano invidiabili, che fin dall’antichità Dio ha voluto per i suoi Sacerdoti e Profeti per accedere alla Sua Tenda e a buon motivo visto quanto comporta l’indossarli. Sono tutto un significato di essere, un impegno da assumere, un dovere da compiere per essere Suoi Veri Servi. Io credo che dobbiamo aiutare il Santo Padre che lo abbiamo visto molto da vicino al meeting delle famiglie, uno tra la sua gente, un Maestro che intuisce lo sconforto che travaglia il cuore di molta gente oberata da problemi di non facile soluzione ma ha cercato di incoraggiare ad avere fiducia nella Chiesa l’aiuto materno al popolo di Cristo e ha assicurato la sua cura a mantenere viva questa Chiesa secondo il volere di Cristo – Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Di sicuro c’è la volontà e l’impegno del Santo Padre in cui è doveroso confidare; è inevitabile si verifichi che alcuni possano fare altre scelte – è la libertà che si gode a presentare il conto e tutto questo è incluso, triste ma è un realtà che ci deve spronare a non perdere la FIDUCIA e la FEDE nelle promesse confermate da Qualcuno come certe, sicure basta stare nella barca di Pietro.
Francesca Vittoria
Brava Francesca.
Per Francesca Vittoria:
E’ molto bello quello che scrive il 7/6 ore 8:27. Porta i segni di una persona che si mette in gioco completamente: testa, cuore e fede per interrogarsi e per tentare di darsi delle risposte.
Risposte che assumono magari la forma metaforica (audace, ma anche efficace) della barca di Pietro divenuta transatlantico.
Mi accorgo che in precedenza ho involontariamente cambiato il suo nome in “Maria Vittoria” e mi scuso della disattenzione.
Molto positivo il suo interrogarsi su “quale è il vero volto della Chiesa”. Credo che siamo in molti a porci questa domanda, magari con formulazioni diverse, provenendo da esperienze diverse, ricercando con metodologie diverse.
Molto positivo il suo invito conclusivo a non perdere la FIDUCIA e la FEDE nelle promesse di Cristo. Rimanendo sulla barca di Pietro (più sopra aveva anche detto: ad aiutare il Santo Padre).
Grazie.
Vanni