Le domande sull'Ascensione
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 02 giugno 2019
Riusciamo a vivere con gioia e gratitudine la benedizione di un tempo d'attesa tra l'assenza di Gesù e la presenza dello Spirito?

L'Ascensione, Rembrandt

 

Cari lettori, in un tempo di crisi e di frammentazione, difficile da analizzare e, almeno per ora, apparentemente impossibile da sintetizzare, la meditazione personale delle letture domenicali fa spesso risuonare in noi più domande che risposte. Ma, nel momento in cui abbiamo il coraggio di condividere tali domande, scopriamo che esse, oltre ad evidenziare le differenze che ci caratterizzano, sono spesso molto simili, se non identiche, a quelle che risuonano negli altri. Pensiamo perciò che possa essere utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che, a vostra volta, vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla meditazione personale sulle stesse letture. In tal modo, potremmo forse ritrovare le tracce per ricucire le singole differenze e tessere nuovamente, su basi bibliche, quell'universalità, quella 'cattolicità' della fede che oggi molti invocano...

 

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1^LETTURA - Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo» (At 1,1-11).

 

GILBERTO: «La guida effettiva, concreta ed efficace del cristiano è davvero lo Spirito Santo che ci abita? È cristiano l'atteggiamento di giudicare la distanza tra una data condizione culturale e l'avvento del regno di Dio? È cristiano vivere attendendo dal cielo la verità delle cose della terra?».

SERGIO: «Ci ricordiamo che non dovremmo assolutamente uscire in missione se non dopo aver fatto spazio ed aver ricevuto quell'ispirazione che sola può rendere la nostra testimonianza dinamica, virtuosa?».

 

2^ LETTURA - Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza. Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso (Eb 9,24-28;10,19-23).

SERGIO: «Ci ricordiamo che nel tempo del messia tutto si essenzializza, a partire dalla quantità di sacrifici che dobbiamo operare?».

GILBERTO: «Possiamo ricordarci che il santuario autentico inaugurato da Cristo è ogni persona concreta che incontriamo in cui Cristo ha deciso di rendersi presente oggi?».

 

VANGELO - In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio (Lc 24,46-53).

GILBERTO: «Tutti i popoli dovranno convertirsi ad un unico linguaggio e ad unica grammatica per accedere all'unica verità di Cristo o l'unica la verità di Cristo dovrà essere detta in ogni linguaggio e in ogni grammatica perché ogni uomo possa percepirla? Il cristiano "in uscita" è una tra le tante possibilità della Chiesa o il primo inevitabile effetto dello Spirito Santo?».

SERGIO: «Quando usciamo in missione ci ricordiamo che la nostra testimonianza dovrebbe limitarsi all'annuncio universale del Messia morto e risorto perché la nostra mentalità divenga misericordiosa? Riusciamo a vivere con gioia e gratitudine la benedizione di un tempo d'attesa tra l'assenza di Gesù e la presenza dello Spirito?».

 

 

 

 

06/06/2019 17:52 Pietro Buttiglione
A pro di Spirito:
https://www.lastampa.it/2019/06/06/vaticaninsider/padre-cantalamessa-il-rinnovamento-carismatico-cattolico-una-sorpresa-dello-spirito-santo-VeH2S0juFjNko2f0mJm3NI/pagina.html



06/06/2019 07:23 Francesca Vittoria
A essere più sintetica, cosa che mi è difficile, mi ripeto : Cristo, l'unica verità' , dovrebbe essere esplicitato usando ogni linguaggio, ogni grammatica utile ad essere compreso, conosciuto da ogni uomo, italiano, inglese,svedese,americano di ogni Stato, cinese o indiano e vie andando. Questo è possibile perché è lo Spirito che lo rende possibile, quindi dalla Risurrezione di Cristo, ovvio, perché se non da questo evento, tutto non avrebbe luogo. Bisogna però considerare che malgrado questa missione, questo mandato del Maestro, non è detto che la conversione abbia luogo, L'uomo è per un un animale wild, gode di libertà e può rifiutare di credere a questo Cristo Verità è Vita. Mi pare, che questa possibilità l'abbia sia stata ipotizzata in una parabola dove si dice che se gli apostoli non erano ospiti graditi scuotessero la polvere di quel luogo dai loro calzari e se ne andassero. Oggi, noi viviamo questa realtà, proprio nel tempo dello Spiritoc cioè ,dopo che è stato fatto conoscere morto-risorto per dare a tutti la vita eterna,figli per suo mezzo del Padre, viviamo la realtà del rifiuto. Dobbiamo rendercene conto anche se sembra che non sia così, per cui questi che lo hanno rifiutato , ci si domanda se in luogo di togliersi la polvere e andarsene, sia il caso di insistere a proporre Misericordia? Se non hanno accettato la proposta di vita di Cristo, dubito che capiscano la estensione Misericordia, a meno che non avvenga la "conversione " al Suo Vangelo. Questa ulteriore apertura è stata avanzata da Cristo tramite la suora polacca, e che Giovanni Paolo ha posto all'attenzione della Chiesa perché fosse conosciuta da tutti, una ulteriore offerta di salvezza offerta per salvarsi. Quindi non si tratta più di parlare di un Dio "ignoto". , Il 25 dicembre si fa festa in tutto il globo, ma i g n o r a t o. dai più, non accolto. Se fosse sconosciuto, ignoto, forse ci sarebbero tra queste persone quelle che lo accoglierebbero! Allora mi domando, se all'uomo di oggi non occorra parlare chiaro, di nuovo con un linguaggio essenziale, dialettale, di parole e opere, non solo pane e coperte, ma chi siamo per Cristo e chi è Lui, Altrimenti ci troviamo come la gente del suo popolo, quelli che l'hanno rifiutato, .......brava persona, ma io vado per la mia strada........../ prendo questa cosa perché mia mamma, nonna ci teneva, ti pregava, ma ho le mie idee......sono tutte risposte e migliaia di altre Lui si sente dire prima di chiudergli la porta, oggi, nella nostra era avanzata, il cielo che ci sovrasta è un universo ma crediamo di poter dettare leggi un domani anche la.../..perché lo dico io, così sarà------/. Io non sono credente, mi scusi /......Se riusciamo a vivere con gioia la benedizione di un tempo di attesa.....? Dipende, se sei cristiano tra i tuoi, ma se sei circondato da tante contraddizioni, in una società che vive fribrillazioni di ogni genere, la violenza compare anche nelle strade dove si cammina pensando siano sicure, è tutto quanto i media ci riportano....ecco che ci sentiamo di invocare aiuto e la Misericordia
Francesca Vittoria



05/06/2019 07:24 Francesca Vittoria
uesto oggi forse è poco spiegata all'uomo di oggi, e per questo gli è sconosciuta, si ferma all'episodio supponendo che basti questo a tutti. Si legge che Cristo, li conducesse in disparte, gli Apostoli, a dire molte altre cose sul regno di Dio. Non uesto da interpretarsi come una necessità di approfondire ciò che non è stato capito? piuttosto che il correre dietro all'uomo tecnologico subendo la sua evoluzione, supponendo che sia da adattare il Vangelo alle passioni evolutive umane? Se così fosse, si spiega il declino di molti Sacramenti, compreso quello del "matrimonio"' e per il Battesimo siamo sicuri che si conosca pieno la sua profonda importanza oltre che a dare un nome a
Nascituro, per l'assunzione di responsabilità che comporta a seguire la crescita umanae "spirituale" del nato. Se ci fosse questa coscienza, non ci sarebbero così tante dispersioni di giovani dalla loro vita stessa, molti proiettati come ciechi a seguire particolari passioni ai quali dedicare pure la vita come a idoli , anziché dare un indirizzo alla propria attraverso sentimenti di amore. È' come se, conoscendo Cristo avvenisse tutto questa scissione, scelta in se stessi a dare significato al dono della vita che non è un "vegetare". Se le chiese sono poco abitate, e tante congregazioni vivono sconosciute ai più, forse non è anche da attribuire a una assenza di sufficiente comunicazione sulla loro esistenza? Quasi di medioevale persistenza. Non è forse che Gesù Cristo ha parlato di luce da mettere sopra il moggio, altrimenti non si vede? Oggi sono molti quelli che sono ciechi pur vedendo, sono ciechi ai buoni sentimenti, all'amore molto più le cose che ciò che vale e cioè tutto quanto di buono si possa realizzare, anziché distruggere.Nn è possibile aprire gli occhi soltanto a quando il danno è stato fatto. Quella nave che con tracotante superbia si avvicina alle fragili sponde di una città costruita sull'acqua! Vero gioiello di bellezza, ma fragile, come il vetro soffiato che li si crea. Come è possibile con tanto sapere scientifico raggiunto che non si ipotizzi il pericolo che può essere causato da questo ue? Anche un ignorante lo intuirebbe, e invece tutto questo viene ignorato con tanti ragionamenti che lo superano compreso quello di fare "cassa", aumentare gli introiti e cosa importa se si corrono rischi, che importa la vita della città, la quale si distingue per essere unica nel suo genere, tanto è vero che nei secoli la gente ha fatto viaggi con tutti i mezzi per comunque venire a visitarla evitando le oceaniche folle altro pericolo da considerare. Le guerre sono anche oggetto di inquinamento, come la plastica.Noi viviamo di aria e acqua così la natura, se questa è inquinata ci saranno sempre nuove malattie originate anche da cose fatte e costruite da mano d'uomo. Stare a guardare tutto questo avendone coscienza, senza alzare la voce e stupido denota una malattia che oggi impera, l'indifferenza verso la vita è delle cose e delle persone. Quella vita che discende da Cristo, che ha dato la sua perché ce ne rendessimo conto proponendo l'uso del Vermont "amare" a viverla secondo però l'osservanza della Sua Parola che rida la vista ai ciechi, fa camminare i paralitici, e noi siamo fermi retrogradi diventati inutili, perché ascoltiamo altri vangeli, ci lasciamo trascinare rifiutando di usare occhi per vedere, orecchie per sentire solo la. Parola Denaro oggi ha potere. Come nella favola di intelligente scrittore, un bambino ha visto e osato dire che il re era nudo. Ci è accaduto oggi, una ragazzina ha dichiarato al mondo , è uscita di casa con un cartello, che questo lo stavamo distruggendo!,
C'è bisogno di tutto l'impegno ma anche da parte di tutti la Chiesa in primis, solo Lei ha questo potere di dare la sveglia prima che sia troppo tardi, perché tutto sembra rimandarsi a c'è tempo, ma quella ragazzina e la nave pachiderma dimostra che siamo in un tempo già scaduto
Francesca Vittoria



04/06/2019 16:58 Francesca Vittoria
Ma la Chiesa per le funzioni liturgiche si esprime nelle formule o preghiere salienti in latino e secondo me è bene che sia così perché se il Santo a Padre vuole una preghiera a una certa ora è in un certo giorno, la preghiera supponiamo del Padre Nostro è. compresa in ogni angolo della terra perché dal latino che poi ognuno conosce le parole anche fosse nella foresta. Però è anche vero che se un missionario va in missione, dovrà farsi interprete imparando La lingua locale per poter anche con l'esempio far conoscere il Vangelo. Forse oggi è più difficile parlare di Vangelo alla nostra società, tecnologica evoluta in un nuovo modo di vivere, pensare , malgrado rosari e santini, perché a questi si dà una importanza che è diversa da quella in origine. Certe festività resistono al tempo perché ancora creano aggregazione, ma sembra che il santo" stia molto in alto mentre si mangia e si beve le specialità locali. Però ancora i santi qualcosa dicono o si fanno ricordare, mentre invece il cantante, l'attore, che era di successo, passa, non lascia se non la cosa sua che un'altra vende, un ricordo magari anche personale, ma non trasmissibili ai posteri. Forse si parla troppo poco delle cose che Cristo ha detto di trasmettere, per esempio una cosa non facile da capire o accettare e "transustanziazione" il corpo di Cristo sotto le specie del pane e del vino.?


02/06/2019 13:26 Pietro Buttiglione
E se ti affidi allo Spic&Span, a veri e propri automatismi, per cui il Sacramento ti trasforma tutto da solo, senza richiedere la tua parte-cip-azione basta 'crederci', come dice Maria, riduce la ns religione ad un animismo, Gesù ad un qualsiasi santone.
Chi vuol capire...



02/06/2019 12:40 Maria
Ma alla presenza reale di Gesu’’ nella Santa Eucarestia ci credete ancora?Come potete parlare di “ assenza di Gesu’ “ se Gesu’’ e’ ancora realmente presente oggi su tutti gli altari in cui si consacrano il pane e il vino che diventano REALMENTE il corpo o il sangue di Cristo?
Oppure siete diventati come i protestanti che pensano che la Messa sia solo un ricordo di qualcosa avvenuto duemila anni fa e basta, un simbolo?
Il santuario autentico inaugurato da Cristo non e’ altro che la Santa Eucarestia attraverso cui Egli veramente entra in noi nel nostro intimo e ci trasforma. Lo Spirito Santo puo’ entrare nel cuore purificato e santificato. La Pentecoste viene dopo Morte e la Resurrezione di Gesu’ , e prima della morte c’ e’ l’ ultima cena e l’ istituzione della Santa Eucarestia. Se non si crede piu’ nella presenza reale di Gesu’ nell’ Ostia consacrata
come si puo’ presumere che lo Spirito Santo entri nel nostro cuore?



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Gilberto Borghi, Sergio Ventura

Gilberto Borghi. Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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