La Messa del silenzio
di Sergio Di Benedetto | 17 settembre 2019
Non so bene quali radici abbia il proliferare della parola umana nella liturgia, che forse c'è sempre stato, ma proprio per il mutato contesto in cui viviamo oggi risulta essere più pesante, meno sopportabile, meno interessante.

 

Viviamo in un contesto di continua e ininterrotta comunicazione; il flusso di parole e rumori è senza interruzione e ognuno di noi fa parte di una rete di connessione sempre più pressante.

In questo quotidiano abitato da tanta chiacchiera, sentiamo come oasi il momento della pace, del silenzio e della disconnessione. Un silenzio che però al tempo stesso ci fa paura, perché ci costringe a pensare e pensarci, a fare i conti seriamente con quanto viviamo; è una paura del silenzio che sembra troppo spesso aver invaso anche la Messa.

Non voglio qui parlare dell'omelia, di cui abbiamo già discusso in passato in un "tema del mese". Ma mi pare esperienza comune che troppo spesso nelle nostre liturgie si parli molto, troppo, e a parlare è soprattutto il celebrante. Non raramente mi è accaduto di ascoltare ben quattro pensieri del sacerdote di turno: un'introduzione sul tema della domenica, l'omelia, una monizione prima del Padre Nostro e infine gli avvisi, con commenti e riprese dell'argomento del giorno.

Mi chiedo: che spazio diamo alla Parola? Che fiducia abbiamo nella Parola? Forse siamo caduti nell'errore di credere che senza continue spiegazioni, richiami, ammonimenti la Parola perda di efficacia?

O forse siamo vittime della tentazione, tipica di chi parla in pubblico, di credere che quello che abbiamo da dire sia fondamentale per l'uditorio, sia 'salvifico'? O ancora: siamo forse sfiorati dal pensiero che chi ascolta, in realtà, non ci stia ascoltando veramente, per cui è necessario, come farebbe un professore un po' noioso a scuola, ripetere quattro volte il messaggio per farlo arrivare a destinazione?

Non so bene quali radici abbia questo proliferare della parola umana nella liturgia, che forse c'è sempre stato, ma proprio per il mutato contesto in cui viviamo oggi risulta essere più pesante, meno sopportabile, meno interessante.

Mi viene in mente un passo di Evangelii Gaudium: «Non bisogna mai rispondere a domande che nessuno si pone» [155]. Ecco, spesso le nostre verbose liturgie sono, al contrario, fiumi di parole che rispondono a domande mai poste, parole che poco centrano il punto, forse perché ormai la varietà del fedeli presenti è amplissima, come le diversità di vita, esperienze, provenienze, formazioni.

Per questo, vorrei avanzare una proposta: come si va diffondendo la "Messa senza fretta", che riserva un tempo abbastanza lungo alla meditazione personale e al confronto, perché non pensare a una "Messa del silenzio"?

Una Messa in cui tutto sia ridotto all'essenziale: pochi o assenti i canti, assenti introduzioni e monizioni varie, e assente l'omelia. E quando essa sia prescritta, come recita il Codice di Diritti Canonico (nelle domeniche e nelle «feste di precetto»), la Messa del silenzio lascerebbe spazio solo a un paio di domande nate dalla Scrittura e poste dal celebrante, seguite poi da qualche minuto di silenzio.

Non una Messa frettolosa, ma una Messa in cui i tempi siano gestiti con equilibrio, e dove realmente il silenzio sia presente come il respiro del momento.

Avremmo liturgie essenziali in cui far vibrare la Parola, in cui favorire il confronto tra la vita e il Vangelo, liturgie utili per condurre i fedeli a un ascolto personale, incidendo sullo strato di noia che spesso pervade l'assemblea.

Avremmo liturgie più brevi, di cui si salva ciò che conta (l'incontro con Cristo nelle Scritture e nell'Eucarestia), più adatte ai nostri ritmi di vita e probabilmente più feconde. Messe in cui non si guarda l'orologio continuamente, perché già sappiamo che non si dilaterà 'ad libitum' del celebrante. Perché oggi abbiamo tempi di concentrazione molto ridotti: una Messa del silenzio potrebbe venire incontro anche a questo fatto oggettivo. Chi di noi non ha mai ascoltato (o anche detto) frasi come: «vado a quella Messa perché è veloce?» Forse, dietro a tale discutibile 'esigenza' di fretta, si nasconde anche un bisogno di equilibrio e di silenzio, o un fastidio per troppe parole.

Qualche giorno fa proponevo di rivedere gli orari di apertura delle Chiese: unissimo a un orario più moderno la "Messa del silenzio", forse faremmo un passo verso i cristiani di questo tempo e i loro bisogni spirituali.

Potrà anche essere faticoso, all'inizio, concederci del silenzio; ma «ogni sforzo aggiunge un po' d'oro a un tesoro che nulla al mondo ci può sottrarre» (Simone Weil).

Il nostro tesoro, ci ricorda il Vangelo, è il luogo del nostro cuore ed è lì che può risuonare il mormorio leggero dello Spirito. Ma non deve essere soffocato dai rumori di troppe parole umane.

 

20/09/2019 16:15 Pia
Un serio celebrante intelligente sa dosare...
Finiamola con queste idealizzazione.
Sappiamo quanto la realtà sia diversa salvo in qualche caso rarissimo.



20/09/2019 15:44 Maria Teresa PontaraPederiva
Come si evince anche dai commenti, un celebrante serio e intelligente sa "dosare" i giusti monenti tra silenzio e parola. E questo significa che, talvolta, alcuni brevi commenti possono solo aiutare una migliore comprensione della celebrazione.
Mi permetto di indicare un bel testo di Dietrich Bonhoeffer su "Facciamo silenzio" chiedendo scusa a quanti lo conoscono già.
"Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola, e facciamo silenzio prima di coricarci, perché l'ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola".



19/09/2019 15:28 Elena
Ciao Sergio ho semplicemente bisogno del tuo contatto telefonico perchè l'ho perso.
Manda su questa mail: elen.ugge@gmail.com



19/09/2019 09:04 Sara
https://www.ondarock.it/recensioni/2015_arvopart_musicaselecta.htm

Arvo Part ad esempio ha la scheda pure su ondarock in 15 che lo frequento posso dire uno dei pochissimi elementi di contatto tra una cultura fortemente secolarizzata e l'esperienza della fede.

Se ti interessa cercare una grammatica comune con chi non crede.
Alla fine è una musica "silenziosa" che potrebbe mettere d'accordo tutti.



19/09/2019 08:56 BUTTIGLIONE PIETRO
Come nn essere d'accordo con tutto di Paola?
A Sergio chiederei se nel 3D non si discuta di sovrastrutture senza toccare quanto sta sotto: la fede personale, che SE NON SI HA, non si può
certo pretenderla dalle omelie o dai canti ( componente fondamentale della Liturgia.. certo! anche quando sgraziati o a una o poche voci che sballano??!).. o dai silenzi.
Ma diciamocelo chiaramente corriamo dietro alle lucciole per non accorgerci che il Sole è spento.



19/09/2019 08:46 Sara
Infatti è cosi, da appassionata di cultura e filosofia dico che il problema è quello: per l'uomo comune siamo tutti figli "di un preservativi rotto" (come direbbe Ligabue) più che di un padre amorevole e non c'è pensiero "alto" che riesca a scalfire questo nuovo sentire comune.
In questa prospettiva si capisce che Papa Francesco viene da un mondo molto meno secolarizzata, alla fine la sua polemica è sempre interna al cristianesimo (i rigidi rispetto agli eretici di ieri) ma non butta mai l'occhio su quello qualsiasi liceale medio da per scontato.

Ci ha provato un pochino Benedetto peccato sia stato requisito da tanta gente impresentabile, che ha vanificato i suoi sforzi (perché sapeva anche chiamare gente come Arvo Part alla fine altroché ..)

La sfida è tutta ancora lì e non e certo con un canto in più o in meno che risolvi.



19/09/2019 08:27 Paola
Secondo me il silenzio e la preghiera interiore sono fondamentali per connettersi col Dio interiore, e forse aiutano ad essere migliori nella misura in cui ci donano la pace, rendendoci semplici davanti a noi stessi e magari almeno in quel momento più veri e sensibili alla grandezza e sacralità della Vita che ci è data vivere.
Detto questo, credo però che la Messa sia un momento comunitario, ed è una celebrazione con una sua liturgia, che sicuramente si può rendere più sacra e mistica, e la musica anche secondo me ha un ruolo importantissimo, perché al pari della preghiera silenziosa tocca le corde dell'anima, non a caso spesso chi ascolta musica lo fa da solo e ad occhi chiusi..
Però, devo aggiungere anche che chi non frequenta più la Messa e la Chiesa, non lo fa in genere per una questione di rito, ma di senso, cioè il problema è non riconoscere più Dio nell'azione della Chiesa stessa, e quindi chiedersi il senso dell'appartenenza all'istituzione o meno, ma questa è una crisi profonda che parte e ci porta lontano..



19/09/2019 08:16 Sara
Mio padre ha 76 anni e non c'è stata una domenica che non abbia suonato in Chiesa, o l'organo o con il coro, a volte due messe a domenica, quando non si trovava altro.
Mio nonno ha fatto studiare i figli apposta e pure io e mio cugino abbiamo frequentato l'istituto diocesano di musica sacra.
Lui suonava l'organo io la chitarra, anche in collegio per quella 4 o 5 persone che venivano.
Una messa senza un canto e strappata via di fretta può essere tristanzuola, soprattutto se sei giovane.
Poi va a gusti, mio padre mi ha insegnato a fare le cose con spirito di servizio senza aspettarsi niente.
Alla fine sono le persone a fare la differenza, se l'altro lo fa con amore puoi sopportare anche un canto o una monizione che non ti piace.



19/09/2019 04:08 Yolanda
Concordo con Lorenzo sulla questione di una giusta misura e sobrietà nell' aggiunta di parole alla liturgia che è di per se ricchissima di spunti. Quando una messa e'curata anche nei dettagli si sente .lo stesso vale per i canti. Anche la scelta è complessa perché dipende dai gusti e conoscenze di chi la fa e da quanto si voglia essere protagonisti o al servizio dell' assemblea. C'è un patrimonio immenso di musica sacra,di canti antichi pre e post conciliari,e più moderni con testi attuali.Personalmente cercavo di miscelare in ogni messa un po tutti gli stili per introdurre canti nuovi ma anche di sollecitare la memoria di canti della tradizione e antichi. E'un peccato che si pensi che siano riservati agli anziani perché è un patrimonio che dovrebbe essere passato anche ai giovani e bambini.ci sono canti con musiche bellissime che elevano e ristorano l' anima ,preghiere di una profondità sconosciute a certi canti e testi moderni.E un percorso così sull' intero anno liturgico consente un buon ripasso .certo gli strumenti musicali aiutano molto a entrare in un clima di preghiera .Ma non è facile trovarli con costanza e nel volontariato. Anche a cappella si può fare se si conoscono e hai la voce per farlo. Se il silenzio è rotto invece da canti sgraziati o improvvisati da animatori improbabili meglio il silenzio e una messa parlata con sobrietà.


19/09/2019 00:01 Lorenzo Pisani
Alcune osservazioni, senza un filo logico...

Per noi che in chiesa ci sentiamo a casa, una messa senza canti ha un che' di spento... Alla fine non è questione di generi, il bello è che l'assemblea canti. E proprio attraverso il canto la messa diventa "abbordabile" anche da parte dei più piccoli. Però intuisco e capisco che l'effetto è completamente diverso per chi la chiesa la frequenta poco o per niente.

La questione fondamentale è quella della misura, evitare gli eccessi...
Non bisognerebbe aggiungere "troppa roba", troppe parole "fuori copione". La sapienza della Chiesa ha centellinato le parole, perché dobbiamo moltiplicarle noi? La liturgia dovrebbe parlare da se.

D'altra parte rimango sempre impressionato quando, nel fluire dei testi liturgici, si inserisce sapientemente qualche parola, giusto qualche parola, ma intonata. Chi ascolta lo percepisce come il sigillo di autenticità alle parole della celebrazione.

Un paio di episodi li avevo segnati e li voglio ricordare.
Avete presente la preghiera eucaristica II? verso la fine "Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna ...". Era una normalissima messa domenicale, e il celebrante ha inserito appena tre paroline "E, infine, Padre, di tutti noi abbi misericordia" Una parola, una pausa e... mi sembrò che cambiasse completamente il respiro, acquistando in intensità e profondità; dopo la messa ringraziai il celebrante.
Un'altra volta, durante una messa esequiale per un anziano collega. Come si sa, l'assemblea di queste circostanze è composita, molti neanche fanno il segno di croce. Il celebrante parlava serenamente di "arrivederci cristiano", ma, soprattutto, quando nominava Gesù Cristo (e sono numerose volte durante la messa) aggiungeva "il Risorto". C'è tutto: una confessione di fede, un annuncio, ...

Aggiunte come queste veicolano un valore aggiunto e ridestano l'attenzione di chi ascolta. Poi il resto lo fa lo Spirito Santo, anche attraverso la testimonianza feriale dei cristiani.



18/09/2019 21:14 Sara
Quando ero ragazza si parlava di "deserto" e si sperimentavano momenti extraliturgici, dal silenzio post-compieta fino al piccolo ritiro spirituale.

Spesso però manca la comprensione dei nostri libri liturgici, che invece sono estremamente ricchi dal punto di vista teologico e spirituale. A volte basterebbe partire da quello che abbiamo se solo lo si sapesse valorizzare.



18/09/2019 20:55 Diadhuit
@Sergio, forse é proprio leggere i commenti (e non solo qui, perché almeno una parvenza di dialogo resta) che mi fa venire bisogno del silenzio.
Che rompo per un momento per dire che, secondo me, non é che la messa con la batteria e la messa del silenzio sono in antitesi, anzi! Io vado ad una con la batteria al momento, e abbiamo momenti di silenzio.
Il bello é che una messa curata e silenziosa può aiutare una comunità. Il silenzio non é mancanza di comunicazione o di connessione. Può essere il momento di sentire il fuoco dello Spirito! Ma non credo che si riesca senza adeguata preparazione sia della celebrazione che dell'assemblea. E per questo credo potrebbe essere fatta in momenti speciali, o meglio in un'assemblea che si conosce e partecipa. Altrimenti potrebbe diventare l'occasione per osservare solo il sacerdote o peggio una celebrazione stantia.



18/09/2019 20:28 Sara
Caro Sergio se vuoi approfondire può leggere anche questo imput:

http://www.settimananews.it/liturgia/la-celebrazione-atea/

il Concilio metteva al centro l'assemblea e la comunità per questo è oggi così "caciarone" ma in fondo si è svolto negli anni '60 erano gli anni degli hippie e la messa diventava facilmente un Happening.

Bei tempi però...



18/09/2019 19:24 Sergio Di Benedetto
Era partito un bel dialogo, equilibrato, in cui ognuno esprimeva la sua posizione, ma ecco che, come spesso accade qui, il dibattito degenera... mi chiedo che senso abbia, realmente, intervenire così, sempre sugli stessi temi, indipendentemente dal contenuto del post.


18/09/2019 18:08 Sara
Sara, una webbiana doc che non conosce le decine di siti anti- Francesco e le migliaia di msg che lo accusano di essere lui un ANTIPAPA, ANZI!!

Lo sa cos'è un sedevacantista?

https://it.wikipedia.org/wiki/Sedevacantismo

A me piace la musica e la cultura vuole che perda tempo su tutti i siti sedevacantnisti della rete?

Esistono pure gli antipapi se è per quello:

https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Odermatt

L'ultimo secondo Wiki è tale Pietro III della Chiesa Palmariana è per questo che esiste un minimo di magistero e di diritto canonico e discutiamo su cosa voglia dire essere cattolici o meno e quali siano i confini di quella che chiamiamo Chiesa.



18/09/2019 16:51 Francesca Vittoria
La messa cui partecipo se è in giorno feriale non c'è l'omelia, breve pausa di silenzio, mezza ora è la sua durata, ;se festiva 1/4 d'ora in più. Non vi sono monizioni o altro ma il rito classico. Se c'è un volontario a intonare i canti - ingresso, Santo, Agnus Dei, canto di comunione e qualche volta il rit.al salmo. Anche l'omelia del celebrante è contenuta, quindi le letture sono le sole parti ascoltate , l'omelia ! A fine liturgia in un baleno tutti spariscono, salvo saluti tra conoscenti. Per questo ho definito la messa, muta, senza queste parti che le sono proprie. Forse nel passato era più dialogata? Sono sempre del parere che la vera messa è quella che si vive, è un credo cui mantenere fede e impegnativo e assorbe tutto il nostro tempo. Complimenti e apprezzamento per ogni altro modo di partecipare alla Messa


18/09/2019 16:47 BUTTIGLIONE PIETRO
@Sara, una webbiana doc che non conosce le decine di siti anti- Francesco e le migliaia di msg che lo accusano di essere lui un ANTIPAPA, ANZI!!
Un vero Anticristo ...
Mentre non vedo siti speculari e tanto meno VN.
Smettiamola con le fake : in un sito di approfondimento e vera disturbante spazzatura.
Ripeterò per la:ennesima volta;
Citatemi un insegnamento di Francesco che non affondi le sue radici nella Parola.
Uno solo.
Se non ne siete capaci.. coda tra le gambe e testa china, p.f.



18/09/2019 15:05 Sara
"Se avesse voluto, se si fosse sentito capace di esercitare le sue funzioni.. non avrebbe rassegnato! Ed ora cosa volete farne, un ANTIPAPA, UN RENZI Vatikano? Che vergogna."

Sul resto amen però il Renzi casomai è Bergoglio, e anche vino nuovo è un sito renziano.

Con tutta la retorica sulla modernità e la rottamazione.



18/09/2019 14:01 BUTTIGLIONE PIETRO
@Maria


La Messa con la riforma voluta da Paolo VI oggi è più focalizzata sull'"umano" sul celebrante e sulla "partecipazione" attiva fedeli .

ATTIVA??
Maccaronica ripetizione di formule stantie??
SE fosse veramente attiva...forse si capirebbe il senso del VAT II e non resterebbero formule vacue il Sacerdozio dei fedeli, ad es che :
no fedeli? No Messa...
Il voler fare partecipare i fedeli alla Parola ( e nn solo i latinisti..) la stessa partecipazione alla Consacrazione.. invece che ridurci a bella statuine!?
E finiamola con sta storia nauseante di B16!
Se avesse voluto, se si fosse sentito capace di esercitare le sue funzioni.. non avrebbe rassegnato! Ed ora cosa volete farne, un ANTIPAPA, UN RENZI Vatikano? Che vergogna.
#Maria
Se il celebrante è un uomo di preghiera e di fede ...
Qui ti seguo, anche se svicolando mi hanno detto che la Dottrina insegna che potrebbe essere benissimo anche un violentatore di bambini, tanto chi celebra è Cristo?!

Inoltre: se il celebrante è un uomo ecc.
Che usi il latino o l'italiano cambia? Cosa?
Cambia la sua fede?
A me sembra che tu, come tanti, ti fermi alle apparenze. Quelle x cui tanti anni fa perdi la fede. Ricoprire Cristo di tutto quanto si discute qui significa non averLo mai incontrato.
Ah, quante cose da cambiare.. aveva ragione Martini.. ci vorranno 200 anni.. ma tra duecento anni non si saranno dispersi via tutti??



18/09/2019 12:35 Sara
"La messa poi è per tutti, piccoli e adulti, giovani e anziani, la preghiera dei fedeli se non Letta dalle solite voci indica una comunità presente, la persona anziana sentendo ...ricorda. Chi oberato di problemi fatica a impegnare la mente, riceve sostegno dall'ascolto. "


Dal 1989 liberismo uber alles, pure in Chiesa che ci vuoi fare, e siamo andati pure alla fine del mondo per prenderci il colpo di grazia....



18/09/2019 12:30 Maria
"io non capisco una Messa muta" Ma il silenzio orante del sacerdote e dei fedeli in comunione con la Chiesa non è un semplice silenzio.
la Santa Messa tradizionale , di cui il Santo Padre Benedetto XVI ha permesso la celebrazione col MOTU PROPRIO SUMMORUM PONTIFICUM , non è muta , anzi , è costellata di preghiere fatte dal sacerdote a bassa voce durante le quali il fedele si unisce in cuor suo all'intercessione per i vivi e per i morti.La Chiesa orante unita al sacerdote è una unione spirituale non c'è bisogno di di parola dette ad alta voce, tanto meno di spiegazioni al di fuori dell'Omelia . L'azione liturgica non dovrebbe essere diluita in un mare di parole , perchè è culto reso a Dio e come ogni culto ha una sua parte di "mistero".
Don Divo Barsotti pur celebrando col Novus ordo passava tanti minuti di silenzio all'Offertorio in cui pregava in cuor suo per le persone che a lui si erano raccomandate. Cosi' pure faceve San Pio da Pietrelcina, che però rimase fedele alla S. Messa tradizionale. Le Messe celebrate da questi santi uomini DI PREGHIERA E DI FEDE, duravano ore, ma non ore di parole,, di omelie , di esortazioni moralistiche, o di battute scherzose, o peggio di propaganda politica, no ore di preghiera silenziosa.E NESSUNO SI ANNOIAVA anzi , facevano a gara ad andare alla Messa di Padre Pio. Meltre alle odierne Messe tranne pochi vecchietti non va più nessuno
Molti giovani che si sono accostati alla Santa Messa Tradizionale, fra cui mio figlio, sono rimasti colpiti non tanto dal fatto che sia in latino o dalle diverse formule, quanto dalla diversa atmosfera, molto più spirituale e mistica. La differenza che c'è fra il divino e l'umano si nota tutta confrontando il rito antico e quello moderno.
La Messa con la riforma voluta da Paolo VI oggi è più focalizzata sull'"umano" sul celebrante e sulla "partecipazione" attiva fedeli .Se il celebrante è un uomo di preghiera e di fede spirituale tutto bene anche con il Novus Ordo, ma se il celebrante ha la vocazione della prima donna o semplicemente non "ci crede più"( come un prete che ha detto dal pulpito Io al Credo non ci credo), si hanno delle Messe che non sono più azione liturgica verso Dio ma culto dell'uomo verso se stesso .
Per questo sono talvolta tanto noiose e i giovani le trovano più noiose delle austere celebrazioni Vetus Ordo.
Il santo Padre Benedetto XVI lo ha profetizzato : la rinascita della Chiesa comincerà dalla rivalutazione dell'importanza e del valore della liturgia sacra.



18/09/2019 10:46 Sara
Ripeto: non ho capito bene cosa vogliono però se piace il silenzio basta la messa del nqttino.
In quellq quotidiana non c' è la seconda lettura non c'è l'omelia e non ci sono quasi canti per ovvi motivi.
Da ragazza andavo d'estate con mia nonna e mi nonna e mi piaceva, ci mette nella cappellina laterale ed è tutto molto intimo e raccolto.
Per il resto il parlare, le monizini,l'animazione sono frutti del clima post-conciliare quando si veniva dal latino e si voleva aiutare il fedele a capire il nuovo rito.
Io che ho fatto in tempo a vedere le messe beat con tanto di batteria in chiesa all'idea del silenzio non riesco a farmi prendere all'entusiasmo.
Evidentemente dopo un po' stanca anche la partecipazione comunitaria, soprattutto se non conosci gli altri parrocchiani e non ci sono legami veri.

Si frequenta una messa particolare anche per loro in genere.



18/09/2019 06:59 Francesca Vittoria
Io non capisco una messa muta. Sì perché cosa si può .immaginare da un persistente silenzio, supporre un ronfare di qualcuno come mi è capitato di sentire in un incontro parrocchiale che si finge non essere sentito. La messa è messaggio, e parola da portare via! Proprio come si va a bere quando sete o non sete si beve l'acqua necessaria all'organismo. Questa richiesta del silenzio sembra una cosa per "intimi" cioè gente a cui non piace meditare da soli", nel segreto della propria stanza"., che ha tempo , nel senso che se lo può permettere. Prendiamo l'esempio che la messa del Santo Padre fosse "del silenzio" , ma per chi è in ascolto a cosa serve aver fatto il viaggio se non per ascoltarla! Io se faccio domanda non è certo per il quarto d'ora di silenzio, o per "vedere il Papà", Mi viene di aggiungere, ma come mai Gesu Cristo non si materializza dappertutto e lo potrebbe se volesse, ma ha affidato alle Parabole il messaggio , la scuola di vita, da spiegare a tutti, fosse anche a rispondere a una domanda del fedele?...perché cio che conta è andare incontro alle esigenze di tutti, dell'acculturato che sa tutto di sacre scritture è quello che l'unica Parola la sente riportata in chiesa. La messa poi è per tutti, piccoli e adulti, giovani e anziani, la preghiera dei fedeli se non Letta dalle solite voci indica una comunità presente, la persona anziana sentendo ...ricorda. Chi oberato di problemi fatica a impegnare la mente, riceve sostegno dall'ascolto. Mi ricordo quando da piccola, la domenica durante il pranzo attorno alla tavola mi è capitato di sentire quanto di rilevante era stato il commento anche del prete in chiesa, così come del resto fanno oggi i giornali a un più ampio raggio di popolo che con la religione e "fuori". Senza contare che nella storia antica, Dio sollecitava i canti, "cantate inni..." Con suono di cetra......gli strumenti musicali si aprono di rado, la grande musica sacra, diventa festival , non la conosce più nessuno, quando invece era già imparata da piccoli! Era anche questo un pregare e non nascosto, cosa che si ricorda per la vita è sopratutto rimanda indelebile nella memoria a ricordare un Dio che da qualche parte, seppur trascurato nel tempo, torna alla mente e, guarda caso, più vero che mai. Proprio come è probabile capiti alla maggior parte di chi entra in chiesa oggi, cercando quel Qualcuno, che non parla come il politico di turno, non ha interessi a volere qualcosa, ma a darti respiro, speranza, conforto, a darti sicurezza che vale ogni tua vita che per Lui tu conti, che ha dato la vita...questo è il mio corpo, perché tu lo sapessi, e ha bevuto un calice di dolore e lo sta bevendo con noi, per assicurarci che niente è per niente, ma la vita tutta intera ci ritorna, ci ritornerà ricompensata , anche se non lo sappiamo, ma dobbiamo crederlo in quanto è Verità, ogni sua Parola. Mi permetto aggiungere , la differenza che personalmente ho notato tra il cantare "agnello di Dio che ....." E invece rispondere all'invito del sacerdote. L'uno e un rivolgersi direttamente , un pregare anche di chi non apre bocca ma sulle note tutto diventa preghiera, e l'altro sembra replicare da bambini obbedienti, almeno fosse senza introduzione! Da cosa spontanea!. Per tutte queste motivazioni, sono del parere che la musica espressione di un sentire, un omaggio al Dio, un rendergli grazie, una preghiera raccolta dal cuore dell'assemblea che per questo serve anche a chi è muto , sarebbe anche un andare incontro a chi frequenta il conservatorio, non soltanto per esibizioni, concerti, ma semplicemente a onorare la divinità. Che bello quel silenzio rotto dal suono di un violino, una Ave Maria, un Sottolinrare la preghiera silenziosa che sembra così essere deposta ai piedi di un Dio in ascolto.....Impressioni? No un giovane che partecipa a un servizio alla comunità e a Dio. Perché no, è la scierei anche volentieri una offerta per chi ha bisogno di aiuto.


17/09/2019 22:33 Mari
Sarebbe già tanto eliminare quelle monizioni che pretendono di spiegare la Parola prima che sia proclamata. Monizioni che sembrano mini prediche mi indisponibilità parecchio. Diventano un ulteriore barriera all'ascolto della Parola che in quanto tale ci raggiunge lì. La gente non è mica scema....queste monizioni davvero dicono una sfiducia totale di un uditorio ritenuto incapace di conservare nel cuore il dono ricevuto.


17/09/2019 21:35 Fabio Colagrande
Condivido pienamente la proposta di Sergio. Per esperienza personale so che incontra la sensibilità di molti. Spesso la predilezione per la messa celebrata in latino nasce proprio dall’asciuttezza e dai marcati momenti di silenzio che la caratterizzano. C’è tutto un magistero, di Francesco ma anche del suo predecessore, che sottolinea l’importanza del mettersi in ascolto di Dio e tutta una tradizione del cristianesimo orientale che insiste sullo svuotamento interiore come pratica spirituale per ascoltare lo spirito e la parola di Dio. La messa dovrebbe secondo me essere anche preceduta e seguita da attimi di silenzio. C’è infine qualcosa di fortemente simbolico e profetico nel riscoprire la Chiesa come luogo del silenzio oggi che il mondo ci propone un’overdose di parole e rumori inutili. Grazie di questo post.


17/09/2019 20:52 Sara
" Ora la mia raccolta giace inutile in cantina ed io ho smesso di andare a messa. "

Anche io dopo le discussioni con Pietro ho smesso di andare a messa: entro , mi faccio il segno di croce e mi viene in mente lui che brontola contro la trinità, non ce la posso fare.

Però non è una soluzione, sono cavolate, bisogna riprendere e fregarsene, se si cerca il silenzio basta andare la mattina presto, ci saran 10 persone in tutto meglio di così...



17/09/2019 16:47 Sergio Ventura
Mi viene da pensare: forse, oltre alla ormai consolidata (?) presenza di messe suddivise per uditorio (bambini, adulti, in qualche sporadico caso giovani...), si potrebbe cominciare a sperimentare una suddivisione per generi (forse anche collegabile all'orario)? Si potrebbero così accontentare le due anime emergenti dai commenti? Anche io a volte desidero una 'messa del silenzio' - ed andrei più volentieri in orari o molto mattinieri o tardo serali. Altre volte desidero una 'messa gospel' - e chiaramente andrei più volentieri in orari vicini all'ora di pranzo o pomeridiani. Non è detto poi che all'inizio ogni parrocchia debba 'offrire' entrambe. Si potrebbe cominciare con lo 'specializzarsi' in una delle due. L'importante è che vengano valorizzate le ricchezze umane e spirituali presenti in ogni parrocchia (che spesso invece vengono affossate o emarginate al primo 'cambio di vento'...).


17/09/2019 14:52 Yolanda
Dissento da questa impostazione. Dare centralità alla Parola e' fondamentale ma la messa non è a mio avviso il momento del silenzio e dell' isolamento. Anzi. Dopo aver approfondito per anni la Parola , la liturgia e cantato per decenni in corali ho elaborato una raccolta di oltre 900 canti con spartiti e parole che ho diviso per tempi liturgici e momenti della liturgia. Ho preparato un file con tutti i testi per poter assemblare i canti di ogni singola messa per restare sul tema della domenica che approfondivo prima .poi stampavo e distribuivo sulle sedie prima della messa. Per pochi anni in collaborazione con il parroco ho animato l'ultima messa della domenica cantando a cappella per quelli dell' ultima ora che all' inizio erano pochi e mano a mano e' diventata molto partecipata.Ho cercato anche di rendere visibile e concreto il momento dell' accoglienza e della partecipazione al momento dell' offertorio chiedendo la collaborazione a persone sempre diverse o anche improbabili per dare l' idea che tutti sono bene accolti e importanti agli occhi del Signore.E poi il senso delle parole del celebrante e la risposta dell' assemblea anche con il canto che è preghiera che tocca corde profonde dell' animo umano.Tutti i testi su un foglio per cantare ma anche prepararsi o riflettere o rivedere una parola o frase che ha colpito.E poi le messe solenni per Natale Pasqua o Pentecoste perché erano giorni speciali anche per quelli dell' ultima messa.
Ca.bio del parroco e dopo poco sono stata costretta a dimettermi. L' ultima messa doveva essere veloce e vespertina,un paio di canti dei soliti e via,niente offertorio e niente messe particolari anche nelle solennità. Decine di anni di impegno,ricerca,preparazione e servizio costante e fedele buttati. Ora la mia raccolta giace inutile in cantina ed io ho smesso di andare a messa. Trovo intollerabile il silenzio,l' indifferenza di una comunità in cui ciascuno pensa ai fatti suoi e in cui solo il celebrante deve essere il solo protagonista.Per ricercare momenti di quiete e riflessione basta entrare in una chiesa quando non c'è nessuno.



17/09/2019 12:58 Alberto Hermanin
Un Post acuto e condivisibile. Lo straripare di molti celebranti talvolta non solo è controproducente ma addirittura sintomo non confortante di disagio da parte loro. D'altra parte, facciamo presto noi laici a tirare le pietre al prete (e con questo non dico che lo abbia fatto Di Benedetto!).
Si, compostezza, sobrietà, asciuttezza e silenzio non possono che essere di aiuto allo Spirito. Per lealtà devo dire che il mio Parroco, cui non faccio mancare critiche talvolta anche abbastanza aspre, celebra proprio con queste caratteristiche: le quali, se piacciono a me, vengono invece criticate da altri, che vorrebbero più "animazione", un maggiore senso di coinvolgimento amicale e via esemplificando. E proprio per questo dicevo che si fa facile a prendersela col prete.
Un appunto finale: non allargherei ai canti l'elenco delle cose da restringere: lasciando però spazio anche al silenzio, il problema sono proprio le parole umane come dice Di Benedetto, non i canti che sono preghiere...
Grazie ancora per la stimolante riflessione.



17/09/2019 10:32 BUTTIGLIONE PIETRO
Non x fare il bastian contrario ( avevo introdotto il silenzio dopo le letture..)..
Ma x approfondire tramite discernimento e comparazione.
Dicesi "Adorazione Eucaristica" ed è permeata di silenzio.
Una persona comune COME la vive?

Quasi uno sfottò:
Che bello quando negli incontri RNS si balla si canta si danza con Lui al centro e il fratello come proprio specchio!!
Allora?



17/09/2019 09:51 Diadhuit
Il mio desiderio di una messa del silenzio ora é fortissimo!
Talvolta (raramente, lo ammetto!) entro in una cappella dopo lavoro, e sto lì fino alle sei quando chiude.
Non c'é Messa, ma un semplice silenzio. Quando vado é una boccata d'aria fresca specialmente dentro il caos della città.
La Messa del silenzio é un mio bisogno, sì.
Nella mia parrocchia facciamo un momento di silenzio (con luci soffuse) dopo la comunione. É parzialmente guidato perché anche se abbiamo il bisogno di silenzio, non siamo abituati e non sappiamo cosa fare! Una mia amica proprio non sopporta quel momento, quindi mi chiedo come preparare bene una Messa del silenzio!



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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
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