La religione dei foglianti

In questo articolo Roberto Beretta scrive: «Dopo aver letto una paginata religiosa del Foglio, in genere, non viene voglia di farsi missionari. Ci si sente già ottimi credenti così, anzi migliori». E tu che ne pensi?

Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

62 risposte a La religione dei foglianti

  1. Federico Benedetti scrive:

    Mi piacerebbe sapere la lettura di quale giornale faccia venire voglia di farsi missionari. Quando le prime pagine di tutti i giornali affrontarono la questione della povera Eluana Englaro, il Foglio non ebbe pagine patinate ma riuscì a dare una testimonianza chiara di quale posizione i cattolici dovrebbero assumere ogni volta che la vita viene minacciata. Forse è per questo che, con stupore di Beretta, molti prelati apprezzano persino gli articoli del Foglio.
    Che dire? Continua l’ingiustificabile critica pregiudiziale ai giornali di destra e a CL. Contenti voi… Rinnovo l’invito a guardare anche in altre parrocchie.

  2. Mery scrive:

    Questo cristianesimo senza sangue e questo cattolicesimo senza inquietudini e senza dubbi, non perchè sciolti ma perchè è faticoso anche porseli …
    Ma i dubbi non hanno vita autonoma? Non vengono da sè? Può esistere una fede senza dubbi? E senza dubbi si può essere in ricerca? E senza ricerca si può essere in cammino?
    E se non si è in cammino, cosa diamine si sta facendo?
    Ma Gesù non è venuto a portare il Fuoco sulla terra? Addirittura una spada?
    E’ vero, un certo cattolicesimo è solo ordine sociale e concezione estetica.
    Di cattolici per cultura, tradizione e abitudine sono piene le nostre chiese, per altri versi semideserte.
    Sarà anche per questo che i giovani girano alla larga?
    Vado in chiesa col cronometro in mano e se l’omelia sfora di qualche minuto comincio a non stare più comodo nel mio banco e a notare la stessa agitazione in altri fedeli.
    Eppure siamo in gran parte pensionati.
    Cosa diavolo ci attende di così impellente dopo la Messa?
    Cosa ha detto il prete nell’omelia?
    Tra uno sbadiglio e l’altro qualcosa ho afferrato, ma non saprei esattamente dire cosa.
    E se il prete è di quelli con il fuoco ardente dentro, come il profeta Geremia; di quelli che troncano gli sbadigli sul nascere e che in altri contesti bucherebbero lo schermo?
    Di quelli che, per dirla con Beretta, ti fanno venire voglia di farti missionario?
    Ma no, questo modo di predicare e soprattutto certi contenuti rovinano l’estetica della celebrazione.
    E poi non saprei dove incasellarli certi discorsi nel mio ordine precostituito.
    Se leggo qualcosa di attinente alla fede?
    Ma io quando prendo in mano un libro o un periodico ho bisogno di evadere.
    Vedo che in libreria hai il Catechismo. L’hai letto?
    A parte che non ricordo come ci è arrivato, sì, avevo iniziato a leggerlo ma ho smesso subito perchè come si fa ad andare dietro a quelle cose.
    Ma quali cose? Qualcosa di particolare, di controverso, suscettibile magari di futuri approfondimenti teologici e quindi di evoluzione?
    Non so a cosa ti riferisci. Io parlavo in generale.
    Il cattolicesimo – camomilla, appunto.
    Ho gli armadi traboccanti di capi di abbigliamento che non indosso da decenni, ma non mi sfiora neanche l’idea di darli al centro di accoglienza della parrocchia dove ogni giorno si presentano persone che hanno bisogno di lavarsi, vestirsi o portare a casa indumenti.
    Non siamo capaci di dare neanche il superfluo, altro che dare la vita!
    Non mi interessa la vita della parrocchia, non mi toccano i bisogni che ci sono, mi scivolano addosso le richieste di aiuto nella pastorale. Queste cose non sono affar mio.
    Però poi esigo, questo sì.
    Come se la parrocchia fosse una macchina a gettoni e il prete un automa: inserisco la monetina e vengono fuori celebrazioni e sacramenti.
    A proposito, che facciamo per questi preti al limite dell’esaurimento psico – fisico?
    Almeno preghiamo per loro, o neppure quello?
    Io sto bene nel mio guscio, salvo poi deprimermi perchè ho i figli lontani e non so come riempire interminabili giornate vuote. Neanche le soap – opera ci riescono.
    In compenso metto becco su tutto, questo sì, e la mia lingua è tagliente ed affilata più di una spada a doppio taglio.
    La mia fede, a cui tengo così tanto, ispira le mie decisioni, le mie scelte, i miei comportamenti?
    Veramente il criterio – guida è sempre stato il mio interesse personale.
    Dunque, se posso evado, che male c’è.
    Se ne sono capace orchestro truffe ai danni dello stato o della comunità europea; mica questo è rubare.
    Se è per una buona causa( la mia ) dichiaro tranquillamente il falso in tribunale o induco qualcuno a farlo, alla faccia dei comandamenti e in sfregio al diritto di giustizia di vittime innocenti.
    Purtoppo non sto lavorando di fantasia.
    Parlo della realtà che mi circonda.
    Ci sarebbe dell’altro ma è preferibile stendere un velo pietoso.
    Urge una nuova evangelizzazione, ma che parta dai vicini, non dai lontani e il cui campo di missione sia il dentro prima ancora che il fuori.
    Anzi, la nuova evangelizzazione deve partire da me.
    Io devo essere terra di missione per me stessa.
    So di non poter cambiare questa Chiesa soporifera, fatta su misura per atei devoti e per devoti di fatto atei( a loro insaputa, ovviamente).
    Ma anche se non ho il potere di cambiare gli altri, ne ho uno straordinario, esaltante, addirittura inebriante: quello di cambiare me stessa, di convertirmi.
    Ma come, non siamo già convertiti, credenti, praticanti, impegnati, preti, suore, vescovi, cardinali?
    La vita di fede è novità perenne, ogni giorno non può mai essere come il giorno prima.
    Lo so che è un linguaggio duro, ma andare dietro al Maestro non è uno scherzo, neanche da preti.
    Ogni giorno mi risuona dentro la sua voce: “Seguimi”, e ogni giorno io continuo a offrirgli il mio sì, a lasciare le reti e andare dietro a quest’Uomo – Dio che non ha dove posare il capo, per amore.
    Verso dove non lo so, perchè Lui è imprevedibile. Ma cosa importa?
    E’ questo il Dio e il Cristo di cui faccio esperienza e di cui non vedo traccia nè sul Foglio nè in tanti altri posti perfettamente ortodossi.
    Un abbraccio fraterno.

    Poi forse il cambiamento intorno a me seguirà per contagio.
    Io sono convinta che la fede si trasmetta per contagio, da credente a credente.
    Certo bisogna avere la buona sorte di incontrare sul nostro cammino uomini e donne veramente innamorati di Gesù Cristo e non semplici funzionari del culto e i soliti “utenti” parrocchiali.
    A causa del torpore e sopore generale c’è chi sta cedendo alla tentazione di scavalcare lo steccato.

    • gioia avella scrive:

      CONCORDO PIENAMENTE… FACCIAMO TERRA DI MISSIONE IN NOI STESSI PER CONTAGIO TRASMETTEREMO IL MESSAGGIO CHE SAPREMO INCARNARE E VIVERE

      • Gabriella scrive:

        Credo anch’io che a questo punto sia meglio tacere …smettiamola una buona volta di sentirci cristiani impegnati quando sappiamo scrivere e parlare “di religiosità”.In un tempo di emergenze credo sia urgente puntare all’essenziale e l’essenziale di solito non lo distingui ma ti permette di riconoscere ciò che altrimenti sarebbe “indistinguibile”.Ecco allora che la differenza cristiana tanto invocata può esistere solo nella “non differenza” intesa come chi sta lì, nel nascondimento, ai piedi della croce nonostante tutto e contro tutto…A chi va in parrocchia con quel poco che ha e sa e si inginocchia e prega per quelli che lì non ci verranno mai…I ragazzi questo lo sentono a naso e si fanno “abbindolare” solo da chi trasmette il profumo fragrante nato da un duro e incessante lavoro d’impasto..allora quando incontrano l’adulto con le mani “sporche d’impasto” si incuriosiscono e si mettono a cercare per poter assaporare , manipolare.e se hanno la fortuna di essere “accompagnati” da questo adulto che sorridendo insegna “le ricette segrete dell’impasto,a forza di lavorare di “gomito” e “gomito a gomito” acquisterà sempre maggiore abilità….il profumo si espanderà sempre di più richiamando altri…anche da lontano.

  3. Simona scrive:

    Ho comprato il Foglio per un paio di anni. Poi ho letto Leo Strauss e ho smesso. L’ho trovato inquietante, uno che pensa che il bene non esiste (e questo solo le persone superiori lo capiscono) e i rapporti umani sono regolati dall’interesse e dalla forza, la religione è comoda giusto per tenere buoni gli ingenui.
    Tutto espresso ovviamente in modo raffinatissimo perchè si legge bene ed è molto sottile come prosa, colta, aristocratica.
    Ferrara lo paragona a Ratzinger e se ne dice entusiasta.
    Mah..
    Concordo su una cosa: gli epigoni (alla Agnoli) sono terribili, almeno Ferrara ha un certo spessore.

  4. fab scrive:

    Post interessante e a tratti condivisibile. Tuttavia rischia di ricadere all’interno della critica stessa: anche il post di Beretta, letto con occhi speculari, può ricevere le stesse critiche, di essere “senza sangue”, o espressioni simili.
    Anche Beretta ricade mi pare nella stessa retorica che pur condanna: non ne veniamo a capo nella sostanza.
    Lo Spirito soffia dove vuole, dice proprio nel vangelo di oggi, Gesù a Nicodemo: la chiesa ebbe fin da subito differenza di vedute, da qui il primo concilio di Gerusalemme.
    Non possiamo essere sempre certi quanto Spirito ci sia in ciò che non condividiamo: ma non deve interessarci troppo perchè non riguarda la nostra sequela.
    San Paolo ci ammonisce: cercate almeno di non mordervi a vicenda.
    Ben vengano le discussioni e i confronti, ma credo che se spendessimo meno tempo a morderci a vicenda e più tempo ad annunciare Cristo Risorso, la Chiesa avrebbe un volto migliore. Se non altro per fedeltà al Vangelo.

    • Simona scrive:

      Verissimo, purtroppo la “lotta tra bande” sta creando tanto disagio dentro la Chiesa.
      Io ne sono tanto disorientata.

      • fab scrive:

        grazie, simona, ma non credo che questa “lotta tra bande” sia così drammatica oggi. Lo era molto di più all’indomani del Concilio, quando effettivamente ha fatto molti danni.

  5. Max scrive:

    Quando leggo questi pistolotti che rivendicano il bollino blu della cattolicita’ per questo o quel giornale (generalmente quello per cui si scrive), mi vien voglia di citare Escrivà: “Quando persone professionalmente mal considerate si agitano alla testa di manifestazioni esteriori di religiosità, sono sicuro che sentite la voglia di dir loro all’orecchio: per favore abbiate la bontà di essere meno cattolici” (Cammino, 371)

  6. maria scrive:

    Invece il cattolicesimo di “Vino nuovo” e dei suoi collaboratori a nessuno dei quali evidentemente interessa o sembra importante il fatto che oggi il Santo Padre compie 85 anni , (non un augurio, non un accenno,non una parola gentile)
    sarebbe un cattolicesimo di carne e sangue?
    Ma mi facciano il piacere!!!! questo Vino nuovo non è vero vino rosso come il sangue è acqua tinta, è solo intellettualismo “de sinistra” altrettanto esangue e sanza carne e senza passione e senza umanità di quello di destra del “foglio”
    Oggi il nostro Papa Compie 85 , auguri Santo Padre!

    • admin scrive:

      Liberissima di pensare ciò che vuole di Vino Nuovo, ma l’ha data un’occhiata all’immagine che da stamattina è nell’home page del nostro sito?

    • Simona scrive:

      Fare gli auguri al Papa significa essere carne e sangue? Pure questo cristianesimo papalino ha stancato.
      Per il resto che vino nuovo sia schierato siam d’accordo.
      Ci andiamo di mezzo solo noi fedeli.

  7. Ireneo scrive:

    Il Foglio non ha alcuna pretesa di essere cattolico. Ferrara, dichiaratamente, men che meno. Lo leggo talvolta, magari traendo estetico piacere dalla lettura di Camillo Langone, ebben sì. Talvolta condivido persino qualche punto di vista, spesse volte no (Ferrara è un bestione assai feroce e problematico, per questo intrigante). Mi fa piacere che il Foglio esista, se non altro dice qualcosa fuor di melassa, su cui di quando in quando riflettere anche solo per arrabbiarcisi.

    E Beretta invece, mi chiedo, a parte denunciare la pagliuzza nell’occhio del giornale vicino, che compie mai di evangelico, o almeno cattolico ed edificante?

  8. Blas scrive:

    Ma mi pare che a vino nuovo l`unica maniera di fare misione e facendo rima con rivoluzione.

    • Fra scrive:

      Beh, del resto il cristianesimo dovrebbe essere una rivoluzione … lo è stato ai primi tempi in effetti, ma oggi che rivoluzione sta facendo?!??!?!?

  9. Marianna Marchesi scrive:

    “Ci si sente già ottimi credenti così, anzi migliori”.
    Le parole di Roberto Beretta finiscono per ritorcersi contro di lui, che pretende di giudicare altri giornalisti cattolici mettendosi sul piedistallo di chi evidentemente è convinto di aver dato un grande contributo alla missionarietà della chiesa.
    Dopo aver “sistemato” Il Giornale e Libero, oggi tocca al Foglio. Come hanno evidenziato altri commenti, è impossibile non pensare che l’autore dell’articolo e il blog che lo ospita siano schierati politicamente. A questo punto ditelo apertamente.

    • Simona scrive:

      Che l’autore sia schierato può essere però forse il senso è che alcuni giornali negli ultimi anni hanno cavalcato il cristianesimo (sopratutto se ratzingeriano) per scopi poco nobili abusando delle buone intenzioni dei lettori (come me) che hanno seguito tali giornali vedendovi una sponda contro l’anticlericalismo magari aggressivo della parte avversa.

    • admin scrive:

      Come tutti gli interventi pubblicati da questo blog l’intervento di Beretta è espressione esclusivamente del suo pensiero. È un po’ stucchevole ripeterlo ogni volta che qualcuno tocca questioni che hanno a che fare (peraltro in questo caso nemmeno direttamente) con la politica. Sarebbe bello trovare altrettanto vigore nei commenti dei post di questo blog in cui si parla di come testimoniare il Vangelo tra la gente che vive in Italia oggi. Chissà perché quelli sono sempre i meno commentati.

      • Federico Benedetti scrive:

        Se “l’intervento di Beretta è espressione esclusivamente del suo pensiero”, perchè Vino Nuovo continua a pubblicare post così sfacciatamente di parte? Se non riuscite ad offrire un maggiore pluralismo, evitate almeno gli articoli più partigiani. Con tutta la stima e l’affetto vi inviterei a considerare che l’immagine di blog “schierato a sinistra” può essere di ostacolo agli obiettivi di Vino Nuovo e, in ogni caso, può essere la causa indiretta dello scarso vigore dei “commenti dei post di questo blog in cui si parla di come testimoniare il Vangelo tra la gente che vive in Italia oggi”. Spero che vogliate considerare queste osservazioni non come attacchi da cui difendervi, ma come contributo di lettori interessati al vostro progetto.

        • admin scrive:

          Non “l’intervento di Beretta” ma TUTTI gli interventi qui sono espressione esclusivamente del pensiero di chi scrive. Lo abbiamo dichiarato fin dall’inizio: questo blog non ha una redazione. Ciascuno di noi legge come tutti sul blog ogni mattina ciò che scrivono gli altri. E tutti scrivono quello che credono. Non ci interessa soppesare col bilancino quanto viene pubblicato per accontentare lettori di questo o quell’altro schieramento: è l’altra faccia dell’essere aperti a 360 gradi a qualsiasi critica come ben sanno i frequentatori dei commenti.

        • lucio croce scrive:

          “Immagine di blog schierato a sinistra”: evidentemente per Lei se un giornalista non scrive su Libero, Il Foglio o il Giornale è sempre un pericoloso sinistrorso… Comunque, a prescindere: Le sembra normale chiedere che Vino Nuovo non pubblichi più interventi di Beretta? Francamente, una richiesta del genere a me sembra inconcepibile e spero davvero che Vino Nuovo non si lasci intimidire da istanze del genere (non è da escludere, infatti, che altre ne seguiranno). Io ho diradato i miei appuntamenti con Vino Nuovo perchè gli interventi di alcuni lettori non li trovo in linea con le mie idee (è un mio problema, non un problema degli altri): non può fare lo stesso anche Lei?

          • Mery scrive:

            Posso chiederle di non diradare troppo la sua frequentazione del blog? Senza gli interventi di lettori come lei, per me, e sicuramente per molti altri, questo spazio di riflessione diventerebbe meno interessante e stimolante.

          • Federico Benedetti scrive:

            Ha evidentemente frainteso. Non chiedo la censura per Beretta, ma auspico di poter leggere anche altri autori e altri articoli. Se Vino Nuovo vuole dare voce alle riflessioni dei cattolici italiani, non può limitarsi a dare spazio a una sola parte, sempre la stessa (che oltretutto in questo caso pretende di dare lezioni ed è offensiva nei confronti di un’altra parte). In alternativa mi piacerebbe che Beretta guardasse con lo stesso spirito critico che conosciamo anche ai giornali di sinistra e a quel bizzarro e contraddittorio mondo cattolico “arcobaleno” che simpatizza per la sinistra ed è molto ben radicato nelle nostre parrocchie. Stia tranquillo, nessuno accoglierà la mia richiesta, ma mi sembrava l’occasione giusta per proporla e condividerla (fraternamente?). Quanto al suo invito ad astenermi, sappia che sono a conoscenza della decisione di diverse persone che, di fronte a certi post e a certi commenti (troppo di sinistra, troppo favorevoli al dissenso e al relativismo), hanno pensato bene di non collegarsi più a Vino Nuovo. Anche questo impoverisce il confronto e probabilmente mina uno degli obiettivi di Vino Nuovo. Per ora resisto a questa tentazione, ma, mi creda, non lo faccio per divertimento.

      • Blas scrive:

        Mi pare che propio questo post stia criticando ferocemente una maniera di testimoniare il vangelo che non piace a Ro.Be. (Vedi riferimento a CL).

      • Marianna Marchesi scrive:

        Mi fa piacere questa precisazione e mi impegno a mettere tutto il vigore possibile nei commenti ai post di Vino nuovo. Mi auguro che questo scambio di idee sia utile a tutti.

    • don Leonardo Scandellari scrive:

      Ferrara o no, a me sembra che Beretta descriva bene un certo modo di osservare, giudicare e talvolta anche fingere il cristianesimo, uno stile che si diffonde e – mi sembra – non solo fra le élites intellettuali. E’ questo che preoccupa, e preoccuperebbe anche se anziché sul giornale in questione trovasse spazio su giornali “togati” come il Corriere della Sera o la Stampa.

  10. Simona scrive:

    Ad esempio Berretta se non sbaglio scrive anche su Avvenire. Bene per me Avvenire è molto meglio come giornale, è meno Kattolico del Foglio ma più pluralista, attento alla realtà della fede ma anche alla concretezza del mondo, aperto alla difesa della famiglia, ma anche all’attenzione al sociale, alla povertà, alle sfide del mondo che ci circonda.
    Sempre con un occhio alla speranza.

    • fab scrive:

      non potrebbe essere diversamente, visto che l’editore di Avv. è la CEI, cioè tutti i vescovi d’italia. Mentre un giornale cattolico qualunque ha il suo editore particolare, e segue la linea di quell’editore, Avvenire non può che che essere il più plularista e trasversale, in quanto pluralista e trasverale è la natura stessa del suo editore.

  11. diego ruggiero scrive:

    Una volta esistevano i RADICAL CHIC, con Beretta abbiamo scoperto i CHATOLIC CHIC!!!
    :-)
    Interessante e stimolante l’articolo di Beretta. Mi ha fatto incuriosire:penso che alle mie letture domenicali nei prossimi mesi aggiungerò anche Il Foglio!
    Grazie.

  12. serena scrive:

    auguri di buon compleanno a benedetto xvi.
    mi sembra che in questo blog nessuno se ne sia ricordato.

    • Simone Sereni scrive:

      gentile Serena, da ieri mattina c’è una vignetta di auguri a Benedetto XVI sulla home page del sito. Che abbiamo ripubblicato anche sulla nostra pagina Facebook. Le è piaciuta?

  13. Fabio Bernardini scrive:

    Caro Federico Benedetti, fino a qualche tempo fa potevo capirla, non ho mai votato a sinistra e non lo farò certo ora con i radicali e le loro idee pregiudizialmente anticristiane a fare comunella da quelle parti.
    Ma dopo lo spettacolo indegno offerto da tutti gli schieramenti in questi ultimi anni, trovo logoro, e poco comprensibile continuare a rifarsi a certe bandiere per identificarci.
    Le accuse che rivolge a Vinonuovo sono le stesse che mi capita di leggere contro Famiglia Cristiana e francamente le trovo fuori luogo.
    L’articolo di Beretta mi lascia abbastanza indifferente, non condivido diverse idee di Ferrara ma ho apprezzato la sua sincera difesa in favore di Benedetto XVI contro gli innumerevoli attacchi ingiustificati, per non parlare di insulti, che gli sono piovuti contro in questi anni (chi parla veramente secondo il Vangelo crea più di un fastidio in questo nostro mondo che pensa a Dio come un ostacolo alla libertà individuale).

    Vinonuovo non lo vedo affatto schierato, ci si confronta in maniera decisa ma rispettosa e vedo che posso dissentire dalle opinioni di Ireneo in una discussione ed appoggiarle pienamente in questa.

    • Federico Benedetti scrive:

      Non intendevo “accusare” Vino Nuovo, ma ribadire un’impressione condivisa anche da altri lettori. Mi rendo perfettamente conto che, per l’impostazione scelta, non si possa fare molto di più, ma veramente mi dispiace constatare che una parte significativa del cattolicesimo italiano sia assente o sistematicamente “presa di mira” in articoli come questo di Beretta (che avrebbe pure un suo valore, ma è annullato dalla partigianeria). Tutto qua. Non parteggio per la destra politica, certo insoddisfacente sotto molti punti di vista, ma è chiaro che si ascolta solo la voce di un certo cattolicesimo “progressista”, si finisce inevitabilmente per leggittimare una scelta politica che, come scritto nel suo intervento, oggi più che mai esprime posizioni laiciste e anticlericali. Non ritengo accettabile che Beretta attacchi tutti i giornali di destra e su altri post si elogi l’articolo di un conosciutissimo deputato del PD! Al di là delle intenzioni, che magari esulano dalla politica, possibile che tutto questo non disturbi giornalisti e lettori?
      Chiedo scusa per la passione, ma certe cose, che magari molti pensano, qualcuno deve avere il coraggio e la sfacciataggine di scriverle.

  14. Giorgio Bernardelli scrive:

    Caro Benedetti, non ho capito a che cosa si riferisce quando parla di un altro post in cui si elogia un articolo di un conosciutissimo deputato del PD. Se il riferimento è ad Andrea Sarubbi lo trovo davvero di pessimo gusto.

    • Federico Benedetti scrive:

      E non è di cattivo gusto invitare calorosamente a “leggere per intero” la pagina di un parlamentare del PD, corredata di una sfilza di manifesti sulle iniziative di quel partito, dopo aver sostenuto qui di non essere schierato a sinistra?
      Per rispetto alla memoria della signora Le Quyen non ho voluto commentare il suo post, limitandomi qui, in coda ad altre osservazioni, a prendere atto che alle penne di Vino Nuovo piacciono irresistibilmente i giornalisti di sinistra e si compiacciono di denigrare quelli di destra. Le riconosco la buona intenzione e l’intento non politico del suo post sulla tragica fine della responsabile Caritas, ma l’effetto purtroppo è quello che ho scritto. Le domando, fuori da ogni polemica, era proprio necessario quel link?
      In ogni caso, per parte mia non aggiungerò altro su questo argomento, con la speranza che qualche sollecitazione, per quanto indigesta, prima o poi possa essere accolta.

      • Simona scrive:

        Ma anche fosse schierato a sinistra qual’è il problema onestamente? Ci sono duemila blog cristiani schierati a destra (anche estrema). Almeno uno per riequilibrare.

      • Simona scrive:

        Tra parentesi vorrei far notare che i blog meno tradizionalisti permettono ai cattolici più conservatori di commentare.
        Non sempre si può dire lo stesso dall’altra parte.

      • Simone Sereni scrive:

        (…) sarebbe bello che tutti andassimo a leggere il post di oggi senza retropensieri, a conoscere la storia di Le Quyen e sopratutto a raccontare (questo è il centro del post … io l’ho letto e inteso così) le storie analoghe che ciascuno di noi conosce.
        Perché sono un vero tesoro.
        E un bel modo di ricordare questa persona.

        Sarebbe molto bello mettere insieme questa antologia.

        Ce la facciamo???

        Grazie

      • Giorgio Bernardelli scrive:

        Io invece qualcosa l’aggiungo: si vergogni. Nemmeno di fronte a un mistero come la morte riesce a scrollarsi di dosso la sua voglia di caccia alle streghe. Non sopporto questo modo di timbrare le persone con un’etichetta. Che le piaccia o no la gente normale non ragiona così. Che cosa avrei dovuto fare? Dire: «Andrea Sarubbi – che conosco bene dai tempi in cui conduceva «A sua immagine», nota trasmissione sovversiva – ha scritto una cosa molto bella, che non parla affatto della politica ma del nostro essere Chiesa. Però non ve la posso linkare perché adesso è un parlamentare del Pd». Ma per favore…

  15. lucio croce scrive:

    Gentile Mery, La ringrazio di cuore per le Sue belle parole. Il guaio è che, da qualche tempo, sarà per l’età che avanza…, mi riesce difficile “reggere” la lettura giornaliera di certi post ( sto, perciò, provando a farlo settimanalmente). Purtroppo, tra i siti cattolici, Vino Nuovo è uno dei pochi frequentabili, visto che la stragrande maggioranza di questi è in mano a gente fieramente avversa al Concilio, mentre io sono diventato cristiano cattolico con il Concilio, e tale vorrei rimanere. Comunque, anche se mi dispiace davvero, me ne farò una ragione, visto che è un mio limite…. Un caro saluto lucio

    • Ireneo scrive:

      Caro Lucio,
      non mi pare realistico che la stragrande maggioranza dei siti siano fieramente avversi al Concilio (Vaticano II s’intende). Ve ne sono di certo, ma molti sono assai equilibrati, spesso di stampo ‘benedettiano’ ovvero ‘diversamente conciliaristi’, o semplicemente disinteressati alla questione (Fides et Forma, Disputationes Theologicae, i vari blog di Magister, Tornielli, Messori…).

      La invito fraternamente a non cedere ad una logica di contrapposizione necessaria, per la quale se non siamo tutti e solo per lo ‘spirito del Concilio’ come unica forza della Chiesa, allora siamo ‘fieramente contro il Concilio’.

      E, come simbolico ramoscello d’ulivo, le segnalo questa bell’abside della chiesa di Santa Maria del Buon Consilio a Roma, dove un bell’affresco in piena continuità con l’arte sacra di ogni tempo raffigura proprio il Concilio Vaticano II: in alto la Mater Boni Consilii, sotto il beato Giovanni XXIII ed i padri conciliari.
      http://v1.cache7.c.bigcache.googleapis.com/static.panoramio.com/photos/original/61074056.jpg. Non lo conoscevo, l’ho scoperto da un provvidenziale editoriale del sito VivaIlConcilio.

      • lucio croce scrive:

        Caro Ireneo, grazie per il ramoscello d’ulivo che, ovviamente, ricambio.
        PS: con l’occasione, un grazie di cuore al bravo Roberto Beretta, spesso oggetto di critiche – naturalmente dal mio punto di vista – del tutto gratuite

  16. Simona scrive:

    Fides et Forma, non è diversamente conciliare (!!!) ma anticonciliare e basta.

  17. Simona scrive:

    E poi che significa di stampo Benedettiano? Perché tutti gli anticonciliari sono Benedettiani? Qui tocchiamo il punto che mi tormenta di più.

    • Ireneo scrive:

      Ho scritto esattamente l’opposto, mi scuso se non sono stato chiaro :)
      Per benedettiano non intendo affatto anticonciliarista (ci mancherebbe!), ma chi fa propria l’ermeneutica della ‘continuità nella riforma’.
      Al contrario di chi sostiene quella della ‘rottura’, sia da una parte (conciliarismo della scuola di Dossetti, per intendersi) che dall’altra (quelle frange che io direi parascismatiche del tradizionalismo, queste sì apertamente anticonciliari).

      • Simona scrive:

        Fides et forma sembra abbastanza vicino alle frange parascismatiche del tradizionalismo.
        Evidentemente i confini della continuità e della rottura non sono affatto più chiari di prima.

  18. Simona scrive:

    E riguardo al “Foglio” un articolo come questo si inserisce anche lui nel diversamente conciliare:

    “Giovanni Lindo Ferretti, mi aspetto dei biglietti omaggio per i prossimi concerti, in cambio del mio faticoso sostegno alla tua rubrica su Avvenire. Da quando ci scrivi ogni domenica, ogni domenica compro quel giornale clericale e sto male. Ho scoperto, anche se già lo sospettavo, che ai vescovi (Avvenire è dei vescovi) il Vangelo sta sui coglioni e in particolare Matteo 5,37: non avevo mai visto tanti titoli con singole parole virgolettate, una continua presa di distanza dalla verità delle cose incompatibile con colui che ha detto “sia il vostro parlare sì, sì; no, no”. Ogni virgoletta che non racchiuda una citazione viene dal maligno, ovvio. Ho scoperto, anche se già lo sospettavo, che ai vescovi stanno sui coglioni pure i cattolici: nell’inserto culturale Agorà pullulano gli atei, gli ebrei, gli islamofili, e quando interviene un amico di Cristo, tipo il Papa o monsignor Negri o te, viene impaginato il peggio possibile, così lo leggono in pochi. Oggi è di nuovo domenica e di nuovo mi toccherà il sacrificio dell’acquisto: mi consolerò con i quattro biglietti in prima fila che mi manderai, vero Giovanni Lindo?”

    http://www.ilfoglio.it/preghiera/575

    Non si tratta solo a parer mio di essere chic o altro. Come si pone la gerarchia di fronte questo cristianesimo che si diffonde?

    • Leonardo Scandellari scrive:

      Rieccolo il Camillo Langone fustigatore di vescovi: perlomeno non si potrà dire che ce ne siano solo nella cosiddetta sinistra, di contestatori! Quanto alla “gerarchia”, anch’io non troverei sgradito un segnale. “minister” ha scritto che il silenzio è d’oro: forse la pensano così anche alla Cei, per non alimentare polemiche. A casa mia, invece, si dice che nessuna risposta è già una risposta…

    • Ireneo scrive:

      Più che un Langone fustigatore di vescovi, mi pare un Langone fustigatore di giornalisti. Tanto quanto Beretta nel suo articolo, se non altro però in modo più sarcastico, meno prolisso e tuttosommato meno noioso.
      E non vedo bene cosa debba aver da dire ‘la gerarchia’, e quale modello di cristianesimo diffonda mai quell’inutile articolo…

      Onestamente malsopporto il giornalisti che parlano di giornali e criticano altri giornalisti.
      Langone o Beretta che siano, credo che possiamo allegramente farne a meno: basterebbero dei giornalisti che facessero il loro mestiere di giornalisti.

      • don Leonardo Scandellari scrive:

        Langone scrive che “ai vescovi il Vangelo sta sui c***” e questa sarebbe una frustata ai giornalisti e non ai vescovi? Suvvia.
        Quanto a che cosa potrebbe (non dovrebbe) dire la gerarchia, non è così difficile “vedere”. Magari se uno ripensa alla fine che ha fatto Dino Boffo, qualcosa gli viene in mente.

  19. Mery scrive:

    Per la maggior parte dei fedeli, Internet è ancora un pianeta sconosciuto, in mano a gruppi tradizionalisti.
    Il profilo è basso, sia per i contenuti sia per i temi affrontati.
    ” Brilla per ripetitività un certo devozionalismo sentimentale, arricchito talvolta da forme di preghiere intercessorie che rasentano la magia e la superstizione.
    E’ molto diffuso l’assillo della difesa di una cattolicità integralista.
    Cliccando su decine e decine di siti, l’immagine grafica più diffusa è quella del cavaliere templare con la spada sguainata”.
    Chi crede che sia l’anima del cattolicesimo progressista o dissidente quella più rappresentativa in Rete si sbaglia.
    I blog religiosi sono quasi tutti animati da esponenti del cattolicesimo tradizionalista.
    I blogger cattolici non amano i commenti.
    Il virgolettato è di Francesco Diani, curatore da circa quattordici anni, se non erro, del portale http://www.siticattolici.it, un’autorità nel suo campo.
    L’articolo per intero è reperibile su Famiglia Cristiana n.39 del 2007.
    Purtoppo non ho riferimenti più recenti cui rinviarvi ma non credo che nel frattempo la situazione sia cambiata.

  20. giovanna scrive:

    scusate, apprezzo l’articolo di beretta, ma dopo aver letto i commenti, mi viene in mente che non ho visto da nessuna parte alcun riferimento alla Parola di Dio o alla Bibbia. A che chiesa e a che Cristo facciamo riferimento? (Ferrara lasciamolo in pace, coi suoi giochetti intellettuali di chiesa instrumentum regni).

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>