Giuseppe Stinca

22/11/2016 La biblioteca della misericordia
Wiesenthal e il girasole del perdono
Su ogni tomba stava ritto, come un soldato, un girasole. E improvvisamente invidiai i soldati morti. Ognuno aveva il suo girasole, che lo teneva ancora unito al mondo, aveva le farfalle che venivano sulla sua tomba. Ma per me non ci sarebbero stati girasoli. Sarei finito in una fossa scavata in fretta, su un mucchio di cadaveri, sotto altri mucchi di cadaveri. Nessun girasole avrebbe mai portato luce in queste tenebre e le farfalle sarebbero volate lontano.

Girasole

 

Il girasole è un testo scritto a più mani, un fiore con tanti petali. La prima parte è il racconto storico dello stesso autore che è lanciato come domanda agli altri per rispondere a se ...

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Gli altri interventi
12/09/2016 La biblioteca della misericordia
Jankélévitch: la difficile domanda del perdono
Esiste fra l’assoluto della legge dell’amore e l’assoluto della libertà malvagia una lacerazione che non può essere totale. Non abbiamo cercato di riconciliare l’irrazionalità del male con l’onnipotenza dell’amore. Il perdono è forte come il male, ma il male è forte come il perdono.
27/06/2016 La biblioteca della misericordia
Zambrano: la confessione, vita della verità e verità della vita
Quello strano genere letterario chiamato confessione si è sforzato di mostrare quel cammino attraverso cui la vita s’avvicina alla verità «uscendo da sé senza essere notata»
23/05/2016 La biblioteca della misericordia
Perdonare l'imperdonabile
Jaques Deridda sui problemi e le aporie di ciò che chiamiamo "dono e perdono".
25/01/2016 La biblioteca della misericordia
Levinas e il perdono a pioggia
Le lacrime umane non possono essere terse da un Dio apocalittico, ma solo da un altro uomo. Nella storia, che è attesa del Messia, l’altro che è il mio prossimo è più altro di Dio.
28/12/2015 La biblioteca della misericordia
Hannah Arendt e lo strano miracolo del perdono
Osservato dal punto di vista della filosofia il perdono è un "novum creativo", è un miracolo rispetto al presente del mondo e un atto redentivo rispetto al suo futuro
Giuseppe Stinca

Giuseppe Stinca, nato a Vico Equense nel 1974 e formatosi nella Napoli degli anni '90, è passato dalle rassicuranti verità della teologia tomista, in gioventù, all'inquietante - ma si spera feconda - incertezza della filosofia fenomenologica, in età adulta. Irriducibile appassionato di Levinas, insegna Religione cattolica nei licei di Roma, convinto che «la filosofia nasce dalla religione alla deriva. E, probabilmente, la religione è sempre alla deriva» (Levinas). Collabora con Dialegesthai rivista telematica di Filosofia dell'Università di Tor Vergata.

 

 

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