Gilberto Borghi in questo articolo scrive: «Anche tacere sulla religione è una scelta di campo. I ragazzi lo sanno bene. Gli adulti a volte fingono di non saperlo». E tu che ne pensi?
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Sono un insegnante di religione in un liceo, reduce dai colloqui con i genitori e mi sono ritrovata in molti aspetti dell’articolo. Stesso modo il mio di fare religione e stesse difficoltà nel far capire ai genitori che non si insegna catechismo ma religione nel suo aspetto storico culturale.La possibilità per i ragazzi di un’ora dove studiano il cattolicesimo (e non solo)e tutto quello che ne concerne, si formano una coscienza critica,riflettono e discutono con basi culturali su tematiche etiche, storiche,esprimono i dubbi a voce alta ed hanno un guidizio per il loro impegno, non per quello che credono o no. Tanti gli sforzi di far capire questo ai genitori alcuni dei quali ancora venendo ai colloqui,quando assegno un giudizio negativo all’impegno scolastico dei loro figli mi dicono increduli : “Ma come.. ! Insufficiente a religione? Se va sempre alla Messa!!!!” Ed io allora mi inabisserei nelle profondità oceaniche!:-))Sonia
Spero che tu sappia fare a nuotare allora… A parte le battute, piacere davvero di condividere con te le fatiche e le gioie di questo lavoro… per me bellissimo… Un saluto.