Benvenuti al Sud

In questo articolo Maria Elisabetta Gandolfi scrive: “Quanto conta una pastorale ordinaria che coltiva la partecipazione dei fedeli alla liturgia? Tanto, se riesce a sfatare luoghi comuni come quello sul ruolo della donna nel Meridione del Paese”. E tu che ne pensi?

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3 risposte a Benvenuti al Sud

  1. adriana castellano scrive:

    Ci ho pensato un pò prima di commentare,ma la mia anima,cultura e appartenenza meridionale mi spinge a scrivere delle osservazioni, in merito ai pregiudizi culturali e religiosi.
    Il Sud è stata una terra infamata in modo mediatico, abbandonata e sfruttata ma non voglio entrare nel merito politico ed economico, ma in quello umano, è evidente che il pregiudizio si respira ovunque.Quando ero piccola vivevo a Napoli città meravigliosa. In tutta la nostra educazione c’era il mito del Nord dove c’erano aziende, lavoro, opportunità per i giovani.Quando sono arrivata al Nord per questioni lavorative ho trovato una grande chiusura mentale una poca ospitalità, e addirittura il prete, della parrocchia è venuto a benedire la mia casa il primo anno, e dopo non l’ho mai più visto, ora sono 10 anni che vivo al Nord. Non parliamo delle comunità parrocchiali mi sembrano tutti “dotti” di preghiere Vangelo e Bibbia e pochi di accoglienza.Per fortuna la mia apertura mentale e la cultura dell’accoglienza che è innata nelle persone del Sud, mi ha fatto compatire queste persone e sono stata la prima a offrire la mia disponibilità e la mia accoglienza.Ora a distanza di anni molti mi dicono che secondo loro, io non sono del Sud ma del Nord. A parte tutto, quello che mi dispiace un pò quando leggo questi o altri articoli , che nel 2010 c’è voluto un Film per far divertire tanti e far riscoprire le persone del Sud.Adesso mi auguro che nel mondo si smetta di guardare la provenienza e si valutino le persone, e ci si accolga molto di più, senza grandi gesti ma con semplici sorrisi, che diventino finestre che spalancano i cuori.

  2. Fra scrive:

    Secondo me l’analisi più profonda sul ruolo della donna nella Chiesa Cattolica la fece la Blaquierre, nel suo “L’altra metà del Vangelo”, ed. Ancora.
    E’ una problematica forte, profonda, che la terrificante mentalità maschilista del mondo e della chiesa (sì, perchè in questo essere così radicalmente maschilista la chiesa si è lasciata prendere la mano dal “mondo”, evangelicamente inteso) non vuol nemmeno udire.

  3. Alberto Hermanin scrive:

    Bello! Argomentazioni sul sud retrogrado a parte (persino gli dei combattono inutilmente contro la stupidità, secondo un grande poeta tedesco) rilevo alcune cose in spirito fraterno: condivido la commozione nel vedere la partecipazione alla liturgia, mi piace la preghiera dei fedeli, mi piace la signora vestita che dirige i cori e illustra la liturgia, e va benissimo un ministro straordinario dell’Eucarestia donna.
    Meno felice mi pare l’osservazione sull’”unica” donna con il velo che fa trasparire la sua pietà, e sul suo preferire di ricevere la particola da un sacerdote. Via, è una debolezza umana, dovuta – anche – a secoli di usanze diverse, si può capire, si deve anzi capire: negli ultimi cinquanta anni – che non sono tanti nella sua vita millenaria – la Chiesa ha compiuto una mole gigantesca di riforme non solo liturgiche che, come sempre è accaduto nella sua storia, si lasciano dietro anche morti e feriti. Di suo il velo sarà anche una usanza superabile e superata, ma che male c’è ad usarlo?
    Altre due piccole osservazioni: una Chiesa è cattolica o non lo è, non è questione di rito: esistono come ben noto diversi riti cattolici, come il rito latino (il nostro) o il rito greco, e molti altri orientali, ma tutti sono ugualmente cattolici.
    Infine il repertorio moderno dei canti: a me piace che i fedeli possano essere partecipi dei canti, chi canta prega due volte, lo diceva S.Agostino, e quindi va benissimo che siano “moderni” cioè adeguati alla nostra epoca. Posso però sommessamente aggiungere che talvolta capita di imbattersi in canti moderni decisamente brutti, anzi orrendi, senza per questo passare per un seguace scismatico Lefebvre? E potremmo parlare anche dell’architettura di alcune chiese moderne – non di tutte – ma lasciamo andare.
    Ultima: detto tutto questo, anche io vorrei che la mia Parrocchia assomigliasse a quella descritta: con il tempo, e con l’aiuto di Dio…..

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