PRESO IN RETE
Le mille Assisi di tutti i giorni
di Guido Mocellin | 23 ottobre 2011
Piero Stefani sull'incontro delle religioni convocato dal Papa: «Anche nelle nostre città ogni giorno molte preghiere si elevano le une accanto alle altre»

E così siamo arrivati oltre quota 500. Anzi, per la precisione, a 540. Tanti sono i titoli, e quindi gli articoli, che da un mese a questa parte i quotidiani italiani hanno dedicato, in un modo o nell'altro, a un tema che, parafrasando un lontano e all'epoca famoso documento della CEI del 1981, definirei: «La Chiesa e i cattolici in Italia e le prospettive politiche del Paese». L'interesse dei media è infatti stato racchiuso da due interventi pubblici del presidente della CEI, card. Bagnasco: la prolusione al Consiglio permanente di settembre e il discorso pronunciato, in veste di invitato, al seminario nazionale «La buona politica per il bene comune», promosso dal Forum delle persone e delle associazioni d'ispirazione cattolica nel mondo del lavoro lunedì scorso (17 ottobre) a Todi.

Un'iniziativa di cui è assai difficile rintracciare nei resoconti la definizione precisa (quella che ho riportato era nascosta nelle pieghe del primo lancio dedicatovi lunedì dal SIR), ma così suggestiva, per i cronisti e i commentatori politici, da aver dato adito a una quantità enorme di interpretazioni (189 titoli, nella settimana), fino a far partorire una nuova, per quanto probabilmente provvisoria, categoria di cattolici spinti e insieme attratti dall'impegno politico: i «todisti», o più precisamente i «cattotodisti» (l'invenzione è di Francesco Lo Sardo su Europa, per quel che ho potuto vedere).

Dunque, è ancora una volta grazie all'attrazione suscitata dall'argomento «cattolici e politica» che l'insieme dei titoli religiosi schizza in alto, oltre quota 300 (per la precisione a 309): nel 2011 è successo solo altre due volte, e sempre per lo stesso motivo. Anche guardando alla soglia meno clamorosa ma comunque notevole e rara dei 200 titoli, troviamo che solo in 3 delle 8 settimane in cui è stata varcata l'argomento non era la politica italiana, bensì la cristianofobia (le stragi di inizio anno in Egitto), la beatificazione di Giovanni Paolo II e la crisi del San Raffaele (nella settimana del suicidio di Mario Cal).

Gli altri argomenti più titolati della settimana, ma misurabili, come di consueto, col metro di qualche decina e non di qualche centinaio di articoli, hanno riguardato la profanazione della chiesa dei santi Marcellino e Pietro a Roma durante i disordini di sabato 15 (21 titoli), l'uccisione nelle Filippine, il 17 ottobre, del missionario del PIME p. Tentorio (14 titoli, più quasi altrettanti su Avvenire, sempre pronto nel «coprire» questo tipo di avvenimenti) e la presentazione, il 20 ottobre, dell'annuale rapporto Caritas-Zancan sulla povertà in Italia, intitolato Poveri di diritti ed edito da Il Mulino (12 titoli).

Ma «archiviata» Todi, c'è un'altra località umbra verso cui si va incamminando l'attenzione dell'opinione pubblica, questa volta per ragioni prettamente ecclesiali. È Assisi, dove Benedetto XVI ha convocato per il 27 ottobre prossimo una «Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo» che ha intitolato «Pellegrini della verità, pellegrini della pace». L'occasione è il XXV anniversario dello «storico incontro» (così il cardinale Turkson alla conferenza stampa del 18 ottobre, che però ha mietuto in settimana solo 2 titoli) voluto appunto ad Assisi, nel 1986, da Giovanni Paolo II.

Storico ma anche capace di sollevare, da allora sino a oggi, una quantità di interrogativi. Sui quali scende come un benefico balsamo un articolo che Piero Stefani vi dedica sul prossimo numero 18 de Il Regno, e che il sito della rivista (che mi è cara, anche perché vi lavoro da quasi venticinque anni) ha anticipato nei giorni scorsi.

Dopo aver riferito di una singolare vicenda di preghiera che riguarda gli ebrei di Bukhara e che si colloca nel XVII secolo, il noto biblista osserva: «Assisi fu evento eccezionale soprattutto in virtù della presenza di una voce convocante, in quel caso Giovanni Paolo II. (...) Tuttavia, oggi, ogni nostra città è, de facto, una Assisi potenziale, anche se manca chi convoca. Ogni giorno molte preghiere si elevano le une accanto alle altre. A partire dallo stesso luogo esse si innalzano verso lo stesso cielo. Eppure i vari oranti tendono a ignorarsi», non vi è tra loro «alcun riconoscimento reciproco. Non fa parte della coscienza consueta dell'orante aver presente quanto scritto dal compianto vescovo di Lione card. Billé: "Ogni volta che un credente si rivolge verso Dio, gli altri credenti non possono che rallegrarsene"».

E prosegue: «Resta quasi inedito interrogarsi su quale sia il profondo senso spirituale connesso al fatto che nella propria città, o quanto meno nelle grandi megalopoli planetarie, altri, con altri linguaggi e spesso con altre intenzioni, stiano anch'essi ugualmente pregando» Non è questione di relativismo, perché la domanda «non può sorgere che all'interno di una tradizione religiosa specifica». E a parere di Stefani la «traccia di risposta» che le può venire dalla fede cristiana si trova nelle frasi con cui Giovanni Paolo II stesso, alla fine del 1986, rivolto alla curia romana, rievocò la giornata di Assisi: «Ogni preghiera autentica si trova sotto l'influsso dello Spirito "che intercede con insistenza per noi, poiché nemmeno sappiamo cosa è conveniente domandare", ma egli prega in noi "con gemiti inesprimibili" e "colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito" (Rm 8,26-27). Possiamo ritenere infatti che ogni autentica preghiera è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo».

Commenta e leggi i commenti per questo articolo


Vedi anche
07/11/2011 ROBE DI RO.BE.
Quello che stavolta ad Assisi non c'era
di Roberto Beretta
01/11/2011
La fede? Un dono senza copyright
di Gerolamo Fazzini
29/10/2011
Da Assisi a Coriano
di Luca Rolandi
19/09/2016
Lo spirito di Lesbo
di Giorgio Bernardelli
08/10/2012
Con lo sguardo di Francesco
di Fabio Colagrande

Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

.

 

leggi gli articoli »
Preso in rete
di Guido Mocellin
Dopo quattro anni questa rubrica chiude. Ma per aprire presto altre pagine qui su Vino Nuovo...
Il video di suor Cristina Scuccia con la cover di Madonna, l'immancabile dibattito e una nostra sensazione di fondo
Ho fiducia che il Sinodo stia andando molto meglio e che stavolta Crozza abbia letto i giornali un po' in fretta...
Se i giornali dedicano pagine, e non righe, alla questione, vuol dire che interessa «davvero»
Un altro editore laico - quello del Boston Globe - ha deciso di puntare su «tutto quanto è cattolico» con un suo sito web
I burattini fanno una morte santa. Come quella che certamente ha fatto mons. Giovanni Catti
Dal filosofo Roger Scruton che analizza le coincidenze con il sacro alla Gazzetta dello Sport che titola «Cuore di Maria»
In fondo la parabola del samaritano è sempre attuale anche nel ritratto dei media sulla Chiesa
La domanda «chi è il sommo pontefice?» è tanto implausibile quanto lo sarebbe quella su «chi è il vescovo?» in qualsiasi diocesi con un vescovo emerito
Temo di aver già «letto» la gran parte degli articoli che scriveremo da oggi fino al 19 ottobre sull'ultimo (di fatto) Papa italiano...
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it