Un antico Natale
di Maria Grazia Giordano | 07 dicembre 2019
Il tempo dell’Avvento e il Natale di Gesù hanno radici lontane e portano con sé tradizioni antichissime...

 

“E’ arrivato dicembre, il mese in cui la città entra particolarmente in agitazione, si dà ufficialmente inizio alle spese pazze, dovunque fervono grandi preparativi”.

La città in questione è Roma, e questa descrizione così calzante del periodo natalizio viene, un po’ sorprendentemente, da lontano: la scrive infatti Seneca al suo amico Lucilio (epistola XVIII) intorno al 62 dopo Cristo. Ma di cosa parla, visto che il cristianesimo è agli albori e ancora non è stata istituita la festa del Natale di Gesù? Parla, in effetti, dei Saturnalia, la festa romana che si svolgeva nel mese di dicembre e che era caratterizzata da scambi di regali, grandi abbuffate e una specie di frenesia collettiva. Uhm, ci ricorda qualcosa?

A questa festa molto popolare venne poi aggiunta la celebrazione del Sol Invictus, intorno al III secolo, la festa del sole che vince sulle tenebre, collocata subito dopo il solstizio di inverno, cioè il 25 dicembre.

È più o meno nello stesso periodo, ufficialmente a partire dal IV secolo, che i cristiani scelgono proprio questa data per celebrare la nascita di Gesù, il nuovo sole di giustizia.

Il tempo dell’Avvento e il Natale di Gesù, dunque, hanno radici lontane e portano con sé tradizioni antichissime - i falò, i regali, il cibo, le luminarie notturne - che hanno a che fare più con le feste di inverno che strettamente con il cristianesimo.

Ma questo non basta a spiegare l’avvento del Natale cristiano: ciò che è pienamente ed esclusivamente cristiano è il contenuto nuovo e assolutamente originale di questa festa, che teologicamente si chiama Incarnazione. La fede nel fatto che Dio si fa bambino, nasce in una mangiatoia e offre la sua vita spogliandosi delle sue prerogative divine per condividerla con gli esseri umani e portarli alla salvezza - la Kénosis di cui parla san Paolo nella lettera ai Filippesi.

Un Dio che accetta umiliazione e sacrificio, che sono anche tenerezza e condivisione, e non vuole tenere per sé la vita eterna ma la vuole condividere con gli esseri umani. Un Dio amico, che apre le sue braccia al mondo e accoglie tutti, a cominciare dagli ultimi. Un Dio che guarda alla limpidezza del cuore e non alla esteriorità in qualunque sua forma.

Un Dio che si fa compagno di strada, che offre speranza e misericordia e che ci tiene a salvare anche la centesima pecorella, quella che si era allontanata dal gregge.

Questo è lo specifico dell’avvento del Natale cristiano, ciò sui cui possiamo meditare di fronte al presepio, tradizione esclusivamente cristiana che racconta con linguaggio a volte colto, a volte popolare, il fatto che Cristo nasce ogni giorno in ogni contesto umano, in mezzo alle occupazioni quotidiane, e proprio lì porta la sua luce di speranza e di giustizia al di là delle opacità della vita.

In questo periodo di Avvento per certi versi cupo - ma ci sono tempi che non lo siano stati? -regaliamoci un po’ di tempo di silenzio, magari seduti di fronte al presepe, e percepiamo su di noi il calore del raggio di luce che viene proprio da Colui che per noi è il nuovo Sole di giustizia e di pace.

Solo così arriverà davvero un buon Natale!

 

07/12/2019 08:25 BUTTIGLIONE PIETRO
Spesso il Natale viene liquidato come tentativo creato x sostituire una festa pagana e si fa leva sulla data e, oggi, sugli aspetti esteriori consumistici. Coinvolto, da anni non vado alla Messa di mezzanotte sostituendola con quella magnifica di significati, specie ad Oriente, della Pasqua.
Dopo averti letto.. confermo tutto.
Ma anche cancellando il Natale.. resta l'Incarnazione. E tu hai saputo darcene il senso come, credo, solo una sensibilità FEMMINILE può fare. E così ci hai restituito il vero significato della Sua venuta tra noi! Grazie di cuore. Da incorniciare qs intervento.
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PS a me piace aggiungere che Dio ha capito come ormai non bastasse più il Primo Testamento a aprirci occhimenteCUORE... Così ha mandato Gesù, non x lavarci ma, nel rispetto della ns libertà, per salvare me, te, lui... noi.. Gesù È qui, tra di noi. LUI la ns salvezza, ben più che la sua Risurrezione.
AccogliamoLo dentro di noi, se lo vogliamo...
Buon Avvento a tutti.



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Maria Grazia Giordano

Maria Grazia Giordano, insegnante di religione - all'inizio per caso poi per passione, catechista da sempre, propone corsi storico-religiosi presso l'Università per gli adulti, ha approfondito il suo percorso studiando psicologia, appena può si rifugia nel suo amato Friuli

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