Le domande delle genti
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 25 agosto 2019
"Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti". Siamo disposti ad accettarlo davvero?

 

Cari lettori, in un tempo di crisi e di frammentazione, difficile da analizzare e, almeno per ora, apparentemente impossibile da sintetizzare, la meditazione personale delle letture domenicali fa spesso risuonare in noi più domande che risposte. Ma, nel momento in cui abbiamo il coraggio di condividere tali domande, scopriamo che esse, oltre ad evidenziare le differenze che ci caratterizzano, sono spesso molto simili, se non identiche, a quelle che risuonano negli altri. Pensiamo perciò che possa essere utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che, a vostra volta, vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla meditazione personale sulle stesse letture. In tal modo, potremmo forse ritrovare le tracce per ricucire le singole differenze e tessere nuovamente, su basi bibliche, quell'universalità, quella 'cattolicità' della fede che oggi molti invocano...

***

1^ LETTURA - Così dice il Signore: «Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti. Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme - dice il Signore -, come i figli d'Israele portano l'offerta in vasi puri nel tempio del Signore. Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore» (Is 66,18-21).

GILBERTO: «Siamo disposti ad ammettere che nel Regno ci saranno figli di Dio che non hanno camminato sulla terra secondo la religione cattolica?».

SERGIO: «Chi deve svolgere la missione presso i 'lontani', se non chi è stato 'lontano'?».

 

SALMO - "Genti tutte, lodate il Signore, / popoli tutti, cantate la sua lode. / Perché forte è il suo amore per noi / e la fedeltà del Signore dura per sempre" (Salmo 116).

SERGIO: «Veramente l'uomo è fatto per lodare un amore fedele per sempre?».

GILBERTO: «Ci ricordiamo che siamo diretti ad un Regno in cui tutti, ma proprio tutti, sono chiamati a diventare lode a Dio?».

 

2^LETTURA - "Fratelli, avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio». È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire» (Eb 12,5-7.11-13)

GILBERTO: «Il senso della sofferenza ci rimanda a noi stessi al fine di cambiare per convertirci? O pensiamo che più soffriamo più siamo nel giusto e resistiamo al cambiamento?».

SERGIO: «Quanto è difficile fare in modo che ogni sofferenza venga riconosciuta come una correzione divina paterna, amorevole e capace di dare frutti di pace e giustizia?».

 

VANGELO - In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!". Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.  Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi» (Lc 13,22-30).

SERGIO e GILBERTO: «Ci ricordiamo che prioritario, essenziale per la nostra salvezza è l'operare la Giustizia rispetto al 'mangiare e bere' alla presenza di Cristo o al ricevere il Suo insegnamento? A tal punto essenziale che, tra i rimpianti e il risentimento di alcuni di noi, vedremo salvati anche coloro che sono rimasti estrani alla Liturgia e alla Parola cristiana?».

 

 

31/08/2019 12:47 Pietro B
Solo questo: che Dio ti benedica.


30/08/2019 16:44 Paola
Ma no, Pietro, è che non è sempre facile capirsi e farsi capire su un blog..poi, io ho le mie idee e diciamo pure le mie fisse, quindi le critiche ci stanno tutte, per carità!!


30/08/2019 13:58 pit bum
Paola! Cresce la mia ammirazione x lei, non la credevo così sta_ka_novista!!😆😅


30/08/2019 10:19 Paola
Il Vangelo è nero su bianco per tutti, eppure c'è chi ci crede e chi no; la natura, nella sua bellezza, è davanti agli occhi di tutti, eppure c'è chi la ama, scorgendoci un disegno superiore, e chi ne vede solo gli aspetti utilitaristici ..in questo senso dicevo, Francesca, che secondo me quando si ha fede interviene uno stato più elevato di comprensione, e non alludevo nella maniera più assoluta a banali e passeggere emozioni, ma a molto altro, mi spiace di averla così tanto indignata..


30/08/2019 00:54 Francesca Vittoria
Avere fede uno stato d'animo? A cui le religioni hanno dato risposte adatte alla mente e all'apertura dei popoli? Ma credere non può dipendere solo dal desiderio ma si ha bisogno di vedere con i propri occhi, anche vedere, sapere di cose che possiamo constatare , che la storia ce ne parla, come di . La religione Cristiana si èe creduta per la persona che è Cristo, per quello che ha fatto, predicato ma anche dimostrato, perché si è fatto toccare i segni di ferite, perché è stato visto da molti da risorto. Perché vivendo la Sua Parola, questa opera veramente!! Abbiamo bisogno di rendere conto alla nostra intelligenza del" perché" credo, Se il credere e da sensazioni, queste sono passeggere, inconsistenti, mutevoli, senza contare poi se sono da fantasia , e questa fertile a creare suggestioni, a dare corpo a a una convinzione che non deve appartenere alla fantasia. chi ha creduto ha anche prima visto, o sentito parlare. Noi conserviamo ricordo di persone e crediamo nel loro affetto se ne abbiamo goduto il beneficio, se i fatti ne danno conferma, altrimenti sorgerebbe il dubbio sulla veridicità di una esistenza. Non so capire il bisogno del Sacro ancestrale, perché trovo nella Bibbia solo citazioni di fatti, persone, nomi, precisamente accaduti, di gente vissuta e sopratutto di un Dio che si è fatto conoscere molto da vicino, storia mai interrotta sino ai giorni nostri. ,La religione è percepita come un potere?collegate non al sacro ma al profano. La religione Si è un potere ma non di questo mondo se si riferisce a quella cristiana , come Cristo ha risposto a Pilato che Lui era "re" ma.....Certamente dipende in che modo si vive, quale Dio noi seguiamo; oggi tant'è chiese sono state anche sconsacrate, sono più musei, sono pietre miliari di storia sacra ma che non sono per tutta quella gente che le visita, luoghi di preghiera. La fede non è tale se non viviamo quel Vangelo provato ..."perché mi invocate Signore ,Signore e non fate quello che dico? "" se poi si parlasse di coscienza, , se crediamo può essereilluminata ma possono esservi dei limiti! Quelli che ogni persona ha determinati, insisto, dal credo in Dio e se si segue il Figlio suo Gesù Cristo . L'errore, a modesto parere, è forse il supporre un Dio troppo distante da noi, più spirituale quasi ci costruiamo con questa idea un alibi all'agire secondo sensibilità, anziché ragione, ma se guardiamo come è ordinato a leggi il Creato, sulle quali tanto i nostri ricercatori sono tutti intenti a sondare tutti i campi per scoprirle e carpirne il meccanismo per a nostra volta inventare e fare cose, tutto questo ci parla di un Dio molto vicino, o ci ha fatti a somiglianza un po' divina?


29/08/2019 10:29 Paola
Avere fede è secondo me uno stato d'animo, una disposizione interiore, una risposta ad un bisogno reale che ha attraversato le genti di ogni epoca e luogo, a cui le religioni hanno dato risposte adatte alla mente e all'apertura dei popoli, e devono essere viste non come un fine secondo me, ma come uno strumento..
Quello che conta è la sostanza e non la forma, spero che nel Regno di Dio, questa conti e null'altro...
Le religioni non sono da sottovalutare, nella misura in cui parlano al senso religioso di ogni uomo, al bisogno ancestrale di Sacro...la crisi odierna è secondo me proprio la mancanza di percepire la sacralità nella Vita, che non necessariamente è collegata ad una religione, ma più al senso religioso, a quello stato d'animo che in fondo è anche la capacità di percepire la coscienza in sé: per chi crede, questa è divina, è Dio che guida, per gli altri è un sentire superiore, ma sempre di un "oltre" si parla, secondo me.
A mio parere in occidente attualmente le religioni sono viste come pezzi di potere, sono collegate non al Sacro ma al profano, e non c'è molta differenza tra un Papa piuttosto che un altro, purtroppo, quel bisogno ancestrale non si nutre di documenti e carte bollate, di appartenenza a cordate, buone o cattive che siano, ma di autenticità, quella che purtroppo, a torto o ragione che sia, non viene più percepita, ed è su questo che occorre lavorare, io credo..



28/08/2019 17:01 Pietro Buttiglione
Non vorrei che sfuggisse sotto la calura estiva l'intervento del papa emerito a mio avviso molto grave non solo perché direttamente o indirettamente costituisce entrata a gambatesa verso Francesco, non solo x i difetti dell'analisi storica (che dovremmo mettere al primo posto il mea culpa), ma soprattutto per la tesi, ribadita nel secondo importante intervento, che senza Dio siamo tutti traviati, pederasti e quant'altro. Insomma l'Etica può essere solo cristiana.


27/08/2019 06:13 Francesca Vittoria
G) Non so perché vi sia la non disposizione che Dio, al quale tutto è possibile, non sia presente e a non scegliere suoi messaggeri tra quelli non cattolici. Se fossi nata nella foresta amazzonica, o fossi in una comunità dove Lui non è voluto, o conosciuto, eppure anche lì può nascere un germoglio che desidera rivolgersi a "un dio" sconosciuto ma desiderato. Altrimenti lo Spirito Santo non esiste.Percio di sicuro il Regno e oggi costituito dalla presenza di genti in tutte le parti e razze del mondo che piacciono a Dio, oso aggiungere che spero sia così perché sono molti i cristiano di nome che non lo sono nei fatti. Per esempio: quel signore, giapponese di nascita che la cronaca ha posto alla attenzione perché aveva un figlio che per un incidente è entrato in coma irreversibile e lui, il padre ha lasciato il lavoro per assisterlo tutta la vita che è durata fino a più di 50 anni e lo piange e lo ha sempre ancora vicino, come essere vivente malgrado l'apparente assenza. Questo lo ritengo Spirito di Dio presente , sappiamo, crediamo, professiamo una religione di un Dio vivo in mezzo a noi, io non so se questo padre e cristiano, ma certamente lo ritengo in spirito, per l'amore, la dedizione che è andata oltre ogni sacrificio come appunto sappiamo è stato quello di Cristo.
G2) Il senso della sofferenza? Io non credo che sia Dio a volerla, penso che comunque esiste per tante ragioni ma tutte umane e che semmai è al Divino che noi ricorriamo per essere aiutati, se non esistesse questa speranza non resta che la disperazione, non esisterebbe la sopportazione a magari una invalidità non meritata, o causata da tante varie cose di cui non siamo a conoscenza. Quante malattie, per esempio, provengono dall'inquinamento, Ecco che a volte si accusa ingiustamente Dio . È' vero che compiamo errori, è vero che magari le nostre scelte sono libere, non si tiene conto dei "comandamenti" è ancora si persiste a credere in quelli che ci siamo dati, in un credo inventato, o trasformato dalla nostra volontà e che pertanto ha dato o da i risultati che ci si ritrova. Sembra che anche di fronte a grossi problemi ancora molta gente non si rende conto della lontananza da Dio . I personaggi del l'antico Testamento vivevano avendo un rapporto con O per tramite, con la Divinità. Ma noi nell'era cristiana, siamo più distanti e più vicini, dipende dalla nostra scelta.Oggi il Suo intervento siamo noi che lo decidiamo, se avviene un incendio ,non è Dio la causa, ricorriamo a Lui per pregarlo di porre riparo al danno, di salvarci, e lo ha fatto tante volte nella storia, ma forse tutti i danni sono causati da nostra ingiustizia, da tutte le nostre manchevolezze che possono colpire gente innocente e questo ci addolora doppiamente, e stoltamente si sente dire attribuendolo e accusando Dio.
Dobbiamo davvero pregarlo di non voltare il Suo Volto, perché i misfatti che si commettono sono davvero tanti. Quanto siamo a Lui grati quando le cose vanno per il verso giusto! È' molta anche la testimonianza di bene, si allarga il cuore e si prova gioia vera



25/08/2019 19:55 Pietro Buttiglione
Ho ascoltato l'inizio di un corso sulla liturgia appena tenuto a Bose da Boselli&Bianchi che ha parole taglienti sulla situazione della CC definito non tanto "piccolo gruppo" ma gruppo in frammentazione, diaspora.
In Piemonte 25 in seminario per 15 diocesi. Mio commento ironico: ne faranno tutti Vescovi! Come in Africa dove crescono le strutture clericali ben più che i nuovi adepti!
Proviamo a rileggere il Vangelo di oggi..
Fratelli! Se oggi i giovani ci dicono
" OK. Dio. A COSA mi serve?"
Fratelli criticoni: davvero non riuscite a capire che se siamo arrivati a qs punto la più grande responsabilità è dei predecessori di Francesco, di quelli che hanno voluto governare LORO in barba al Concilio ed alla stessa Parola ( vedi ritardi su pedofili).
Francesco cerca solo di metterci una pezza.



25/08/2019 14:06 Pietro Buttiglione
Se verifichiamo come da persone con percorso out derivino a volte luminosi esempi..
A noi non resta che lasciare a Dio il Giudizio male/bene e affidarci sempre e cmq a Lui.



25/08/2019 11:43 Teresa Baldi
La lettera agli ebrei ci rimanda inevitabilmente ai grandi perchè dell'uomo di sempre: "Perchè soffriamo, perchè sembra che quelli che fanno tanto male vivano meglio di chi cerca di vivere secondo la volontà di Dio?".A volte è consolante pensare che Dio padre mi ama e mi corregge, altre volte mi pesa.


Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it