A quando una Messa ad Equitalia?

In questo articolo Alessandro Speciale scrive: «Oltre che – giustamente – nelle fabbriche a rischio chiusura, mi piacerebbe vedere un vescovo andare a celebrare in uno dei luoghi-parafulmine di questa crisi». E tu che ne pensi?

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28 risposte a A quando una Messa ad Equitalia?

  1. Fra scrive:

    Potrei anche essere d’accordo con l’articolo se veramente Equitalia fosse solo un garante della non-evasione. Di fatto però Equitalia è questo ma non solo, è infatti anche la lunga mano di uno stato strozzino che oltre ad essere oltremodo esoso con i contribuenti, oltrepassando il limite della giustizia, si accanisce senza pietà persino verso coloro che non pagano non perchè ladri ma perchè in reali difficoltà. Non basta: questo stato strozzino (perchè diciamocelo, un conto è esigere le tasse, altro è imporre interessi fuori dalle orbite) è il primo ad essere insolvente verso il cittadino.
    Allora non posso più concordare con l’articolo, così come non posso assolvere i dipendenti di Equitalia: sebbene siano da condannare le violenze contro chicchessia, sebbene si possano capire queste persone che a loro volta hanno da mantenere la famiglia e sarebbe eroico da parte loro rinunciare al posto di lavoro per senso di giustizia, ciò detto non si possono assolvere queste persone che lavorano per Equitalia con un semplice “stanno facendo il loro dovere”.
    Ricordo infatti che l’obbedienza al comando e al dovere era già stata tirata in ballo a Norimberga, e sebbene il paragone sia sproporzionato, sta di fatto che se uno stato chiede ai suoi dipendenti di compiere vessazioni verso altri cittadini più deboli, i primi si dovrebbero rifiutare costi quel che costi. Ricordo Turoldo che invitava gli operai dell’industria bellica a lasciare i posti di lavoro: anch’egli sapeva di chiedere qualcosa di quasi impossibile e quindi si guardava bene dal condannare queste persone, così come dobbiamo avere compassione oggi per chi lavora in Equitalia e si trova a mandare in malora altri cittadini semmai onesti ma insolventi perchè a loro volta truffati (magari dallo stato).
    Però tra il comprendere che anche questi impiegati che hanno da mantenere una famiglia, e l’invocare una Messa, come se Equitalia rappresentasse l’altare del sacrificio, c’è differenza! Le fabbriche sì che stanno rappresentando un altare di sacrificio, ma ad Equitalia più che una celebrazione Eucaristica vedrei decisamente meglio una bella celebrazione Penitenziale, con invito a partecipare esteso ovviamente a tutti i cittadini …

  2. Federico Benedetti scrive:

    A parte la solita acredine antiberlusconiana, assolutamente fuori luogo dato che il debito pubblico italiano e il vizio dell’evasione fiscale sono ampiamente precedenti al governo del “presidente imbonitore” (ricordate il film di Totò “I tartassati” del 1959 con Aldo Fabrizi maresciallo della Finanza), non condivido l’elogio delle tasse e di Equitalia.
    Va bene la solidarietà verso i dipendenti di un ente che subiscono aggressioni violente, va bene l’appello al doveroso pagamento delle tasse, va bene l’apologia dell’onestà, ma vogliamo comprendere sul serio la disperazione di che non ne può più, l’esasperazione di chi vede una burocrazia elefantiaca, un’apparato costoso e poco produttivo che spesso ostacola le attività produttive e commerciali?
    L’attuale governo tecnocratico non ha nessuna responsabilità sulla situazione attuale? Possibile che nessuno noti come tartassare pesantemente gli italiani senza riuscire a proporre una minima politica di sviluppo sta peggiorando sempre più la situazione? Di troppo rigore purtroppo si può morire…
    Da ultimo: quando si finirà di dare sempre la colpa di tutto a Berlusconi? Dopo le attesissime dimissioni di B. e la sconfitta elettorale del suo partito, non è ancora arrivato il momento di analisi un po’ meno superficiali e arrabbiate?

    • Fabio Bernardini scrive:

      A prescindere dall’inadeguatezza del nuovo governo, mi spiega come fa ancora a difendere Berlusconi con tutto il suo codazzo che anche ieri ha messo i bastioni tra le ruote sulla norma anticorruzione? Ma non capisce che così si scredita da solo? Glielo dice uno che non è di sinistra, ma che non riesce a concepire come un simile personaggio possa anche lontanamente rappresentare un elettore cattolico, piuttosto meglio non votare.

      • Federico Benedetti scrive:

        Non difendo nessuno ma sinceramente non trovo veramente più accettabile l’antiberlusconismo, che a questo punto non ha più senso se non quello di “legittimare” il voto al PD e alla sinistra. Ha capito adesso qual è la questione?
        Quanto alla corruzione, vorrei far presente che perfino l’attuale governo dei professori “tecnici” non ne è esente: proprio ieri il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini è stato accusato di aver aiutato alcuni imprenditori piemontesi a realizzare una frode fiscale internazionale. E non è il primo caso, dati i precedenti di Malinconico e Cecchi. Le pare possibile che chi ci tartassa e ci fa la morale sul pagare le tasse poi frodi il fisco?
        Berlusconi è uscito di scena ma i suoi successori (come del resto anche chi lo ha preceduto) e i suoi avversari politici non sono certo migliori di lui.
        Mi spiega che bisogno avesse Alessandro Speciale di infarcire questo articolo di un astioso antiberlusconismo? Perchè poi attribuire solo a lui vizi e scelte politiche ampiamente condivise anche da altri governi?

        • Fabio Bernardini scrive:

          Mi dia retta, lasci proprio perdere, soprattutto con questo aracaicismo di destra e sinistra, come se i termini avessere ancora un qualche senso compiuto. Va a cercare il pelo nell’uovo di questo governo e non vede la maceria morale senza vergogna di chi lo ha preceduto.

          • Federico Benedetti scrive:

            Vedo tutte le macerie, presenti, passate e future (quelle del futuro malaugurato governo Bersani). Non condivido l’antiberlusconismo, in questo caso poi decisamente fuori luogo, e non mi va che dando sempre tutte le colpe a Berlusconi, si consacrino i suoi avversari come onesti salvatori della patria. Se Speciale non avesse ecceduto nello zelo antiberlusconiano, la sua riflessione avrebbe guadagnato valore e spessore. Purtroppo non ho potuto proprio evitare di notarlo.

  3. Francesca Lozito scrive:

    Ah beh, certo, il mondo crolla attorno a noi e siamo ancora qui a discutere di chi è la colpa, a fare paragoni con un passato imparagonabile. A non avere la capacità di una lettura chiara della realtà.
    La pancia,sì, benedetta pancia!
    Quella ci condiziona sempre.
    Ma non dovremmo usare la Parola come bussola? Almeno provarci? Chiederci quel che è giusto e quel che è ingiusto? Provare ad arrivarci? Al di là della seduzione del momento che ci fa essere pro o contro qualcuno? Che ci fa guardare solo al nostro tornaconto? Egoismi che c’entrano poco con quello che dovremmo essere.
    La riflessione di Alessandro e la conseguente provocazione sono interessanti e da tenere in considerazione.
    Territori dell’oggi le sedi di Equitalia. Territori il cui significato, in un momento in cui si cercano appiggli nelle grandi liturgie laiche (vedi Saviano e co.) e si dà sfogo ai livori (vedi voto indirizzato a 5 stelle), forse si dovrebbe recuperare.

  4. Maria Teresa Pontara Pederiva scrive:

    Proprio adesso il GR1 registrava il caso di 56 false pensioni di invalidità percepite illegalmente da alcuni italiani e non passa giorno che la cronaca ci parli che sono emerse situazione di evasione totale. Possibile che non si riesca a far passare che le tasse sono alte, e siamo a questo punto drammatico, per i troppi furbi che non hanno mai pagato abbastanza o non pagato del tutto? In altri paesi si finisce in manette all’istante. Qui si cercano ancora giustificazioni. Come mai dove abito, dove una tassa come l’IMU – molto più salata – che esisteva già ai tempi di Maria Teresa d’Austria, non fa scalpore?
    Il problema mi sembra essere uno solo: l’idea del bene comune è ancora di là da venire nel nostro Paese di lunga tradizione cattolica.
    Pensiamo a tutto il movimento cooperativo di matrice cattolica che è sorto per venire incontro a quanti erano in difficoltà, ma sconosciuto in tante regioni italiane.
    E la dottrina sociale della Chiesa assai poco predicata nelle nostre omelie.
    Eppure la Parola è stata anche “date a Cesare quel che è di Cesare ….”. E lo Stato sociale come si finanzia se no?

    • Fra scrive:

      “E lo Stato sociale come si finanzia se no?”

      Con le tasse,
      ma SOLO SE le tasse:
      1) vengono pagate da tutti, e questo accade se le tasse sono
      2) eque e non spropositate
      3) utilizzate per il bene pubblico e non per quello privato dei politici

      • Massimo Menzaghi scrive:

        “e questo accade…”

        … se i cittadini sono onesti e hanno il senso dello stato!

        il resto, purtroppo, viene di conseguenza…

    • Francesca Lozito scrive:

      E infatti Maria Teresa il Trentino è uno dei pochi esempi in cui “la comunità” ancora esiste! In cui si cerca di manterne il senso concreto. Nei gesti e nelle scelte, anche politiche.
      Basti pensare al ruolo che la cooperazione ha ancora da voi.
      Tanto da imparare, fuori di dubbio ;0)

  5. Francesca Lozito scrive:

    Benedetti, la prego: si liberi dai suoi incubi! Ma il governo Bersani da dove l’ha tirato fuori??? Qui la Grecia sta per uscire dall’euro, Italia e Spagna tracollano (veda il pezzo di Krugman sul Post di oggi) e lei ha paura di un governo Bersani???
    Ma ha la mia età Benedetti!! La mia età!!!! Apra la finesta, viva, respiri!
    Non ci sono i cosacchi su Po!
    Scusi il tono, ma sto cercando in qualche modo di sdrammatizzare.

    • Massimo Menzaghi scrive:

      ;-) ;-) ;-)

    • Federico Benedetti scrive:

      Altro che cosacchi, l’incubo è un regime di socialismo reale che da settant’anni opprime regione, provincia e città in cui vivo. Un regime che si alimenta di rapporti equivoci, del genere in cui era esperto il dimenticato Filippo Penati, tra imprenditori, appalti, amministratori rossi, cooperative rosse, banche… Incubo da cui sono risparmiati coloro che hanno la fortuna di vivere altrove (il bianco Trentino o la ricca Lombardia) e da cui vorrei fossero risparmiati i miei bambini.
      Lei forse gioirà all’idea di un governo presieduto da Bersani, io, che lo conosco da presidente della Regione Emilia e lo ricordo da ministro nei governi Prodi, no. Sdrammatizzi pure, ma le ricordo che ad accendere i fuochi è stato Alessandro Speciale, io mi sono limitato a dissentire e a porre qualche interrogativo.

      • Massimo Menzaghi scrive:

        “Altro che cosacchi, l’incubo è un regime di socialismo reale che da settant’anni opprime regione, provincia e città in cui vivo”

        visto che il tono è quello ironico (e lei riesce ad esserlo anche involontariamente…) io le consiglierei una cura disintossicante: per due settimane provi a non inserire nei suoi post i seguenti termini: “maligno”, “sinistra”, “comunismo”, “B.”, “Magistero”, “obbedienza”…
        … forse finalmente potremmo riuscire a dialogare!

      • Fabio Bernardini scrive:

        Glielo dico sinceramente e non sto scherzando: per il suo bene le consiglio di farsi vedere da qualcuno, chiudo quì e non se la abbia a male se smetterò di seguirla nelle sue elucubrazioni.

        • Federico Benedetti scrive:

          Non mi pare di averle mai chiesto di commentare i miei interventi. Volevo sottolineare una “sbavatura” nel post di Speciale e la sua precisazione mi basta. Le ironie e i giudizi offensivi non mi impressionano anche se certamente non facilitano quel “dialogo” che sembra stare tanto a cuore (almeno tanto quanto l’uso di faccine) al Sig. Menzaghi. Le faccio notare che nei commenti a questo post io non ho ne’offeso, ne’ ironizzato contro nessuno.

          • Massimo Menzaghi scrive:

            mi spiace (sinceramente) che vada sempre a finire così; io cerco spesso di sdrammatizzare con un po’ di ironia (faccine comprese) perchè è difficile cogliere e trasmettere gli stati d’animo che si celano dietro poche parole; lei dice di non ironizzare e di non offendere, ma con gli argomenti che tira fuori offende (indirettamente!) l’intelligenza dei suoi interlocutori: vede in giro più comunisti e laicisti di B., ogni volta che qualcuno collega il cervello per lei è un dissenziente in piena deriva relativista e/o preda della tentazione diabolica, difende la Chiesa e la politica di destra lasciando intendere che le due cose si equivalgano…
            … lascio a lei tirare le somme…

            … quanto al dialogo bisognerebbe cominciare a rispondere in modo pertinente, senza appigliarsi sempre e comunque agli argomenti di cui sopra o, in alternativa, al vittimismo… ;-)

            non si tratta di compiacere l’interlocutore mettendo a rischio le proprie granitiche certezze, ma di risultare credibili!

        • Giovanni scrive:

          Si può dissentire senza accusare il prossimo di avere disturbi mentali. Prescindendo da tutto, personalmentete apprezzo la passione e il coraggio di Federico. Non è l’unico ad avere delle “fissazioni”, più o meno condivisibili…

      • Maria Teresa Pontara Pederiva scrive:

        Caro Benedetti, per una volta mi lasci rompere il proposito di non fare riferimenti a persone precise: ho la fortuna di abitare in Trentino – bianco dice lei, ma se non abbiamo mai votato B. e affini, l’abbiamo deciso noi e non altri, e se hanno appena rilevato che siamo l’unica regione non toccata da mafia e ‘ndragheta il merito non è delle montagne, ma del rigore morale delle persone che denunciano subito come al di là dal Brennero – ma sono nata proprio nella sua città! Se i miei genitori sono ritornati in Trentino è per motivi di lavoro, non certo perché si sentivano oppressi da un regime, ma stiamo scherzando? La nostra casa era all’angolo della Cattedrale, non in un gulag (da piccola ricordo sfarzose processioni al Corpus Domini..), ho frequentato una scuola elementare che nessuno ha mai chiuso (e che da grande ho appreso ricevere anche finanziamenti pubblici).
        Sta parlando da una delle regioni trainanti per l’economia italiana, ma anche all’avanguardia in materia scolastica e di welfare (vedi scuole di Modena ecc.), dove le scuole cattoliche, chieda alla FIDAE, fanno il loro lavoro e ogni parrocchia pure. Ognuno può avere le sue preferenze politiche, ma l’università di Bologna è dalla sua origine un luogo di ricerca e, se è stata orientata politicamente, non è certo oggi, bensì nel Ventennioe lo astesso è stato per quella di Ferrara.
        Ho studiato a Padova e le assicuro che lì ho trovato ben altri problemi, ma era anche attorno al ’77 e può immaginarlo.
        Non ho consigli da darle, ma di rasserenarsi un po’, quello sì.

        • Federico Benedetti scrive:

          Sa benissimo che non è questione di libertà di culto o di insegnamento. C’è qualcosa di ineffabile e forse incomprensibile a chi non vive da queste parti. L’onnipresenza di un partito e di una consorteria (che magari ha fatto anche prosperare una regione, consolidando legami e consensi) ma finisce per essere soffocante. Posso esprimere serenamente disagio per tutto questo e speranza che presto le cose possano cambiare? Il “disagio” viene apprezzato da Vino Nuovo solo quando si traduce in critiche aperte verso la gerarchia cattolica da parte di “cattolici” dissenzienti, quando si esprime con osservazioni polemiche nei confronti di giornalisti di destra o quando si linciano i ciellini e tutti coloro che vengono bollati sbrigativamente come “tradizionalisti”?

          • Francesca Lozito scrive:

            Benedetti, Benedetti …guardi che anche io ho vissuto in Emilia Romagna. Ho studiato a Bologna, ho abitato a Rimini e ci torno spesso, dato che i miei genitori abitano lì e anche molti miei amici. Ho capito che cosa vuole dire. Ma è ingenuo vedere solo il pericolo rosso. Ripetiamo spesso che dalle sue parti il Pci prima e poi quello che è venuto dopo sono stati e sono ancora molto simili a quello che la Dc è stata per 40 anni nel resto d’Italia. Non è il colore a fare la differenza, ma il potere di lungo corso. Suvvia, un po’ di correzione fraterna!

  6. Alessandro Speciale scrive:

    Il mio “anti-berlusconismo”, come lo chiama – e non del tutto a torto – Benedetti, non è funzionale a voler ‘tirare la volata’ a qualche ipotetico governo Bersani, al PD o – Dio me ne scampi! – alla sinistra in genere (che sarebbe la prima a voler tenere in vita con ormai inesistenti soldi statali aziende che non stanno più in piedi).
    E’ però indispensabile, credo, al mio ragionamento: perché il B., con i suoi inviti a non pagare le tasse, con la sua ricchezza costruita con concessioni statali ottenute in modo più o meno opaco, con la sua retorica politica all’insegna degli annunci e degli scontri di facciata e mai dell’assunzione radicale di responsabilità, ha contribuito fortemente, a mio parere, all’incapacità di uscire dallo stupore e di aprire agli occhi sulla (non bella) realtà che abbiamo davanti. A quel continuo sperare, insomma, in soluzioni facili e miracolose che ci traggano in un sol colpo fuori dai problemi.
    Se poi chi ha votato e voterà B. è d’accordo con me nel pensare che pagare le tasse – nel senso più ampio del termine – è la vera ‘rivoluzione’ italiana oggi, ben venga. Non vale perdere di vista quel che conta per diatribe su leader passati.

  7. lucio croce scrive:

    “” L’idea del bene comune è ancora di là da venire nel nostro Paese”", scrive la Prof. Pontara Pederiva; come non essere d’accordo? E se è vero che le radici di questa grave carenza che caratterizza quasi tutte le zone d’Italia affondano nel passato, credo sia altrettanto vero che negli ultimi due decenni la situazione si sia ulteriormente aggravata. La crisi nella quale annaspiamo – è opinione comune – non è solo economico-finanziario ma anche etico-civile; anzi quest’ultima è, probabilmente, pure più grave della prima. La nostra si presenta , infatti, come una società quasi allo sbando, ben raffigurata dalla nipotina di Mubarak, dalle varie ” Nicole”, dalla ciurma infinita di “olgettine”, affamate di danaro e di successo, dagli innumerevoli faccendieri onnipresenti; quanto tempo ci vorrà per ricostruire un ethos collettivo decente? Gli anni passati hanno probabilmente dato il colpo di grazia al già scadentissimo senso civico degli italiani, hanno assecondato le nostre peggiori inclinazioni, hanno rafforzato la nostra atavica mancanza di senso dello Stato. Nella prima repubblica, che certo non era esente da vizi analoghi, gli esponenti pubblici, quando venivano colti con le mani nel sacco, quantomeno si vergognavano, tentavano di abbozzare una difesa, magari falsa e patetica. Durante gli scorsi anni, invece, abbiamo assistito all’arrogante, sfacciata esibizione di qualsiasi “abuso”; e se qualcuno criticava taluni comportamenti, subito scattava l’accusa di “moralismo”; i comportamenti privati degli uomini pubblici, in particolare, dovevano essere considerati ingiudicabili, al di là del bene e del male. Il futuro è ovviamente fosco, anche perchè siamo un popolo con la memoria corta: così, la gran parte di noi ha già dimenticato, ad esempio, che solo qualche anno fa, l’evasione veniva giustificata, ai massimi livelli, in quanto “legittima difesa” contro lo Stato taglieggiatore e che, non più di qualche mese fa, chi si diceva preoccupato per la crisi veniva pubblicamente svillaneggiato: la crisi colpiva gli altri, non certo noi; noi, invece, dalla crisi stavamo uscendo alla grande: infatti, i conti “erano stati messi in assoluta sicurezza”, i ristoranti erano pieni , gli aerei viaggiavano sempre al completo e nelle palestre non c’era posto; d’altronde, come è stato recentemente affermato anche da una illustre maitre a penser, quanti di noi possono dire di non aver mai fatto una vacanza in “barca”? Cordialmente lucio

  8. Vanni scrive:

    Sono d’accordo con l’articolo e – forse ancor più – con la successiva puntualizzazione: “… pensare che pagare le tasse … è la vera rivoluzione italiana oggi.”. Ma per esprimere compiutamente il mio parere devo anche rincarare un poco la dose.
    Una delle difficoltà di cui soffre il nostro paese viene dall’incapacità da parte di tanti di uscire dalla bagarre pseudoideologica provocata dei politici. Per anni volutamente ogni argomento è stato volutamente confuso, distorto, arruffato magari contro ogni logica e ogni rispetto della verità.
    Indipendentemente dall’argomento o dai valori in gioco, quello che viene detto da chiunque viene classificato da un timbro virtuale “destra” o “sinistra” e, in base a questa arbitraria definizione viene attaccato e delegittimato.
    Anche le discussioni su argomento religioso soffrono di questo clima avvelenato. Anche “VinoNuovo”, bellissimo come progetto, a mio avviso, soffre troppo spesso di questo clima.

    Io ho un abitudine mentale: cerco (ripeto: cerco, ma non sono sempre certo di riuscirci!) di valutare l’argomento a cui sto pensando alla luce del Vangelo. Mi è stato insegnato che noi cristiani dovremmo fare sempre così! Ma, quando lo faccio in un ambiente cattolico, io che cattolico lo sono da sempre, mi sento invece definire, fin troppo spesso come “di sinistra” oppure come … “protestante”!

    Della destra e della sinistra non mi interessa, fatta eccezione per il fatto che a mio avviso ognuna di queste tendenze politiche mi sembra un po’ “cristiana” per alcuni versi e “non cristiana” per altri versi.

    E’ fin troppo evidente che, anche mio malgrado, negli ultimi anni, la mia coscienza sia stata costretta a misurarsi con Berlusconi e a valutarlo, non con le categorie fin troppo drogate della pseudopolitica, ma a quelle immensamente superiori del Vangelo, della Parola, di Gesù Cristo.
    Quando parlo di valutare B. in base al Vangelo, non intendo giudicarlo sul Sesto Comandamento! Non intendo neppure sottolineare che sono d’accordo nel deprecare la sua istigazione a non pagare le tasse! Non voglio neppure andare a parlare del fatto che “sistematicamente” ha tentato di demolire i fondamenti dello Stato italiano (l’equilibrio dei poteri) tentando di diventare “padrone” di tutto, comprando o corrompendo. Non parlo neppure del dissesto economico finanziario lasciato dal suo governo.
    Per tutte queste cose sarebbe fin troppo facile trovare pagine di Vangelo che accusano lui e quelli che sono stati conniventi con lui!

    Ma la cosa peggiore che ha fatto B. è stata la falsificazione sistematica (direi quasi, scientifica) della Verità, raccontando sempre il contrario del Verità. Perché la Verità è Dio (e con essa Gesù Cristo si è identificato) mentre il “falso” chiunque se lo può costruire come gli pare, con l’unico criterio del suo tornaconto personale.

    Per questi motivi connessi con il Vangelo, e solo per questi, io sono antiberlusconiano! senza tuttavia essere sostenitore o simpatizzante di nessun partito o movimento politico.

  9. disilluso scrive:

    Ma mi faccia il piacere, Sig. Speciale, quell’agenzia è l’aggressore dei poveri. Più sei povero e meglio ti aggredisce, ti toglie anche i peli a botte di ipoteche e pignoramenti facilitati e gonfiati da cento a trecento (qui non vale il reato di usura vero…) per quei contributi che non hai POTUTO pagare; e magari sei sul lastrico senza il becco di un quattrino e disarmato, solo hai in tasca un sentenza, dopo due lustri di processo, che ti farebbe creditore di quanto basta, ma quell’ente, si sa, deve quadrare il bilancio e ti pagherà – SE pagherà – tra qualche decennio.

    Questa è Equitalia, Signor Speciale! E lei vorrebbe anche santificarla!!!
    Aò, ma dove vive, su Marte?????????????????

    Ragazzi, se questo è “vino nuovo”, io sono San Pietro, o San Matteo se preferite, però riconvertito a ritroso al mestiere d’origine.

  10. Alessandro Speciale scrive:

    Un grazie di cuore a Vanni, non solo per quel che scrivi ma soprattutto per l’annotazione tra parentesi “cerco, ma non sono sempre certo di riuscirci!”: ecco, io la aggiungerei ‘di default’ per ogni frase che scrivo.

  11. Roberto Pag. scrive:

    Dopo aver letto un articolo come quello del dott. Speciale mi viene da pensare una sola cosa: non ha mai avuto a che fare con Equitalia. Io sì, con una richiesta esosa, inverosimile, per qualche centinaio di euro di undici anni prima diventati 3000, con l’arroganza dei suoi impiegati che la mettono subito sul pignoramento, la violenza, soprattutto con i più deboli. Visto con i miei occhi. Tanto siamo destinati a riceverle quelle cartelle, anche Speciale. E allora cambierà idea. Garantito. Un esorcismo ci vorrebbe, altro che una messa.
    Lo stato italiano sta crollando, i buchi in bilancio sono sempre più gravi. Per salvare il LORO futuro questi signori useranno i “volenterosi carnefici” di turno, quelli di Equitalia.

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