La fuga dei cervelli ecclesiale
di Roberto Beretta | 02 luglio 2019
Sulle persone molto vicine all'istituzione religiosa e senz'altro interessate ad approfondire ulteriormente il loro cammino cristiano, ma altrettanto deluse dallo stile e dalle proposte offerte dalla Chiesa

«Quando entro in una chiesa, provo un senso di oppressione. Sento un peso quasi fisico che mi schiaccia». «Sono annoiato dalla dottrina. Sono ispirato invece dai tentativi (magari imperfetti o rischiosi) di vita evangelica». «Provo irritazione e rifiuto verso lo stile apologetico, quello che vuole salvare sempre la posizione ufficiale: la grazia non ha bisogno di essere difesa ma riconosciuta».

Dichiarazioni raccolte di recente, in tempi e ambienti diversi, da tre persone molto vicine all'istituzione religiosa e senz'altro interessate ad approfondire ulteriormente il loro cammino cristiano, ma altrettanto deluse dallo stile e dalle proposte offerte dalla Chiesa. Ed è interessante notare che tutt'e tre non esprimono ribellione o rifiuto, tanto meno violento come sarebbe magari avvenuto negli anni Settanta, ma semplicemente noia, disillusione, tristezza.

E' così in effetti: la Chiesa italiana (ma forse potremmo estendere il giudizio all'Occidente) fa ancora tante cose belle e meritorie - basti pensare all'opera educativa per milioni di giovani, alla carità verso tantissimi poveri, all'attuale attenzione ai migranti - però non riesce a suscitare non dico entusiasmo o passione, ma neppure guizzi di curiosità o spunti creativi, un interesse insomma davvero vitale.

A parte il deprimente clima culturale in cui annaspiamo, infatti, bisogna dire che il mondo ecclesiale e il clero si trovano stretti tra un visibile calo e invecchiamento dei praticanti, la perdita di autorevolezza e di primato sociale, l'aggressione spavalda di un formalismo tradizionalista che rivendica per sé ogni rappresentanza del "vero" cristianesimo, una forte spaccatura ideologico-politica dei credenti (che si riverbera fatalmente anche sui contenuti della pastorale).

Tutti elementi di crisi, di fronte ai quali la proverbiale moderazione cattolica ­- per non dire attitudine al compromesso - non sa reagire se non richiudendosi ancor più in se stessa e cercando di conservare lo status quo numerico e dottrinale, rimandando ogni "rischiosa" innovazione ma allontanando così tutto quanto potrebbe accendere qualche scintilla di attenzione e d'interesse negli spiriti più inquieti e cercatori. Giovani in primis.

Direi insomma che c'è una «fuga dei cervelli» anche dalle chiese: magari metaforica, perché alcuni ­- tra rassegnazione e cristiana pazienza ­- rimangono comunque fedeli a una partecipazione, seppur minima, alla vita ecclesiale. Ma sentono che i loro talenti lì non hanno spazi per manifestarsi, che la loro ricerca si esaurirebbe in un vicolo cieco; a volte si sentono persino umiliati nelle loro capacità.

E allora, non volendo suscitare polemiche o gestire "rivoluzioni" nelle rispettive comunità e tuttavia ostinati nel non cedere alla pigrizia e alla noia dell'abitudine, con una certa malinconia preferiscono rivolgersi altrove: dove potranno esprimere più liberamente e magari gioiosamente il proprio desiderio di costruire qualcosa di bello e di utile.

 

 

09/07/2019 12:57 Anna Anna
Ho letto solo qualche commento, in tutti c'è una parte condivisibile, ma c'è una cosa che mi colpisce particolarmente dell'articolo:
«Quando entro in una chiesa, provo un senso di oppressione. Sento un peso quasi fisico che mi schiaccia»
Provo pena per questa persona, personalmente ho un'esperienza diversa: quando sono in ferie e giro per il mondo, se riesco a trovare una Chiesa aperta e vedo il Tabernacolo con una luce rossa vicino, mi sento felice.
In quanto ai sacerdoti sono uomini con tutti i loro pregi e i loro difetti però, invece di concentrarci sulle mancanze e sui difetti sarebbe sempre bene ricordare che il Signore li ha scelti. In quanto all'omelia può essere più o meno stimolante ma non è certo quello il centro della Messa. Fede e Chiesa sono due facce della stessa medaglia: la nostra fede, che è imperfetta e la Chiesa, che è fatta di uomini e quindi è imperfetta, l'importante è avere chiara la direzione dove camminare e non perdersi nei personalismi.



09/07/2019 10:11 Teresa
Arrivo ultima ( per ora..) e leggo tanti commenti . Leggendoli mi viene da pensare a cosa " vogliamo" dall'essere cristiani . Personalmente desidero solo che coloro i quali sono preposti alla " cura pastorale" dei territori, offrano con competenza e preparazione la Parola di Dio. Non desidero altro. Viverla poi , sarà compito mio.

Avverto spesso l'insoddisfazione di molti preti . Mi chiedo , però , perchè siano tanto insoddisfatti . Forse perchè vorrebbero più successo ? Forse vorrebbero più riconoscimenti ? Forse , pure loro frastornati da mille piccole realtà che "seducono" ma non soddisfano ?

Di preti entusiasti della Parola , con l'unico desiderio di condividerla e viverla con altri, ne vedo pochi , ma quei pochi vi assicuro non sono nè annoiati, nè stanchi .

Abbiamo un compagno e maestro meraviglioso , papa Francesco ! Solo ascoltandolo e guardando come vive non ci sfiora il desiderio della noia .....forse ci può essere il dispiacere di non essere alla sua misura . Ma questo è altro discorso , ciascuno ha la propria di misura , quella di altri serve solo da stimolo ......Grazie !



08/07/2019 23:44 Roberto Beretta
Caro g., esprimere opinioni anche fortemente dissenzienti è sempre legittimo. Insultare no:ci sono già abbastanza luoghi social dove farlo, qui lo stile vuol essere diverso. Insultare da anonimo, poi, ha anche sapore di facile pugnalata alle spalle


08/07/2019 21:31 g.
L'ultimo cervelloo in fuga è quello di quel c...one di parroco della provincia di Pavia che ha programmato un messa per la pulzella Karola.
Finchè ci saranno questi idioti le chiese saranno sempre più vuote.



08/07/2019 19:22 g.
«Quando entro in una chiesa, provo un senso di oppressione. Sento un peso quasi fisico che mi schiaccia». «Sono annoiato dalla dottrina. Sono ispirato invece dai tentativi (magari imperfetti o rischiosi) di vita evangelica». «Provo irritazione e rifiuto verso lo stile apologetico, quello che vuole salvare sempre la posizione ufficiale: la grazia non ha bisogno di essere difesa ma riconosciuta».

Scusate ma questi che chiese frequentano? Dottrina? Apologia? Ma che cavolo dicono. Se uno entra in chiesa sente solo parlare di immigrati, di islam, di bergogliate varie.
Una chiesa che balbetta di fronte all'aggressività islamica e delle sette evangeliche. Una chiesa ubriacata dal terzomondismo dell'attuale papa... ma di cosa stiamo parlando? E' una chiesa che non ha più nulla da dire: se voglio sentire l'ideologia delle ONG vado dagli originali non da quelli che li scimmiottano. La fuga dei cervelli che vedo è quella nei pastori: il loro cervello è fuggito in Argentina.



05/07/2019 14:36 Francesca Vittoria
E se ci mettessimo dalla parte del clero? Che si è impegnato con uno stile di vita, obbedienza alla loro missione, a essere osservanti di quanto il loro ministero richiede, fedeltà, ai riti che devono essere identici nord-sud-est-ovest del pianeta, e sopportare regole che ogni istituzione religiosa ha al suo interno, le confessioni dei fedeli, da ascoltare, a usare quella comprensione e misericordia che superano giustizia e condanna. Leggo, Gesu Dice Voi scrutate le Scritture pensando di avere in esse la vita eterna, .......Ma voi non volete venire a me per avere vita......Io non ricevo gloria dagli uomini. non ricevo testimonianza da un uomo, ..... le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre. Mi ha mandato.Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce, ne avete visto il suo volto, e la sua parola non r immane in voi; infatti non credete a colui che mi ha mandato. ...Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. È come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio.. Se infatti credeste a Mose, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potete credere alle mie parole?...
Dal Vangelo di Giovanni. Una risposta.
Trovo questi rilievi fatti da Gesù Cristo alla gente che lo circondava a suo tempo così logici, ragionati, basati su una realtà testimoniata, inconfutabile che pari pari potrebbe rivolgere a noi oggi. Vi ho dato la Chiesa che lo Spirito illumina, avete visto la mia presenza nelle opere che chi ha creduto in me e per loro mezzo ho operato, eppure voi non mi accogliete, non credete alla Parola del Padre (qua le dei comandamenti oggi si salva nella nostra società?) Non è vero che folle Danno maggiore gloria a un cantante famoso, un capo partito, lo seguono supinamente senza tante prove di come vi sia coerenza tra il dire e il fare?. Ma se non c'è interesse a credere agli scritti, come si possono credere alle parol del povero prete, che non se le inventa, e, anche se non è un oratore, questa Parola rimane vera. Proprio un prete in Terrasanta, così manifestando ,frustrazione?, diceva:" eppure Lui ha detto che la Sua Parola opera !,.
Personalmente non credo che tutta la colpa sia in un clero come è, un po' affannato a correre dietro a quelle che sembrano le esigenze del mondo moderno; devo dire che. ad ascoltare le esigenze, a me sembra molto importante che il prete passi più tempo a meditare le sacre scritture, a trasmettere il coraggio di avere fede, fare tutto quanto significhi le opere di un credente, malgrado come va il mondo, opponendo una salutare resistenza a tutto quanto non significhi vivere per una giusta causa. Avere fiducia in Dio e seguire il Figlio Gesù Cristo.



05/07/2019 02:56 Sara
"“Siamo davvero felici di vedere così tanta gente adorabile qui stasera, e vorremmo in particolare dare il benvenuto a tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine dell’Illinois che hanno scelto di essere qui nella sala da ballo del Palace Hotel in questo momento. Ci auguriamo di tutto cuore che lo spettacolo vi piacerà, e vi preghiamo di ricordare gente che, non importa chi siate e cosa facciate per vivere, prosperare e sopravvivere, ci sono comunque alcune cose che ci rendono tutti uguali. Voi, io, loro, tutti quanti, tutti quanti.

Tutti hanno bisogno di qualcuno
tutti hanno bisogno di qualcuno da amare
(qualcuno da amare)
una dolcezza di cui sentire la mancanza
(dolcezza di cui sentire la mancanza)
miele da baciare
(miele da baciare)
ho bisogno di te te te
ho bisogno di te te te
ho bisogno di te te te al mattino
ho bisogno di te te te
quando la mia anima è in fiamme"


https://www.youtube.com/watch?v=EHV0zs0kVGg

In missione per conto di Dio.

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2010/136q04b1.html

Buona notte.



05/07/2019 02:49 Sara
https://www.youtube.com/watch?v=xbq0OuJtErs

Il mio sacerdote assomiglia a James Brown nei Blues Brothers: ovviamente non canta, però tiene il microfono, cammina e si muove uguale uguale.

Onestamente sarà che ho semrpe frequentato l'AC ho sempre avuto parrocchie con messe più che buone, o per lo meno le ho trovate buone per me.

Poi basta poco, quando studiavo a Milano nel collegio delle Orsoline veniva un sacerdote per la messa domenicale, ma a frequentarla eravamo in poche, giusto le suore qualche ragazza e il don, un po' tristanzuola così mi ero portata la chitarra e suonavo, anzi suonavo sempre servo per amore perchè piaceva tanto ad una delle altre ragazze.



04/07/2019 16:26 Alberto Hermanin
Grazie a Beretta per la risposta. Vorrei esprimere qualche perplessità. Il fenomeno descritto esiste certamente anche se eviterei apocalittiche visioni dettate al solito dal moralismo di chi ha le chiavi per risolvere qualsiasi problema. Io per esempio ho avuto i miei problemi con il mio parroco, ma non mi sento affatto certo di essere io parte di quei 72 citati da Franco e lui invece l'indifferente e cattivo. Beati quelli fra voi così graniticamente certi di essere dalla parte della ragione nelle vostre critiche. Io non lo sono affatto. Per cui la Parrocchia continuo a frequentarla, anche se all'occasione non faccio mancare critiche: il che, dice il Parroco, è utile e stimolante; non c'è bisogno di scannarsi.
Ma Beretta parla anche di "aggressione spavalda di un formalismo tradizionalista che rivendica per sé ogni rappresentanza del "vero" cristianesimo". Anche questo è vero, ma quanto alla rivendicazione dell'unicità di rappresentanza del vero cristianesimo, la parte avversa anche essa non si fa mancare niente, e basta frequentare Vino Nuovo per accorgersene. Vedo poi che i quadri del Tiepolo e anche la Cappella Sistina sembrano doversi ritenere nemici della vera fede: boh, fate un po' voi: a me, e per fortuna a tanta altra gente proprio non sembra.



04/07/2019 13:52 Pietro Buttiglione
Forse già accennai alla mia esperienza in decanato. Due punti, imo molto istruttivo.
) Proposi di affidare a un laico x ogni ambito sociale ( scuola/sanità/..) la responsabilità.
Bocciato. Quindi ambiti SCOPERTI.
2) Un incontro dedicato alla presentazione di ogni attività nel territorio 'vicina' alla CC.
Vi rendete conto che molte di qs attività erano SCONOSCIUTE a molti laici INTERNI??
Ecco cosa intendo quando propongo di spostare in qs luoghi le celebrazioni. Insisto: pensate che una Messa alla Sistina avvicini di più un pococredente alla ns Fede?? O che piuttosto non gli confonda le idee e lo renda critico??



04/07/2019 13:09 Franco
Il Vangelo ha quel passo dell'invio dei 72 discepoli, ricordate? "Se non vi accolgono, scuotete la polvere dai calzari e andate altrove". Appunto...


04/07/2019 12:38 Giuseppe Risi
La domanda di Hermanin (cosa si intende per "altrove"?) mi sembra centrata e la risposta di beretta mi pare non chiarisca un gran che.
Io tendo a non separare in modo così netto ("clericale"?) la missione e l'impegno della/nella Chiesa (nelle ordinarie strutture ecclesiastiche come le parrocchie) dall'impegno dei cristiani nel mondo dell'associazionismo caritativo, educativo, missionario, culturale … E' patologico distinguere i due campi di impegno come se fossero in diretta concorrenza.
Anzi, la mia esperienza dice che comunità cristiane (parrocchie, diocesi) vive e vitali sanno stimolare molti e validi cristiani capaci di impegno nel mondo, e quindi la nascita e la durata nel tempo di iniziative di sano associazionismo (anche laico) nei più svariati campi del volontariato (e della politica). Mentre comunità in declino e poco vitali portano normalmente al depauperamento anche delle iniziative "esterne" alle attività ordinarie delle parrocchie.
La scommessa di questi tempi, o l'auspicio, è che adesso avvenga il contrario, cioè che l'impegno dei "migliori" nei luoghi del cd. "altrove" porti ad una rinascita (magari in forme nuove e diverse) anche delle (ora declinanti) comunità cristiane.
Sarà così?
GR



04/07/2019 09:29 Sara
Universo ops.


04/07/2019 09:23 Sara
" Ed è interessante notare che tutt'e tre non esprimono ribellione o rifiuto, tanto meno violento come sarebbe magari avvenuto negli anni Settanta, ma semplicemente noia, disillusione, tristezza."

"Il mondo non finirà con un'esplosione ma in un lieve borbottio", sentito in uno dei documentari sull'inverso di Discovery scienze..

Come diceva Costanzo Preve il post-moderno è la razionalizzazione del disincanto. Stop.



04/07/2019 08:54 Paola
Secondo me qualunque istituzione umana deve nascere in funzione degli uomini che la compongono, ma se succede il contrario, cioè che l'uomo diventa subordinato ad essa, perde la sua funzione, la sua utilità e il suo sapore, diventa inutile, se non dannosa.
Il fine non deve essere il bene dell'istituzione, ma il compito che gli appartenenti ad essa le hanno dato: così la Chiesa deve servire l'uomo, deve guidarlo nella ricerca di Gesù. L'istituzione chiesa non è Gesù, serve Gesù, e quindi quell'uomo che Egli ha voluto salvare, lasciandolo però libero di scegliere la Sua Via.
Se il nostro Dio è relazione, tutto lo è, e l'istituzione, come tutto nella vita, lavora in "funzione di", e non per se stessa e il suo bene, altrimenti tradisce il suo scopo; ma come l'uomo che rinnega il bene scegliendo il male, condannandosi da solo, perché rinnega la sua natura, il pericolo che corre la chiesa è snaturare se stessa. Però gli errori servono per imparare e migliorare, il male lavora per il bene, quindi questa crisi, se lo si vuole veramente, potrebbe essere foriera di vera rinascita, come per tutti gli uomini che camminano con umiltà e vedono nella vita una grande possibilità di apprendimento, proprio dai propri stessi errori.



03/07/2019 21:50 Roberto Beretta
@Hermanin. In verità non ho in mente nessun "altrove" particolare... Va bene qualunque "altrove" dove uno pensi di poter esprimere i suoi talenti umani e cristiani per fare qualcosa di bello e di utile: volontariato, associazionismo, arte, cultura, famiglia, amicizie... Ci sono infiniti "altrove" utili e buoni e degni, e infatti il punto non è questo; anzi, paradossalmente, ho spesso pensato che lo scarso spazio che molti credenti delusi(non) trovano nella Chiesa sia in un certo senso provvidenziale perché li obbliga ad "uscire" in territori che altrimenti non frequenterebbero, se avessero trovato la cuccia calda e un posto comodo negli ambienti ecclesiali... Magari è davvero così. Ma certo non è una bella consolazione per il clima delle nostre comunità, no?


03/07/2019 18:03 Pit Bum
Cerrto!!
Se devo PENSARE che lì dentro ci sia Gesù, meglio chiudere bottega.



03/07/2019 16:27 Alberto Hermanin
ma cosa si intende per "altrove" e "desiderio di costruire qualcosa di bello e di utile"? Chiedo a Beretta un esempio per comprendere meglio.


03/07/2019 16:05 Maria
Ai cervelli in fuga dalla noia clerical-ecclestica consiglio una cura d’ urto: andate in qualcuno di quesì paesi dove assistere alla Messa e’ a rischio della propria vita , tipo l’ Egitto dei copti, l’ Iraq dell’ Isis, l’ Africa di Boko Aram . La noia svaporera’ ’ di botto se la decisione di assistere alla Messa comportera’ la Consapevolezza che potrebbe essere l’ ULTIMA MESSAa cui partecipate nella vostra vita.
Ai cervelli in fuga poi dalla dottrina cattolica, ritenuta noiosavrispetto alle nuove filosofie o ideologie , consiglio un’ altra cura d’ urto: andate in Cina dove per esser cristiani dovrete firmare un documento che riconosce la indipendenza, superiorita’ e totale autonomia della Cina, cioe’ del partito comunista cinese, dalla Chiesa universale. Forse richiesti dinsottomettere la vostra fede al Partito , la noia vi passerebbe un po’ .
Infine per i cervelli in fuga convinti che i preti cattolici siano brutti e noiosi, consiglio: quando andate alla Messa pensate che e’ realmente presente Gesu’ , il piu’ bello fra i figli dell’ uomo, sull’ altare. Come negli Esercizi Spirituali di Sant’ Ignazio di Loyolo fare questo sforzo di immaginazione: se davvero pensate che e’ presente Gesu’ sull’ la noiosaggine del prete passa in secondo piano. E’ per Gesu’ che andate alla Messa, ricordate sempre, non per il prete e neppure per la. comunita’ . Altrimenti, se non credete piu’ che sia presente il Cristo, come ha detto qualcuno e’ meglio Chiudere le chiese e abolire le Messe e mandare i preti a lavorare .



03/07/2019 13:24 Lucio
Mah... questo blog mi sembra sempre più un fuoco amico. Sempre lì a puntare il dito, sempre a dire che noi in Italia siamo peggio degli altri.
Perché invece di fuggire dopo una predica pesante e noiosa non mettete la faccia e andate a parlare a quel prete dicendo quel che pensate? Con carità e verità. Troppo facile e comodo sparare sempre sul "pianista"



03/07/2019 13:24 Gabriele Cossovich
Grazie Roberto! Mi sono trovato radiografato da questa tua riflessione!


03/07/2019 13:22 Pietro Buttiglione
La mia voleva essere una mano tesa.
Mi spiace che ci abbia sputato dentro.
Sintomo, credo, della temperatura.



03/07/2019 13:18 Francesca Vittoria
Si suggerisce qui di far cultura, e non c'è altra proposta a voler ripartire da una base a voler presentare una Persona e a farla conoscere. Meglio pensare di doverlo fare partendo da zero, gli uditori, bambini o adulti non ne hanno sentito parlare prima. Perché mi viene di dire questo? In una cappella di montagna vengono ospitati per i due mesi che è aperta ai villeggianti, preti stranieri, che sono magari a Roma per esami. Mi sono trovata a leggere in italiano le parabole con un filippino che voleva essere sicuro all'omelia. Devo dire che uno spirito nuovo cambia tutto, la vivacità l'approfondimento genuino ecco era spirito nuovo, un comunicare cose fresche, seppure le stesse, come l'aria della montagna. Quanto sarebbe necessario anche un cambiamento di persone! Una diversità di comunicare lo stesso Vangelo a "fare attento l'orecchio" Del resto, se guardiamo a Gesù Cristo Lui ha ben cominciato dalla Parola, diceva cose antiche con parole diverse, usando la realtà che cadeva sotto gli occhi di tutti. Con il Padre aveva colloquio a parte, lo faceva conoscere, certo ma in modo che chi ascoltava capisse le cose che andava a spiegare, intendessero perché cambiare, e per quale fine raggiungere e perché dovevano sentirsi liberi e uguali. Forse che oggi è diverso? Andiamo a sentire il lamento di operai che stanno per perdere il lavoro! Non si sente nessuno parlare loro di alternative possibili. E neppure di possibilità che magari alternative la fabbrica il territorio potrebbe offrire! Paesi non più abitati ma in zone promettenti sviluppo! Se esiste Cristo questo si aspetta la dinamicità della fratellanza, della solidarietà e condivisione, non le proposte partitiche, se non sei dei nostri! Altro punto dolente. Chiedo a una bambina di 4 El. finita la scuola, quanto le piaceva andarci. Risposta" no, non mi piace la mia scuola". Una del nord, di buona onesta famiglia, non povera, contadini che portano il prodotto del loro orto. Non mi sarei proprio aspettata una tanto spontanea risposta. Allora dico, chiesa, c'è tanti bisogno di insegnanti anche da te, nuovi di nuovi comunicatori anche attraverso i mezzi digitali, da coinvolgere aprire le porte dei vani di cui disponi, non in passatempi che meglio offrono altri ma gioiosa cultura, quella che fa pensare perché stare bene e come al mondo, perché la vita è stata concepita per essere bella, e perché è importante non essere isolati, soli, a non saperlo e ingenuamente diventare preda di avventurieri senza scrupoli piccoli o grandi. Si, siamo non impauriti ma molto preoccupati si, proprio perché dall'alto non ci giunge se non echi di speranza troppo lontani . Ostinati a non cedere, a cercare con spirito nuovo di essere ancora pionieri per Cristo, come lo spirito di quel prete filippino!


03/07/2019 12:45 Terrestre Umano
Mi sembra di percepire in molti di coloro che vogliono "chiudere le chiese" un senso di oppressione interno, una sorta di "narcisismo non esaudito", un incensarsi nel "eh ma la colpa è del clericalismo, dei chierici, delle omelie oppressive, ecc.".
SCUSE SIGNORI.
Le vostre sono scuse e ragionamenti asfittici, sterili.
Muovete il vostro sederino dai banchi con le tele del Tiepolo, dagli absidi incensati e scoprirete Parrocchie Vere dove la ricerca di Cristo passa tramite il Fratello, il Prossimo, ma quello di merda e sangue.
Mi dispiace dirvelo, ma siete VOI quelli da museo, vecchi dentro e senza speranza.
Arrivederci a mai più



03/07/2019 12:20 Giovanna
Concordo con l'articolo e trovo calzante il titolo che dice molto ma non tutto. Vorrei dire i migliori se ne vanno. I mediocri adattati e adattatori rimangono. Qualche realtà funzionante esiste anche in Italia ma molto rara. I luoghi dove si vive in prima persona la carità hanno già un loro senso e significato. I luoghi del pensiero sono nella stragrande maggioranza ricettacolo di personaggi mediocri, arrivisti ma bravissimi commercianti. Si i migliori se ne vanno...
e tutto continua come se fosse niente , al massimo si tolgono la polvere di dosso dai calcinacci dovuti al crollo del vecchione, ma soprattutto della sabbia utilizzata da questi riconosciuti professionisti della fede per costruire una chiesa a misura dei propri miopi interessi.
Per fortuna i migliori se ne vanno a costruire altrove. Lo Spirito soffia dove vuole.



03/07/2019 12:17 Pietro Buttiglione
Esiste una parolina che pervade il libro di GIL, una parolina che ribalta il clericalismo, una parolina che resetta tutto il kerigma e l'annuncio, una parolina che pervade tutta la fisica quantistica moderna e la cosmologia, una parolina che è capace di ridarti la tua identità e umanità:
r e l a z i o n e.
Che può iniziare da un guardare negli occhi l'altro, continuare con un sorriso, diventare corpo con delle parole..
Do you know? 🥰



03/07/2019 11:49 Emanuela
Mi ritrovo pienamente. Forse sono anch'io un potenziale cervello in fuga. Domenica scorsa mentre sentivo una predica davvero terribile, sentivo quel senso di oppressione al petto di cui parli.


03/07/2019 11:23 Sara
"Se invece partecipasse semplicemente ad una Messa in una casa di riposo.. o di accoglienza.. o di semplice umanità esposta e soccorsa .??"

Viene mai il sospetto che anche il tuo compagno di banco possa avere i guai suoi e cercare un po' di conforto nella preghiera senza che debba essere una qualche categoria speciale?

I guai le persone non li scrivono a caratteri cubitali su un cartello se guardi negli occhi il tuo vicino quando ti scambi il segno di pace magari te ne accorgi.



03/07/2019 11:19 Pit Bum
@terrestre umano
Se andiamo oltre le parole:
Il mio " chiudere le Chiese" equivaleva a chiedervi:
" A cosa servono??"
Lo svolgimento indicava ( e voleva dire) : andiamo piuttosto a "dir Messa" nei luoghi di Umanità, tra cui certamente ci sono quelli di periferia... Che indichi tu.
A maggior chiarezza:
Mettiamoci nei panni di un pococredente periferico/marginale che si trova a partecipare ad una funzione in una Chiesa con quadri del Tiepolo o quant'altro..
Concentriamoci e dibattiamo ad libitum sulle varie omelie, ( già fatto qui ..)
Cosa ne ricava??
Se invece partecipasse semplicemente ad una Messa in una casa di riposo.. o di accoglienza.. o di semplice umanità esposta e soccorsa .??
PS
Zio Ciccillo, buon"anima, docebat:
Preferisco essere cornuto, piuttosto che frainteso! ( Traduzione libera dal pugliese..😅



03/07/2019 11:00 Francesca Vittoria
E se si cominciasse dal far pregare i bambini? Una preghiera loro, spontanea, un canto corale insieme al Dio creatore per la vita che ha donato, per la gioia di fare cose belle, per l'entusiasmo, di iniziare un anno scolastico con a voglia di dare il meglio di se, di imparare il rispetto verso le persone che hanno cura di noi che ci vogliono bene alle quali abbiamo il dovere di corrispondere con gratitudine ai loro sacrifici. Questo appuntamento la Chiesa di anni fa lo contemplava alla festa dei Santi Angeli Custodi che coincideva con anche l'inizio dell'anno scolastico, non come invece sembra venisse inteso in certe regioni dove la cultura religiosa assume tratti come di un potere da impetrare e non invece un modo di vivere dove fede e ragione si incontrano. Partire dall'inizio della vita, fa piangere vedere che quella chiesa che era così piena di cultura vitale, ora, oggi, si apre solo in certi giorni, ha subito le influenze dei tempi. A che servono effettivamente templi vuoti, per le benedizioni di quelli che dormono in attesa di resurrezione? Pochi battesimi, i matrimoni si contano, le messe celebrate quotidianamente alle stesse ore, magari senza fedeli on osservanza a regole, magari adibite in certi casi a necessità impellenti per i più poveri. Dove sono finiti e perché, tutta quella fede che certi capitelli in zone sperdute ancora dimostrano dalla pittura fresca e il geranio fiorito che li un qualcuno prega,. Cosa fare per le nostre città dove invece frotte di ragazzini si nutrono di altra cultura, disperdendo le loro potenzialità vittime delle sirene che un dinamico mercato inventa ogni giorno,che predica lui si, il rinnovamento, la riqualificazione, pena La chiusura commerciale.....Dio non ha più cosa proporre? Non può essere.....La cultura cristiana, racchiude un tesoro cui attingere a piene mani, la vita senza fine. Lo sapevano le famiglie più povere nel passato, tanto che in pericolo di vita la prima cosa che la madre voleva era il battesimo, non necessariamente fatto dal prete. Così del resto sta scritto, basta la fede. Dove è oggi la fede? E nascosta sembra ai più. Forse bisogna andare a cercarla, lasciare la chiesa incustodita e andare vicino a cercarla....a celebrare la messa di inizio anno scolastico per credere all'esistenza che un angelo Dio ha voluto fosse a fianco del bambino per aiutarlo a non sentirsi solo


03/07/2019 10:29 Sara
"2) Vedo un altro rischio, in parte inevitabile, che si creino chiese di serie A (poche) e chiese di serie B (tante)."

Questo però si combatte rimanendo nella propria parrocchia e dando il proprio contributo in loco anche se non è il 100% di quello che vorremmo, e spetta ai fedeli anche solo partecipando alla messa domenicale, quando entri e c'è gente, magari non troppo anziana, già è tutta un'altra cosa.



03/07/2019 10:16 Terrestre Umano
Io le chiese le lascerei aperte. In molte e in tanti tempi luoghi, esistono anche oggi manifestazioni di umanità ben evidenti, che fare di tutta l'erba un fascio, mi pare quanto meno riduttivo.
"Lasciate che i bimbi vengano a me"
A qualche commentatore che sfiora l'eresia (Pit bum) consiglio di andare materialmente tra i ragazzi delle parrocchie di periferia che già oggi VIVONO Cristo e la Chiesa nella gioia e nella condivisione, anche facendosi qualche birra insieme.



03/07/2019 10:12 Dario Busolini
L'articolo fotografa bene la realtà però trae conclusioni un po' troppo generalizzate perché:
1) è innegabile che l'invecchiamento del clero e dei credenti produca conservatorismo e poca voglia o possibilità di fare cose nuove, ma ormai siamo giunti al punto in cui già si stanno chiudendo le chiese (parrocchie, conventi e monasteri, tra poco pare pure qualche diocesi) e dal non cambiare nulla si passerà dunque forzatamente o all' "ars bene moriendi" o alla situazione in cui saranno pochi laici, se vorranno continuare a disporre di un luogo di culto, a tenerlo aperto e farci qualche cosa. Non so se sarà meglio o peggio di com'è ora, ma la Chiesa italiana, certamente controvoglia, sta cambiando a causa del rapido mutare della situazione.
2) Vedo un altro rischio, in parte inevitabile, che si creino chiese di serie A (poche) e chiese di serie B (tante). Qualche vescovo consapevole della realtà ha già dato vita a complesse operazioni di ingegneria ecclesiale dove le parrocchie sono aggregate in foranie o unità pastorali in cui al centro si mettono le persone e i servizi migliori (con tante iniziative anche interessanti) e in periferia si dice solo la messa, a volte non sempre. Non credo che questi esperimenti (conosco per es. il caso di Udine) produrranno miracoli, però di fatto un po' di cose le cambiano.
3) A parte i cambiamenti di origine umana, sui quali il pessimismo è doveroso, se ci crediamo sappiamo che la Chiesa è anche corpo mistico di Cristo e Lui dalle righe storte sulle quali stiamo scrivendo riuscirà a trarre, anche se non so come, qualche cosa di dritto e di compiuto.



03/07/2019 09:40 Sara
Come dice sempre un amico di mio marito: Se hai il ciclo stanne a casa!

Tradotto: se non riesci a confrontarti con i limiti del tuo prossimo chiuditi in una stanza e non rompere.



03/07/2019 09:31 Pit Bum
Solo x chi nn ci riesce.
Chiudere le Chiese in tanti e per quanto NON sono espressione/manifestazione/culla/orto di UMANITÀ.
Chiudere le Chiese in tanti e per quanto non rispondono alla loro funzione fondamentale: favorire il contratto/scoperta/amicizia/riconoscimento tra il fedele e Dio.
Dove invece qs seme può allignare e crescere!!??
Nei luoghi in cui la Caritas cristiana su manifesta.
P.f. critiche sul tema, nn sprezzi.
Grazie.



03/07/2019 08:37 Sara
"1) Chiudere le Chiese."

Che ti costa stare a casa te senza rompere le scatole agli altri, fossero pure 4 vecchietti in croce, io non lo capisco, il cristianesimo fa male alla salute comincio a pensare....



03/07/2019 08:34 salvo coco
La causa, come sostiene papa Francesco, dei tanti mali nella chiesa è il clericalismo, ossia l'abuso di potere dei chierici sul Popolo di Dio. Finchè ogni potere decisionale sarà esclusivamente in mano ai chierici, finchè il magistero sarà composto esclusivamente dai chierici e finchè la liturgia sarà un affare esclusivo dei chierici, la chiesa non potrà rinnovarsi. Occorre: riformulare la teologia della chiesa, estirpare gradualmente il clericalismo, modificare il codice di diritto canonico ed i riti liturgici, avviare cambiamenti strutturali sulla scia del concilio vat. II, ... Papa Francesco chiede una chiesa in uscita. Dalle comode tradizioni. Ripartire dal Vangelo ed avere il coraggio di cambiare assecondando il soffio dello Spirito.


03/07/2019 08:33 Sara
Con tutto il rispetto ci mette meno lei Pit a passare in una qualsiasi comunità di altro genere che a convertire un miliardo di cattolici alle sue idee.

le comunità locali sono fatte per tutti, semplici e professori insieme, non è da questi particolari che si distinguono le persone, poi se uno ha interessi di vario genere in più ci si può attivare da soli, qual'è il problema?

Non si può pretendere condivisione dagli altri, soprattutto quando non si è disposti a darla...



03/07/2019 08:14 Pit Bum
Dis-cordo dai commenti .
L'unica proposta, dopo adeguata analisi delle ragioni profonde:
1) Chiudere le Chiese. Almeno alle manifestazioni, lasciandole alla preghiera personale. Che se si trasformasse in collettiva.. lo deve fare dal basso.
2) dire Messa solo nei luoghi in cui si manifesta la carità cristiana, luoghi spesso poco noti ai professa ti..
3) è urgente. Urgentissimo!!



03/07/2019 02:49 Francesca Vittoria
Sincerità per sincerità, è vero che in una omelia si vorrebbe sentire non "il solito" che già risentiamo, ma qualcosa di nuovo , di in altro dialogo. o un più ravvicinato commento al Vangelo. Guardavo per caso gli altri pochi fedeli che in questo periodo di caldo, magari tutti ci sentiamo rassegnati a niente di nuovo, è effettivamente ho visto poche facce attente, chi si lascia andare a dormire, pensare ai fatti propri, o sopporta con pazienza la fine, come se ciò che conta sia assistere alla messa. Io non sono certo cantante, sono solo intonata, ai canti del rito, mi sono slanciata a dare il "la" qualcuno segue mi sembra così è con la lettura della Parola, di contribuire a fare la messa più partecipata è rivolta a questo Dio che a sua volta deve fare sforzi ad avere una assemblea così malinconica. Come dico, forse anche il prete fa omelie preparate, deve obbedire a esprimersi imitare lo stesso Vangelo, che si rivolgeva alla folla come se sapesse tutto di loro, e anche così Cristo magari ha attirato folle ad ascoltare il messaggio Ricordo una volta, anni fa, era venuto un predicatore nel periodo antecedente la Pasqua, veniva da fuori,la sua predicazione era forse più incisiva, ha suscitato così tanta attenzione che poi, a messa finita tanti fedeli volevano parlargli. È' importante e non da poco, interessare all'ascolto, oggi mi sembra non sia più così, eppure l'uomo di fabbrica, quando le cose vanno male, si rivolge al Papa coinvolgere il popolo della esistenza di un problema che alcuni stanno vivendo e magari a ricevere solidarietà. Si, non è facile andare controcorrente.
di altre attività magari si sentirebbe più compreso nel messaggio che si vuole far giungere. ,!?



02/07/2019 23:34 Maria Grazia Giordano
La questione posta è reale e drammatica. Il guaio è che non si vedono prospettive di cambiamento all'orizzonte, a cominciare dalle omelie, spesso sciatte, ripetitive e soporifere


02/07/2019 22:58 Sergio Di Benedetto
Caro Roberto, ottimo articolo. C'è un enorme problema culturale ecclesiale da anni... pigrizia, limitatezza, timore, scarsissima creatività, provincialismo, ignoranza, devozionalismo, paura del pensiero critico, o forse solo del pensiero. Come uscirne? Forse tornando a investire in cultura...


02/07/2019 22:36 Sara
"dove potranno esprimere più liberamente e magari gioiosamente il proprio desiderio di costruire qualcosa di bello e di utile."

Da soli: è il prezzo che si paga per la curiosità.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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