Nella letteratura
L’Assunta: luce che chiama a vincere il dolore
di Sergio Di Benedetto | 15 agosto 2019
Sappiamo che il dolore c'è, che esiste, che pervicacemente rimane nelle vite degli uomini. Ma oggi, nel centro dell'estate, concediamoci la speranza che ci fa dire con Umberto Saba: «tutto si muove lietamente, come / tutto fosse di esistere felice».

 

È bello che nel mezzo della nostra estate giunga, attesa, la festa dell'Assunta.

È bello perché una festa religiosa, mariana, materna fa da perno al tempo del riposo e dello svago, della tregua e del ritmo lento. L'estate, la bellezza della natura nel suo slancio, della sua forza e grandezza, incontrano la festa dell'Assunta. La stagione celebra la vita, l'uomo si ferma nel mezzo di agosto e gode della festa: festa di un destino personale che diviene meta per tutti. La vita continua, la vita ha un fine, la vita è eterna.

C'è una luce che la natura ci regala in questi giorni, sia nel cielo notturno (le famose stelle cadenti di san Lorenzo), sia nella luce del giorno. Ci è facile, in questi momenti, immaginare «la donna vestita di sole» di cui parla l'Apocalisse, ricordando però che oggi noi celebriamo soprattutto una donna umile, piccola, resa grande dalla potenza dell'amore di Dio, come canta il Magnificat che sta al centro del Vangelo di oggi.

Oggi celebriamo la luce e la vita che scardinano dolore e morte, limite e fragilità.

Sono immagini che mi hanno rimandato a una poesia di Umberto Saba, Principio d'estate, tratta dalla sezione Ultime cose del Canzoniere:

Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;
ogni apparenza t'è contraria. Il sole

indora la città, brilla nel mare.

D'ogni sorta veicoli alla riva
portano in giro qualcosa o qualcuno.
Tutto si muove lietamente, come
tutto fosse di esistere felice.

Regaliamoci, in questo ferragosto che tante nubi addensa sul nostro tempo di uomini, un momento di sguardo libero, di sguardo di speranza luminosa: che siamo al mare, in montagna, in città, a casa nostra. Guardiamo questo nostro giorno con la domanda: «Dolore, dove sei?».

Sappiamo che il dolore c'è, che esiste, che pervicacemente rimane nelle vite degli uomini. Ma oggi, nel centro dell'estate, concediamoci la speranza che ci fa dire: «tutto si muove lietamente, come / tutto fosse di esistere felice».

Maria, l'Assunta, ci aiuti a ricordare che la vita è chiamata a superare il dolore; che «ogni apparenza t'è contraria».

Che bello se potessimo cantare: «il sole / indora la città, brilla nel mare».

Che bello se per un attimo potessimo godere della luce di questa nostra giornata e sentire tutta la forza della vita che si innalza al cielo.

 

16/08/2019 20:07 Francesca Vittoria
Permettete che invece di un commento che si vorrebbe pieno di speranza come la Festa indica, riporti l’articolo letto sul Corriere della Sera , il grido di dolore che Lo scrittore Nicolai Lilin a tutto il mondo perché di tutti e il pianeta nel quale viviamo e tutti subiamo le conseguenze dei danni alla atura gravi come gli incendi., nell’articolo “ I roghi nella mia Siberia e gli uomini che lottano per salvare gli animali-(6 agosto c.m.)
In questi giorni in Siberia più di cinquecento singoli incendi stanno devastando la foresta. Il clima estremamente secco abbinato ai forti venti alimenta la catastrofe, che si configura comunque come esito naturale del riscaldamento globale, tanto discusso quanto snobbato dai potenti del Mondo.In poche settimane abbiamo perso un importante pezzo dei polmoni del nostro Pianeta. I numeri sono così spaventosi da sembrare surreali. Il fuoco ha già distrutto sei milioni di ettari della Taiga, la foresta boreale siberiana. Dieci miliardi di alberi sono stati persi per sempre. Per aiutare Madre Natura a rimediare a questo danno ci vorranno non meno di centocinquanta anni è la morte degli animali, molti dei quali appartengono a specie rare. La scomparsa di queste specie protette, come ad esempio la tigre e l’airone del nord (grus leucogeranus), risulta essere un danno irreparabile. Non da meno, per l’equilibro della foresta, lo è la scomparsa dei semplici roditori, come i topi di campagna o gli scoiattoli. Il complicato ma efficace equilibrio naturale dipende infatti dal ruolo che ogni animale assume nella grande catena della vita. La mancanza di uno degli anelli di questa catena significa il crollo immediato di tutto il sistema, una tragedia senza paragoni, il vero declino della vita.
Anche tanti uccelli non si salvano dalle fiamme: nonostante in caso di pericolo gli uccelli siano avvantaggiati perché possono volare, questo non è sufficiente per farli arrivare al sicuro. Molti di loro, per ragioni di attaccamento al nido e ai propri piccoli, non fuggono dal fuoco, come dimostrano ritrovamenti nei nidi devastati dalle fiamme. I genitori muoiono cercando di proteggere la prole con le ali. Altri volatili come anatre e cigni non fuggono mai dal fuoco da soli, se perdono nel disastro i propri compagni rimangono tra le fiamme a cercarli fino alla morte. Ma anche gli animali sopravvissuti all’incendio rischiano di morire. Le cause principali sono la sete e la fame. In questi giorni si sono già verificati numerosi casi di fuga dalle foreste da parte di animali feriti e sopravvissuti. In diversi luoghi gli orsi hanno invaso in massa i centri abitati nelle vicinanze dei complessi boschivi. In cerca di cibo gli animali divorano gli orti, frugano nei cassonetti dell’immondizia e chiedono addirittura aiuto ai passanti lungo le tratte che uniscono i vari paesi.
Commoventi e strazianti sono le numerose testimonianze di volontari, vigili del fuoco e militari impegnati nella lotta contro gli incendi. Raccontano di animali stremati e feriti così tanto affamati da avvicinarsi agli uomini senza timore, elemosinando cibo e acqua. Un video di alcuni ragazzi siberiani che vengono letteralmente bloccati in auto da un gruppo di giovani volpi ha raggiunto decine di milioni di visualizzazioni sui social, come quello di un gruppo di orsi che chiede aiuto agli automobilisti, alzandosi sulle zampe a bordo della strada. Nonostante l’opinione pubblica internazionale abbia già raccolto diversi milioni di firme per petizioni nelle quali si chiede al governo russo di intervenire per spegnere gli incendi nella foresta siberiana e per aiutare gli animali sopravvissuti, per ora le azioni delle autorità russe rimangono incomprensibili e spesso controproducenti, se non criminali, come ad esempio la decisione presa dall’amministrazione della regione di Krasnoyarsk di sterminare millecinquecento orsi, per evitare che i predatori si avvicinino alle città.Mentre scrivo questo testo mi trema il cuore per l’amara consapevolezza delle dimensioni non come una minaccia, ma come esseri viventi che hanno il diritto di esistere con dignità su questa Terra, amati e rispettati, come fossero nostri fratelli.
In “ Laudato sii al n. 68 leggo “Dt.66,4-&9 Se vedi l’asino di tuo fratello o il suo bue caduto lungo la strada, non fingerai di non averli scorti, Quando, cammin facendo, troverai sopra un albero o per terra un nido d’uccelli con uccellini o uova e la madre che sC’è unata covando gli uccellini o le uova, non prenderai la madre che è con i figli.” Le varie creature, volute nel loro proprio essere, riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell’infinita sapienza e bontà di Dio. Per questo l’uomo deve rispettare la bontà propria di ogni creatura, per evitare un uso disordinato delle cose . Papa Francesco.
Forse serve che si sappia, che si mediti quanto siamo tutti coinvolti anche in questi drammi che accadono solo a qualche ora di aereo, dove non si festeggia una Assunta fatta di sole e di mare. e che di sicuro è addolorata per una Creazione in pericolo di esistenza-. L’uomo che dovrebbe custodirla, coltivarla, sembra invece perfino a una Greta di 16 anni, essere interessato a obiettivi diversi, non in armonia ne al volere divino, ne alla sopravvivenza del genere umano. Del Signore è la terra e quanto in essa contiene…siamo ospiti, non padroni e pertanto . dobbiamo rendere conto.



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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
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