Due idee cattoliche sulla crisi

In questo articolo Giorgio Bernardelli scrive: «Berlusconismo al tramonto e crisi del debito pubblico: proviamo a lasciarci provocare da quanto ieri hanno detto Massimo Borghesi e Leonardo Becchetti». E tu che ne pensi?

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8 risposte a Due idee cattoliche sulla crisi

  1. Matteo Dellanoce scrive:

    Concordo su tutto!
    Una sfumatura: partendo dalla necessità di dialogo il cattolico che segue il Magistero può dialogare solo con la destra post68! Semplicemente perchè c’è “qualcosa” che li inusce a differenza della sinistra in quanto gli ex neo post comunisti la povertà la generano e la usano come clava per aumentare la dipendenza della persona dallo stato che è altro dall’aver cura ( etimologicamente preoccupazione) per chi non ha i mezzi per sostentarsi ma che li potrà avere attraverso il sacrificio!
    Cordialità
    Matteo Dellanoce

    • Alberto scrive:

      Quando finirà il bisogno ossessivo di usare il comunismo (o il fascismo) come una clava per colpire laddove del comunismo (o del fascismo) non c’è più neanche il ricordo? Davvero c’è bisogno di otri nuovi se vogliamo versare vino nuovo…

  2. adriana castellano scrive:

    Si parla tanto di Idee e soluzioni ma per aiutare l’Italia ci vogliono soldi.Adesso o per speculazione, immoralità e altri termini poco eleganti ci vogliono soluzioni concrete e veloci.Il Vaticano è uno dei stati più ricchi perchè non si fà avanti ad aiutare e a sostenere lo stato Italiano?Considerando che lo stesso Vaticano ha dei benefici da parte dello Stato Italiano, un piccolo esempio come L’8 per mille. Solo il 20% dell’8 per mille, regalato volontariamente con l’Irpef viene speso in opere di carità. Per il resto, il 34% va per il sostentamento del clero e ben il 46% alle non meglio specificate “esigenze di culto”. Inoltre non pagano neanche l’ ici sugli immobili! il 20% del patrimonio immobiliare italiano è del Vaticano!Questa è solo una goccia nel mare dei benefici che la Chiesa riceve dallo stato italiano, quindi una mano sulla coscienza e una sul portafoglio, si potrebbero aiutare un paese meraviglioso come l’Italia.Considerando che potrei anche essere tacciata di populismo,in realtà, purtroppo, questi sono numeri, e fatti.

  3. Alberto scrive:

    Ho provato a farmi provocare, ma temo che oltre a questo l’intervista del professor Borghesi non riesca a sortire, almeno in me, effetto alcuno. Troppo debole mi pare la tesi che pone in circuito diretto la cultura della sinistra 68ina con il fenomeno del berlusconismo: tesi che si regge su punti troppo deboli ed eterogenei (le simpatie per Nietzsche di una frangia di intellettuali sconnessi dai movimenti e dai partiti della sinistra, l’equiparazione forzosa dell’immaginazione al potere di Marcuse con il nichilismo televisivo odierno, per tacere dell’incomprensibile nesso tra luddismo e tecnocrazia, istanze antitetiche attribuite al medesimo soggetto culturale e politico). Da cattolico di sinistra trovo questa analisi impropria, anzi propria di una illustre e quasi snobbistica ignoranza dei valori e delle idealità che hanno animato e continuano ad animare una parte ancora significativa della sinistra e del Paese.
    Senza inventarsi teorie troppo artificiose, non basta riconoscere il semplice fatto che la perdita e la contemporanea nostalgia dei riferimenti ideologici ha reso la sinistra italiana impotente a orientarsi nella realtà, inseguita ma sempre in ritardo su di essa, mentre una nuova destra che di certe zavorre ideali era già pronta a fare a meno la realtà l’ha non solo raggiunta ma plasmata a suo piacimento?

    • Ben scrive:

      Beh, mi sembra che la seconda parte del commento smentisca la prima. “…la perdita e la contemporanea nostalgia dei riferimenti ideologici ha reso la sinistra italiana impotente a orientarsi nella realtà…”. Mi sembra proprio quello che afferma Borghesi: “…la perdita dei riferimenti”. O, aggiungo io, la svendita degli ideali umanistici del socialismo con quelli anarchico-libertari del ’68. Sono cadute le ultime barriere che trattenevano la borghesia – quelle dei valori etici – e sinistra e destra unite sono entrate trionfalmente nella società opulenta anticipata da Pasolini e Del Noce.

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