Perché tanta paura sul Sinodo per l'Amazzonia?
di Giorgio Bernardelli | 06 ottobre 2019
Chi va a caccia di «eresie» mira a perseguire un'uniformità che non è mai esistita nella storia della Chiesa. Mentre la domanda vera dovrebbe essere: come far sì che il cuore della nostra fede - il mistero di Gesù morto, risorto e presente in mezzo a noi nell'Eucaristia - sia incontrabile da tutti?

 

Oggi comincia un Sinodo che nel suo Instrumentum Laboris contiene la bellezza di «quattro tesi eretiche». Lo dicono fonti ben informate: i soliti specializzati nella matita rossa e blu su questa Chiesa cattolica alla deriva. Secondo loro questo Sinodo è tutto un «complotto» (ti pareva...): si utilizzano i poveri indios dell'Amazzonia per far passare le tesi di quei circoli progressisti che hanno la loro casa madre in Germania (e dove altro se no?); gli stessi che con i loro conciliaboli a San Gallo hanno portato all'elezione di un Papa come Francesco.

Basta scorrerle le presunte «tesi eretiche» per accorgersi che il giochetto è quello di sempre: prendere il pensiero dell'altro e trasformarlo in una caricatura. Così magari qualcuno ci crede davvero che tra i 184 Padri sinodali che da oggi discuteranno sui «Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale» una buona parte non sia affatto interessata all'incontro con Gesù Cristo e sia lì solo per cedere alle mode del momento: l'ecologismo e i preti sposati, se non addirittura - massimo dello scandalo - l'ordinazione delle donne.

E le comunità che in Amazzonia vivono in villaggi isolati nella foresta dove il prete può arrivare solo due o tre volte l'anno a dire la Messa, ma alle quali continuiamo a raccontare che l'Eucaristia è il cuore della loro vita cristiana? O quelle che aspettano ancora chi arrivi a tradurre nella loro lingua e nelle categorie della propria cultura la Parola di Dio? E quei cristiani che anche in Amazzonia vengono uccisi semplicemente per aver provato a difendere i più deboli contro interessi legati il più delle volte a grandi potentati economici? Sono tutte questioni secondarie. Noi (standocene comodamente seduti sul nostro divano) dobbiamo fare i conti con le «eresie» che dilagano nella Chiesa di Papa Francesco.

È lo spirito dei tempi, ok. Però a me - che in quella foresta ci sono stato e non ho né visto né sentito proprio nulla che metta in pericolo la mia fede - una domanda resta lo stesso: da dove viene tutta questa paura per il Sinodo per l'Amazzonia?

Mi sono dato due risposte. La prima: a far paura è proprio la missione. L'avete notato? Tra tutti quelli che ce l'hanno con questo Sinodo non ce n'è uno che ricordi che Papa Francesco l'ha voluto al centro del Mese missionario straordinario che (almeno in teoria) nelle nostre comunità dovremmo celebrare in queste settimane. Si tratta di un Sinodo per dire che il Vangelo di Gesù parla anche ai luoghi più sperduti del mondo di oggi. Un Sinodo che chiederebbe di riscoprire l'espressione "partire", un verbo che a furia di dire che "la missione è anche qui" abbiamo del tutto addomesticato («evangelizziamoli a casa loro», chissà perché, è uno slogan che non va tanto di moda...). Chiusi come siamo nei nostri schemi, non c'è posto per il mondo. L'idea che in Amazzonia la gente possa incontrare Cristo, sì, ci piace: quelli là hanno proprio bisogno di Gesù Cristo, mica dei loro amuleti e pendagli con le piume. Ma se questo implica alzarmi dalla mia poltrona, avventurarmi in mare aperto, provare a capire chi sono davvero queste persone, dove vivono, quale storia hanno alle spalle, in che cosa il Vangelo può rendere più piena la loro vita..., beh, allora possono aspettare. Non c'è tempo, abbiamo ben altro a cui pensare. Non lo vedete che qui sta crollando tutto?

Ancora più di questa generica paura ad avventurarci oltre i nostri confini di casa, però, c'è una seconda idea che spaventa in questo Sinodo: va bene tutto, ma non vorrete mica dirci che in Amazzonia Dio ci è arrivato prima e (magari) pure senza di noi?

Scorrete le tesi che vengono definite «eretiche»: capirete subito che il nodo di fondo non è affatto la presunta deriva ecologista di questo Sinodo. No, quella va bene giusto per qualche sfottò. La questione seria nel mirino è l'inculturazione della fede; cioè l'idea che la spiritualità e i riti religiosi attraverso cui questi popoli hanno espresso nella loro tradizione il rapporto con Dio valgano qualcosa; l'idea che portino in sé dei «semi di verità» (come li chiamava il Concilio Vaticano II riprendendo alcuni Padri della Chiesa) che - riletti alla luce del mistero della Pasqua - possono parlare loro in maniera più efficace di Gesù rispetto alle forme e ai linguaggi della nostra tradizione.

È evidente che si tratta di un nodo delicato. Ma la storia della Chiesa dei primi secoli è piena di questo tipo di incontri. Noi stessi - tanto per fare un esempio - celebriamo il Natale nel giorno che in antichità era la festa di una divinità romana; una festa pagana che non abbiamo abolito; gli abbiamo dato un significato nuovo alla luce di Gesù. Perché, allora, questo tipo di operazione dovrebbe essere un inaccettabile cedimento al relativismo se lo fa qualche popolo dell'Amazzonia? Semplicemente perché i loro riti (che peraltro non conosciamo) sono colorati e ci fanno sorridere?

Chi grida all'«eresia» mira a perseguire un'uniformità che non è mai esistita nella storia della Chiesa (pensiamo anche solo alla quantità di riti che la Chiesa cattolica riconosce). Il punto dovrebbe essere piuttosto un altro. Domandiamoci: come far sì che il cuore della nostra fede - il mistero di Gesù Cristo morto, risorto e presente in mezzo a noi nell'Eucaristia - sia davvero incontrabile da tutti i popoli del mondo?

Sì, Dio è arrivato prima di noi in Amazzonia. Basta percorrere i suoi fiumi per accorgersene. E se oggi attraverso questo Sinodo ci stesse aspettando proprio lì, per aiutarci a capire la differenza tra ciò che è nostro e ciò che è davvero Suo?

 

P.S.: La foto che accompagna quest'articolo è stata scattata l'altro giorno nei Giardini vaticani dal servizio fotografico dell'Osservatore Romano. Quello che sta parlando col Papa è Honorato, una catechista dell'etnia Satere Mawé felice di aver appena consegnato a Francesco la collana che ha realizzato per lui con il legno dell'Amazzonia. Leggete a questo link la sua testimonianza e giudicate voi se intorno a questo Sinodo è più importante parlare delle presunte «eresie» o della testimonianza evangelica che la gente dell'Amazzonia è in grado di donarci

 

 

 

11/10/2019 09:48 alessandro
Grazie, Gilberto


11/10/2019 08:04 BUTTIGLIONE PIETRO
Mi accodo da una angolazione laica.
Fatto salvo che decide Lui, i tanti fratelli impegnati nel "fare il bene" saranno salvati? Magari più di tanti sepolcri imbiancati?
E se x nascita fossero induisti ( cfr Pannikar)? ((Spero che Alessandro conosca la forte critica laica rivolta ai tanti cristiani x nascita ed ai meccanismi usati dalla CC x mantenerli..))
Infine spero non voglia impedire allo Spirito di soffiare dove vuole Lui o ridurre il msg di Cristo alla ESCLUSIONE, invece che alla inclusione ( tutto a tutti, fuorché..



11/10/2019 00:34 gilberto borghi
Per Alessandro.

La Chiesa Cattolica ritiene ancora di essere depositaria della fede nel vero Dio?
Si, certo. “A volte, «quando ci sono dei problemi gli uomini si affidano non a Gesù, ma ad altre realtà», ricorrendo magari a sedicenti maghe «perché risolvano le situazioni», oppure «vanno a consultare i tarocchi» per sapere e capire cosa fare. Ma non è ricorrendo a maghi o tarocchi che si trova la salvezza: essa è «nel nome di Gesù. E dobbiamo dare testimonianza di questo! Lui è l’unico salvatore». (Papa Francesco 5 aprile 2013)

Oppure ritiene che tutte le religioni presenti nel mondo siano valide, compreso il culto della madre terra delle tribù amazzoniche?
Ritiene che le altre religioni siano valide perché portano i semi del Verbo, sparsi nel mondo dalla sapienza di Dio. “Appunto perché nessuno “va al Padre se non per lui (Cristo)” (Gv 14, 6), possiamo rivolgerci alle altre religioni con un atteggiamento intessuto nel contempo di sincero rispetto e di fervida testimonianza del Cristo, in cui crediamo. Ci sono infatti in esse i “semina verbi”, i “raggi dell’unica verità” di cui parlavano già i primi Padri della Chiesa, viventi e operanti in mezzo al paganesimo” (GPII, 22 ottobre 1986)
“Dio Onnipotente, che desidera che tutti gli uomini si salvino e nessuno si perda, apprezza in noi soprattutto il fatto che, dopo avere amato Lui, amiamo nostro fratello, e che quello che non vogliamo sia fatto a noi non lo facciamo agli altri. Voi e noi ci dobbiamo questa carità reciprocamente, soprattutto perché crediamo e confessiamo l’unico Dio, ammesso nei diversi modi, e Lo lodiamo e veneriamo ogni giorno, come Creatore e Governatore di questo mondo”. (GPII 3 aprile 1991, cita Papa gregorio VII 1076)
“Non si può dialogare se non si parte dalla propria identità. Senza identità non può esistere dialogo. Sarebbe un dialogo fantasma, un dialogo sull’aria: non serve. Ognuno di noi ha la propria identità religiosa, è fedele a quella. Ma il Signore sa come portare avanti la storia. Partiamo ciascuno dalla propria identità, non facendo finta di averne un’altra, perché non serve e non aiuta ed è relativismo. Quello che ci accomuna è la strada della vita, è la buona volontà di partire dalla propria identità per fare il bene ai fratelli e alle sorelle. Fare del bene! (Papa Francesco, 21 sett 2014)

Conseguentemente, la Chiesa Cattolica ritiene ancora che le popolazioni non cattoliche debbano essere evangelizzate e indirizzate verso il vero unico Dio, oppure considera comunque buone le loro pratiche religiose e non sente il bisogno di praticare un'attività di conversione?
La Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo a tutti e a battezzare coloro che accolgono questo annuncio. La conversione è opera di Dio, non della Chiesa. “La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce” (Benedetto XVI, 13 maggio 2007) E’ il Signore che “ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati” (At 2,48)



10/10/2019 11:28 alessandro
C'è qualcosa che non mi è chiaro nella Chiesa di oggi e sulla quale mi piacerebbe avere risposte:
La Chiesa Cattolica ritiene ancora di essere depositaria della fede nel vero Dio? Oppure ritiene che tutte le religioni presenti nel mondo siano valide, compreso il culto della madre terra delle tribù amazzoniche?
Conseguentemente, la Chiesa Cattolica ritiene ancora che le popolazioni non cattoliche debbano essere evangelizzate e indirizzate verso il vero unico Dio, oppure considera comunque buone le loro pratiche religiose e non sente il bisogno di praticare un'attività di conversione?



08/10/2019 12:48 Davide M.
Mi permetto di suggerire una lettura complementare che parte dalla testimonianza di missionari del Pime che probabilmente anche Giorgio ha frequentato:
https://www.tempi.it/altra-vita-per-amazzonia/

Due appunti aggiuntivi:
-chiederei ai commentatori di rispettare i diversi punti di vista senza scomuniche reciproche o inviti ad abbandonare la Chiesa. L'inculturazione ha come presupposto l'accettazione della diversità nella comune fede in Cristo da annunciare a tutte le genti

-sull'imbarazzante rito tribale del 4 ottobre nei giardini vaticani perché Giorgio non chiede a Honorato qualche spiegazione sullo stesso e sulle strane "icone" verso le quali gli indigeni presenti si sono prostrati?



08/10/2019 10:41 Sara
"E' il concetto di storia che non è penetrato a fondo nella teologia (quantomeno in certa teologia tradizionale), per cui ancor oggi stentiamo a recepire il concilio e quello che il concilio ci ha suggerito di fare."

C'è anche il rischio opposto, dello storicismo esasperato per cui il Vangelo viene giudicato secondo le categorie dell'oggi.
Sono queste il vero bene e il vangelo si deve solo adeguare, ci sono già passata da ragazza.

L'unico a riuscire a coniugare il cuore del vangelo con il mondo presente senza essere né tradizionalista né modernista è stato Karl Barth.

Un genio, anche umile.


Anche Martini sapeva essere moderno e tradizionale insieme, sentivi la storia (ambrosiana con la specificità dell'illuminismo lombardo) la cultura, la riflessione, il peso dato alle parole, nei suoi discorsi.

I drammi di coscienza, pensa alla riflessione sui pentiti, sulla conversione e sul perdono.

Bho per me tra Martini e padre Sosa c'è la stessa differenza che tra Dossetti e la Picerno, saranno i tempi.



08/10/2019 09:58 BUTTIGLIONE PIETRO
Da ex-ateo mi immedesimo in loro. Come quei giovani che non trovano relazioni/connessioni/proiezioni tra la loro vita e ciò che conoscono/vedono/ascoltano sulla ns religione.
Sono loro zombies o noi siamo incapaci di formulare un Annuncio credibile/bello/interessante/fruibile da loro?
Ci siamo persi nelle nebbie della secolarizzazione ( tema nato nella CC) lottando CONTRO quando invece Dio ci proponeva così un cammino di purificazione..
Ci spendiamo contro l'individualismo senza capire che l'Annuncio è ad PERSONAM, senza saper leggere la Storia dell'Universo e del BIOS come continua creazione del DIVERSO, quel diverso invece ci fa paura Salviniana, quel diverso lo rigettiamo: così rifiutiamo sia la Vita che Dio.



08/10/2019 09:38 salvo Coco
"capire la differenza tra ciò che è nostro e ciò che è davvero Suo". Questo è giusto. Ma attenzione, ciò che è Suo è diventa nostro nella misura in cui riusciamo a farlo diventare vivo nella nostra vita. E non sto riferendomi tanto all'adesione personale di ognuno alla chiamata della fede. Mi sto riferendo a come riusciamo a spogliare il messaggio cristiano dalle vecchie forme culturali e come riusciamo ad incarnare la fede nelle nuove forma culturali. In buona sostanza è il dinamismo dell'incarnazione del Verbo che dobbiamo prendere ad esempio quando intendiamo rendere esperibile la fede nel mutato contesto storico e geografico. E' il concetto di storia che non è penetrato a fondo nella teologia (quantomeno in certa teologia tradizionale), per cui ancor oggi stentiamo a recepire il concilio e quello che il concilio ci ha suggerito di fare. Rimaniamo attaccati alle vecchie formulazioni dottrinali, alle vecchie liturgie, ai vecchi canoni giuridici, alle vecchie abitudini di una religione che era stata concepita allepoca del concilio di Trento e che oggi non ha più ragione d'essere (se non nella nostra nostalgia). Ecco la paura del nuovo, ecco la paura dell'amazzonia, ecco la paura di un papa "modernista" e la paura di un concilio che svenduto l'identità cattolica. Chi pensa in maniera tradizionalista scambia la forma con la sostanza, quello che è nostro da quello che è Suo, il rivestimento culturale della fede con la fede. E non capisce che la fede esiste, può esistere, a condizione che diventi esperienza di vita (e non solo mera conoscenza di dottrine). E per diventare esperienza di vita deve potersi esprimere nelle forme culturali proprie dell'epoca storica in ci si vive. Abbandonare l'uomo vecchio per rivestirsi dell'uomo nuovo. Togliere via le incrostazioni clericaliste ed incarnare la fede nella modernità. Perchè è la modernità l'epoca storica che stiamo vivendo e la viviamo da almeno 400 anni. La chiesa ha accumulato parecchio ritardo nel riformulare sè stessa alla luce della modernità. Il concilio è stato un primo tentativo, una prima apertura, a cui dovranno seguire nuove aperture in un processo di rinnovamento che si sviluppa nella storia. Ed ecco Francesco con la sua testimonianza profetica, ed ecco Amoris Laetitia, Evangelii Gaudium, Laudato sii,ed ecco il sinodo amazzonico e le novità che speriamo ci porterà, tante tappe di una chiesa che si riforma perchè ha compreso la dinamica dell'incarnazione. Una chiesa che diventa capace (dopo secoli di immobilismo) di farsi carne.


07/10/2019 22:56 Lorenzo Pisani
Schiettamente Giorgio sottolinea il tema del partire, e non sarebbe corretto girarvici intorno con le parole. Eppure non riesco a non pensare che tra qualche tempo, forse già oggi, l'Amazzonia potrebbe essere la generazione delle mie figlie. A cosa sarà affidato il Vangelo? alle vestigia della civiltà cristiana, che ha disseminato i suoi splendidi segni nella nostra storia e nella nostra geografia? O servirà qualcosa di più vivo, pronto a partire per il confronto e contaminarsi nel contatto?
E poi, se anche noi un prete riuscissimo a vederlo due o tre volte all'anno, che ne sarebbe della nostra fede, di noi abituati a disquisire di ciò che ci piace tra chiesa, sagrato ed opere parrocchiali? non sono sicuro di aver capito bene ma forse, sotto sotto, c'è un messaggio di essenzialità, come la splendida chiusa suggerisce: "capire la differenza tra ciò che è nostro e ciò che è davvero Suo" [e che dovremo tenerci stretto, mi permetto di aggiungere].



07/10/2019 18:47 salvo coco
sig.ra Maria, la invito nuovamente e con serenità: se lei ritiene che la chiesa sia diventata "protestante o ... animistica o ... musulmana o ...(una) Nuova Religione Unica Mondiale o ...(una) Massoneria", fugga via, non si contamini con quello che lei ritiene essere eresia ed impurità. Abbandoni la chiesa del concilio e di Francesco. Lo hanno fatto altri e può farlo pure lei. Se lei crede sul serio a quello che dice, non le rimane altro da fare che scappare via da un ambiente che lei ritiene ostile ai valori cristiani. Se è coerente vada via. Una persona di sani principi cattolici cosa ci fa assieme agli eretici protestanti, comunisti, buonisti, modernisti e massoni ? Sia coerente, abbandoni la chiesa e si salvi l'anima con una bella messa in latino.


07/10/2019 18:05 Francesca Vittoria
Perché suscita paura questo sinodo per l'Amazzonia? A me sembra semplice raduno perché tant'è voci da tutto il mondo discutano il da farsi su un tema caldo dei nostri giorni, il pericolo di vita che minaccia il nostro pianeta che non si vuole pensare possibile. La Chiesa è una Istituzione solidale, si preoccupa degli ultimi , di chi è espostoasubire maggior danno. Affrontarlo per i popoli dell'Amazzonia è una missione, subire critiche e nel conto da pagare..Io penso che Gesù Cristo sia presente con il Suo Spirito anche in quelle tribù, e si preoccupi di loro visto che un Papà Francesco è andato là e intende farlo conoscere con i fatti il Suo Vangelo. E' un aiuto insperato che viene dato loro,tutti i media hanno posizionato i loro strumenti facendoli conoscere in tutto il pianeta. Perché la cosa fa paura? Perché, le foreste che bruciano significa aumentare le malattie del pianeta, i tesori di quel sottosuolo poi sono moneta di scambio tra Paesi meno ricchi di quelle risorse. Se la Chiesa si è fatta avanti e un bene, a Lei sta a cuore la conversione di tutti gli uomini, non tanto a usare violenza a dei nativi imponendo surreali conversioni orali, quanto facendosi Persona di Cristo che accoglie il grido di chi chiede aiuto. Inoltre noi dovremmo essere grati a quei popolo che sembrano arretrati in quanto ci hanno conservato quel polmone di verde che oggi è tanto prezioso a ossigenare l'aria che respiriamo. Il problema semmai e intestino alle nostre comunità, non tutti amano si faccia luce sui traffici commerciali ed ecco che può disturbare il parlare di ciò che è giusto o ingiusto , una intromissione ritenuta indebita, non plausibile da una Chiesa o fede religiosa. Del resto anche qui nel nostro Paese esiste lo stesso problema, in nome di un diritto a libertà di pensiero si autorizzano azioni che per la coscienza cristiana non è il bene. Credo che essere solidali con i popoli dell'Amazzonia sia un agire per il bene comune, un reciproco interesse per i laici e di tutte le fedi esistenti


07/10/2019 15:18 BUTTIGLIONE PIETRO
Io invece sono andato alla ricerca dei vs ref, ed ho trovato il testo del Paciolla riportato tale e quale su altri in cui Francesco è definito Antipapa associato ad immagini di Quello che preferisco non nominare, B16 unico Papà, illazioni a Gigi, riferimenti a quelli più assatanati contro tipo il Viganò e riferimenti a quel gruppo Brasiliano a me noto da oltre vent'anni, con ramificazioni anche in Italia, quanto di più reazionario possa esistere. Mi chiedo come una persona intelligente possa frequentare certi siti fatti solo di ingiurie maldicenze e offese..
Sono veramente nauseato.
Lungi da me E. E certi siti.
PB



07/10/2019 14:58 Maria i
Al minuto 6.12 si può ben osservare sulla coperta stesa vari oggetti non meglio identificati, due statuine di donne col pancione ( forse queste due La Madanno e sant'Elisabetta e steso sulla coperta il piccolo fantoccio che non può mancare in ogni rito della fertilità. A parte tutto, che tristezza che squallore, che sciatteria sembra un rito hippy degli anni 70 ..infatti il papa e gli altri prelati non sembravano molto sorridenti.


07/10/2019 14:49 Maria
https://www.youtube.com/watch?v=1wioisaIU2I&feature=youtu.be

Buona visione. Chissa' perchè i commenti su you tube sono stati disabilitati.



07/10/2019 14:32 Maria
Caro Bernardelli gli idioletti nudi, che si vedono benissimo stesi sulla coperta , non erano la visita di Maria a Santa Elisabetta ma una statuetta di una donna col pancione e un omino nudo itifallico. Non mi scandalizza che si ritorni ad adorare il buon Priapo. Ma non dite che e’ Santa Elisabetta: alla malafede unite il ridicolo, non avendo Sant’ Elisabetta il membro maschile.
Quanto a chi mi dice di unirmi a Levfreve, unico argomento “ misericordioso” dei misericordiosi che si vantano di dialogare con tutti: : no cari siete voi che dovete andarvene dalla Chiesa cattolica che avete distrutto e unirvi a quella protestante o se volete a quella animistica o a quella musulmana o alla Nuova Religione Unica Mondiale o alla Massoneria. Siete voi che vi allontanate sempre piu’ dalla dottrina. Parche’ dovrebbero andarsene i cattolici che vogliono semplicemente restare fedeli alla dottrina? La Chiesa non e’ iniziata col Concilio Vaticano II , e i veri cattolici devono prestare fede a TUTTI I CONCILI PRECEDENTI non solo al Concilio Vaticano II. COME ha spiegato bene Benedetto XVI solo una ermeneutica della continuita’ Puo’ essere accettata: la Chiesa dopo il CVII non puo’ stravolgere tutto.



07/10/2019 13:14 Marco N.
Grazie Sara, come già altre volte condivido le tue considerazioni, e stavolta in particolare stavolta l'approccio al problema affrontato dall'articolo.


07/10/2019 12:03 Sara
Pietro tutto vero però Muller a differenza dell'amazzonico Spadaro che si fa le foto con il Fay e i gingilli della Apple in bella vista andava tutte le estati ad aiutare Gutierrez in Perù.

Dopo di che scannatevi mi raccomando ci sia mai il modo in incontrarsi a metà strada....



07/10/2019 11:54 Sara
Basta cercare meglio:

https://www.sabinopaciolla.com/ecco-alcune-delle-figure-che-parteciperanno-al-sinodo-dellamazzonia/

I tradi vanno in cerca di affermazioni compromettenti dei prog e i prog passano le giornate a leggere siti tradi.

Le notizie così si rimpallano da un sito all'altro e vai a sapere se è vero o non è vero e chi lo ha detto per primo...



07/10/2019 11:30 BUTTIGLIONE PIETRO
@ Marco
Ho cercato sul web la frase incriminata da te, fuori da ogni con-testo.. nisba!
Ho invece trovato questo su W.P.

Nel 1983 è stato arrestato e picchiato dalla polizia militare per aver partecipato a una campagna di solidarietà con i piantatori di canna da zucchero.

Monsignor Kräutler è stato minacciato e aggredito molte volte negli anni a causa delle sue battaglie. Il 16 ottobre 1987 è quasi rimasto ucciso in un sospetto incidente automobilistico che ha causato la morte del sacerdote che lo accompagnava, padre Salvatore Deiana. Si sospetta che questo incidente sia stato organizzato per eliminarlo. Attualmente monsignor Krautler vive sotto la protezione della polizia militare nello stato del Pará.

Mi è uscito un testo contro di lui del Card. Muller, letto... Mi ha tanto ricordato un certa Maria Antonietta del tipo.. ma cosa cavolo vogliono questi'? Pane? Ma dategli brioches..😂



07/10/2019 08:47 Sara
I gesuiti fecero uguale nel '700 con la Cina se non ricordo male, e anche con le riduzioni nel Paraguay.
Hanno sempre un approccio un po' totalizzante.

Secondo me nel magistero precedente era meglio delineato il rapporto tra sviluppo e sostenibilità, oggi la Chiesa mi pare sposare un primitivismo un filo esagerato. E non c'entra nulla il tradizionalismo o l'eresia se uno si fa prendere dal dubbio e lo fa notare.
Il 90 per cento (e passa) degli articoli ormai sono ossessionati dal tradizionalismo, ricordiamoci che non esiste necessariamente solo quello.



07/10/2019 08:34 Marco N.
Penso sia nota l'importante opera di "inculturazione" compiuta da Cirillo e Metodio in Pannonia e Moravia. I due missionari, che conoscevano la lingua slava, giunsero (mi sembra fosse Metodio) a tradurre in slavo la Bibbia, ed anche per questo cercarono l'approvazione del Papa; che la diede, chiedendo in modo prudenziale che, quand'essa fosse letta nelle celebrazioni perché i fedeli capissero, fosse sempre letta prima o dopo la anche la versione latina. Quindi insomma: conosciamo già la storia di due (di vari) missionari che, con l'approvazione di Papi "moderni" come Niccolò I, portarono il vangelo adattandone la comunicazione al contesto. E tuttavia. Per riprendere le parole con cui li commemorò il card. Giovanni Coppa, essi, che "non hanno imposto nulla con la violenza, ma hanno mostrato con i fatti della loro vita eroica che vale la pena accogliere Gesù, vivere per Lui" hanno comunque sempre "affascinato i popoli slavi mostrando loro la bellezza di appartenere a Cristo, di abbandonare gli idoli pagani, di seguire il Vangelo". Tant'è vero che ancor oggi presso Brno o altre città morave si mostrano le chiese costruite da loro, mentre evangelizzavano e convertivano (invece, mons. Krautler, tra i patroni di questo sinodo, si vanta di non aver convertito nessuno in tanti anni di presenza in Amazzonia. Bravo, bravo!). Ecco, penso sia questo che - comprensibilmente - inquieta oggi diversi cristiani, che in ciò vanno capiti: ma questa dell'Amazzonia è inculturazione o sincretismo? Tradurre (se occorresse) in amazzonico piuttosto che in portoghese la Parola di Dio, è la stessa cosa di stendere una coperta nei Giardini Vaticani, e di accostare divinità pagane a figure della tradizione cristiana? Che senso e che utilità ha? Giacché pare non l'abbia mai avuto, in secoli e secoli di storia.


06/10/2019 17:52 gilberto borghi
"Il timore del male causa l'odio, l'avversione e lo spavento del male futuro. Questo movimento finisce nella tristezza del male presente o nella collera che vi si oppone." (CCC 1765)
Siamo sempre lì... la paura del male non è cristiana... affermazione ovviamente condannata come eretica da chi non conosce la spiritualità cattolica e il catechismo.
Lo spirito in questi ultimi anni ci ha dimostrato che gli uomini possono opposrsi quanto vogliono a Lui, ma Lui va per la sua strada. Chi ci rimette sono gli uomini che non vogliono ascoltarlo. I cristiani dell'amoazzonia questo lo sanno bene, perchè nonostante la struttura ecclesiastica lì sia poco o nulla presente, la loro fede continua ad esistere...



06/10/2019 16:52 Alberto
Sulla questione delle proposizione eretiche ha ben scritto il teologo Andrea Grillo

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt201910/191005grillo.pdf



06/10/2019 15:11 BUTTIGLIONE PIETRO
@ Sarà
Ti sei dimenticata lo ius soli ius culturale e lo ius discernimento



06/10/2019 14:16 Sara
Secondo me non puoi essere si Greta e si tav, se vuoi essere si Greta devi essere no tav, se hai letto quello che chiede Greta e non ti fermi al "che caruccia ha 16 anni e le treccine...."


Nella Caritas in Veritate era criticato l'approccio decrescista proprio partendo dalla considerazione che ci sono popoli che aspettano ancora di crescere ad un livello minimamente compatibile con quello occidentale..

Sviluppo e sostenibilità a pari passo.

Stesso discorso a livello medico, in Italia si al decreto Lorenzin sui vaccini contro i no vax, nell'istrumentum valorizziamo la medicina tradizionale. E i vaccini? li devono fare si o no? farà anche differenza a livello di qualità e aspettative di vita farli o no.


Punti su cui si rimane moooolto sul vago....il limite maggiore è questo.



06/10/2019 14:01 BUTTIGLIONE PIETRO
@Sara
Ma vuoi fare conto che lo sviluppo di autostrade in Iraq, finanziato da Usa in cambio di oil😭), ha permesso all'ISIS di istituire pedaggi da 300€?? Hai ragione ( scollegata)
Abbasso la A1 e le FF SS!!



06/10/2019 13:21 Sara
Va bhe Giorgio che ci sia un atteggiaemnto un po' superificale nelle attuali elite ecclesiali mi pare difficile da negare:

" «L'Alta Velocità è un'opera pubblica di importanza strategica, che realizza un collegamento essenziale lungo gli assi principali del Paese e ogni giorno offre a migliaia di passeggeri un servizio di notevole qualità». Parole di Papa Francesco, durante l'udienza nella sala Clementina del palazzo Apostolico in Vaticano a dirigenti e dipendenti delle gruppo Ferrovie dello Stato. «Sono davvero sensazionali i progressi compiuti e le innovazioni introdotte in questo breve arco di tempo, che ha visto l'aumento della rapidità negli spostamenti, l'incremento dei servizi e dei comfort per i passeggeri, un'interazione sempre più forte con i territori e con altri mezzi di trasporto, oltre a un grande sviluppo delle stazioni dell'Alta Velocità . Questa rapida evoluzione scaturisce da un'accurata e avveduta progettualità»."

https://www.lastampa.it/cronaca/2019/09/16/news/papa-francesco-si-tav-un-opera-strategica-per-migliaia-di-passeggeri-1.37470615

secondo me se fai l'elogio alla rapidità degli spostamenti, all'incremento dei servizi, dei confort e l'interazione dei territori in Italia lo dovresti fare anche in Brasile, che è quello che è sempre stato fatto. Sviluppo sostenibile si chiamava, però non puoi elogiare Greta che traversa l'atlantico con barca e secchio al posto dei servizi e il miglioramento della velocità e dei confort negli spostamenti delle madamine torinesi...

In questo senso la Chiesa attuale è poco "cattolica".



06/10/2019 13:19 BUTTIGLIONE PIETRO
Chi ha sostituito se stesso a Dio stesso poi presenta ENORMI difficoltà a non dico recepire.. ma anche solo a prendere in considerazione il DIVERSO da se stesso.
IO sono cristiano.....
IO capisco, tu no!
IO ho una Tradizione. tu no!
IO sono acculturato, tu no!
Ce n'è UNO solo che a:
IO SONO
non aggiunge altro, se non SANTO.
Proprio per questa mancanza di caratterizzazione, che costituisce sempre limitazione, Lui può essere di TUTTI, anche del popolo dell'Amazzonia
( Se studiasse un po' di Levy Strauss..😅)



06/10/2019 13:10 salvo coco
Maria, siamo stanchi di subire le sue esternazioni tradizionalistiche, i suoi pregiudizi e la sua ignoranza circa la storia della chiesa e lo sviluppo della teologia. Basta, basta, basta ... Se intende continuare con queste sue nostalgie, che sono un vero e proprio insulto alla chiesa del concilio, al rinnovamento perenne ed alla testimonianza di Francesco, lei può tranquillamente abbandonare la chiesa cattolica ed andare con i tradizionalisti seguaci di mons Lefebvre. Buona vita .


06/10/2019 12:56 Giorgio Bernardelli
Maria gli idoletti nudi di cui parlai in realtà erano una rappresentazione della Visitazione di Maria e Santa Elisabetta, come si vede chiaramente dalle fotografie che trovi a questo link: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2019/10/4/festa-sanfrancesco.html
Brutta cosa i pregiudizi



06/10/2019 12:39 Maria
Gia’ il rito che si e’ tenuto dentro i giardini vaticani il giorno di San Francesco e’ stato sincretistico, con preghiere sciamaniche , non rivolte alla Santissima Trinita’ ma agli spiriti della terra con tanto di statuine di idioletti itifallici nudi a cui si sono prosternati gli indios e anche qualche cattolico nostrano...in vena di famolo strano.
Evidentemente , che nei giardini vaticani si preghi rivolti alla Santissima Trinita’ o alla Pachamama, che si reciti il Rosario alla Santa Vergine o faccia prostrazioni ad un idioletto priapesco della fertilita’ , e’ lo stesso, va tutto bene, tutto fa brodo.
Non si spiega pero’ perche’ ’ mai gli indios dovrebbero CONVERTIRSI al Cristianesimo? Perche’ mai dovrebbero andare alla Messa di Paolo VI , recitare il Gloria e il Credo, se hanno gia’ i loro splendidi ed antichi rituali, cosi’ carini, con le piume sulla testa?
L’ Amazzonia faro di civilta’ e di cultura per tutti gli altri ? No, grazie.
Non e’ questione di paura ne ‘ di polemica , ma semplicemente molti cattolici , che hanno ancora il sensum fidei e anche il senso del RIDICOLO, non sentono alcun bisogno ed alcuna urgenza di convertirsi alla “ superiore”:spiritualita’ ’ indios, che secondo l’ Instrumentum Laboris del Sinodo ha tanto da insegnarci! Sì certo , San Tommaso d’ Aquino dovrebbe imparare dagli sciamani...Ma mi faccia il piacere, direbbe Toto’



06/10/2019 09:23 Sara
Paura no: però mi ricorda De Andre quando cantava contro i trampoli in ginocchio, l'Amazzonia e la pecunia, già 30 anni fa tra l'altro...


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Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

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