La Prima Comunione di Chiara
di Francesca Lozito | 21 maggio 2011
I fedeli, se guidati, possono essere più maturi di quello che si pensa. Comprendono anche se poi lo esprimono con linguaggi diversi da quello delle parole.

"Mamma, mamma, voglio vedere Chiara. VOGLIO VEDERE CHIARA!".

Ultima fila di una affollata chiesa di domenica mattina, ci sono le comunioni.

Secondo turno, una trentina di bimbetti, maschi e femmine vestiti nel loro saio bianco.

Le catechieste, la suora e il giovane sacerdote, don Massimo, mettono a punto la celebrazione. Si provano i canti, si tengono a bada, più che i piccoli i loro genitoriparentiziecugine che sono più agitati di loro.

Jessica ad esempio non sta nella pelle perché sua cugina Chiara fa la comunione. Lei è più piccola e la mamma le sussurra nell'orecchio "tra qualche anno al posto di Chiara ci sarai anche tu".

Sono decisamente impazienti tutte e due e anche un po' ciarlone, tanto che la vicina di posto si lamenta ripetutamente con loro chiedendo di fare silenzio.

Don Massimo, prima della celebrazione, ricorda a tutti, credenti e non, di vivere ognuno a modo proprio, ma nel rispetto di chi prega, la celebrazione. Lo chiede soprattutto per i bambini.

Niente pressioni di fotografi improvvisati che facciano sentire i piccoli più delle star che quelli che stanno per ricevere l'unico vero Pane. Solo uno, discreto, li accompagna con gli scatti.

"Chiara, Chiara!!!" Continua a cercarla la piccola Jessica. È troppo piccola e da lontano non la vede.

Intanto il sacerdote sta facendo l'omelia e nella spiegazione coinvolge i bambini facendo loro domande, senza trascurare di far passare alcuni concetti importanti. Anche nella lettura del Vangelo si è fatto aiutare dai bambini.

"È troppo lunga però!" sbotta la mamma di Chiara, che, si sa, per molti non sono queste le cose principali in un giorno così, eppure se stessero ad ascoltare meglio non le troverebbero lontane.

Al momento della comunione i bimbi vengono chiamati sull'altare. Una musica d'organo accompagna la loro "prima volta".

E così piangono in tre: Chiara, sua madre e anche l'amica del cuore di Chiara e Jessica, Francesca. A dire il vero piange lei per prima e tutte le altre a ruota. La vicina le guarda con tenerezza

Qualche giorno dopo dalla celebrazione sul computer di don Massimo, nella casella di posta elettronica, arriva l'email della mamma di Chiara

Caro don

non possiamo descrivere con le parole che cosa ha voluto dire per i nostri bambini vivere la prima comunione in un modo così raccolto e particolare.

Erano tranquilli, sereni, ed anche la scelta di donare l'equivalente dei regali che avrebbero ricevuto ai piccoli dell'orfanatrofio in Terra Santa, che hanno conosciuto solo attraverso le foto fatte lo scorso anno dai parrocchiani pellegrini, è stato un gesto che hanno fatto con consapevolezza e contentezza. Non è facile di questi tempi capire che se tu hai molto devi donare. I bambini spesso sono le prime vittime del consumismo.

Eppure è successo, eppure è così, eppure credo che ogni tanto occorre andare contro corrente e rischiare. Quante vuote celebrazioni di maggio più che prime comunioni si riducono ad una fiera delle vanità. E voi preti impotenti siete piegati di fronte alle carovane della messa una volta all'anno.

No, don Massimo, tu questo non l'hai permesso. E lo hai fatto con uno stile, cercando di dare la Parola ai piccoli, ma anche ai grandi, non banalizzando per abbassare il livello, ma facendo passare i concetti che ti stavano a cuore. Perché i fedeli, se guidati, possono essere più maturi di quello che si pensa. Capiscono e comprendono anche se poi lo esprimono con linguaggi diversi da quello delle parole. Pensa che la cuginetta di Chiara, sua mamma e la sua migliore amica si sono tanto commosse! È un modo forse un po' semplicione di comunicare, ma sono certa che voglia dire che qualcosa è rimasto in loro!

Sappi che di questa coerenza noi mamme ti saremo sempre grate.

Con riconoscenza

Ottavia

 

Commenta e leggi i commenti per questo articolo


Vedi anche
18/05/2013
La mamma molto cattolica
di Simone Sereni
23/12/2010
Quando si dice «culto dell'immagine»
di Maria Elisabetta Gandolfi
13/05/2010
Benvenuti voi dell'Ultima Comunione
di Diego Andreatta
05/07/2011 ROBE DI RO.BE.
La comunione spirituale
di Roberto Beretta
07/11/2013 ROBE DI RO.BE.
La comunione al ciucco
di Roberto Beretta

Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Francesca Lozito

Giornalista professionista, vive a Milano e si divide tra radio e carta stampata. Giornalista con la passione per la scienza e la medicina scrive su questi temi da anni per testate nazionali cartacee e online. Dal lavoro che tra il 2007 e il 2009 ha compiuto nel mondo delle cure palliative è nata la prima traduzione italiana di un'opera di Cicely Saunders, madre delle cure palliative moderne, Vegliate con me (Edb) che ha curato con Augusto Caraceni

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it