Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it
leggi gli articoli »Tibhirine vuol dire "piccolo giardino". Da quando i sette monaci trappisti francesi furono uccisi nel 1996 il monastero e il giardino restarono abbandonati per alcuni anni ma a partire dal 2001 sono tenuti aperti e curati da Jean-Marie Lasausse, un prete della Missione di Francia, agronomo e allevatore, che parla l'arabo e che è divenuto buon amico della popolazione locale alla quale volentieri presta il trattore del monastero e fornisce consigli sulla coltivazione dei campi e l'allevamento del bestiame. Lasausse svolge il suo racconto nel volume Il giardiniere di Tibhirine tradotto ora dalla San Paolo e presentato da Cecilia Sangiorgi con un'intervista all'autore il 3 aprile a Frontiere dello Spirito di Canale 5. Nell'intervista il padre Jean-Marie ha narrato l'ottimo rapporto che in dieci anni di presenza ha potuto stabilire con la comunità musulmana, nella memoria della "vicinanza umana, fraterna e conviviale" che gli abitanti del villaggio ebbero con i monaci martiri. "Abbiamo sempre visitatori, che al 60% sono musulmani e vengono per riconoscenza al padre Luc che li curava nella foresteria del monastero. Vengono le donne che qui partorirono e che dopo venti o trent'anni serbano ancora un ottimo ricordo dell'assistenza che qui ricevettero".
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