Il beato Paolo Manna e il Sinodo per l'Amazzonia
di Roberto Carrasco | 17 luglio 2019
Un grande missionario proclamato beato da Giovanni Paolo II già novant'anni fa scriveva: «Spogliare per quanto è possibile la religione cristiana dalle sue forme occidentali non necessarie e rivestirla in ogni Paese di forme indigene...»

Visitando Catania, ai piedi del monte Etna, qualche settimana fa guardavo attentamente come il vulcano non è solo un fenomeno naturale che rimane attivo, l'Etna è veramente il protagonista di una lunga storia che coinvolge a tutta l'Italia. Quando ci fermiamo di fronte all'Etna, anche solo per un attimo e lo guardiamo con attenzione, possiamo sentire che l'attività vulcanica aspetta il momento opportuno per esplodere, come lo ha fatto tante volte.

L'Etna è un simbolo in questa regione italiana. L'Etna potrebbe rappresentare un segno, che annunzia un cambiamento, se ci fermiamo a riflettere che cosa stiamo facendo con il nostro pianeta. L'Etna è un segno che rappresenta quel grido profondo della Casa comune, che soffre a causa dell'intervento umano cattivo, che pensa solo allo sfruttamento di risorse, per il beneficio di pochi. Dobbiamo fare attenzione a questo fumo bianco, che sale verso le nubi, consegnandoci un sublime messaggio dall'interno della natura.

Sono venuto a Catania con la comunità missionaria del Pime (Pontificio Istituto Missione Estere) e un bel gruppo dei laici, che fanno un percorso formativo per poi andare in missione. Ho parlato dell'enciclica Laudato Si', e abbiamo condiviso il tema: "Il grido dell'Amazzonia", tema centrale, che ha coinvolto tutti noi.

In questa comunità dei missionari, ho trovato padre Giuseppe Filandia, con il quale ho parlato dell'argomento cui i media europei hanno dato spazio, due settimana fa, all'interno del contesto che vive la Chiesa cattolica, che si prepara al prossimo Sinodo sull'Amazzonia (Roma, 6 - 27 ottobre 2019). Infatti, il punto di scontro è proprio il numero 129 dell'Instrumentum Laboris, che nel secondo comma, dice: «Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana».

Padre Giuseppe Filandia, un missionario siciliano che ha avuto una bella e lunga esperienza missionaria - più di 25 anni - tra i popoli indigeni "Dall'Amazonas alle Barriere Coraline", come titola il suo libro (Book Sprint ed., 2017), mi diceva che il beato Paolo Manna, nel 1929, mentre era Superiore generale del PIME, aveva scritto un promemoria provocatorio per Propaganda Fide. Lo scrisse dopo un lungo viaggio attraverso le missioni in diversi continenti. Lo scritto si intitola "Osservazioni sul metodo moderno di evangelizzazione" e chiede cambiamenti rivoluzionari nel "metodo di evangelizzazione", appunto. Vi si legge: «rifiutare l'occidentalismo, liberarsi dalla protezione interessata delle potenze occidentali, educare i sacerdoti locali, secondo programmi diversi da quelli usati in Occidente; abolire il latino e il celibato per favorire una maggior partecipazione degli indigeni al sacerdozio nelle missioni, consacrando i migliori catechisti dove mancano assolutamente sacerdoti».

Veramente, sono rimasto sorpreso di trovare questa lettera scritta dal beato Paolo Manna. Un visionario e un precursore della missione della Chiesa. Conosciuto come "un Santo seccatore", "un missionario scomodo", "un temerario", "il Cristoforo Colombo della nuova cooperazione missionaria", "uno dei più efficaci promotori dell'universalismo missionario nel secolo XX", senza dubbio, un sacerdote con una straordinaria passione per la missione nella Chiesa.

Per il beato Paolo Manna, sottolinea Giuseppe Filandia, «il punto principale della missione era proprio aiutare questi popoli a conservare la propria identità. Gli africani, africani! Non occidentalizzati! Non portiamoli in Italia per far perdere la cultura, il senso africano. I cinesi specialmente. Perché c'è stato il fallimento del culto cinese? Perché i missionari volevano creare missionari a propria immagine e somiglianza, ciò occidentalizzati. E padre Manna si è reso conto che queste cose non aiutavano assolutamente la propaganda missionaria di evangelizzazione, ma addirittura erano e sono di ostacolo... La mentalità nostra era di formare sacerdoti secondo la nostra cultura, la nostra educazione, i nostri insegnamenti. Padre Manna diceva: che cosa pretendete da questi africani, da questi cinesi? Che insegnino latino o materie che non hanno niente che vedere con la loro cultura e con la loro evangelizzazione? Quindi, non soltanto il latino, ma anche la filosofia, cioè quel curriculum di studi occidentali, dovevano essere aboliti per dare spazio alla cultura locale, in modo da formare sacerdoti per il loro popolo: essere sacerdoti, conservando la propria cultura. Manna parla anche di celibato. È chiaro: Padre Manna è un santo, quindi crede al celibato, crede nella consacrazione totale a Gesù, ma pretendere, che questi popoli vivano il celibato come lo vogliamo noi, era realmente un impedire a molti giovani di diventare sacerdoti. E se lo diventavano, vivevano, purtroppo, una doppia vita morale. E questo logicamente non aiuta l'evangelizzazione, non aiuta la santità dei preti, ma è un vero ostacolo».

Alla fine dell'intervista, padre Giuseppe Filandia aggiunge: «Dopo cinquanta anni di missione in Brasile e in Papua, posso assicurare che, continuando con questo stile di formazione dei preti locali, noi stiamo sbagliando. Bisogna parlare del celibato come da un modo per donarsi totalmente a Cristo, ma non tutti, anzi la maggior parte, non si sente di seguire Cristo attraverso un cammino, che è una legge umana. Cristo non ha niente a che vedere con il celibato. Sì, lui ha dato un consiglio, che resta un consiglio. Ma penso che Gesù oggi voglia i suoi sacerdoti consacrati per il popolo, secondo la loro cultura, secondo le loro tradizioni, in modo da essere persone in mezzo al proprio popolo, accettate dalla propria gente».

Dunque, avendo vissuto questa esperienza in Sicilia, insieme a questa comunità missionaria, rimane in me quell'immagine dell'Etna, quel fumo che continua a salire verso il cielo. E intanto mi domando: cosa c'è nel profondo di questo vulcano che nessuno può vedere, ma è capace di far tremare tutta questa regione dell'Italia? Che tipo di energia, forza, vitalità, vigore è questa?

 

 

27/07/2019 02:44 Francesca Vittoria
Aggiungo, che se la Chiesa cattolica, apostolica ha avuto vita dal Maestro così come Lui era, e che nel corso dei secoli, malgrado tanti peccatori ma anche santi Sacerdoti del Dio cui ci rivolgiamo, l'impegno al servizio abbia richiesto sacrifici, forse proprio questo la rende luce, non soltanto messaggera della Parola. Se invece le condizioni del terreno in cui la Parola là si vorrebbe radicata non è detto che che produrrebbe frutto. Siamo nella stagione del raccolto, e il contadino oggi avvalendosi della ricerca scientifica, e in grado di avere frutta con certe caratteristiche che moltiplica il raccolto è il suo commercio. Ma questo suo frutto ha perso molto di certe caratteristiche originali, ha perso nel gusto, nel profumo che erano , diversi per ogni pianta, i suoi pregi originali si riducono a vantaggio di un aumento del raccolto. Questo frutto oggi non è buono neppure ad essere conservato neppure in conserva.
Altro pensiero circa la Chiesa che tanto si pensa fatta a nostra immagine, quale cambiamento migliore potrebbe venire alla nostra società, forse che dotati i suoi sacerdoti di strumenti di comunicazione è migliorato il messaggio? Non si torna sempre a dare fiducia alla Parola gridata da una finestra? L'esempio di quel Sacerdote che conduce una vita Santa? Cristo è venuto per cambiare tutto quello che tratteneva l'uomo dal diventare uomo per la vita eterna. Ci sono laici che Vivono il celibato, Dio aiuta. Ciò che sta avvenendo sia nella nostra società ricca millenario sapere, si riscontra un allontanamento dell'uomo da un interesse per Dio, è una scelta della volontà . È' la Parola così come è stata proferitache salva, che sa fare miracoli



25/07/2019 09:35 Sara
Ops: per abolire il celibato...


25/07/2019 09:32 Sara
" L'idea è avvicinarsi alla realtà amazzonica per capire che è una realtà locale che cerca delle risposte alla sua realtà."

Questo è buono, però non so quanto possa essere utile all'occidente. Insomma è evidente che abbiamo situazioni diverse, vite diverse, problemi diversi. Usare il sinodo dell'Amazzonia per introdurre il celibato secondo un'agenda vecchia ormai di decenni sa un po' di mezzuccio.

Si facesse questo vaticano III apertamente se devi attaccarti a tutto per giocare al Concilio. Si decide una volta per tutti e poi per i prossimi 50 anni si lavora per attuare.

Così sembra la tela di Penelope....



24/07/2019 21:58 ROBERTO CARRASCO ROJAS
Condivido con voi queste parole:

“Il Sinodo serve ad individuare nuovi cammini”
Il cardinale Hummes, in un’intervista a La Civiltà Cattolica (13 maggio) premette: «Non c’è bisogno di un Sinodo per dire il già detto – Il Sinodo serve per individuare nuovi cammini quando se ne avverte la necessità. Abbiamo un grande bisogno di nuovi cammini, di non temere la novità, di non ostacolarla, di non fare resistenza».

Sara scrive "adesso è difficile capire da lontano cosa è amazzonico e cosa non lo è".
Penso che qui è la chiave per capire un po' il proposito di questo Sinodo. L'idea è avvicinarsi alla realtà amazzonica per capire che è una realtà locale che cerca delle risposte alla sua realtà. Questo è una pratica della Chiesa fin dal inizio. No si tratta si pensare che tutto ciò che si vive là, è folcloristico. Penso che si riusciamo a conoscere la proposta che la Chiesa Amazzonica porta in questo Sinodo, è possibile aprirci al obiettivo, Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale.

Possiamo trovarlo in https://it.aleteia.org/2019/05/13/cardinale-hummes-sinodo-amazzonia-viri-probati-nuovi-modelli-sacerdotali-pastorali/



23/07/2019 17:49 pit bum
Segnalo la petizione avaaz:

https://secure.avaaz.org/campaign/it/amazon_apocalypse_loc/



20/07/2019 05:08 Francesca Vittoria
Ma penso che Gesù voglia oggi sacerdoti consacrati per per il popolo, secondo la loro cultura"...... Eppure da 2000 e più anni il Vangelo è arrivato fino ai confini della terra da sacerdoti come Joseph Freinademetz, con nel cuore di essere missionario . Nato a Oies nel 1852 nell'alta Val Badia ,Dolomiti , da famiglia religiosissima, va in Cina dove si è identificato così tanto con la comunità locale da darsi un nome cineseFu Shenfu(sacerdote della felicità, oltre che assumerne completamente lo stile di vita. "io amo la Cina è la sua gente e vorrei morire mille volte per loro. E tra loro essere sepolto.." Infatti nella sua casa natale c'è una stanza dove la sua statua lo rappresenta come personaggio cinese, Venerato come santo dalla Chiesa cattolica da Giovanni Paolo ll nel 2003 , la sua casa e metà di pellegrinaggi. "Affronto difficoltà di ogni tipo, la lingua, la cultura, la povertà e la scarsità di mezzi, la diffidenza dei cinesi verso "il diavolo straniero" l'incomprensione e la derisione per i suoi modi semplici e ingenui.Inizio a formare laici cinesi perché lo aiutassero. Scrisse anche un libro di catechismo in cinese....
Se tutto questo è stato raggiunto vuol dire, a mio modesto parere, che non è da cambiare ciò che la Chiesa chiede per essere sacerdoti di Cristo, anzi, il dedicarsi completamente al prossimo richiede il ...lasciare tutto ...come in tante parti del Vangelo viene riportato. Del resto , mi pare che a rendere santa la persona anche qualunque, sia l'abnegazione del suo operato riferito a Cristo, e questo non è scevro da sacrifici, che si fanno per Amore. Giovanni Paolo ll ha detto" noi parliamo della nostra realizzazione, ma il cristiano deve pensare alla realizzazione di Cristo. La Chiesa chiama i santi "amici di Dio" Un proverbio latino dice"l'amicizia e volere e non volere le stesse cose" Giuseppe Freinademetz ha vissuto questa amicizia, Egli volle ciò che voleva Cristo e non volle ciò che era inconciliabile con la volontà di Dio.



18/07/2019 16:45 Pietro Buttiglione
Non c'è di che. Svicolare.. sempre! Entrare nel merito, argomentare sulla base di quello scritto mel msg base..
Troppo fuori std!



18/07/2019 15:22 Sara
"Padre Giuseppe Filandia, un missionario siciliano che ha avuto una bella e lunga esperienza missionaria - più di 25 anni - tra i popoli indigeni "Dall'Amazonas alle Barriere Coraline", come titola il suo libro (Book Sprint ed., 2017), mi diceva che il beato Paolo Manna, nel 1929, mentre era Superiore generale del PIME, aveva scritto un promemoria provocatorio per Propaganda Fide."

Se va bene il 1929 perché dovrebbe dovrebbe andare male il 1955? Il crudo e il cotto in ogni caso è del '66 Antropologia strutturale del '78.

Altre obiezioni?



18/07/2019 14:48 Pit Bum
The best of CLS
Tristi tropici
Data 1955
Sarà mica ora x up to date??



18/07/2019 12:44 Sara
"Sara’ Il top del top del modernismo! Nella Foresta Amazzonica!"

Detta nuda e cruda è così. Oh, almeno io ho letto Levi Strauss e i miti Bororo qualcosina,ina,ina conosco..

Mi fa solo strano che un modello quasi tribale diventi il non plus ultra per chi vuole il sol dell'avvenire...



18/07/2019 12:35 Maria
Beh pensate che stranezza i cattolici della Foresta ’ Amazzonia , se vanno a buon fine tutte le riforme invocate da questo Sinodo, preti sposati, donne prete, assoluta creativita’ “ locale” e folcloristica delle celebrazioni liturgiche, sara’ La Chiesa piu’ moderna e progressista al mondo! Sara’ Il top del top del modernismo! Nella Foresta Amazzonica!
Si dovra’ andare in Amazzonia per vedere tante novita’ tutte in una volta! Nel cuore della foresta di terranno corsi di ecclesiologia a cui saranno obbligati a partecipare le chiese piu’ vecchiotte e tradizionaliste, che so tipo la Polonia o l’ Ungheria??..
Come dite?ma no, ben presto cio’ che verra’ deciso per l’ Amazzonia sara’ possibile dappertutto, preti sposati, donne prete, folclore e balli tribali nella liturgia?
Ma se e’ cosi’ e se gia’ hanno queste intenzioni, e’ davvero strano come dice Sara, che sia tirata in ballo l’ Amazzonia. Se i vescovi tedeschi e belgi e olandesi vogliono queste riforme , preti sposati, donne prete, folclore locale nella liturgia, perche’ tirare in ballo la Foresta Amazzonica? Non era meno ipocrita indire semplicemente un Sinodo per le riforme moderniste nella Chiesa universale?



18/07/2019 11:01 Sara
Mi sembra strano il fatto che un argomento così particolareggiato(l'Amazzonia è forse la terra più lontana che ci sia dallo stile di vita occidentale) riscuota interesse così elevato proprio in occidente:


https://www.interris.it/religioni/svidercoschi--il-sinodo-pu-essere-un-nuovo-concilio

Perchè un concilio proprio dall'Amazzonia? E' strana questa alleanza tra una Chiesa locale molto particolare come stile di vita e la parte più occidentale della Chiesa cattolica,
Come Bergoglio che appena arrivato in Italia ha fatto subito amicizia con la Bonino.

Non mi sono mai riuscita a spiegare il motivo di questa strana alleanza. Forse perchè anche il decolonialismo in fondo è un costrutto occidentale (Focault Said...)? Non so, è strano e basta.



18/07/2019 08:20 Pietro Buttiglione
Connettevo riflettendo

Sinodo/metodi/annuncio ai GIOVANI.
OK.
Ma non potremmo guardare all'universo dei giovani con lo stesso approccio di Paolo Manna??
Ci siamo dimenticati completamente il..
Farsi TUTTO a tutti, fuorché...???



17/07/2019 23:50 ROBERTO Carrasco Rojas
Che cosa ti sembra strano???
Ti invito a leggere il documento di lavoro. Possiamo trovare di più che di solito conosciamo.



17/07/2019 11:46 Sara
Secondo me è occidentale sia il celibato sia la lotta per toglierlo.
Per adesso è difficile capire da lontano cosa è amazzonico e cosa non lo è.
Un sinodo strano, vediamo un po'....



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Roberto Carrasco

Sono Roberto Carrasco, OMI. Missionario tra i popoli indigeni nell'Amazzonia peruviana. Faccio il giornalista. Mi piace scrivere e condividere dell'esperienze e riflessione in questo blog www.eltrochero.com/ (spagnolo) e robertocrblog.com/ (italiano). L'interculturalità è una grande sfida, oggi. 

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