I turisti e i lembi del mantello
di Diego Andreatta | 20 luglio 2012
Servono operatori disponibili a mettersi in gioco come cristiani non Aziende cattoliche di promozione delle specialità artistiche locali...

Dovrebbe essere il gusto genuino dell'accoglienza a caratterizzare le tante iniziative che s'inventano ogni estate sui litorali o all'ombra delle cime: nonostante l'aspetto svagato, il villeggiante cerca (e ricorda) i volti di una famiglia ospitale, i momenti di una chiacchierata distesa o di un silenzio condiviso davanti ad un panorama mozzafiato.

Altrimenti anche la Pastorale del Turismo - pur con le necessità di efficiente coordinamento che evita dispendio di energie - finisce per burocratizzarsi in un "fare per fare", riciclato di anno in anno in base a valutazioni che considerano più la quantità dei contatti e degli eventi che la qualità della relazione. Dipende quasi tutto dagli "operatori" - ne siamo convinti - disponibili a mettersi in gioco come cristiani prima ancora che ospitanti, per evitare che la parrocchia a vocazione turistica sia riconosciuta solo come una sorta di Azienda cattolica di promozione delle specialità artistiche locali.

Diciamoci prima chi sono i destinatari della stessa Pastorale turistica: più dei fedelissimi che fin dal primo giorno s'informano sugli orari delle celebrazioni, dovrebbero essere quanti sono portati dall'inerzia estiva ad allentare la loro già incerta partecipazione ecclesiale: con la chiusura delle scuole ripongono in cartella fino a settembre anche le domande dello spirito.

Dalle variegate sperimentazioni che affiorano ogni anno dal panorama ecclesiale italiano, spicca l'efficacia di alcuni ambienti congeniali, non tanto per la loro struttura quanto per le presenze umane che la abitano (e che dovrebbero essere) soprattutto laicali: quando si finirà per identificare una parrocchia accogliente solo con lo stile più o meno gradito del suo parroco?

Primo esempio: le chiesette di montagna. Non sono relitti della fede antica o monumenti da fotografare, parlano sì con la loro origine storica e la loro "dedica", ma riescono a dire molto di più se un gruppo di laici le tiene vive trovandosi una volta in settimana per una liturgia della Parola preserale. Sul colle di san Giorgio, che domina la val di Ledro a due passi dal Garda trentino, la chiesetta ogni venerdì di luglio e agosto vede raccolti in preghiera nel pomeriggio turisti e valligiani.

Un altro ambiente è il gazebo/tendone in riva al mare, un qualsiasi posto all'ombra sulla spiaggia o vicino al molo, dove un gruppo di cristiani all'alba di un giorno feriale si trova (e si fa trovare) disponibile per le lodi mattutine. Oltre all'emozione sempre nuova di un orizzonte increspato, si gode il percepirsi piccola comunità unita per far salire la sua lode con le parole antiche dei salmi. E poi ci sta anche una granita insieme...

Significative sono anche le proposte con cui gruppi di laici riaprono abazie o altri edifici sacri - d'intesa con i religiosi o i rettori - abbinando alla presentazione degli elementi storico artistici qualche momento di riflessione spirituale: la bellezza antica che parla all'uomo di oggi, un ciclo di affreschi che racconta un episodio biblico.

Tutte queste iniziative riescono meglio laddove non sono eventi una tantum, ma acquistano un ritmo almeno settimanale, diventano un riferimento certo.

Altri luoghi (e modalità) gli amici di Vino Nuovo potrebbero segnalare: la sala di un albergo o l'edicola votiva, la vecchia canonica o la terrazza di un rifugio, la cantoria di un organo o un cinema all'aperto con qualche buon titolo di film... più o meno suggestivi, più o meno provocatori, gli ambienti sono sempre strumentali alla presenza di una piccola comunità ("dove due o tre sono uniti...") che sappia essere segno costante di una Presenza accogliente, anche d'estate.

Per l'umanità massificata questi luoghi estivi possono diventare lo strumento che veicola la Sua potenza salvifica, quel "lembo del mantello" di Gesù - secondo l'immagine biblica riferita ai mass media dal card. Martini nel 1991 - un lembo "sfrangiato e impolverato" ma sufficiente a "stabilire la possibilità di un incontro".

 

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