Le domande di Giovanni Battista
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 14 dicembre 2019
Come cristiani domandiamo a Cristo se è lui il Salvatore? E ci ricordiamo, senza scandalizzarci, che sempre nella Bibbia ritorna questo scarto tra l’immagine attesa di qualcuno e la sua realtà sperimentata?

 

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano - a poco a poco, senza accorgersene - vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

                                                       

***

 

1^ LETTURA - Si rallegrino il deserto e la terra arida, / esulti e fiorisca la steppa. / Come fiore di narciso fiorisca; / sì, canti con gioia e con giubilo. / Le è data la gloria del Libano, / lo splendore del Carmelo e di Saron. / Essi vedranno la gloria del Signore, / la magnificenza del nostro Dio. / Irrobustite le mani fiacche, / rendete salde le ginocchia vacillanti. / Dite agli smarriti di cuore: / «Coraggio, non temete! / Ecco il vostro Dio, / giunge la vendetta, / la ricompensa divina. / Egli viene a salvarvi». / Allora si apriranno gli occhi dei ciechi / e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. / Allora lo zoppo salterà come un cervo, / griderà di gioia la lingua del muto. / Ci sarà un sentiero e una strada / e la chiameranno via santa. / Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore / e verranno in Sion con giubilo; / felicità perenne splenderà sul loro capo; / gioia e felicità li seguiranno / e fuggiranno tristezza e pianto (Is 35,1-6.8.10).

SERGIO: «Nei momenti bui della nostra (o altrui) vita ricordiamo quanto sia potente la trasfigurazione della realtà promessa dai profeti? E ci rendiamo altrettanto conto di quanto la fede in Dio possa vacillare se l’arido deserto non fiorirà mai? Se non vedremo, ascolteremo, parleremo, vivremo in modo finalmente nuovo? Se non ci sarà una strada per riscattare le lacrime versate?».

GILBERTO: «Abbiamo necessità di segni concreti di salvezza per credere in Cristo? Sono segni per noi solo quelli che sovvertono le leggi fisiche che conosciamo?».

 

 

SALMO - Il Signore rimane fedele per sempre / rende giustizia agli oppressi, / dà il pane agli affamati. / Il Signore libera i prigionieri. / Il Signore ridona la vista ai ciechi, / il Signore rialza chi è caduto, / il Signore ama i giusti, / il Signore protegge i forestieri. / Egli sostiene l’orfano e la vedova, / la sconvolge le vie dei malvagi. / Il Signore regna per sempre, / il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione (145).

GILBERTO: «La Chiesa è fedele a Cristo anche quando si adopera per realizzare con strade “umane” i segni corporei della salvezza?».

SERGIO: «Possiamo (o potremo un giorno) confessare un Dio fedele che realmente rende giustizia, sfama, libera, protegge e sostiene i deboli (orfani, vedove e stranieri), mentre sconvolge le vie dei malvagi?».

 

 

2^ LETTURA - Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore (Gc 5,7-10).

SERGIO: «Sappiamo pazientare ed essere costanti in attesa che maturino i frutti della ‘semina’?».

GILBERTO: «Il silenzio e la non risposta sono un modo per non lamentarsi gli uni degli altri?».

 

 

VANGELO - In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,2-11).

GILBERTO: «Appartiene al cristiano la domanda a Cristo se è lui il salvatore? Cosa significa che potremmo trovare scandalo in Lui?».

SERGIO: «Come uomini di Chiesa, soprattutto quando esercitiamo un ruolo di potere, accettiamo la discussione con chi non è o ha una visione di versa da quella dei ‘nostri’? Ed esaltiamo coloro con cui stiamo discutendo, anche se non sono dei ‘nostri’ o hanno una visione diversa dai 'nostri'? Ci ricordiamo, senza scandalizzarci, che nelle storie bibliche sempre si ripete questo scarto tra l’immagine attesa di qualcuno o qualcosa e la sua realtà sperimentata?».

 

 

20/12/2019 17:40 Alberto Hermanin
Lo volesse Iddio, caro Sergio! Comunque si, possiamo conoscere momenti di santità, questo è vero. Un Buon Natale a tutti voi!


18/12/2019 23:31 Sergio Ventura
Caro Alberto, chissà, forse il Vangelo, la buon notizia consiste proprio in questo: leggendola e meditandola ci accorgiamo che siamo già santi, nonostante tutto...


18/12/2019 06:16 Francesca Vittoria
Da cristiani per quella fede che diciamo di avere in Lui , mi dico che forse è Cristo stesso che ci rivolgerebbe la domanda se crediamo in Lui, se nel nostro quotidiano rendiamo concreta la fede nella sua Parola, quando decidiamo di un qualcosa che ci ponga di fronte a decidere secondo interesse personale e non anche coscienza verso giustizia, o comprensione o riguardo a quello di altri, della collettività di cui facciamo parte .Cristo potrebbe chiederci se lo seguiamo, nostra volta un po' salvatori, con l'essere prossimo come lui.e stato nei nostri confronti. In fondo dei conti quando uno lavoratore e dipendente di una nota Azienda, prova orgoglio, anche ragionando da uomini, dovremmo provare lo stesso nei confronti di una fede come quella cristiana che si fa forte non di un dire ma di un essere facendo. Forse sarebbe Lui a dovercelo domandare, come in diverse parabole ha detto chiederà come e quanto gli siamo stati fedeli servitori. Per esempio è stata approvata una legge in queste ultime ore, un programma del Governo, e la Presidente del Senato ha insistito che sulla marjuana ci fosse riserva circa la vendita. La coltivazione di un prodotto vuol dire impiego di manodopera, fonte di reddito. Non so se la signora Presidente ha obbedito a uno scrupolo di coscienza, ma come cittadina e cristiana, penso che ogni droga sia un male proprio quando light , per piacere. Medici hanno chiarito e illustrato quali danni l'uso di certe erbe possono procurare all'organismo;certo l'assuefazione è cosa sicura, e questa è anche fonte di reddito. Solo un esempio fra tanti nei quali oggi una persona si trova a decidere. La parola bene-male, oggi neanche quasi si pone più, figuriamoci coscienza! Eppure Il Gesù di Nazareth ha detto che se noi ci vergogniamo di Lui anche Lui si vergognerà allo stesso modo. Si dice che sulle cose di oggi è diversa l'interpretazione del Vangelo, mah, allora è anche possibile cambiarlo, e diventa altro magari secondo una coscienza personale!?Ma si crede al dono che ci è stato dato della vita eterna?


17/12/2019 16:12 Alberto Hermanin
QUALCHE RISPOSTA
Abbiamo necessità di segni concreti di salvezza per credere in Cristo? Sono segni per noi solo quelli che sovvertono le leggi fisiche che conosciamo?» NO.
«La Chiesa è fedele a Cristo anche quando si adopera per realizzare con strade “umane” i segni corporei della salvezza?». CERTAMENTE SI
Il silenzio e la non risposta sono un modo per non lamentarsi gli uni degli altri? PERCHÉ NO, PUÒ ESSERE.
«Appartiene al cristiano la domanda a Cristo se è lui il salvatore? CERTAMENTE. ANCHE LA RISPOSTA PERÒ. Cosa significa che potremmo trovare scandalo in Lui?». SIGNIFICA, POTREMMO? MA SE ACCADE OGNI GIORNO!
Ci ricordiamo, senza scandalizzarci, che nelle storie bibliche sempre si ripete questo scarto tra l’immagine attesa di qualcuno o qualcosa e la sua realtà sperimentata? SI, ME NE RICORDO SEMPRE.
Voi mi dovete perdonare, ma talvolta mi pare che rispondere alle vostre domande mi faccia sentire un santo: così non è però…..



15/12/2019 12:14 Francesca Vittoria
Se c'è un atteggiamento che indispone l'ascoltatore o video telespettatore è proprio quando emerge il confronto, sottinteso , tra un noi e gli altri. Un sentirsi da una sponda superiore che ritiene l'altro inferiore. E' magari soltanto un atteggiamento ma che si rivela controproducente. Non è bello neppure a vedersi, se poi proviene non da esperienza provata ma da concetti maturati a tavolino, da una istruita formazione, ebbene anche la persona che ascolta meno colta passa ad altro programma, ma così facendo si spegne , una fonte di comunicazione di un messaggio evangelico soltanto per il modo in cui esso si esprime. Avviene questo anche quando marcatamente si affrontano le idee estranee dell'interlocutore, con supposta presunzione dal sentirsi superiore. Inoltre, direi che anche quando si interroga un Papà, come è capitato seguire da talk show, avere sempre quel rispetto di non curarsi tanto di se , del ruolo di interprete quanto di far arrivare alle genti interessate all'ascolto, il pensiero del Papà , con sobrietà come è conveniente lasciare alle parti il giusto linguaggio. Si tenga anche conto che non solo può apparire che ci si serve della Personalità intervistata per evidenziare il proprio lavoro, ma si può così anche urtare la sensibilità di tutto quel popolo di fedeli che viceversa ama quella persona la quale l'ha posta molto vicino alla figura di Cristo. È questi atteggiamenti si riscontrano sia da laici che se da uomini di chiesa. Oggi, non si potrebbe porre la domanda su "chi sa chi è il Salvatore? Molti non lo sanno perché provenendo da una istruzione che non si cura di inserirlo nel corso di studi, non lo possono sapere, in quanto a averne esempio di vita vissuta secondo il suo Vangelo, le contraddizioni prevalgono sul suo insegnamento. Chi alza la voce per dire "io lo conosco" e da storia di vita che non si ha abbastanza coraggio di testimoniare per paura di urtare altri credo , ormai un atteggiamento consolidato. Il Presepe si, ma....vi possono essere anche tante altre reali nuove rappresentazioni realmente viventi, , presepi di vita ordinaria che si affiancano a quella che si vorrebbe accogliere, festeggiare, avere come modello di vita che però si ci appare in povera nato il Figlio di Dio in povera capanna , tra i più umili uomini, ma illuminata dall'alto da stuoli di angeli a osannarla per essere luce per tutti quelli che aspirano ad essere similmente portati dove Egli vive in eterno. Sembra una favola, ma è storia vera , storia da vivere possibile per tutti


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Gilberto Borghi, Sergio Ventura

Gilberto Borghi. Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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