Cassano e i gay (ma se andassimo anche oltre?)
di Giuseppe Rabajoli | 17 giugno 2012

Buongiorno a tutti, dato che - come dice un illuminato giornalista come Gramellini, su La Stampa - la diversità è sempre un valore da difendere, ne deduco che non potrà che esser apprezzato il mio "diverso" pensiero sulle dichiarazioni del povero Cassano, in tema di gay e compagnia bella.

Un atleta che forse non brilla per elucubrazioni intellettuali e filosofiche (ma non è questo che i tifosi gli chiedono) ma che in due parole ha riassunto - senza volerlo - qualche verità fondamentale su chi pratica l'omosessualità: "problemi loro". C'è da aggiungere altro? Ah, la denominazione, un po' volgare e boccaccesca ma per nulla sconcia... Quella stessa (assieme a qualche altra dialettale) che usavamo noi ragazzi, a cavallo dei primi anni 80, tra lo scherzoso e il malizioso, per prenderci in giro o per stuzzicare questo o quello. Ma nessuno ci dava dell' "omofobo", anche perché avremmo pensato a qualche altro scherzoso appellativo, con l'allusione a una qualche classe di primate antropofago... Erano altri i problemi che assillavano noi adolescenti di allora. Ma da questo eterno adolescente di un Fantantonio, ragazzo timido e ferito perché cresciuto senza una figura paterna che gli desse regole e educazione, ma catapultato in un palcoscenico più grande di lui, dove è indispensabile muoversi mascherati da personaggi "politically correct", ecco che salta fuori la vera normalità, quella di un ragazzo di borgata e che poi è anche quella che è dentro a tanti altri burattini del calcio e non, con la differenza che loro ingenui non sono e sanno bene che cosa "è giusto" dire per non uscire dai binari del pensiero corrente....

Così il Gramellini pensiero è quello stesso che attraversa tutti i giornalisti e opinionisti di tv e cartastampata, allineati al pensierino corretto o se preferite alla morale che tutti abbraccia e non fa male: "chiudiamo questa brutta pagina, per il bene della nazionale" ... "rispettiamo la libertà di ogni scelta sessuale" ... "ogni diversità è ricchezza..." etc. Insomma il compitino scritto che in Federazione hanno fatto firmare al buon Cassano (chissà se lui lo ha letto prima di firmarlo o se lui teme solo di "pensare quello che dice" e non solo quello che scrive, anzi quello che altri han scritto per lui....): "l'omofobia è un sentimento che non mi appartiene ...etc etc"

Comunque anch'io - dicevo all'inizio - mi sento molto diverso: sono cristiano e credo che gli uomini, Dio (che è un Padre buono) li abbia creati a Sua immagine, maschio e femmina, e che la vera libertà sta nello scoprire la propria ricchezza di uomo (chi è maschio) e donna (chi è femmina) e la possibilità di completarsi, donandosi e generando figli in una famiglia cristiana dove si passa questa ricchezza che è un dono ricevuto, ed è la Fede. Ogni altra tendenza, quando è coltivata, perseguita e propalata come valore si chiama peccato e, più che infrazione di una legge, è sofferenza per chi ne è autore, perché non dà modo a lui di scoprire l'Amore e il progetto buono che Dio ha per lui e per ciascuno di noi.

Mamma mia che scandalo! Chissà se qualcuno mi difenderà, per esser così diverso....

Giuseppe Rabajoli

 

Ho riflettuto un po' prima di pubblicare questa lettera. Non mi piace per niente il tono: il rispetto per le persone - tutte le persone - non è mai un optional per un cristiano. Però è vero che l'ideologia del "gender" - quella secondo cui un orientamento sessuale vale l'altro - è una questione molto seria: credo anch'io che ci debba interpellare tutti. In questo senso raccolgo lo spunto lanciato dal lettore Rabajoli per aprire una discussione anche tra di noi. Invitando però a non fermarci alle Cassanate, a Gramellini o alle sparate sugli altri; chiediamoci piuttosto che cosa possiamo fare noi per tornare a raccontare - soprattutto ai ragazzi di oggi che crescono immersi in questa mentalità - il senso di quel «maschio e femmina li creò» che troviamo fin dalle prime pagine della Genesi. Tenendo comunque ben presente anche quanto scriveva qualche mese fa Gilberto Borghi in questo articolo rispetto al rapporto con le persone omosessuali. A me pare che in troppi nel mondo cattolico oggi ancora non capiscano che le due cose non sono affatto in contraddizione tra loro. (Giorgio Bernardelli)

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