Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it
leggi gli articoli »Federico Abati è in carcere, a Rebibbia e dovrebbe circa cinquant'anni. Ha partecipato al concorso "Racconti dal carcere" ed è risultato tra i venti selezionati per entrare nell'antologia "Volete sapere chi sono io?" (Mondadori 2011). Punk anarchico, padre per caso fuggito da lei e dalla bambina, tossico, rapinatore e infine l'Aids e il carcere. Può venire una parola giusta da un uomo così? Io l'ho trovata nelle tre frasi che ho preso qua e là e ho posto a cappello di questa riflessione e in queste altre che prendo dalla pagina 24 del volumetto citato: "Il vantaggio di soffrire è che sei costretto a vedere le altre sofferenze e a sentirle in pieno, a capire le cose importanti, ad arrivare immediatamente all'essenza dei fatti, a condensare la tua vita senza sprecarne un minuto per godere delle bellezze del mondo. Nient'altro che questa malattia mi avrebbe fatto essere ciò che sono e chiedo perdono a tutti quelli che hanno sofferto a causa mia. Se potessi tornare indietro vorrei cancellare quelle sofferenze. Ma posso usare il mio passato per proteggere il futuro di qualcuno: rispetta il tuo corpo e la tua mente se vuoi amare ed essere amato, e difendi la tua vita perché è la cosa più preziosa che hai".
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