Stiamo rubando loro il futuro

In questo articolo Gilberto Borghi sull’attentato di Brindisi: «Erano venute da noi per uno stage le ragazze della scuola colpita a Brindisi. E forse per questo oggi non riesco a mettere a tacere tante domande». E tu che ne pensi?

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4 risposte a Stiamo rubando loro il futuro

  1. Francesca Lozito scrive:

    La stessa rabbia che ho provato io oggi. La stessa. E ho pensato anche io alle tante, troppe, timidezze dei cattolici in questi anni nel prendere una posizione. Non tanto politica, quanto etica nella società: scelte chiare, scelte limpide, di libertà dei figli di Dio.
    Ora non è più il tempo di stare nella palude.
    Non lo è più.
    Grazie per questa riflessione.

  2. Gloria Gandolfi scrive:

    oggi più che mai , stamattina, domani…gli insegnanti tutti parlino di Speranza, di un buio che non prevarrà, di unione,di mostrare indignazione…è necessario però che gli adulti abbiano dentro tutto ciò, altrimenti con il loro pessimismo caricano ulteriormente le spalle dei nostri tenerissimi ragazzi.

  3. Francesca Vittoria scrive:

    Il fatto di cui si parla è veramente da “tutti giù per terra”. Quanto e come mi è venuto dapprima il pensiero della strage di Capaci c he in questi giorni in TV immagini hanno fatto rivivere – quel tasto premuto e tutto salta in aria;, ma anche il pensiero lo ha associato ad un altro fatto accaduto non molti mesi fa in un Paese del nord Europa, e cioè il gesto di un solitario, compiuto da uno che sembra aver esaltato e può identificarsi anche come prodotto da una società malata, uomini il cui cuore deve aver subito l’amputazione dei buoni sentimenti , le cui leggi sia pure buone non si sono radicate . Non si può ricercare l’efferattezza del gesto attribuendolo soltanto al singolo ma sembra l’ora di un esame di coscienza, di domandarci se i valori che ammorbano l’aria che respiriamo e che si accettano quasi supinamente come buoni sono davvero valori buoni, sono davvero degni dell’uomo , del giovane in particolare che se li ritrova come proposte a costruire il suo futuro. Ma si guardi la dottrina dei programmi televisivi, a quanto viene gridato nelle piazze dove si protesta ma dove mancano le risposte lungimiranti, serie<,, come può un giovane vedere futuro quando le parole usurate che escono di bocca ai politici che finora hanno governato contraddicono nei fatti le medesime, che tanto risuonano e invocano ai meeting, alle tavole rotonde : libertà, giustizi, pace, fratellanza, solidarietà, ma sono slogan per propri fini dove il bene comune è appena sfiorato nei fatti dove si ha cura che tutti questi lodevoli principi siano da attribuirsi a laico concetto di società senza vi sia la minima intenzione di nesso con le leggi divine, di cui sembra proibito parlare anzi devono restare queste entro i perimetri delle Chiese!!!Eppure bisogna avere il coraggio di dire la verità, di chiamare i fatti per quello che sono, di fare chiarezza e riconoscere anche il proprio disimpegno. . Non bisogna aspettare il terremoto che fa cadere i muri e le torri e i campanili per scoprire le verità del crocifisso, perché oggi crocifisso è tanto popolo quello che piange, sono tanti popoli, è tutta la società fatta sdi uomini uguali . Bisogna rialzarsi e prendersi per mano e dire la verità senza più ipocrita bontà, questo è dovere morale e basta la tolleranza e interessata sopportazione di pchi a svantaggio dei molti più deboli. In Chiesa, ma anche fuori, Preghiamo Dio di insegnarci e guidarci nel modo che a Lui sembri giusto e soprattutto a infondere tutto quel coraggio che a questo e per questo abbiamo bisogno – cambiare per fare passi di vita!!!
    Francesca

  4. zenoni mauro scrive:

    “una cultura diversa”" non basta più la normale testimonianza per un cristiano”….condivido la rabbia e il fatto di interrogarci come cristiani.
    vorrei aggiungere che forse è proprio la mancanza di esperienza concreta di una comunità cristiana con Gesù Cristo che nasce certamente dalla preghiera ma che si traduce anche nella testiminoanza di una cultura ed un impegno sociale concreto . Anni fa scendevamo anche in piazza e non ci vergognavamo come cristiani di farlo perchè lo sentivamo parte della nostra esperianza …. oggi ci scandalizza perchè siamo neutri non è bene schierarsi ed allora giustifichiamo la presenza dei cattolici in tutti gli schieramenti politici,annacquando così per il quieto vivere l’esperienza concreta di una speranza perchè le cose possano cambiare.
    “Cristo è risorto è veramente risorto alleluja”

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