Robe di Ro.Be
"Restiamo cristiani"
di Roberto Beretta | 09 luglio 2019
Davanti a qualunque evento della storia ci possono sempre trovare argomenti per giustificare "cattolicamente" l'una scelta e anche il suo opposto. Ma nel fondo della coscienza non ci sono scappatoie retoriche o ideologiche per sfuggire alla domanda: sono stato davvero cristiano?

«Restiamo umani». Anzi meglio: «Restiamo cristiani». Stavolta il mio parroco ha avuto coraggio: perché ce ne vuole per tracciare questo invito in calce al foglietto parrocchiale in un paesone della Brianza catto-leghista, con tutta la polemica e la divisione ecclesiale interna generata dalla questione migranti...

E mi ha fatto riflettere. Infatti, se lo slogan del rimanere umani ha fatto la sua fortuna in ambiente laico durante varie recenti emergenze (appunto umanitarie), questo del mantenersi cristiani - apparentemente restrittivo quanto a platea di destinatari - per noi suona invece ancora più esigente e dunque forte, impegnativo.

«Restiamo cristiani»: perché in verità non lo si è una volta per sempre, non bastano neppure un battesimo e la regolare pratica liturgica ad esserlo davvero - come ben sappiamo. Più che "cristiani praticanti" bisognerebbe essere tutti e sempre "praticanti cristiani": cristiani "che fanno pratica", che tentano di essere coerenti al Vangelo.

«Restiamo cristiani»: perché il rischio di non esserlo con e nella vita, se siamo onesti, sappiamo di correrlo ogni giorno. Forse è anche per questo che ci aggrappiamo con tanta furia alle etichette di ortodossia, ai simboli religiosi, alle pretese di immutabilità (applicate non solo alla dottrina), all'obbedienza a prescrizioni religiose che "più sono rigorose meglio è": come se bastassero a "garantire" la nostra permanenza nel messaggio di Cristo.

«Restiamo cristiani»: perché il desiderio profondo è appunto quello di "restare", cioè dimorare, abitare in un modo di essere radicalmente diverso da quello spesso cinico e impietoso che troppe volte vediamo espresso nella società in cui viviamo e che in fondo non ci piace. Vorremmo essere migliori ma non ne siamo capaci: per questo forse siamo tanto arrabbiati.

«Restiamo cristiani»: perché ci accorgiamo che in realtà stiamo diventando lentamente ma inesorabilmente altro. E non in quanto la cultura, la politica, la morale, i costumi si allontanano di fatto dai cosiddetti "valori" cui la tradizione ci aveva un po' pigramente abituato; piuttosto perché non vorremmo affrontare la responsabilità (che pure ci spetta) di ricollocare il messaggio evangelico nel mondo d'oggi con coerenza ma anche con libertà.

«Restiamo cristiani»: semplicemente cristiani, senza pretendere di essere ancora di più, magari dei super-cattolici depositari indiscussi di una verità indiscutibile, ma neppure di meno, gente cioè che si sottrae a un'identità esigente e a una testimonianza faticosa.

«Restiamo cristiani» dunque. O magari continuiamo a diventarlo.

 

 

11/07/2019 04:01 Francesca Vittoria
Comunque siamo tutti chiamati a essere cristiani degni di questo nome. Ci troviamo a dare il nostro assenso e diniego a importanti temi che ci riguardano tutti, a vedere se nel l'operato dei nostri governanti sono salvaguardati quei principi di umanità nei confronti di chi è in pericolo di vita, di chi ha diritto a guardare con serenità il futuro, di chi ha bisogno di sostegno. Sanità, ospedali, scuole, servizi efficienti per tutti senza diseguaglianze.e queste se esistono, occorre intervenire. Pensare a cosa significa bene "comune," che non corrisponde a interesse esclusivo, personale, ma a farne parte. Si dovrebbe mirare a costruire, ripristinare ciò che è utile, vitale per l'essere umano. È' tempo di guardarsi intorno perché il clima è impietoso, se un fiume straripa, o un fuoco brucia, la calamita tocca tutti,c'è differenza tra acquistare ciò che fa bene alla salute e invece ciò che la mina. Siamo tutti responsabili se vengono approvate leggi che corrispondano al bene comune. "Il sacro Verbo mai non tradir" conta essere uomini di pensiero perché è da questo l'uso sagace delle invenzioni, che altrimenti tutto si ritorce contro. Se ci sono persone che fuggono da lager, vuol dire che neppure le guerre servono a ripristinare ciò che è stato fatto prima perché non dovesse succedere ancora. Quindi Giustizia e Pace sono ancora mete da raggiungere e da cristiani siamo chiamati a questi valori per noi è per chi dobbiamo avere cura. Se crediamo che il Pastore sia il Papa, la sua Parola non è di Francesco ma del Cristo , per cui non è da confondere con quella di altri che parlano per se stessi, e non vi è verità in quello che dicono perché non ne danno testimonianza. Credo che essere cristiani questa cultura che dilaga nel dire e nel fare, aiuta non poco a discernere ciò che è bene da ciò che è male, e per questo abbiamo responsabilità per quanto si decide sulla società tutta. Per questo serve pregare il Salvatore, perché non perdiamo Il senno cristiano


10/07/2019 05:22 Francesca Vittoria
Giusto, perché restare cristiani? Per tutte le buone ragioni qui elencate, anche, aggiungo di mio, perché conviene, perché è per il nostro bene, sì da un senso alla vita, perché agendo nel modo che ci è possibile(con virtù e imperfezioni è tutto quanto siamo) , comunque qualcosa di bene si offre alla società in cui viviamo. Certo, stiamo perdendo qualcosa se nell'atrio della stazione, oggi c'erano due soldati con tanto di arma funzionante all'occorrenza, e passando loro davanti mi è venuto di dire, ci date sicurezza. Se fossimo con meno problemi, basterebbero una presenza diversa, più attenta ai bisogni del cittadino, al soccorso, Fa piacere per esempio anche solo lo scambiarsi un "buongiorno" , consuetudine sparita, neppure a uscire di chiesa se non vi è instaurata conoscenza reciproca. Il Santo Padre quando si comminata la domenica, a mezzogiorno , dice buon pranzo" , questo lo fa sentire vicino alla porta di casa di ognuno, un " ti vedo" lavoro per te. Per voi, per tutti. e noi lo capiamo dal Suo fare, non va soltanto dove lo aspettano, vuole entrare nel quotidiano sconosciuto, tocca con mano il punto dolente . Cristo per farsi conoscere e dare testimonianza di se, del Padre, toccava la malattia, guariva il povero. Il Papà nel' intercedere per ogni male che la società è in sofferenza. Stimola, dà l'esempio a essere cristiani praticanti. Una Chiesa presente, aperta, funge anche Ella da guardiano al soccorso, al bene, nelle comunità, ; se si ricorresse di più a lei piuttosto che alle forze dell'ordine, non ci sarebbe bisogno di inventare sempre nuove leggi, che poi si rivelano insufficiente rimedio. . Cristiani lo si può diventare, tutti i giorni, come certe madri di cui conserviamo caro ricordo, al figlio che usciva di casa dicevano" mi raccomando fai il bravo" che voleva dire tutto quanto si aspettava di buono da lui! .Qualche decennio fa, in montagna, passando per sentiero mi sono trovata a salutare e parlare con una abitante li, la quale aveva molti figli, e si mostrava preoccupata per quanto veniva trasmesso in TV, per l'abitudine al troppo bere di certi villeggianti e il figlio la rassicurava che nel suo bicchiere metteva acqua! Oggi abbiamo psicologi ad ammonire e informare di danni alla salute se non si ha attenzione all'uso dei cellulari.


09/07/2019 12:31 Sara
Domenica sera siamo andati nella chiesetta dove andiamo d'estate, piccolo piccola sul Lungomare, le persone fuori e in piedi con i bimbi nei passeggini e i cani.
C'era una coppia di carissimi amici con la figlia, abbiamo sentito la messa insieme, ci siamo presi per mano al padre nostro, scambiati il segno di pace, siamo rimasti per un po' e ripartiti insieme in bicicletta.
Il sacerdote ha fatto lo stesso discorso, dovrebbe essere tutto semplice e invece vai a capire perché complicarsi sempre tutto quanto.



09/07/2019 08:19 Pietro Buttiglione
Tante Persone, specie donne, vissute fuori da ogni riflettore. Con un solo mantra:
Sia fatta la Tua volontà, o Signore!
Ci verranno anche adesso, ma sicuramente una volta erano di più..



09/07/2019 07:26 Paola
Ma lo siamo mai stati?
Visto come è sempre andato il mondo, qualche dubbio viene...



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