E se succede che il prete sbaglia?

In questo articolo Francesca Lozito scrive: «Le comunità non sono preparate ad accogliere le difficoltà che spesso – ultimamente troppo spesso – colgono soprattutto i preti più giovani e con meno esperienza». E tu che ne pensi?

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9 risposte a E se succede che il prete sbaglia?

  1. Anna Luisa Frigo scrive:

    Grazie, Francesca! parole equilibrate, belle, femminili su una realtà che, forse, proprio dal corretto rapporto col femminile troverebbe maggiori possibilità di percorrere le proprie strade, in serenità e con efficacia.

  2. Matteo Dellanoce scrive:

    Il Sacerdote non è un uomo come tutti gli altri.
    Matteo Dellanoce

    • anna robert scrive:

      Perchè questa frase? Certo ha un compito difficile ma ha anche ricevuto il Sacramento dell’Ordine con tutti i carismi che ha voluto dargli lo Spirito Santo; sta a tutti noi, religiosi e laici, aiutarlo a scoprirli per il bene di tutta la Santa Chiesa di Dio. anna

  3. Fabricianus scrive:

    Gentile Francesca,
    sono d’accordo con lei.
    Il video onestamente è un pò triste.
    Spiace constatare come ancora si pensi(e questo video ne è la prova) che sacerdote sia uguale a salvare il mondo, sia uguale a perfezione.
    No, il mondo è stato già salvato, gli uomini e le donne, che siano religiosi o laici devono/possono solo cooperare alla salvezza.
    Per il resto, ci pensa e ci ha già pensato chi si è fatto mettere in croce, per la salvezza di tutti.
    Un caro saluto,
    F.

  4. fab scrive:

    Sante parole… anzi santo post!

    “E’ quando solo debole, che sono forte” dice S. Paolo in 2Cor 12. Ovviamente intende dire “quanto riconosco (e vedo) la mia debolezza… allora sono forte”

    mi hai spronato a dire al mio viceparroco una cosetta che non va… :) sono certo che con l’aiuto del vangelo e anzi dello spirito saprò trovare il modo giusto per farlo…

    f.

  5. voce18 scrive:

    Si tenta di correggerlo, anche se a volte non è così facile, ma sempre la pena provare ad esercitare la “correzione fraterna”.
    Io porrei un’altra domanda: e se succede che hai il coraggio di dire al prete quella cosetta da correggere e si solleva il popolo dei laici difensori a priori del “superuomo-supereroe che non sbaglia mai”?

  6. anna robert scrive:

    Grazie Francesca e ti ringrazio anche a nome del mio parroco che vive nella nostra comunità una situazione difficile ma con grande coraggio.E’ una persona timida ma animata da Buona Volontà. Ciao anna

  7. Federico Benedetti scrive:

    Talvolta i sacerdoti non sanno come chiedere aiuto ai laici, altre volte lo chiedono ripetutamente e non ottengono risposte. Conosco pii laici che, guardandosi bene dal consigliare o collaborare con il parroco, sono sempre pronti a rinfacciargli errori di qualsiasi tipo. Purtroppo non ci sono super-eroi ne’ tra i sacerdoti, ne’ tra i loro collaboratori laici. Solo la comunione rende possibile una vera correzione fraterna, e la comunione si costruisce ogni giorno con rispetto, affetto e preghiera.

  8. Francesca Lozito scrive:

    Grazie a tutti per i commenti.
    Il tema è grosso ed ho esitato molto prima di scriverne. Chi ha letto in anteprima il post mi ha fatto notare come abbia toccato molti punti del problema: la formazione, la comunità, la difficoltà personale, mettiamoci dentro anche il rapporto con il femminile. Ma non riduciamo per favore tutto a quest’ultimo passaggio. I sacerdoti che vivono pienamente il proprio ministero e con serenità hanno un grande rispetto nei confronti delle interlocutrici donne, religiose e laiche. Stessa cosa vale per la componente femminile.

    Sono molto contenta che su alcuni di voi queste parole abbiano avuto un riflesso sulla vita di comunità concreta, quotidiana.
    Non ho proposte di soluzioni: ho solo voluto mettere a fuoco il tema scegliendo un punto di osservazione. Faccio la giornalista, questo è il mio mestiere.
    Chi mi legge dal primo post sa che il tema mi sta a cuore perché nel mio gruppo di amici c’è una persona che da un anno e mezzo è sacerdote.
    E’un uomo come tutti gli altri.
    Ma con una doppia fortuna: la nostra, di averlo come amico, fin dai tempi in cui ci costringeva a fare la caccia al tesoro nei parcheggi della città perché non si ricordava dove aveva parcheggiato la macchina – tranquilli, lo fa ancora anche adesso -
    La sua fortuna (credo): avere degli amici che non lo lasceranno mai solo. E non si aspettano da lui supereroismi. Ma umanità. Nient’altro che vita.

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