Sensazionalismo e vocazioni
di Marco Pappalardo | 20 agosto 2019
"Bella, giovane e talentuosa lascia tutto...". Che idea di vita consacrata trasmette questo genere di titoli molto in voga sul web cattolico?

"Bella, talentuosa, sicura di sé, 26 anni... lascia tutto per il convento" è il titolo di un articolo pubblicato su un noto sito cattolico alcuni anni fa, ma riproposto ancora oggi tra i più letti, al settimo posto della sua top ten. Si tratta della storia di una ragazza francese, giovane insegnante, che ha lasciato tutto per entrare in un convento di monache benedettine.

Niente da dire sull'articolo, tuttavia la notizia qual è? La maggior parte delle storie di vocazioni alla vita religiosa degli ultimi trent'anni/quarant'anni hanno più o meno le stesse caratteristiche, considerato che non si entra più in convento in età infantile destinate dalle famiglie come la celebre monaca manzoniana. Dal titolo sembra che la novità stia nel fatto che qui si parli di una ragazza dal bell'aspetto, ricca di doti, con delle idee chiare, quasi sia strano che avvenga o che possa avvenire una tale scelta con queste caratteristiche. Passa così l'idea che normalmente diventino suore le ragazze non belle, senza talento, insicure, non più in età da marito, dunque quando accade il contrario è una notizia da top ten!

I titoli spesso (e anche in questo caso) non rispecchiano gli articoli per tanti motivi, tuttavia non si capisce perché si cerchi un certo sensazionalismo anche qui. Se fossi una suora o una monaca, mi darebbe fastidio la scelta di far passare un'idea di questo tipo, considerato che vincola persino la chiamata di Dio, quasi facesse Lui distinzioni o prevedesse una sorta di "dress code vocazionale". Allora immaginiamo una campagna per le vocazioni di questo genere: "Se i ragazzi non ti filano, se lo specchio si rompe quando lo guardi, se a scuola hai una sfilza di insufficienze e l'università è un miraggio, se non sai che fare nella vita, scegli la vita consacrata, un rifugio per i tuoi problemi". Insomma, un ripiego. Ma stiamo scherzando?

Noi sì, ma il titolo (a quanto pare molto cliccato) è come se affermasse quella assurda campagna mostrando come eccezione che Dio chiami una giovane di tal sorta, magari così: "Cercasi ragazza bella, talentuosa, sicura di sé, per vita claustrale, vitto e alloggio compreso, automunita, Paradiso garantito".

Problematico e fuorviante, infine, è pure il concetto espresso del "lascia tutto per il convento"; cosa lascia? La bellezza esteriore? No, perché per quanto abito e velo (dove indossato) nascano con l'intento di proteggere e coprire, non si indossa mica una maschera di ferro sul viso. Cosa lascia? Il talento? No, che piaccia o no, la cantante e ballerina Suor Cristina dimostra che i suoi "talenti mondani" li valorizza, ma ci sono suore talentuose in vari altri campi che non sono certo costrette a nascondere tutto sottoterra. Cosa lascia? L'essere sicura di sé? Se fosse stata tanto sicura di sé, probabilmente non avrebbe cambiato vita e poi chi può dirsi totalmente sicuro di sé? Cosa lascia? I 26 anni? No, poiché l'essere monaca non t'invecchia certo prima del tempo, quindi vive la chiamata di Dio nella pienezza di quell'età e in quel convento. Chiediamo ad una suora o ad una monaca se "ha lasciato tutto": ci risponderà che "ha guadagnato tutto"!

 

 

24/08/2019 10:42 Francesca Vittoria
Un pino è stato già scelto in questi giorni, a essere l'albero che a Natale illuminerà la notte, una notte oscura più di altre perche a quel Pino verde è appesa una luce, la preghiera a Cristo di salvare con l'uomo anche il nostro pianeta. Quel terribile tornado che ha atterrato alberi centenari, ha fatto tremare il cuore, la vista di quel cimitero di alberi distesi a terra che erano la poco prima a svettare come imperituri ci hanno posto di fronte al dramma di morte e vita nostra dipendente da quella del pianeta. Del pari oggi, si sta ripetendo il dramma degli incendi sia della tundra siberiana che della foresta amazzonica. Anche i mari, gli oceani subiscono contaminazioni, percorsi come sono da navi container di carburanti e altro, possibili a incendiarsi nonché di rifiuti ammassati a rive di paradisiache bellezza. Come restare insensibili , come non interrogare anche l'intelligenza del cuore, quali i sentimenti che muovono a decidere essere il bene che vogliamo per la vita dell'essere umano!! Ognuno di noi è coinvolto in questo decidere drammatico ormai come sembra se di vita o di morte, non più se ricchezza o povertà perché è proprio da questo già deciso che ci troviamo a questi risultati. Siamo e speriamo in quel l'albero verde, ad appendere la nostra preghiera, una preghiera umile con parole formulate da tutte quelle genti che ripongono nell'Altissimola propria speranza e sperano che il grido venga udito e accolto l'SOS dell'umanità sofferente e in pericolo


23/08/2019 00:04 Francesca Vittoria
Le vie del cuore? Questa sera in un canale TV è stato trasmesso un concerto da Vienna....il repertorio di pagine scelte ha fatto dimenticare il caldo fastidioso di questa estate, la musica calamita lo spirito, è emozionante . Alla fine del concerto lo speaker ha precisato che il concerto di una notte d'estate, era stato programmato come messaggio "contro la guerra" Questo intendo è un seguire le vie dove con la mente c'è il cuore.....Il nostro Paese è in panne senza un governo , il Presidente della Repubblica è logico sia preoccupato e manifesta dispiacere per la situazione che si è venuta a creare, con tanti problemi importanti che urge risolvere in tempi stretti, naturalmente perché ha a cuore il bene dei cittadini i problemi dei quali dipendono da quanta responsabilità competenza,e spirito altruistico operano i ministri che presiedono il governo. ,
Il Papà ha a cuore tutti quelli che soffrono, e sono tanti e anche le miserie sono molte, ogni persona ha una propria storia. Se nel fare le cose non vi è un po' di cuore, la cosa è meno bella,
.



21/08/2019 18:07 Ari
Simpatica Maria....siate sale non zucchero...
Mi hai fatto ridere di gusto perché un fondo di verità c'è in quello che dici.



21/08/2019 17:12 Maria
Francesca Vittoria
“ Lei vie del cuore sono tante”
Si ma a attenzione a non fare del Cristianesimo una religione “ va’ dove ti porta il cuore” da libri Harmony e cuoricini.
Gesu’ Cristo non e’ morto in Croce tra atroci tornenti per sentimentalismo, e i primi cristiani e i Martiri non si son fatti impalare e bruciare per dare emozioni a dei cuoricini assetati di emozioni dolci. Il dolciastro il melenso il sentimentalismo nuocciono alla vera spritualita’ , come insegna il grande San Francesco di Sales. La religione Cristiana non e’ sentimentalismo ne’ dolciastro volemosetutt ibene.
Siate il sale della Terra ha detto Cristo . Non lo zucchero della Terra.



21/08/2019 09:03 Francesca Vittoria
Qui si.parla di una lei, bella,giovane,con titoli di studio. Bene, ma non sembra che anche di questo abbia bisogno la Chi.esa di Cristo con tutti i problemi che la società sta vivendo. E che richiedono effettivamente essere ben preparati anche a dare, porgere quel l'aiuto spirituale necessario a dare senso al materiale, distribuire panini senza Vangelo non rimedia lo stato di una persona. Naturalmente sono per una chiesa non tra le mura al chiuso, ma che esce al mattino e torna al chiuso la sera. Penso che così ha fatto Cristo, sempre in strada, San Francesco, Don Bosco, come fanno tutti i giorni le persone che lavorano per guadagnarsi il pane o provvedere ad altre. Occorre anche energia infaticabile alla fatica. Non capisco altro modo per la vita anche dei consacrati, mi pare che in un tempo come questo dove tutto sembra in movimento quasi vorticoso, tanto si è disperso per rincorrere falsi miti, falsi idoli , le cose più importanti delle persone e che quindi sia per questo necessarie quelle figure che si fermano a prendere per mano tutto quel popolo che ha un altro passo, che vive non sapendo quale direzione prendere, che ci viene presentato anche da quei l mondo del giornalismo, a sua volta in altro servizio ma utile. Scoprire appunto anche fatti che altrimenti non riceverebbero la risposta al loro muto SOS,Il pane e il Vangelo sono il mezzo per far rialzare una persona ripiegata su se stessa,, per fare questo ci vuole cuore ma anche intelligenza preparata a essere interprete della Parola, Anche un sacerdote, anche un medico o avvocato sono tutte figure che prendono contatto con le piaghe dell'umanità , in tutte queste professioni il cuore anche entra nel dialogo per questo va la comprensione, per quel spendersi comunque per un prossimo . Professione di fede per Dio mi sembra possa essere anche quella di chi i propri talenti li spende per il prossimo in qualunque parte, campo si trovi ad operare e, io non so vederlo se non all'aperto, verso i propri simili, partendo da quelle madri che dedicano alla missione di crescere ed educare e curare la famiglia, un merito non inferiore ad altri più considerati, perché sono fondamento sicuro della società
La maternità e la paternità sono in ogni donna e uomo, perché tutto è stato messo dal creatore nel cuore di ognuno, e le vie del cuore sono tante tutte quelle che la libertà è il volere induce a seguire.



20/08/2019 14:28 Maria
Per guadagnare tutto bisogna lasciare tutto. Chi non lascia il proprio “ ego” sulle porte del convento inutilmente vi si rinchiude. Se dopo essere diventato Monaco o monaca uno aspira ancora alla gloria e al successo mondano , ( non so suor Cristina) , allora ha sbagliato tutto e mente a se’ stesso.
Chi perde la propria vita per causa mia la trovera’ . ha detto Gesu’ . Ma questa vita mondana e di successonallora bisogna perderla non cercare di barare e cercare di avere sia l’ una che l’ altra, perche’ non si avra’ ne’ l’ una ne’ l’ altra.
Il problema di oggi è del perche’ ci sono cosi’ poche vocazioni religiose e’ che e’ difficile rinunciare al proprio ego, rinunciare ai propri desideri , ambizioni, passioni, ma proprio questo e’ chiesto . Non si puo’ servire due padroni. Non si puo’ essere monaca di clausura e cantante di successo. Non si puo’ voler gli applausi, il successo del mondo e anche la vita dedicata a Dio. Bisogna scegliere. La scelta e’ difficile. Ma chi non sceglie e chi vuol tenere i piedi in due scarpe e’ come chi chiamato all’ amore esclusivo di Cristo si volge indietro. Chi tentenna, chi non e’ capace di fare il salto , chi vorrebbe mantenere le comode gratificazioni del mondo, chi si volge indietro, chi ama il padre e la madre piu’ di Cristo, chi ama il consenso dei contemporanei piu’ di Gesu’ , costui non e’ adatto a fare il monaco o la monaca. La dedizione TOTALE dell’ anima a Cristo e’ tipica dei consacrati: astenersi perditempo e anime all’ acqua di rose.



20/08/2019 13:09 Edoardo Zin
Era l'articolo che desideravo leggere! Da almeno un decennio frequento monasteri sia maschili che femminili. Quando ho bisogno di riposo mi rifugio in queste oasi dove trovo accoglienza, ascolto e condivido la preghiera liturgica delle ore. Ho conosciuto madre Cànopi, la badessa del monastero benedettino dell'isola di San Giulio recentemente scomparsa.Da lei ho appreso che sono numerose le giovani che bussano al monastero lo fanno non per isolarsi dal mondo, ma per aiutarlo a migliorarsi con la loro preghiera. Tre, quattro anni fa entrarono quattro postulanti, di cui tre laureate in medicina. Non c'è tristezza in quei luoghi, ma una letizia che trasuda perfino dai muri! Sono "inutili" queste giovani dedite alla preghiera, al lavoro (ho dato a loro le bozze da correggere di alcuni miei lavori!)? No, rubando un'espressione cara a Giorgio La Pira, direi: "Sono i parafulmini di Dio!", ammesso che Dio si arrabbi (ma non ci credo!).


20/08/2019 10:54 Sara
Dato che oggi eswrre un religioso è vista come una cosa da sfogati, del tipo ti fai suora perché sei brutta e nessuno ti ha voluto, con questi titoli si cerca di far passare il messaggio opposto: non lo fai spinta dalla sfortuna ma anzi proprio perché giovane intelligente e dinamica.
L'intento è apologetico ovviamente ma nemmeno così disprezzabile...



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Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

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