Le domande dei pescatori
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 25 gennaio 2020
Di fronte alla violenza politica, riusciamo a tirarci fuori dal coro e a ripartire dai margini? Come mai Gesù decide di abitare in un luogo di confine e di “mescolanza”? E come mai proprio da lì chiama i suoi primi discepoli?

 

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano - a poco a poco, senza accorgersene - vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

***

 

1^ LETTURA - In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Mádian (Is 8,23-9,3).

GILBERTO: «Possiamo seriamente dire che Cristo ci ha “abbagliati” a sufficienza per diventare persone che sanno dove sta di casa la gioia? Chi ci vede può percepire qualcosa della luce della nostra vita?».

SERGIO: «Ricordiamo che a coloro che vivono nelle tenebre – siamo noi stessi o gli altri – deve sempre essere offerta una nuova possibilità di luce (soprattutto se a causa di ciò sono stati in passato umiliati)? Riusciamo ad essere noi tale nuova possibilità di luce in grado di far esultare e sprizzare di gioia chi viene liberato da noi?».

 

 

SALMO - Il Signore è mia luce e mia salvezza: / di chi avrò timore? / Il Signore è difesa della mia vita: / di chi avrò paura? / Una cosa ho chiesto al Signore, / questa sola io cerco: / abitare nella casa del Signore / tutti i giorni della mia vita, / per contemplare la bellezza del Signore / e ammirare il suo santuario. / Sono certo di contemplare la bontà del Signore / nella terra dei viventi. / Spera nel Signore, sii forte, / si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore (26).

SERGIO: «Quale bellezza e bontà di Dio è oggi in grado di non farci provare né paura né timore, ma invece di sperare fortemente?».

GILBERTO: «La paura per il cristiano è un’emozione inversamente proporzionale alla fede? Qual è davvero l’unica cosa che chiediamo a Dio e che desideriamo?».

 

 

2^ LETTURA - Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo (1Cor 1,10-13.17).

GILBERTO: «Chi ha responsabilità nelle “fazioni” della comunità cristiana, ricorda davvero di guardare Cristo e prendere lui come modello? Il discepolo si ricorda che non è mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo?»

SERGIO: «Ci ricordiamo che le divisioni e le discordie nella Chiesa sono piuttosto legate all’esaltazione del ‘mediatore ecclesiale’ a discapito di Cristo? Come raggiungere l’unanimità nel parlare se ciascuno di noi ha avuto accesso a Cristo tramite un proprio mediatore?».

 

 

VANGELO - Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo (Mt 4,12-23).

SERGIO: «Di fronte alla violenza politica riusciamo a tirarci fuori dal coro e poi a ripartire dai margini, anche con ‘quattro gatti’, vedendo nuove possibilità e perciò dedicandoci alla cultura per gli altri e alla cura degli altri? Se ‘chiamati’, accogliamo subito tale ‘chiamata’?».

GILBERTO: «Come mai Gesù decide di abitare la “Galilea delle genti”, cioè il luogo di confine e di “mescolanza” degli ebrei con le altre genti? E come mai proprio da lì chiama i suoi primi discepoli?».  

 

31/01/2020 02:38 Francesca Vittoria
Se il discepolo si ricorda che è stato mandato per annunciare il Vangelo e non a Battezzare? Forse è una domanda rivolta a uno del clero, però a questa e a quella riferita all'ascolto del mediatore, per esperienza dico che soltanto dando fiducia a quel
A Parola mettendola in pratica, quella semplice della Parola espressa così bene nelle Parabole , altro intelligente ricorso ad un esempio illuminante, senza mediatori essa diventa via da seguire., prova ne è che anche senza aver frequentato università o studi particolari, questa Parola raggiunge il cuore di qualunque persona, e luce in qualunque lingua, un messaggio vivente . Del resto se è stato così per i Patriarchi perché non potrebbe esserlo per uno dell'Amazzonia? Un Prete si domandava che questo fosse difficile, come arrivare a far capire a un arborigeno con il linguaggio? Impresa titanica. Ma un altro confratello dovendo andare in visita a una chiesa in India, non si è perso d'animo per la difficoltà di lingua diversa, ha detto di aver superato il problema scegliendo la via del cuore! ....Questa è la più diretta quando c'è il messaggero che incontra uno che non ha mai sentito parlare di questo a Maestro, di Cristo. Ma c'è chi la rifiuta, rifiutaLui, la durezza di cuore condanna il fratello a essere vittima, quando si pretende, come accade oggi, di impossessarsi di territori per carpire certe ricchezze e ha i mezzi per farlo. Li va bene la presenza del missionario che diventa luce per il povero e suo amico nel difendere la giustizia e la dignità della persona umana. Di fronte alla forza che vediamo esserci nella natura, gli incendi in Canada, lo scioglimento dei ghiacciai, definito da esperti, veloce inarrestabile, l'insorgere di una malattia in modo improvviso, che prende alla sprovvista medici e ricercatori, che si espande a largo raggio, superando frontiere e altri ostacoli, stupiti ci troviamo a esperimentare quanta forza esiste nella natura e fa paura perche distruttiva, e l'uomo si trova in una lotta impari per la sopravvivenza. Ma senza forse, il rimedio sta nel ritrovare quella saggezza che è stata ignorata, la fratellanza, l'amore, la solidarietà che sono indispensabili per non solo una vita civile, ma ad evitare la violenza che non solo si scatena nella natura, ma è forza distruttiva anche nell'uomo. E' Cristo il solo mediatore Presso il Padre al quale bisogna rivolgerci e per chiedere aiuto e per impetrare a Misericordia.,sempre che si riconosca che il Padre e il Dio Creatore che ha fatto dal nulla tutt'e le cose, e che nel Figlio lo conosciamo come anche padre nostro.



25/01/2020 11:22 Francesca Vittoria
1) Nessun abbaglio, teniamo i piedi per terra altrimenti parlare di fede sembra da fuori di testa sopratutto oggi,; siamo in una società scristianizzata, molto di fede in ciò che vede, tocca e sopratutto crede nell'idolo "uomo" che è capace di fare così tante cose, quasi doppiare se stesso, ne fa un idolo! E lo ammira, lo tiene ben davanti quasi si prega quando mira a raggiungere cosa che ci tiene.
Il cristiano che vive la Fede forse non emana luce anzi è come tutti gli altri, e non ha d'accesso pur facendo cose importanti quali vivere con e per gli altri e questo se da una parte significa spendersi molto, dare molto di se, spogliarsi anche, dall'altra cresce internamente, il suo fare genera buoni sentimenti, crea intorno a se una area di umanità che via via si allarga, diventa la via che il Maestro ha percorso e riceve da Lui la luce, la pace, la gioia. Questo è il Vangelo che ci ha lasciato, quando egli compiva miracoli, sempre ha rimandato al Padre Suo , pregato prima, come il datore dei doni che a sua volta elargiva. Al contrario quindi di quell'uomo che si crede diventato come dio. Il potere che Gesù Cristo effettivamente possedeva superava di gran lunga quello di Erode, eppure non si vedeva dalla apparenza, eppure pur deridendolo hanno cercato di fare a brandelli il suo abito, lo hanno bastonato per distruggere le sue sembianze, tutto sommato per rabbia, per invidia, per sminuirne la personalità. Era più facile credere in un dio lontano sopra le nuvole, e comunque vivere a modo proprio anche le sue leggi, che non rapportarsi con la concretezza di parole e gesti che quel Maestro suggeriva ma che cambiava la loro idea di star bene, l'uomo nuovo che era bene diventare per avere la vita eterna come il Padre Creatore l'aveva pensata anche per noi. Era nato in seno al popolo scelto dal Padre, popolo che anche gli era stato fedele pur in altalenante prove positive/negative, ma aveva promesso ad Abramo una generazione più numerosa delle stelle, quindi tutti gli uomini sono stati raggiunti ai giorni nostri più vicini o lontani, ma di Lui il Natale lo si conosce e quando il Papà fa visita anche in luoghi abitati da altre genti, si fanno vicini a dove passa, Papà Bergoglio, Ratzinger, Montini, e così andando a ritroso, perché in questi uomini vedono, credono Gesù Cristo presente, e come per Zaccheo Lui è andato a casa sua, così fanno i Pietro, E noi invece cosa facciamo? Osiamo spogliarli di questo censo che deriva loro, a volerli diversi, simili anche nelle debolezze , come quelli che ci governano, che dispongono e fanno gli esattori delle tasse, e redistribuiscono il bene comune più o meno giustamente. Si, l'unico Vangelo che insegna ad essere uomini e quello che Gesù Cristo ha voluto fosse facile essere appreso da tutti, quello portato in tasca come una bussola a orientare il nostro cammino, le nostre decisioni; vale più del denaro, più di tutta la ricchezza accumulata intellettualmente e creativamente, perché con quel denaro non riusciamo a comperare la vita eterna
Il Santo Padre ha scritto cose molto belle e dato suggerimenti preziosi con una lettera che soltanto ieri ho letto e che ho trasmesso via Email anche ad altri sconosciuta, ed e""lettera Apostolica in Forma di "Motu Proprio" del Sommo Pontefice Francesco. "Aperuit Illis" con la quale viene istituita la ...?...........Domenica della Parola di Dio............., data a Roma, presso San Giovanni in Laterano, 30 Settembre 2019. Domani 26 2020 dovrebbe aver luogo solennizzata la Parola di Dio, qui molto ben specificate istruzioni.



25/01/2020 09:39 Gian Piero
Non so se Michele Serra sa ( ma sicuramente no perche’ quelli come lui stanno ai Parioli o nei quartieri chic) che la signora che aveva chiesto a Salvini di intervenire citofonando ai ( presunti) spacciatori perche’ ‘ minacciata di morte e con un figlio morto di overdose dovuta a tali ( presunti )spacciatori, il giorno dopo ha avuto l’ automobile distrutta a mazzate da “ sconosciuti” . Come dire, un avvertimento, la prossima volta che ti impicci , che metti sotto i riflettori quello che deve stare nascosto, farai questa fine...
Tutti a parlare della citofonata di Salvini e nessuno a parlare del vero scandalo: un intero quartiere dove i cittadini sono stati lasciati SOLI dai governanti ( del PD) in balia di delinquenti e spacciatori, dove la madre di un figlio morto di overdose deve girare armata perche’ ’ Minacciata di morte dagli spacciatori . Come dire: si fissa il dito che indica la luna e non la luna. E quelli che cercano di riportare la discussione sulla realta’ dei fatti vengono fatti passare per “ odiatori” come nell’ Unione Sovietica chi parlava della realta’ gulag veniva additato come “ traditore e nemico del popolo.Non se ne doveva parlare, come oggi non si deve parlare dei crimini di certi ( certo non di tutti) immigrati. I giornali hanno ricevuto precise disposizioni di non parlare di cio’ che avviene per non creare nei cittadini allarmismi.
Nel Vangelo si parla di Giovanni Battista: non so se vi rendete conto che fine fece perche’ aveva osato essere “ dissidente” dal pensiero dominante allora in Giudea, e aveva apertamente criticato il comportamento dell’ autorita’ locale ( Re Erode) . Un Michele Serra del tempo ci avrebbe fatto un bell’ articolo additando Giovanni Battista come odiatore e facinoroso, perturbatore della pace ecc. per cui da eliminare per l’ armonia dei cittadini.
Ai giornalisti prezzolati di ogni tempo nulla importa della luna solo del dito. Gesu’ direbbe loro “ Convertitevi e credete al Vangelo”



25/01/2020 08:16 BUTTIGLIONE PIETRO
Vorrei affiancare a qs msg, che ci proviene direttamente dalla Parola, il fondo di Michele Serra da REP di oggi. Il giornalista appaia i commenti sui media di ieri tra la citofonata salviniana e quanto successo ad Assisi. La denuncia di Serra è davvero a raso zero sul clima ( parola che dovreBBE coinvolgere tutti, vero?) Ormai dilagante. Anche qui su VN. Dove si arriva a parlar male di tutto e di più su Francesco per poi lamentare che VN è terreno di skontro o peggio: io lo lascio ( talvolta: io lascio la CC!) e questo dopo aver contribuito ad inquinarlo. Potrei aver contribuito anche io, ma spero che si sia percepito che il fine che perseguo è sempre stato attingere direttamente alla Parola personalmente saltando quegli intermediari che la trasformano in regole/codicilli a loro esclusivo uso&consumo.


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Gilberto Borghi, Sergio Ventura

Gilberto Borghi. Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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