Buona notizia anche per i gay?
di Assunta Steccanella | 10 settembre 2019
«In parrocchia sembra che loro non esistano. Invece io ho un amico che è gay. È proprio sempre stato così. E fa tanta fatica...»

La rete ricorda tutto. Oggi mi propone una frase di papa Francesco che risale all'estate 2018, e mi riconduce con la mente a un episodio di poco successivo.

Mi invitano in una grossa parrocchia della periferia urbana per parlare del significato del Vangelo nella vita di ciascuno, ma questa volta non devo incontrare genitori o catechisti, il mio uditorio è composto da ragazzi e ragazze. Hanno quattordici anni, hanno ricevuto la Confermazione da qualche mese e hanno deciso di continuare il cammino di formazione. Sono poco più della metà dell'intero gruppo, ma il parroco è felice, è già un buon risultato; mi racconta che cominciano a emergere le prime domande non stereotipate, le appropriazioni serie.

"Ma il vangelo è una buona notizia anche per i gay?"

Ecco. Per esempio.

"Certo che è buona notizia anche per i/le gay: sono esseri umani, mica una specie a parte".

"Significa che per Gesù va bene come vivono?"

Gli sguardi sono attenti, il silenzio surreale. Come rispondo adesso, per raggiungerli senza tradire la verità? Non posso cavarmela rifugiandomi nella dottrina, hanno bisogno di capire. Inizio a muovermi nel quadro della visione cristiana dell'uomo, parlo della differenza di genere, ma mi rendo conto che lo spazio è poco e posso solo aprire un tema enorme. Lei mi interrompe, comunque:

"Sì, però io credo che ai gay nessuno parli di queste cose. In parrocchia sembra che loro non esistano. Invece io ho un amico che è gay. È proprio sempre stato così. E fa tanta fatica, lo prendono in giro. Anche qui in patronato, così non viene più".

Mi inquieta ancora la sua espressione, interrogativa e un po' polemica per una questione che chiaramente la faceva soffrire.

Di ritorno da Dublino, lo scorso anno, papa Francesco aveva raccomandato a un padre che scoprisse l'omosessualità del figlio «di pregare, di non condannare, di dialogare, di fare spazio al figlio e alla figlia perché si esprima».

Pregare, non condannare, dialogare, fare spazio.

Un'indicazione molto chiara, perfetta anche per una pastorale che voglia trasmettere davvero a tutti la buona notizia. Ma quanta strada ancora da fare ...

 

 

17/09/2019 15:13 Paola
Concordo con Sara sulla deriva etica della nostra società, che ovviamente si riflette ancora di più in un giovane che spesso non trova insegnamenti adeguati, ma, se penso al tema trattato, parlando della dovuta etica che giustamente tutti dovremmo trasmettere ai nostri ragazzi, e pensando allora ad una necessaria educazione sentimentale, mi chiedo se sia giusto non prescindere dal fatto che l'uomo è stato creato con il desiderio sessuale, e non credo che il reprimerlo, parlando di sesso non generativo come male sia per etero che gay, tuteli questa educazione, ma rischi piuttosto di ostacolarla. .
Se il male sta quasi o solo nell'unione sessuale non generativa, non ci perdiamo proprio la bellezza di quello che rappresenta l'unione fisica di due persone che si amano, e che vogliono essere unite nel corpo come nell'anima?
Non si tutelerebbe di più la storia cattolica e cristiana, e il bello che rappresenta, facendo anche un po' di autocritica, ma non per ossequio agli avversari, ma proprio per valorizzare quella storia?



16/09/2019 19:59 Sara
"Preciso che anche mio figlio me lo hanno scaricato davanti alla porta, beffa di amici.. ma è servito x non abusare mai più dell'alcol.. "

In questo caso non l'hanno scaricato sulla porta ma lasciato lì, fortuna che una ragazza un po' più giudiziosa ci ha pensato...



16/09/2019 19:51 Sara
"Affrontare sistemi complessi con soluzioni tutto/niente ( cfr equazioni lineari) é tipico di Salvini."

tutto o niente in che senso Pietro? il ragazzo lo facciamo andare un po' in coma, e un pochino no?

Lasciamo perdere il bere (e quindi moralismo perbenismo e bigottismo) io mi riferivo più all'omissione di soccorso e avevo già raccontato il caso di un mancato intervento da parte di adolescenti (il signore picchiato mentre i compagni di mio figlio guardavano immobili).

Far capire a dei ragazzi che a volte serve intervenire e non farlo è sbagliato è questione "etica" perché appunto l'etica non riguarda solo le mutande delle persone ma la loro dignità.

"Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni"

Quanti 15enni sanno cos'è un'omissione?



16/09/2019 17:18 BUTTIGLIONE PIETRO
Sara, con la solita tendenza alla diversificazione, cita UN caso. Affrontare sistemi complessi con soluzioni tutto/niente ( cfr equazioni lineari) é tipico di Salvini.
Così si grida alla redistribuzione, quando la ns % è < EUR, alla insicurezza in casa, quando i resti sono in diminuzione, alla diffusione dell'alcool tra i giovani.. concentrata verso i 27 anni, e tutt'altro che uniforme. Preciso che anche mio figlio me lo hanno scaricato davanti alla porta, beffa di amici.. ma è servito x non abusare mai più dell'alcol..
Bisogna quindi stare molto attenti a generalizzare e a chiudere occhi sulle Persone.. conoscete il gruppo "Il guado'??



16/09/2019 16:49 Giuseppe Risi
Si legga qui, anche Avvenire comincia a riflettere:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/omosessuali-e-non-solo-la-castit-e-la-via-della-pastorale-dell-accoglienza



16/09/2019 16:48 Leo
Credo che lo scopo di questo articolo sia solo quello di suscitare una discussione. Solo che come ben sottolinea G.R. non serve a niente..
Personalmente credo che davvero siamo alla deriva di una chiesa che fa tanti bei discorsi, vuole affrontare qualsiasi argomento senza la dovuta preparazione/ esperienza. Non siamo capaci neanche di accogliere i pochi che stanno sulla soglia figurarsi quelli che si presentano come " diversi". Non confondiamo l'agire di Gesù con il nostro umanissimo modo di affrontare i problemi...
Al massimo ( se abbiamo un po' di sale in zucca)), costruiamo un cordone di sicurezza intorno ai nostri preadolescenti che stanno maturando la loro sessualità come maschi o come femmine.



16/09/2019 15:57 Giuseppe Risi
"Quindi mi fermo qui. Sull'unica questione che mi pare davvero importante: come diventare comunità accoglienti, capaci di mostrare a tutti il volto di Cristo (Mt 11,28)?"

"Ieri prima dell'inizio della Messa, é stato fatto un annuncio a ricordare come tutti sono i benvenuti in Chiesa, senza riguardo al fatto che siano LGBTQIA+ o divorziati o altro."

Francamente, se io fossi omosessuale non saprei cosa farmene dell'accoglienza (anche rispettosa, "compassionevole" (sic!), delicata) di una comunità (di normodotati eterosessuali) che continua a tener scritto nel catechismo che un aspetto importante della mia natura è "oggettivamente disordinato" e "costituisce una prova" da superare (= accettare rassegnati e reprimere) per avvicinarsi alla perfezione cristiana.

GR



16/09/2019 10:29 Sara
Tra l'altro le questioni etiche non riguardano solo il sesso:

https://m.lanuovariviera.it/category/cronaca/san-benedetto-sedicenne-in-coma-etilico-finisce-in-ospedale/

Ragazzo del gruppo di mio marito, 16 anni inseguito a bravata finisce in cima etilico, gli amici
lo lasciano lì e se ne vanno giusta una ha la presenza di spirito di telefonare ai genitori per ambulanza e altro.
A Ottobre si dovrà affrontare questa questione:perché per divertirsi bisogna finire in ospedale?
Com'è possibile non rendersi conto della gravità di fronte ad un amico svenuto con la bava alla bocca?


E non è la prima volta.



16/09/2019 10:10 Diadhuit
Ieri prima dell'inizio della Messa, é stato fatto un annuncio a ricordare come tutti sono i benvenuti in Chiesa, senza riguardo al fatto che siano LGBTQIA+ o divorziati o altro.
E in riferimento alla parabola del padre misericordioso che era il Vangelo, é stato ribadito il fatto che tutti siamo cercati dal Signore.



16/09/2019 07:50 Davide
Per quanto mi riguarda, ho già detto che la Buona Notizia è per tutti. Ma proprio perché è per tutti e tutti siamo peccatori (senza eletti, perfetti o altro), bisogna fare i conti con il peccato...perché non possiamo far finta che non esista o cancellare ciò che non ci piace. Bisogna capire come affrontarlo pastoralmente, dare risposte sull’accoglienza...ma morale e peccato sono strettamente connessi, non c’è bisogno di sottolinearlo.


14/09/2019 21:42 Sara
Sia nella mia parrocchia che in quella dei miei genitori ci sono gay attivamente impegnati. Nessuno va a snocciolare il catechismo in faccia alla gente, caso mai diventa difficile portare avanti riflessioni più approfondite quando ci sono tante storie particolari, come trovare i toni e i modi senza offendere nessuno? ed è giusto rinunciare ad una proposta più alta? non si rischia di privare i giovani di una prospettiva diversa?

Ci sarà pure una via di mezzo tra il tradizionalismo più bieco e la perdita della propria storia cattolica.



14/09/2019 16:16 Assunta Steccanella
Carissimi (mi permettete questa confidenza? Mi piace pensare che c'è un legame tra chi frequenta il blog)

confesso che questo post è rimasto alcuni giorni nel cassetto. Avevo timore nello spedirlo, proprio per la paura di innescare una discussione che si focalizzasse sul problema di 'come giudicare', invece che sul 'come accogliere'.
Poi ho scelto di pubblicare, per aprire un tema che a me sta a cuore: il fatto che le nostre comunità devono diventare luogo di tutti e per tutti, senza escludere categorie. Non siamo, e non siamo nati, come chiesa dei perfetti ma dei peccatori che cercano salvezza.
Capite che la discussione sulla liceità morale di un comportamento (in questo caso l'omosessualità, ma gli esempi sono infiniti) è tema secondo rispetto al nodo centrale: vogliamo testimoniare la buona notizia a tutti o no? E come fare?

Quindi mi fermo qui. Sull'unica questione che mi pare davvero importante: come diventare comunità accoglienti, capaci di mostrare a tutti il volto di Cristo (Mt 11,28)?

Non so se vivo in un mondo a parte, ma nella realtà che conosco sento il bisogno di porre questa domanda.



13/09/2019 11:02 Sara
"«Senza che ce ne accorgiamo, la vita si disordina, si frammenta, si logora. Occorre rimettere in ordine i pezzetti del nostro tempo, del nostro corpo, del nostro cuore. Tutti ne abbiamo bisogno e tutti dobbiamo farlo, non solo una volta nella vita, bensì ogni giorno»."

https://www.edizioniterrasanta.it/shop/mettere-ordine-nella-propria-vita/

Visto qualche giorno fa e io sono cresciuta con Martini, sono sicura che inorridirebbe a vedere tutta questa caciara, un uomo preciso e rigoroso come lui...



13/09/2019 10:12 Giuseppe Risi
Mi pare che dalla discussione che precede, così come da molte altre che abbiamo seguito su questo blog, emerga chiaramente che tra noi cristiani, al di là dei riferimenti degli uni e degli altri alla Scrittura o alla Tradizione, c'è chi ritiene che su alcuni temi eticamente sensibili la dottrina fino ad ora elaborata sia immutabile (nella sostanza e anche nei dettagli) e chi ritiene invece che l'evoluzione complessiva della storia (cultura, scienza e costumi) possa ancora influire sulla dottrina e che questa, su elementi non così centrali per la Fede ma significativi sul piano della vita concreta dei fedeli, possa anche coraggiosamente mutare, evolvere, affrontare e risolvere con soluzioni nuove problemi che una volta non c'erano o avevano un profilo totalmente differente.

Certo, poi Sara ha ragione nel dire che il processo di cambiamento in atto (vedo molto contrastato dai nostalgici del mondo che fu) potrebbe avvenire con maggiore chiarezza e trasparenza.

GR



13/09/2019 09:19 Sara
Ma poi non è che stiamo parlando di Adamo ed Eva e della mela e del serpente, stiamo solo chiedendo quale sia la gerarchia dei documenti magisteriali degli ultimi 20 anni e se il catechismo sia ancora in vigore, o quale siano gli articoli che non sono più considerati leciti.


"- Da un lato, quindi, una “teologia della forma cristiana” provvede a leggere la famiglia, il matrimonio e la coppia secondo le dinamiche della fede e della sua attestazione, in relazione alla “giustizia degli affetti”. Senza invocare più, da parte di teologi intesi come giudici sovrani, forme integralistiche e fondamentalistiche di deduzione e di asserzione intorno alla realtà matrimoniale e familiare;

- D’altro canto, su un altro versante, non contraddittorio con il primo, vengono previsti una serie di approfondimenti sul piano ecclesiologico, nel confronto con la società civile, con il diritto comparato, con la pluralità di religioni. Il teologo deve integrare competenze di carattere civile, giuridico, economico, sociale, religioso, e per questo deve fare i conti con dati la cui elaborazione non può essere aggirata. Non si tratta di ridurre la teologia a sociologia, ma di sapere che i presupposti della teologia del matrimonio e della famiglia si radicano su un tessuto naturale e civile che sempre la tradizione ha riconosciuto e che da soli 100 anni pensiamo di poter ignorare;"

http://www.cittadellaeditrice.com/munera/pierangelo-sequeri-parla-del-nuovo-piano-di-studi-dell-igp2-perche-la-tradizione-deve-essere-tradotta/


"forme integralistiche e fondamentalistiche di deduzione e di asserzione intorno alla realtà matrimoniale e familiare"

Qualcuno potrebbe prendersi la briga di mettere nero su bianco cosa sia siano le "forme integralistiche e fondamentalistiche", o quale sarebbe il tessuto naturale o civile che negli ultimi 100 anni abbiamo ignorato? anche in linguaggio comune terra terra per intendersi, pane pane e vino al vino che abbiamo tutti più di 18 anni .

Perchè per quello che ho studiato io della Dei Verbum non aiuta affatto a capire cosa intenda monsignor Sequeri (persona tra parentesi di cui ho la massima stima).

Lo chiedo ad Assunta dato che lei insegna in seminario e immagino lo saprà meglio di chi sta fuori come noi.



12/09/2019 23:05 Davide
@Assunta grazie! 😊
La Dei Verbum è una pietra miliare del nostro tempo. Ma fa parte del Magistero, che viene dopo Scrittura e Tradizione.
Dove la Scrittura è abbastanza chiara, non c’è troppo spazio di manovra per ciò che viene dopo.



12/09/2019 19:13 Sara
"8. Pertanto la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva esser conservata con una successione ininterrotta fino alla fine dei tempi. Gli apostoli perciò, trasmettendo ciò che essi stessi avevano ricevuto, ammoniscono i fedeli ad attenersi alle tradizioni che avevano appreso sia a voce che per iscritto (cfr. 2 Ts 2,15), e di combattere per quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre [11]. Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio e all'incremento della fede; così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede."

La tradizione (da tradere trasmettere) secondo la DV precede la scrittura stessa, e in ogni caso non spiega nulla la DV di certi cambiamenti.



12/09/2019 17:52 Assunta Steccanella
@Davide venia concessa.

Per il resto: un serio confronto con Dei Verbum è urgente, tra i cristiani.



12/09/2019 14:29 Davide
@Assunta Chiedo venia...non so come mi sia uscito!

Si tratta di capire che una (la Scrittura) viene prima dell’altra (la Tradizione) e che la Seconda è al servizio della Prima.
Ci sono cose nella Scrittura che sono chiare e la Tradizione le recepisce così come sono. Altre cose hanno bisogno di maggiori chiarificazioni, riflessioni e meditazioni.
Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che tutto nella Scrittura sia interpretabile e quindi mutevole.



12/09/2019 07:08 Assunta Steccanella
@Davide grazie del diminutivo, non mi chiamavano Assuntina da quando ero piccola mi sento ringiovanita.

Certo che la Tradizione è interpretazione della Parola, ma non sono due piani che si possono distinguere more geometrico. La Scrittura è interpretata sempre, e da sempre, non è possibile avere con essa un approccio 'puro'. Altrimenti si ricade in integralismi difficilmente giustificabili: sta scritto che chi lavora nel giorno dedicato al Signore deve essere lapidato. Come la mettiamo? E che una donna con il ciclo non può avvicinarsi al luogo sacro. Che se rimane vedova senza figli ha diritto a essere sposata dal fratello del marito. Gli esempi possono continuare all'infinito.
Allora, come diceva Sara, perché alcuni passi sono ritenuti immutabili e altri interpretabili?
Perché di immutabile c'è la volontà salvifica universale di Dio, e noi con fatica cerchiamo di incarnarla nella storia. Come possiamo, senza pretendere di possedere umanamente l'infallibilità.

Grazie a tutti.



12/09/2019 00:11 Davide
@Assuntina
Hai ragione, ho scritto Vangelo ma pensavo alla Parola di Dio in generale.
Però non dobbiamo confondere i livelli: Scrittura e Tradizione non sono sullo stesso piano, infatti la Scrittura è Parola di Dio ed è la parte fondante e fondamentale, dopo viene la Tradizione che, per quanto sia importante, non è sullo stesso piano della Scrittura, perché è gia un tentativo di comprensione e meditazione della Parola di Dio.



11/09/2019 19:32 Sara
"Ma il rapporto con la scrittura non è così semplice e lineare. Noi crediamo alla Rivelazione, che non è fatta di 'sola scrittura' (posizione tipicamente protestante) ma di eventi e parole intimamente connessi, di Scrittura e Tradizione."

Questo non chiarisce nulla, e vale anche per il piano di sotto, dove il divieto nel Vangelo è più che esplicitato.
E non è questione di argomento ma di metodologia, non si capisce che metodologia si stia usando da un po' di anni, perchè il Vangelo si no, bho forse dipende dalla frase, la tradizione no, qual'è il criterio?

Dire che cresce la comprensione ok, ma di cosa?

Un inversione a U è un inversione a U non è una crescita. (e parlo indipendentemente dall'argomento ma proprio in generale)



11/09/2019 16:44 Assunta Steccanella
@Davide, in realtà passi evangelici che parlino direttamente di omosessualità non ce ne sono. Sono più espliciti l'AT e san Paolo. Ma il rapporto con la scrittura non è così semplice e lineare. Noi crediamo alla Rivelazione, che non è fatta di 'sola scrittura' (posizione tipicamente protestante) ma di eventi e parole intimamente connessi, di Scrittura e Tradizione.
"Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio" (Dei Verbum 8).

Il cristianesimo è una sfida meravigliosa, che ci chiede di non trincerarci mai dietro certezze ma di tendere incessantemente alla pienezza della verità.



11/09/2019 16:36 Leo
La risposta di Risi è stata molto esauriente.


11/09/2019 15:49 Davide
@Leo
Leggendo il Vangelo, vedrai che cosa dice in merito. La Dottrina si adegua, non può andar oltre la Parola di Dio.



11/09/2019 15:23 Giuseppe Risi
Castità e omosessualità

2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Questa è la dottrina cattolica vigente, non so quanto insuperabile nel futuro.
Rimanendo questa la posizione della Chiesa, credo che oggi qualsiasi persona omosessuale contemporanea, a prescindere dall'accoglienza o meno che trova nella comunità cristiana, difficilmente possa non sentirsi discriminata.
GR



11/09/2019 14:46 Assunta Steccanella
Grazie a tutti per questo confronto. Vorrei però evitare che si instaurasse una discussione fatta di pillole di dottrina, che sarebbe inadeguata e fuorviante. La dottrina cattolica sul tema è ricca e in evoluzione, come è tipico della dottrina stessa, che cresce con la sempre più profonda comprensione delle Scritture e della Tradizione, in dialogo con la storia (p. es. ricordiamo l'evoluzione della dottrina sulla pena di morte).
Questo breve articolo https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/magistero-omosessualit%C3%A0-da-cardinale-ratzinger-a-amoris-laetitia consente di cogliere da una parte l'ampiezza del tema e il suo essere ancora punto di confronto critico, dall'altra la prudenza e la carità (come dice giustamente Claudio, che ringrazio tanto) necessarie nell'avvicinarlo.



11/09/2019 13:32 Leo
@ Davide, cosa dice esattamente la dottrina?


10/09/2019 17:22 Davide
Certamente, il problema è la pastorale, perchè il Vangelo, e di conseguenza la Dottrina, sono abbastanza chiari sull'omosessualità.


10/09/2019 15:05 Giuseppe Risi
"Ma il vangelo è una buona notizia anche per i gay?"
Il Vangelo è una buona notizia per tutti, la dottrina cattolica non mi pare proprio, a meno che i gay si rassegnino ad essere persone di serie B. e questo gli adolescenti e i giovani lo capiscono subito, noi adulti solo se ci capita il "caso" in famiglia o tra gli affetti più cari.
GR



10/09/2019 10:58 Claudio A. Bosco
Le persone di orientamento sessuale non etero, sono... persone. La famosa risposta di Papa Francesco al giornalista, in aereo: "E chi sono io per giudicare?", mi è sembrata normalissima, per un cristiano. Da ragazzo mi hanno insegnato che bisogna cercare di vedere Gesù nell'altro, nell'altra.
Ma, come sempre quando si parla con gli adolescenti, sono le loro domande che contano. Esse infatti possono svelare ciò che gli adulti tendono spesso a nascondere, per convenienza o per quel malinteso senso di giustizia (che si accende, guarda caso, solo nei riguardi degli altri) che Gesù ha inquadrato bene con frase lapidaria: "Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra".
"Ma il vangelo è una buona notizia anche per i gay?".
Il Vangelo non è "buona notizia" solo per i demoni. "Sei venuto per rovinarci!", urlò lo spirito impuro a Gesù, il Santo di Dio che lo stava cacciando, a Cafarnao. E l'episodio è proprio all'inizio del Vangelo di Marco (Mc 1,21-28).
A una lettura di tipo esegetico non specialistica, la frase del demoniopotrebbe essere, per converso, letta anche così: "Sei venuto a restaurare, a ritessere, a rimpastare l'umanità ferita di questi uomini da Dio Padre tanto amati".
Quanto vale l'umanità di un mio fratello, di una mia sorella, agli occhi di Dio?
Il sangue stesso del Figlio suo è stato per lui/lei, come per me, versato: il CCC, al n.ro 605, spiega ciò che è già in un antico concilio è stato sapientemente e imprescrittibilmente affermato: «Non vi è, non vi è stato, non vi sarà alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto». E l'imprescrittibilità del diritto a sapersi amato da Dio - non sarà difficile convenire su ciò - non si basa sullo statuto fondativo dei diritti della personalità umana, ma è un titolo conquistato a noi, a ciascuno di noi, dalla morte di Cristo sulla croce, sancito dalla sua gloriosa risurrezione.
È un tema delicato, sicuramente (che significa: argomento da trattare con delicatezza, prudenza e carità). Forse è giunto il tempo di fare maggior affidamento comunitario nel "Dono dei doni" che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli, per camminare nel tempo?
Il Santo Padre, Francesco, ci guida.



Commenta *






Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Assunta Steccanella

Sono nata in provincia di Vicenza nel 1960. Dico spesso che, dopo il diploma, ho frequentato due diverse università: prima, per diciotto anni, l'ateneo della famiglia; quindi, in parallelo, la Facoltà Teologica, dove ho completato il dottorato.

Ho insegnato religione in un liceo fino al 2010. Adesso, oltre alla ricerca, mi dedico alla formazione: sono impegnata in vari modi nella catechesi di adulti e bambini e nella preparazione dei catechisti e cerco di condividere parte di questo lavoro attraverso il mio blog (www.asteccanella.altervista.org). La famiglia però è e resta la mia prima vocazione: mio marito e i miei tre figli sono preziosi, tra mille altri motivi, anche perché mi fanno capire quando la speculazione mi fa staccare troppo i piedi da terra.

 

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it