Una parrocchia che si svuota: una strada in salita
di Marta Faccineto | 28 ottobre 2019
Quando un prete 'carismatico' cambia parrocchia e la chiesa si svuota, arriva il momento in cui i laici si rimboccano le maniche, ripartendo da (quasi) zero...

In un'epoca in cui le Unità Pastorali sono all'ordine del giorno, non è più il prete che fa la comunità, ma chi la vive ogni giorno.... E quando è il sacerdote stesso che "distrugge" la comunità?
Nel 2007 mi sono trasferita a Padova, città natale di mio marito, e ho iniziato a frequentare la parrocchia vicino casa. Le celebrazioni erano sempre molto partecipate. Il Don, grande oratore, faceva accorrere fedeli un po' da tutto il circondario (qualcuno sostiene che venissero persino da Milano per sentire le sue omelie). Se tardavi rischiavi di rimanere sul sagrato, nemmeno un posto in piedi dentro!
In sordina ho iniziato a dare il mio contributo alla comunità come catechista, frequentando la parrocchia con la mia famiglia che piano piano aumentava di numero.

Poi la svolta.
Una chiesa piena che lentamente si svuota sotto gli occhi degli ultimi parrocchiani rimasti: quando il don "personaggio" non c'è più, improvvisamente le panche libere abbondano e le sedie ormai in esubero vengono riposte in soffitta.
Una Chiesa "piena" di belle parole lascia il posto a una comunità svuotata, dove si deve partire da zero se si vogliono offrire ai propri figli delle proposte e delle attività, se si vuol far respirare aria di fede, quell'atmosfera che per noi genitori, da bambini, era normalità.

E così ci si rimbocca le maniche e a 36 anni, tre figli e un lavoro ci si inventa catechista, animatrice ACR, organizzatrice del Grest Estivo.
Insieme al Gruppo Famiglie della parrocchia si diventa promotori della castagnata, della visita ai Presepi, della festa di carnevale, della giornata della comunità, si entra nel consiglio pastorale... Si portano avanti le più disparate attività, investendo tempo ed energie che vengono sottratte spesso alla vita familiare.
Perché la chiesa, lo capiamo, siamo anche noi. Siamo noi...

I ragazzi del quartiere ormai frequentano altre parrocchie e noi combattiamo perché i nostri bambini possano vivere le varie attività nel loro quartiere, coi loro amici, sotto casa.
Ogni anno, a giugno, si tirano le somme e la fatica accumulata è tanta: ci si guarda negli occhi e ci si dice che è stata l'ultima volta, che a settembre si cambia e che non si prenderanno più impegni.
Poi, come ogni anno, a settembre eccoci di nuovo in prima fila, per i nostri figli, perché ci crediamo, perché ogni seme gettato nel terreno buono porterà frutto.
E sicuramente tra qualche anno questi nostri sacrifici saranno ripagati. Nel modo che Qualcuno sa...

 

01/11/2019 16:14 Pia
Anche un capitello ha sempre la lucina accesa viene tenuto pulito e utilizzato per i rosari ecc...
Una parrocchia senza parroco/ prete che si svuota inesorabilmente vuoi per la delusione delle persone che non trovano più un punto di riferimento vuoi per il numero crescente di cristiani totalmente indifferenti e preoccupati di altro devono pur interrogare il modo di fare pastorale nella chiesa "parrocchiale". Non è possibile continuare ad analizzare la realtà delle parrocchie per poi sentirsi a posto. È evidente che ci vuole un cambio di prospettiva e organizzazione. Invece si continuano a richiedere nuovi gruppi,nuove iniziative a chi ormai è senza pastore e senza forza.



28/10/2019 20:47 Sara
"Quindi una casa "comune" che si tiene con il camino acceso per il bene della comunità"

Perfetto.



28/10/2019 17:57 Francesca Vittoria
Il prete carismatico, che fa il pieno di ascolto, i volontari/e per lo più tanto da chiedere a chi già ha famiglia e lavoro. Quindi una casa "comune" che si tiene con il camino acceso per il bene della comunità, un luogo che si ha interesse che esista ne vale della tranquillità dei genitori con figli, perché in città diventa un problema pensare in altro luogo uno svago, le palestre? Le piscine, il football? Tutti imp geni dove occorre essere presenti perché in attesa e alle porte di accesso oggi ci sono anche "pushers, " ricordiamolo perché per fortuna ci sono servizi da quotidiani che ci riportano fatti veramente allarmanti.! Forse in provincia, nei paesi questi pericoli sono meno sfacciatamente presenti, meno che osano senza paura, anzi fanno paura di fronte a un no.! Allora, a cosa serve oggi il bel discorso, le lections, a sentire un bel parlare come , la ca stagnata, il carnevale e tutto quel di più che serve a godere di un po' di tempo piacevole, magari qualche amicizia, .....ma io penso, che bisogna pensare a cosa serve per sfidare il mondo fuori di lì , nei posti di lavoro, nella scuola, in famiglia, con chi ci è nuovo, oggi tutto questo è diventato sfida per la persona, perché in un luogo di lavoro c'è la competizione, l'arrivismo che più spesso non premia il lavoro competente,e così se in famiglia c'è un membro che richiede più assistenza, senza contare che credo tutti abbiamo un problema che ci chiede coraggio, pazienza, un amore cristiano. Allora, non è forse che da un prete e ...dalla Chiesa noi andiamo e ci rivolgiamo proprio per capire come agire da cristiani, quindi si dovrebbe sentir parlare di Gesù Cristo, magari approfondendo il suo Vangelo, il quale approfondisce, insegna, ci illumina proprio a saper vivere nelle realtà in cui ci troviamo a decidere, fare scelte. Un luogo, la parrocchia dove si sappia di poter trovare di sicuro, ascolto, sostegno, magari una solidarietà, una speranza come da finestra che viene aperta.....insomma, secondo me serve parlare di un Cristo vivo oggi, nel nostro quotidiano, farlo entrare nella nostra quotidianità nel tempo odierno, nella società, cultura odierna, metà terre il dito sulla piaga e cioè dove davvero a lui se mbra sia vietato entrare, di nessun interesse a fare leggi che tengano conto della sua visione circa il bene per l'uomo, per l'umanità, per -oggi anche - l'ambiente terra ormai a rischio tanto è stato trascurato, compreso i nati non desiderati e cestinati, la droga che imperversa ormai data per ...benefica medicina o per innocuo e pleasure a sentirsi bene, ma si trascura il particolare che si diventa addictives. Di questo se ne parla abbastanza a rendere i genitori attenti? Perché non invitare medici anche in parrocchia a o farmacisti, o esperti a soddisfare la curiosità che tenta i ragazzi quando sono fuori casa, perché magari non è come sentire da un genitore!,, !!. Chiedo scusa, va tutto bene ma vedo utile far entrare Gesù Cristo proprio anche in questo, Lui a suo tempo ha proprio parlato del quotidiano, che cosa è l'acqua viva che Lui da, e perché cinque mariti ! E perché "lasciate che i fanciulli vengano a me", vedeva bene che magari non bastavano certe cure materne ma Anche le sue. E dove se non in parrocchia? Quali i bisogni di chi non riceve la sua visita come luoghi distanti ,e una cultura distante dal cristianesimo,,!


28/10/2019 16:05 Roby
@ Federica
Il problema è che non decidiamo noi laici ciò che serve o non serve alla parrocchia.Ho saputo recentemente che in una visita pastorale in uno sperduto paesino di montagna ( fa parte naturalmente di un'unità pastorale) il vescovo ha sollecitato i pochi laici impegnati a mantenere viva la parrocchia attraverso il loro impegno nei soliti gruppi. Trovo davvero ipocrita questa raccomandazione a laici ormai vecchi e sfiniti oltre che demotivati rispetto a modelli chiaramente superati che non interessano a nessuno o quasi. Siccome si è visto che le unità pastorali mietono solo liti, lotte e dove va bene indifferenza adesso si punta a tenere in piedi la parrocchia senza prete con la buona volontà di qualche pia donna come se tutto fosse immutato.Le poverette di turno tirano avanti perché se mollano il pochissimo esistente scompare del tutto.Dunque si sentono obbligate a continuare. Alla faccia del volontariato. Poi qui non tiriamo in ballo che bisogna farlo per il Signore....



28/10/2019 14:56 Sara
"se sia giusto togliere tempo alla famiglia, già risicato, per tenere in piedi cose che forse non ci sono più chieste..."

Sapesse...

Il problema è che se molli è andata, se vogliamo una chiesa dalle porte aperte, con centri di "smistamento" per le più disparate esigenze caritatevoli, spirituali e umane, come sono ancora oggi le parrocchie.

L'alternativa sono i movimenti, o gruppi più o meno piccoli a rischio (a mio parere) settarismo, oppure la frantumazione (che tutto sommato è meglio del settarismo).



28/10/2019 14:44 Federica Tassi
"Si portano avanti le più disparate attività, investendo tempo ed energie che vengono sottratte spesso alla vita familiare".

Sposto l'attenzione dalla questione del prete alla questione delle attività che si svolgono. Nell'articolo viene detto che "Si portano avanti le più disparate attività, investendo tempo ed energie che vengono sottratte spesso alla vita familiare". Mi chiedo se davvero tutto quanto si fa nelle parrocchie serve a fare "respirare aria di fede" o se invece dovremmo avere il coraggio di lasciare andare tante cose che non sono poi così necessarie. Mi chiedo anche, e lo faccio con tutto il rispetto dovuto a chi si impegna e fa sacrifici enormi, se sia giusto togliere tempo alla famiglia, già risicato, per tenere in piedi cose che forse non ci sono più chieste...



28/10/2019 14:32 Maria
Fra un po’, cara Marta, basta aspettare qualche anno, potrai diventare tu diaconessa e dirigere la Comunita’ Parrocchiale. Infatti se in Amazzonia scarseggiano i preti, fra un po’ di tempo anche da noi saremo nella stessa situazione. Non solo scarseggiano preti carismatici capaci di attirare i fedeli ma scarseggiano anche quelli non carismatici. Dunque il futuro sara’ quello indicato dal Sinodo dell’ Amazzonia . Le pie donne affaccendate in parrocchia che spesso sovrabbondano prenderanno le redini della situazione, diventeranno diaconesse permanenti e poi chissa’ forse anche sacerdotesse.
Magari piu’ carismatiche dei loro colleghi maschi....Del resto nelle varie chiese protestanti e’ gia’ cosi’ . Ricordate la vescovessa svedese che ha accolto il Papa a Lund?



28/10/2019 12:36 Sara
Verissimo, però c'è la componente umana, capita che ti affezioni e ti manchi una persona.
La nostra è una fede incarnata altrimenti saremmo fondamentalisti e fanatici.
In realtà molti di noi vanno avanti in nome della vecchia educazione a "sopportare" e a perseguire il proprio dovere nei confronti della comunità.

Con tutti gli sfotto di chi si sente superiore, dopo un po' è dura..



28/10/2019 12:18 Serena
Il don che affeziona le persone più a sé che a Cristo e alla comunità, non è mica tanto "bravo", né "carismatico". I carismi non sono gli effetti speciali, son i doni dello Spirito Santo, che crea comunione alla sequela di Cristo.
Detto questo, il resto è storia nota un po' dappertutto, mi pare...



28/10/2019 11:18 Lea
" Sono sempre i soliti che si danno da fare" che tra l'altro hanno perso l'entusiasmo.
Toc toc, c'è qualche guru degli uffici pastorali diocesani che legge queste osservazioni? Serve di più la lettura di queste osservazioni di tanti incontri specialistici...o di sinodi che leggono il pensiero del popolo interpretando questionari compilati dai soliti pochi super motivati laici che già si interfacciano con gli uffici e uomini di chiesa che contanoe alla fine non cambiano niente.



28/10/2019 08:47 Sara
Si però non considerate una terza possibilità (la nostra): una parrocchia con bravi laici e bravo parroco che ha lavorato bene per anni, all'improvviso via il parroco il nuovo rivoluziona tutto i bravi laici sono invecchiati di 10 anni e non trovano più le stesse motivazioni di prima.

Nuovi per adesso non se ne vedono, ripartire da zero fa brutto, ammettiamolo. L'entusiasmo se non ce l'hai più chi te lo da?



28/10/2019 08:43 Mari
Interessante esperienza che racconta uno spaccato delle nostre realtà parrocchiali. Trovo due due questioni interessanti nell'articolo: un prete carismatico molto preparato che non c'è più... E laici che si inventano catechisti, animatori ACR, ecc ..
All'improvviso una parrocchia " svuota ta dall'assenza del parroco bravo" va avanti con i soli laici che devono improvvisarsi protagonisti per far sopravvivere la parrocchia. C'é un forte contrasto tra il prima e il dopo. Colgo da tempo che la pastorale così come è organizzata non ha mai realmente puntato sul sacerdozio battesimale.Persino i pochissimi laici che si sono formati su un percorso solido e riconosciuto con i gradi accademici ecc... difficilmente trovano spazio nelle realtà sopradescritta. È ora di rivedere qualcosa...



28/10/2019 08:41 Sara
A noi sta succedendo adesso con la differenza che le energie le avevamo già messe nel decennio scorso e adesso manca un po' la voglia.


Sono sempre gli stessi che si devono dare da fare.



28/10/2019 08:38 Giovanni Barbesino
Una vita da mediano.
Abbiamo bisogno di preti come Oriali. Persone normali consapevoli (scrivo dalla diocesi di Milano) che dopo 9 anni cambieranno parrocchia e che non possono plasmare la parrocchia a loro immagine e somiglianza perché loro vanno e la gente rimane in quella parrocchia. Preti che sappiano fare spogliatoio e far crescere talenti. Toccherà sempre più a quei talenti far andare avanti le comunita'



28/10/2019 08:21 gilberto borghi
Grazie Marta. La tua esperienza racconta di quanto ancora la nostra Chiesa sia dipendendte dal sacerdote e dalla sue impostazioni dottrinali e doti umane. Continuo a credere che la crisi vocazionale nei nostri territori abbia anche un risvolto positivo: che persone laiche, come te, sempre più si rendano conto che la Chiesa siamo noi... e che il sacerdote è uno dei ministeri che fa la comunità, ma non è la somma di tutti i ministeri. Interessante che al sinodo sull'Amazzionia di fatto si siano poste le basi per distinguere tra ministero sacerdotale e ministero di guida della comunità... Sacerdozio comune dei fedeli è anche quando un laico decide di dare corpo al suo carisma, nella comunità in cui vive. Ho dei forti dubbi che debba per forza chiedere l'autorizzazione necessaria del sacerdote... semmai dovrà trovare modo di essere in comunione con Cristo nello svolgere il ruolo del suo carisma... e riconosciuto dal consiglio pastorale... Ma mi rendo conto che sto parlando di una Chiesa che al momento ancora c'è molto poco...


28/10/2019 08:11 BUTTIGLIONE PIETRO
E se senza prete fosse preferibile a certi preti?? Qualcuno potrebbe dire: la mano di Dio!!
Io no, ma solo xchè Dio è ben Altro e Oltre.



28/10/2019 00:20 Ada
Concordo con le considerazioni di Marta. C’è una domanda che mi pongo: e se il parroco subentrante ha idee sul ruolo del laicato che nn coincidono con le tue, se ha un impostazione (preghiere messa rito dei sacramenti ecc) molto vicina all’era preconciliare e nn fa riferimento alla parola di Papa Francesco, che si fa?


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Marta Faccinetto

Marta Faccinetto è moglie, mamma di tre figli, insegnante di scuola primaria a Padova e animatrice parrocchiale.

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