Il tema del mese
L'eredità del ventennio
di Roberto Beretta | 20 novembre 2019
Se è vero che in Italia esiste una difficoltà di presenza dei cattolici in politica, Ruini non se ne può tirar fuori: i suoi ventennali indirizzi, le sue precise scelte sono una parte decisiva del problema.

Personalmente, l'intervista del cardinal Ruini non mi ha stupito: ripete in fondo quello che ha sempre sostenuto. Semmai lo fa in modo più scomposto (vedi l'esplicito endorsement per Salvini)  e persino ingenuo rispetto ai modi da consumato tessitore cui ci aveva abituato in passato; e così con le sue parole svela più chiaramente quali furono i veri intendimenti del suo ventennio di assoluto dominio della politica ecclesiastica (e non solo) italiana. Vediamo alcuni passaggi di quel testo.

«Il "cattolicesimo democratico", in concreto il cattolicesimo politico di sinistra, in Italia ha sempre meno rilevanza»: è paradossale, e suscita un riso amaro, che lo affermi colui che affossò tenacemente ogni tentativo cattolico minimamente "di sinistra", a cominciare da quelli di Romano Prodi per continuare con i rapporti con Scalfaro o Martinazzoli... Se è vero ciò che Ruini afferma, è anche colpa sua, frutto di una sua precisa scelta verso la quale ha portato tutta la Chiesa italiana con il suo potente influsso sugli elettori.

«I cattolici nella politica italiana non contano molto. E non per caso»: appunto, non per caso. Il ventennio dirigista di Ruini infatti è stato decisamente quello in cui i vescovi si sono fatti più sentire nella politica italiana e per converso i laici cattolici hanno avuto meno spazio di libertà in essa. Se non si adeguavano, erano tagliati fuori. E adesso ci lamentiamo?

«Senza mitizzarla, la strada di influenzare gli schieramenti, in particolare il centrodestra, ha portato dei frutti. Si è trattato di sottolineare contenuti molto importanti, non solo per i cattolici, e di chiedere alle forze politiche di impegnarsi su di essi, o almeno di non contrastarli»: questa è sempre stata la linea chiara di Ruini, ed è anche la più classica delle realpolitik. Scegliere alcuni obiettivi e proporli come "irrinunciabili" ai politici; i quali - in cambio -  riceveranno l'appoggio dei cattolici anche in altri settori ben più interessanti per loro. Insomma il solito concetto dello scambio di merce e del compromesso: altro che educare i credenti alle scelte di coscienza e alla libera responsabilità... E stiamo a chiederci perché questa linea è particolarmente piaciuta ai più spregiudicati tra i politici?

«Baciare il rosario può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al "politicamente corretto", e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico»:  anche qui una posizione classica, l'uso della religione per indirizzare la società verso scelte che  si reputano buone. Gli "atei devoti" la pensano così: non è importante la verità della fede, bensì la sua funzione sociale stabilizzatrice e orientatrice. Va bene (fino a un certo punto); ma poi ci ricordiamo che c'è anche un altro lato della medaglia: cioè la riduzione del messaggio evangelico a puro instrumentum regni del devoto potente di turno?

«Vedo un declino dell'autorevolezza della Chiesa italiana, purtroppo»: anche trascurando gli influssi seguenti, Ruini ha smesso di governare la Chiesa italiana nel 2007; non è un po' presuntuoso sostenere che questo «declino» è avvenuto tutto dopo? E che il suo ventennio precedente non ne è responsabile in nulla? E poi che vuol dire «declino dell'autorevolezza»: che quando parlava lui i politici si adeguavano, oggi invece no? Bah...

«Per recuperare autorevolezza dobbiamo esprimerci con chiarezza, coraggio e realismo sui problemi concreti; così la gente può comprendere che il messaggio cristiano la riguarda da vicino»: anche qui, è come dire che i pronunciamenti attuali della Chiesa italiana non hanno «coraggio e realismo». Certo, l'attuale gerarchia ha molti difetti e debolezze che nessuno vuole nascondere; ma alcune scelte su «problemi concreti» (i migranti, i poveri, i separati...) le ha pur fatte. O questo non è «coraggio e realismo»? Solo il fine vita e la bioetica sono modi per far «comprendere alla gente che il messaggio cristiano la riguarda da vicino»?

Ci sarebbero altri rilievi, ma quanto trascritto è sufficiente per confermare che, se è vero che in Italia esiste una difficoltà di presenza dei cattolici in politica, Ruini non se ne può tirar fuori: i suoi ventennali indirizzi, le sue precise scelte sono una parte decisiva del problema.

 

21/11/2019 13:11 Fabrizio Scarpino
Roberto Beretta non ha bisogno dei miei complimenti. Io non sempre condivido le sue analisi, ma questa è assolutamente perfetta.
Mi permetto solo un suggerimento: tutti (o quasi) ci siamo fermati alla prima parte dell'intervista del card. Ruini.
Punterei l'attenzione anche alla seconda parte che riguarda "le cose ultime" della Vita.

Un caro saluto.

Fabrizio



20/11/2019 20:25 Paola
Pietro, non mi aspetto chissà che cambiamenti esteriori, per i quali ci va tempo, certo. Però è questo il tempo in cui c'è un disperato bisogno di pacificazione, di silenzio, di parole che arrivino al cuore, ma sento tanti bei discorsi che non servono a nulla, a mio parere, o, quando è peggio, contribuiscono a dividere, e questo mi spiace, perché abbiamo la fortuna di avere un Papa con un grande carisma, e mi sembra che tante volte vada sprecato.


20/11/2019 18:05 Alberto Hermanin
Premesso che Ruini assai poco mi entusiasmava, "Solo il fine vita e la bioetica sono modi per far «comprendere alla gente che il messaggio cristiano la riguarda da vicino»?
Risposta: NO, non solo, effettivamente. Buona acqua calda, che fa sempre bene.



20/11/2019 16:54 BUTTIGLIONE PIETRO
Paola, p.f.
SE urgono cambiamenti...
SE capiamo quali e quanti...
Basta un decennio per la ricostruzione da macerie ma soprattutto x adeguare modi di pensare? Pensi solo al passaggio da IPSE DIXIT, in cui ipse è quasi sempre un clerico..
A ragionare con la propria testa senza demandarla ad altri??
Per quasi tutti gli educati all' Ipse dixit il cambiamento è impossibile.
Guarda qui sotto Gil che pone argomenti... Cosa gli rispondono? Domanda capziosa: se costoro fossero vissuti 1200 anni fa o nati in Syria quale tesi avrebbero difeso??🙃😮



20/11/2019 10:48 Francesca Vittoria
Che non si senta molto la presenza dei cattolici in politica è però vero, a parte, come un incidere nelle proposte e conseguenti decisioni. Anzi se sinistra si intende classe lavoratori, con Dio o senza Dio, visto le proposte che si intendono adottare e già adottate, i risultati non si direbbe che il Paese veda speranza nel futuro, tanto che sta emergendo un garbato dissenso, sardine emergono dall'acqua alta! Quel" Per recuperare autorevolezza" dobbiamo esprimerci con chiarezza, coraggio e realismo sui problemi concreti." E infatti solo il Papà lo fa, né da esempio, parla di soluzioni ai problemi, per chi vuol intendere, questa è la Chiesa con tutti quelli che la seguono. Purtroppo è anche vero che come a Gesù Cristo si sono contese le vesti, così è da parte di molti che si dichiarano cristiani o sostenitori , che nei fatti però sembrano sostenere altri valori, che la indeboliscono, non la fanno apparire, mettere in luce tutto quanto di apporto continua a contribuire, perché questo è vero nei fatti che fanno seguito alla Parola proclamata, suggerita dal Santo Padre. Ciò che stride oggi sia da destra che da sinistra, ambedue ormai indistinti appaiono al cittadino gli orientamenti, neppure toccati da segni di Vangelo, perché sono i problemi non dall'acqua alta ad affondare Venezia, o l'ago dare nel fumo mortale di Taranto, ma una trascuratezza, che è stata denunciata come un troppo perdurare di responsabilità a porre rimedi adeguati, o a non aver visto la o prestato attenzione ai danni che queste due città correvano. Se uno è cristiano, se ne ha lo spirito, grida, non sul latte versato, ma evangelicamente lo fa notare prima, con il rischio di perdere consenso politico,ma si schiera in difesa della parte sofferente.
Ovvio che come Chiesa il suo mandato e parlare a tutti, salvare chi a lei si rivolge, non può scegliere il colore del gregge, e per questo il linguaggio evangelico, la sua via può non essere scelta da chi preferisce la propria libertà e anzi si erge a contrasto. Per questo si annacqua il messaggio cristiano, al signor Cardinale può apparire ininfluente, ma questo sentire e anche condiviso dal fedele, se vede una marea di disoccupati, di gente che cerca lavoro altrove perché le misure adottate non sono "giuste". Se non si sa dare a braccia inerti un lavoro dignitoso, Nel Vangelo sono presenti tutti i problemi dell'uomo, anche indicazioni sulla dignità che va tenuta presente. La Chiesa se ne fa carico come? Ogni suo vicario ne pone in essere uno, ma di sicuro si ha fiducia sia in coscienza e del volere dall'Alto, e dei bisogni dal basso.Oggi vediamo S.Marco affondare come la fabbrica avvelenare l'aria, ma se si preferisce avere il reddito pecuniario, questo purtroppo è il risultato, che non sostiene la dignità dell'Uomo, genio, artista, artigiano che ha costruito bellezza, che onora il Dio della Vita



20/11/2019 09:51 Paola
Parlo per me, senza polemica: non trovavo nutrimento per lo Spirito nella Chiesa di Ruini, che detestavo, ma faccio fatica a trovarlo anche adesso. ..
Credo che per fare la differenza, occorra essere differenti: c'è bisogno di silenzio, di pace, perché voler essere a tutti i costi
l'ennesima voce nel coro?...
Una bella giornata di preghiera, un invito a sentire la "voce" interiore, varrebbe a mio parere
più di mille prediche, tweets, e interviste,...
La Chiesa di Ruini ha lasciato macerie, ma ora non è che stia andando molto meglio, perché non ammettere, in tutta umiltà, che forse si sta sbagliando metodo?



20/11/2019 08:33 Sergio Di Benedetto
Grazie Roberto, analisi impeccabile!


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