La famiglia divisa del Papa

In questo articolo Giorgio Bernardelli scrive sulle notizie di queste ultime ore dal Vaticano. Legandole all’Incontro mondiale delle famiglie. E tu che ne pensi?

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15 risposte a La famiglia divisa del Papa

  1. Simona scrive:

    Molto bello, speriamo davvero che riusciamo tutti a seppellire l’ascia di guerra.

  2. maria scrive:

    Temo che il nostro amato e sfortunato Papa abbia avuto già nella sua cosiddetta “famiglia” vaticana un amaro saggio di quello che sono diventate oggi nella realtà, al di la’ delle belle parole retoriche, la maggioranza delle famiglie: agglomerati di egoismi , di individualismi, di nevrosi, dove ognuno pensa al suo interesse e alla sua “autorealizzazione” e dove i vecchi concetti di senso del dovere , sacrificarsi per il bene degli altri , amore paterno, amore filiale, ecc, sono derisi e sbeffeggiati..le madri che piantano marito e figli per “autorealizzarsi”, i padri che trovano normale avere amanti o seconde mogli di vent’anni più giovani dalle prime che nel frattempo sono invecchiate e non sono più “sexy”, figli che dichiarono di stare in casa coi genitori “SOLO PER MOTIVI ECONOMICI” e cioè non per amore verso i genitori stessi ecc . ecc. ecc. Se è vero che in ogni epoca la famiglia è stata lo specchio, in piccolo , dell’intera società, specchiamoci nelle nostre famiglie di oggi, e come il protagonista del “RItratto di Dorian GRay” di O. WIlde abbiamo almeno ribrezzo di quel che siamo diventati!!

    • assuntas scrive:

      Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa.
      Quando ero ancora giovane mi sono state insegnate le buone maniere e il rispetto per i genitori: la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.
      Esiodo (VIII-VII sec. a.C.)

      “La gioventù d’oggi è corrotta nell’anima, malvagia e infingarda. Non potrà mai essere come la gioventù di una volta e non potrà mai conservare la nostra cultura.”
      Scritto ritrovato su una tavoletta d’argilla risalente al periodo babilonese (1900-500 a.C.)

      E per finire:
      Qoelet 7,10
      Non dire “Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?” perchè questa domanda non è dettata da saggezza.

  3. Ilaria Pisa scrive:

    Articolo commovente e meraviglioso.

  4. Luca Crippa scrive:

    Grazie per lo spunto di riflessione. Anch’io capisco qualcosa del vangelo quando lo vedo come il racconto dell’impegno di Dio per raccogliere intorno a sè una famiglia grande quanto il mondo.
    Sui fatti recenti, poi, penso che non a caso il papa ha indetto un “anno della fede”. Si litiga (e peggio: qui mi sembra che si sia arrivati a odiarsi…) pensando di aver ricevuto da soli l’incarico di salvare la Chiesa e il mondo. Ma il credente vive sereno – e serve con pace e disinteresse – perchè sa che la Chiesa non è al mondo per salvare il mondo ma per dire al mondo che c’è un Salvatore.
    Se il papa fosse circondato da credenti ci sarebbe meno zelo (quello cattivo) nel cercare di affermare con ogni mezzo le proprie “sante” convinzioni…

  5. Marco scrive:

    Grazie della chiarezza, del tocco delicato, del necessario coraggio! Senz’altro da diffondere! Buona Pentecoste, invocando l’effusione dello Spirito Santo!

  6. Massimo Menzaghi scrive:

    “stavolta abbiate il coraggio di lasciarvi aiutare”

    avranno almeno il coraggio di ammettere il problema?

    “Le vogliamo bene ancora più di prima, santità. A lei e a tutta questa sua grande famiglia.”

    ottima conclusione di ottime riflessioni: il problema non è la perfezione, ma che tutti si pongano nelle dinamiche famigliari con ruoli diversi ma disposti a lasciarsi guidare (e correggere) dall’unico amore…

  7. Guido Mocellin scrive:

    Caro Giorgio, la netiquette che ci siamo dati scrive di non eccedere nell’autocommentarci, ma questa idea di accostare “la famiglia del papa”, quella che ha uno in carcere, e “le famiglie del papa”, quelle che andranno o saranno a Milano, è piena di suggestioni, e ti ringrazio davvero per averla condivisa.

  8. Leonardo Scandellari scrive:

    In questi giorni speravo proprio di poter leggere in un forum come questo una riflessione scritta “aprendo gli occhi e il cuore”, di fronte a vicende così tristi per noi cattolici. L’articolo di Giorgio Bernardelli è anche più di quanto mi attendessi. Grazie di cuore.

  9. Marianna Marchesi scrive:

    Bella riflessione. Non esistono famiglie perfette. Nelle famiglie ci si vuole bene ma questo bene non è “scontato”, bisogna dirselo, dimostrarselo ogni giorno. Anche la correzione fraterna deve comunque esprimere sempre l’amore per quella famiglia che è la Chiesa con la sua gerarchia. Purtroppo spesso c’è abbondanza di correzione e scarsità di fraternità.

  10. Francesca Vittoria scrive:

    Ho già espresso il mio pensiero in altro Blog, ma qui sono provocata dai dettagli informativi di giornalisti i quali hanno anche letto questa novità libraria che solleva tanto scalpore perché rivela un aspetto poco conosciuto e , anche non esemplare, della Famiglia Vaticana.
    Ritengo sia un bene che questo sia accaduto, cioè sia stata fatta conoscere una realtà, una verità che è distante da ciò che si immaginava, un aspetto poco edificante di chi collabora e fa parte dei governanti i dicasteri vari di cui la Chiesa di Dio è composta. Così come accade nelle famiglie che ai genitori sfugga il comportamento dei figli, quello che non suppongono riguardi il proprio figlio, è accaduto anche al Santo Padre Benedetto XVI° C’è da immaginare il dispiacere provato ed è per questo che al raduno della Famiglia occorre riservargli una accoglienza ancora più calorosa, dare e non aspettarsi soltanto di ricevere sostegno e conforto:, una attestazione di affetto che gli confermi che la Chiesa di Cristo di cui è il Pastore , che la famiglia cristiana esiste, basta che guardi verso il basso quante mani lo salutano e gli proclamano affetto. Nell’oggi moderno ci sono tante proposte di famiglia, quasi tutte riflesso della società moderna che le ha generate, e sono diventate una babele di composizioni più diverse, che nascono da singole esigenze, che non si domandano quanto dureranno, non rispondono a quale futuro aspirano , si allargano o si restringono fino ad essere singole unità. Domandiamoci allora perché la Famiglia di Nazareth è stata creata e voluta da Dio così diversa!!Non sarà anche per dare un senso più completo a quella esistente ma fragile, senza ideali? perché quell’ esempio di amore voleva esistesse anche nella famiglia umana che è amore generoso, rispettoso, capace di sacrificio per l’altro, di fedeltà e sostegno per ogni altro componente la famiglia, con un progetto e degli ideali da perseguire e utili a formare cosè una società diversa e dove ognuno non è servo ma libero. Solo così concepita è la famiglia cristiana, una famiglia davvero speciale, concepita secondo il volere di un Dio che vuole il bene di tutti e di ognuno una famiglia che nell’oggi ha in se le generazioni precedenti, che hanno ricevuto e consegnato alle seguenti questo amore, che è fede nel Dio creatore. Dobbiamo continuare a credere in questa famiglia, a farla diventare e porla all’attenzione di chi ci governa non chiedendo elemosina ad essere riconosciuti dalle Autorità Governative ma invece evidenziando e pretendendo di essere riconosciuti per quello che doniamo alla società, e, per i valori che essa promuove per il futuro che essa ha cura di preparare attraverso le nuove generazioni e nel sostegno di ogni situazione difficile , pilastro fondamentale a costruire l’edificio del bene comune.
    Si, il Santo Padre va accolto in modo speciale …..e ringraziato per non rifiutare di stare dove lo Spirito ha voluto che la Sua Persona, Joseph Ratzinger, fosse a reggere il timone della Barca di Pietro.
    Francesca Vittoria

  11. Fabio Bernardini scrive:

    Veramente un bell’articolo. Da quì si deve ripartire. Grazie Francesca per le tue riflssioni, io ormai ci spero poco sul sostegno alla famiglia in questo paese, non si è fatto quando si poteva figuriamoci adesso. Con il terzo figlio in arrivo abbiamo praticamente fatto voto di povertà economica, ne siamo consapevoli ma la ricchezza in umanità ci ripagherà abbondantemente.

    • Giovanni scrive:

      Auguri. Non si scoraggi, ci sono i margini per una politica di sostegno alla famiglia, sempre poco, pochissimo, praticata in Italia. Se è passata l’idea di detrazioni sull’IMU in base ai figli a carico, significa che anche in tempi di crisi è possibile, anzi forse è addirittura doveroso, uno sforzo a favore di quelle famiglie che si accollano la responsabilità e l’onere economico di avere dei figli. Non si possono ridurre le politiche di sostegno alla famiglia a poche detrazioni fiscali, ma se lo stato cominciasse da qui a cambiare il modo di concepire la famiglia…

  12. lucio croce scrive:

    Io credo che di fronte a queste vicende – che addolorano tutti i cattolici e non soltanto una parte, come alcuni sostengono – forse può essere utile anche tentare di individuare qualcuna delle cause che hanno provocato questa situazione. Così, premesso che il mio è un giudizio opinabile e di parte, ritengo plausibile pensare che se, negli scorsi decenni, i semi del Concilio fossero stati fatti liberamente fruttificare, ora ci troveremmo forse a vivere in una Chiesa e, probabilmente, anche in un mondo un po’ migliori e con propspettive meno fosche di quelle che si stanno affacciando all’orizzonte. Sarebbe da ingenui pensare che la “Chiesa del Concilio”, come si usa dire, fosse una Chiesa senza macchia; è, però, verosimile ritenere che in Essa vi fosse più amore per il Vangelo e per gli uomini. Se questa tesi fosse anche solo parzialmente condivisibile, un ritorno ai principi ispiratori di quel grande evento, di cui quest’anno si festeggia il cinquantesimo, potrebbe aiutarci ad uscire dalla difficile condizione nella quale ci troviamo. Cordialmente lucio

    • Massimo Menzaghi scrive:

      Nell’intervista all’Osservatore Romano, il sostituto della segreteria di stato dice, fra l’altro:
      “… spiace che del Vaticano si abbia un’immagine tanto deformata. Ma questo ci deve far riflettere e stimolare tutti noi a impegnarci a fondo per far trasparire una vita più improntata al Vangelo.”

      per la serie: lasciamo perdere tesi complottiste, il mondo laicista che vuole strumentalizzare, la tentazione della minimizzazione, l’assurda contrapposizione che viene vista tra il coraggio di chiedere e cercare la verità e l’amore per la Chiesa (e il suo papa)… e ricominciamo davvero da lì…

      PS da ex ambrosiano (nel senso che ora abito altrove), mi auguro che sia proficuo anche l’incontro tra il papa e il cardinal Martini e spero che non si travisi (strumentalizzi?) il doveroso affetto da manifestare al Pontefice con esagerazioni fuori luogo (ricordate il riferimento al “chiacchiericcio” di Bertoniana memoria?): voglio dire che l’affetto è una cosa, pensare che un bagno di folla spazzi via tutto un’altra; più che di fare festa (visti anche i lutti in giro per il paese) è il tempo di pregare e riflettere, senza paura della verità…

      PS so che il ragionamento di Lucio è facilmente attaccabile, ma la penso come lui… e come lui posso sbagliarmi, per carità, però…

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