Le domande sul fuoco sulla terra
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 18 agosto 2019
Prestiamo attenzione a non perseguire un clima esistenziale, ecclesiale pacifico ma ‘freddo’ come la morte e a non rifuggire un clima di divisione ‘infuocata’ ma vitale?

Cari lettori, in un tempo di crisi e di frammentazione, difficile da analizzare e, almeno per ora, apparentemente impossibile da sintetizzare, la meditazione personale delle letture domenicali fa spesso risuonare in noi più domande che risposte. Ma, nel momento in cui abbiamo il coraggio di condividere tali domande, scopriamo che esse, oltre ad evidenziare le differenze che ci caratterizzano, sono spesso molto simili, se non identiche, a quelle che risuonano negli altri. Pensiamo perciò che possa essere utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che, a vostra volta, vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla meditazione personale sulle stesse letture. In tal modo, potremmo forse ritrovare le tracce per ricucire le singole differenze e tessere nuovamente, su basi bibliche, quell'universalità, quella 'cattolicità' della fede che oggi molti invocano...

 

La cappella della guerra e della pace, Picasso

***

1^ LETTURA - In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest'uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi». Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell'atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c'era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango. Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c'è più pane nella città». Allora il re diede quest'ordine a Ebed-Mèlec, l'Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia» (Ger 38, 4-6.8-10).

 

GILBERTO: «Geremia finisce in prigione per aver predetto la caduta di Gerusalemme come parte del piano di Dio: siamo capaci di accettare che la "Gerusalemme" che noi abbiamo in testa sia invasa e depredata, come parte del piano di Dio? O anche noi cerchiamo di mettere a tacere coloro che ci chiamano al cambiamento e al rinnovamento interiore?».

 

SERGIO: «Quali parole profetiche possono essere giudicate dal Potere come un male che scoraggia il benessere del popolo e chi combatte in difesa di esso? Abbiamo il coraggio di dire al Potere quanto sbagli nell'infangare, nel mettere a morte queste 'parole'? Chi detiene il Potere ha l'umiltà di riconoscere quanto siano sbagliate alcune sue decisioni mortifere?».

 

SALMO - "Ho sperato, ho sperato nel Signore, / ed egli su di me si è chinato, / ha dato ascolto al mio grido. / Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose, / dal fango della palude; / ha stabilito i miei piedi sulla roccia, / ha reso sicuri i miei passi. / Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, / una lode al nostro Dio. / Molti vedranno e avranno timore / e confideranno nel Signore. / Ma io sono povero e bisognoso: / di me ha cura il Signore. / Tu sei mio aiuto e mio liberatore: / mio Dio, non tardare" (Salmo 39).

SERGIO: «Quanto siamo capaci di sperare in Dio, nonostante i suoi ritardi nell'ascoltare le nostre grida, chinarsi sui nostri poveri bisogni e tirarci fuori dal fango paludoso per curarci e farci camminare sicuri?».

GILBERTO: «La nostra speranza è nel Signore? O in uomini più o meno vicini alle nostre idee che dovrebbero avere il potere di far andare la storia nella direzione che noi immaginiamo giusta?».

 

2^LETTURA - "Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. 
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato" (Eb, 12,1-4).

GILBERTO: «Siamo capaci di vedere pesi da deporre e peccati che ci assediano anche là dove invece immaginiamo sia stata storicamente garantita la fede del passato?».

SERGIO: «Quando ci stiamo perdendo d'animo, per avere la forza di resistere e perseverare, pensiamo a quanto ha sopportato Gesù?».

 

VANGELO - In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera» (Lc 12,49-53).

SERGIO: «Prestiamo attenzione a non perseguire un clima esistenziale, ecclesiale pacifico ma 'freddo' come la morte e a non rifuggire un clima di divisione 'infuocata' ma vitale? Accettiamo che la buona novella 'arda' e faccia ardere', anche a costo di morirne, e perciò sia divisiva, rompa le nostre relazioni familiari, sociali, politiche?».

GILBERTO: «La divisione interna della "famiglia di Dio" sembra sia pensata da Cristo come inevitabile storicamente. Sappiamo leggere in questa direzione e accettarne le condizioni il periodo storico che la Chiesa sta attraversando?».

 

 

 

02/09/2019 16:49 Pietro B
Quando leggo che la prima causa di morte dopo le malattie è il suicidio.. quante ? emergono, specie sull'esempio che diamo noi.


01/09/2019 16:06 Pit Bum
Sempre su bene/male.
C'è qualcuno che ne studia le radici genetiche: Tucci: " I geni del male"
Stamane al Festival della mente a Sarzana.
Conclusione?
L'imprinting genomico che regola l'aggressività riporta a 250 Geni!
Ad es. Il " border line" a migliaia di geni..
Mission Impossible..
( Notizia di ieri: correlazione gay/geni solo x 1%, cioè non esiste.)
Cosa porto a casa:
Che l'etichetta bene/male, tipicamente umana, nasce con l'elaborazione del pensiero ASTRATTO ed è continuamente in evoluzione.
Ho chiesto al Tucci:
Come mai la società non ekabora una sua Etica Laica?
No answer.



23/08/2019 15:41 Pietro Buttiglione
Tanto x completezza di risposta.
SERGIO: «Quali parole profetiche possono essere giudicate dal Potere come un male che scoraggia il benessere del popolo e chi combatte in difesa di esso?>>
Male/Bene secondo il punto di vista.
Nelle realtà di ogni giorno sono sempre mischiati ( non divisibili con un coltello cfr Manzoni)
Molti qui attaccano Francesco xchè parla troppo di sociale, se non di politica.
Mi/vi chiedo: se poi il mondo si facesse catastrofe.. se NON avesse parlato, anzi gridato..ricordate cosa successe ad un altro Papa sulla catastrofe nazista??
E siete tanto sicuri che già oggi non ci siano vere catastrofi in atto?
Proprio perché il giudizio umano su male/bene dipende dal pdv, mi sembra mera conseguenza logica che da quelli che A NOI sembra male ..Lui possa cavarci del bene!
( Cfr il mio incontro con Fabiana..)
Se non fosse così .. che senso avrebbe il
" Sia fatta la Tua volontà?"



21/08/2019 21:55 Pietro Buttiglione
Poche idee ma chiare.
Il Giudizio tra male/bene e' prerogativa esclusiva di Dio.
Purtroppo molti si ergono a Dio, il peccato più grave secondo la Parola ( non ho ancora capito se lei la frequenta, e non mi risponda come altre che è laureata alla Sorbona😂

Il peccato e' sempre riconducibile ad un rifiuto di Dio. Quindi ancora una volta è solo Lui a giudicarlo.

Mi deve perdonare se sembra che mi metta in cattedra, ma lo faccio da cristiano, per aiutarla.
Ad es lei ha una visione dell'Uomo " meccanicistica" alla Isaac Newton, anzi lui la applicava solo in meccanica razionale...😜
E non è solo la chiosa azione/reazione..
È proprio la visione dell'uomo come un burattino sbatacchiato tra forze che lo tirano di qua e di là ( male / bene=Dio molto manicheo, non trova?)
Come vede ci sono punti fondamentali da rivedere.
Le consiglio di ripartire dalla Parola.
E mi permetto di suggerire un tema:
Quale concezione di Uomo ne esce??
Chiedo scusa.



21/08/2019 19:43 Maria
Pietro Buttglione
Che dal male non possa venire il bene e’ esperienza comune. O forselei sostiene che da un omicidio, da un abuso sessuale di un bambino, dalla tortura, dalla sopraffazione puo’ venire il bene? Credo proprio di no . Altrimenti sosterrebbe che da Hitler puo’ venire il bene.
Quello che e’ sempre stato insegnato dalla teologia cattolica e’ invece che: l’ uomo sceglie e fa il male, da questo viene per lui una rovina, una forza negativa., Dio cerca nella sua misericordia di attenuare questa rovina. Se il male’ una FORZAnegativa, Dio contrappone una FORZA positiva che in parte sconfigge ed annienta il male.
E’ come nella realta’ fisica:ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.



20/08/2019 18:03 Pietro Buttiglione
@Maria🙃, strana-mente, mi riscontra.
Tanto x amore della Verità..
1) dal male non..
CHI battezza ciò che è bene e ciò che è male?
Maria forse? Pietro? Quante volte invece è successo che da un evento "male" sia scaturito..
mai sentito di righe storte?
2) ma supponiamo anche, nonostante il suo afflato fideistico mostrato in altro post, che una certa cosa sia definibile come MALE.
Da CHI deriva? Dio si è distratto? Ecco il senso della frase citata ... Che è PAROLA!
Maria sparge veleno sul Zabre, ( cosa concentra la politica? Copia da Salvini??) ma non si accorge di farlo su Dio.



20/08/2019 15:59 Pietro Buttiglione
Chiarisco e correggo il correttore:
CERCASSE e non
"Creasse".
PS
Io NON sono depositario della Parola, che al massimo amo visceralmente e cerco di frequentare.
Segnalo sul male/bene anche Paolo, che viene ben prima dell'Aquinate.
E nn solo.... ma non vorrei fare altri richiami a chi vede solo ....



20/08/2019 14:58 Sara
"Questo, un semplice costituzionalista, che però conosce la Parola."

Sa che la invidio Pietro? beato lei, io da due mesi non vado nemmeno più a messa tanto sono in confusione, dopo la discussione sulla Trinità di qualche tempo fa non riesco più a fare nemmeno il segno di croce.

Beato lei che ha la Parola...



20/08/2019 14:45 Maria
Dio non ha “permesso il male perche’ si creasse il bene”
. Questa e’ un eresia bella e buona e se invece di Zagrebski ( un costituzionalista di area sinistrorsa) il caro Pit Bum studiasse San Tommaso d’ Aquino e la teologia cattolica se ne renderebbe conto.
Dio ha donato all’ uomo il LIBERO ARBITRIO cioe’ la scelta fra il bene e il male , cioe’ non lo ha obbligato a seguire il bene. Se l’ uomo sceglie il male, come spesso accade, Dio puo’ grazie alla Divina Provvidenza , nelle conseguenze di questo male cercare di aiutare l’ uomo a non perdersi del tutto.
Ma dal male in se’ e per se’ non puo’ scaturire alcun bene.Dall’ omicidio dall’ adulterio dalla falsita’ non scaturisce il bene.
Come dall’ albero secco non scaturisce alcun frutto, come ha detto Gesu’ , che nel Vangelo maledice il fico secco,
Caro Pit Bum, la teologia di Zagresbki lascia molto a desiderare ed e’ stolto ignorare la vera teologia cattolica per andare dietro agli opinionisti di Repubblica.



20/08/2019 13:00 Pit Bum
Poco fa su RAITRE Zagrebelsky citava una frase del Primo T.
Dio ha permesso il male perché si creasse il bene.
Questo, un semplice costituzionalista, che però conosce la Parola.



20/08/2019 10:11 Sara
Secondo me non è vero che sono inevitabili, allora la Pentecoste? E poi San Paolo lo dice: dallo Spirito viene la concordia, qualcuno usa lo Spirito come altri la Dottrina cambia il metodo ma sempre uguale rimane.


20/08/2019 10:05 Sara
E poi ripeto: che calore c'è nel non incontrarsi mai? A Emmaus Gesù si fa riconoscere nello spezzare il pane, nel fare un pezzo di strada insieme per rincuorare chi è sfiduciato, quello è cristianesimo per me, non La Parola in solitario usata sempre una clava incomprensibile (perché non si capisce mai a quale libro a quale brano a quale versetto si faccia rifermento) addosso gli altri.


20/08/2019 09:57 Sara
Non è questione di rose e fiori ma di affrontare i problemi con un minimo di criterio e razionalità, come avviene nel resto del mondo.
Non puoi rispondere: è lo spirito santo (esempio) oppure Dio vuole le divisioni e se non sei d'accordo scompari.
Così puoi giustificare qualsiasi cosa.



20/08/2019 08:29 Pietro Buttiglione
Magnifica saggezza&terribile Verità.
La Parola è Vita, vita vera.
Per capire basta un semplice esercizio di discernimento.
Come sarebbe il TUTTO se fosse solo rose&fiori?
Davvero avrebbe "senso" per me, per te?
Quale responsabilità potremmo esercitare??
E la Verità senza la ns ricerca, dovrebbe autoimporsi come automatismo? Senza la nostra adesione personale?
Abbiamo una sola vita da vivere. Sarebbe il caso di chiedersi queste cose.



20/08/2019 07:15 Francesca Vittoria
Eppure oggi la situazione morale così bassa rispetto ai problemi da risolvere richiederebbe davvero un "salviamo Gerusalemme" da parte di tutti quelli che abbiano coscienza. Quel Re ha capito che senza pane non può vivere nessun essere umano. Ha avuto cuore di ascoltare la saggezza indipendentemente dal suo IO avrà pensato fosse importante il bene anche del popolo e che cosa fosse importante in quel momento Rispondendo alla domanda di Sergio: il coraggio, se si è cristiani, bisogna trovarlo di rispondere al Potere di oggi, che si vuole e si crede essere democratico, ma invece dai risultati, appare di altra natura, sopratutto i posti di governo sembrano ambiti come una vincita a una lotteria, uomini che si credono leader si abbassano e parlano come venditori di piazza, usando strafalcioni anche volgari in risposte ad avversari politici, dove non vi è alcuna idea "politica", ma solo soldi, tolti,presi,distribuiti a chi è come. Ma questo non è un parlare da economisti, di p che serve al Paese, ciò che sembra contare a questi presunti leader e stare al posto di comando, altrimenti detto buttare giù chi è seduto a quel posto. E il "popolo" silente guarda a vedere chi vince, o quanto è più furbo e bravo tizio rispetto a caio. Avere potere e...denaro. Per questo è necessario essere come l'Etiope, capire cosa è saggio fare, avere interesse per come sta anche chi ci sta d'intorno, con chi viviamo e del?la società di cui facciamo parte quali i problemi ? Si fa il proprio tornaconto parteggiando per uno di questi "delfini" del potere? Ma non scegliamo secondo Cristo, che ci vorrebbe "fratelli", non che a uno manchi il pane e invece l'altro ne ha da buttare. O che si guardi a un progresso dove non vi è rispetto per la vita delle persone tanto si inquina la natura o si attinge da essa senza avere coscienza che stiamo anche distruggendola per la smania di impadronirci di quello che è sotto terra,che significa più ricchezza, più potere. Per questo le Parabole sono fonte di saggezza, da consultare, ponderare il loro significato che indica la via da seguire. Vivere non per le cose ma per la serenità,la pace, la concordia tra tutti, anziché asfissia dai gas prodotti, e ci sono cittadini che si trovano appunto con questo dilemma"lavorare per vivere o morire per dover lavorare in certe condizioni malsane. Sono tutti problemi di cui nessuno dovrebbe mostrarsi indifferente e pertanto da farci carico in solidarietà con chi ne subisce il peso. Implica che facciamo scelte quando siamo chiamati a indicare uomini di governo che siano lungimiranti, che riflettano i valori che diciamo di professare, con onestà di intenti, con interesse a verità, con aspirazione al bene di tutti, e se siamo cristiani a essere veri credenti.


18/08/2019 19:27 Sara
"«Geremia finisce in prigione per aver predetto la caduta di Gerusalemme come parte del piano di Dio: siamo capaci di accettare che la "Gerusalemme" che noi abbiamo in testa sia invasa e depredata, come parte del piano di Dio? O anche noi cerchiamo di mettere a tacere coloro che ci chiamano al cambiamento e al rinnovamento interiore?».


Ma come si deve rispondere a questa domanda? Davvero Dio se non cambi lascia che una città finisca invasa e depredata? Come Sodoma? Come con i terremoti?

Io non riesco a capire che metodologia esegetica si utilizzi in questi testi.



18/08/2019 19:08 Paola
Credo ci siano due tipi di divisioni: quella che mette un uomo contro l'altro quando si gioca in difesa, per paura della perdita delle piccole sicurezze scambiate per essenziali, e riguarda l'egoismo, e quella che nasce dall'esercizio della libertà, quando non si ha paura di perdere, e nemmeno si vuole vincere, perché nasce dal coraggio e dalla voglia di capire se stessi e gli altri, in questo senso il fine è l'armonia, l'unione, che necessita a volte lo sforzo di dover prendere una direzione contraria, cosa che non è sempre facile...Credo si riconoscano dai frutti, in tutti i casi la volontà di comprendere gli altri aiuta sempre, ed è questo quell'Amore che è l'unico faro da non perdere mai di vista..


18/08/2019 18:21 Sara
"Ma che razza di Cristianesimo sarebbe??" va bbè ma non si tratto di cristianesimo quanto di umanità: se vedi uno in difficoltà cerchi di dargli sollievo, se ci riesci.

Al massimo nei contesti laici non si usa sempre la "coperta" religiosa per mascherare inimicizie e antipatie, si è più sinceri alla fine, nel bene e nel male...



18/08/2019 16:38 Pietro Buttiglione
Il Cristianesimo "è" RIVOLUZIONE.
Ma forse non quella che abbiamo in testa noi.
Fatta di scontri all'arma bianca, di contrapposizioni ViiOLENTE...
Ma che razza di Cristianesimo sarebbe??
DOVE la diversità " cristiana "!!???

Cfr ancora una volta quello scritto usato al mercato di Costantinopoli x avvolgere pesce..
Sapere di Diogneto .. basta?
Leggerlo, capirlo.. basta??
Forse rimurgirginarlo?
Magari meditarlo?
Farne discernimento?
Non basta.

Farne base della vita.
Solo allora forse si capirebbe che il cristiano
"è" e basta.
E lascia agli altri la loro piena libertà, senza costrizione alcuna.
È la forza della Verità che vince.
Da sola.



18/08/2019 14:49 Sara
" clima esistenziale, ecclesiale pacifico ma 'freddo' come la morte e a non rifuggire un clima di divisione 'infuocata' ma vitale"

Non c'è alcuna divisione vitale e infuocata ma al contrario un muro gelido, una parete di incomprensione che rimbalza qualsiasi tentativo di comprendersi.

Del resto lo stesso Papa se fai una domanda non risponde fingendo che non esisti...



18/08/2019 14:39 Paola
Arriva un momento nella nostra vita che abbiamo bisogno di differenziarci, di dividere, per poter scegliere quello che ci sembra giusto da ciò che non ci pare tale, e di percorrere anche strade nuove, isolate, che magari ci oppongono agli altri, per capire chi siamo e migliorarci, per sentire il Fuoco in noi... Ma questa consapevolezza, secondo me, per essere produttiva, non deve essere lo scopo, ma un passaggio verso l'unione vera, quel prisma di cui parla il Papa: unione nella diversità. Finché la mia opinione resta tale e non si confronta con quella degli altri, la divisione che produce non credo sia quella auspicata da Gesù, che ha sempre parlato di amore tra i fratelli, di noi e non di io, anzi di io = noi.


Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it