Cattolici nell'era del rancore
di Roberto Beretta | 31 maggio 2019
Qual è il contenuto di fede, carità e speranza che offriamo come credenti a una società gonfia di rabbia e appesantita dalle ripicche?

Provo a inserirmi in scia al post di Gilberto Borghi sul «rancore», testo che trovo assolutamente preciso nel descrivere il sentimento «di pancia» dal quale gli italiani sono sempre più governati. In politica, ma non solo: anche in religione che, per sua stessa (mal interpretata) natura, è sempre stata del resto un campo privilegiato di espressione di tutto quanto proviene dal sentimento: nel bene e nel male.

Ora, a ben pensarci, il «rancore» nel quale viviamo riguarda da vicinissimo e contraddice in profondità le tre classiche virtù teologali: la fede, in quanto affida l'ansia di verità e di senso della vita a una rivalsa umana (spesso addirittura dettata da ricette che conculcano i deboli) e nega pertanto nei fatti il primato di Dio; la carità, perché ogni risentimento per sua natura si esplica contro il prossimo, che sia o no effettivamente responsabile di qualche colpa nei nostri confronti; infine e soprattutto la speranza, perché l'astio e il livore presuppongono un orizzonte che vuol approdare a una vendetta il più possibile immediata e non si accontentano certo della ricerca di una giustizia "giusta".

Attenzione: non sto dicendo (e non lo dice nemmeno Borghi, mi pare proprio) che la rabbia non si fondi su ragioni reali, o che sia tutta e solo colpa di chi la nutre. In effetti tanta acredine dipende negli italiani anche da molte e molte disillusioni subìte: in politica, in economia, nella giustizia (quella sociale e quella dei tribunali), dalle ideologie crollate e probabilmente anche dalla Chiesa e dal modo in cui ha incarnato il messaggio evangelico. Tutte "ferite" che lasciano un segno psicologico pesante e condizionano di pessimismo e voglia di compensazione il sentimento comune, annebbiando ogni esame lucido dei fatti e compromettendo di conseguenza la ricerca più pensata e razionale dei rimedi da adottare.

Ma è proprio qui che dovrebbe giocare il suo ruolo un cristianesimo vero, come antidoto al «rancore» che contraddice radicalmente l'attitudine evangelica di fronte al mondo e alla vita. Qual è il contenuto di fede, carità e speranza che offriamo come credenti a una società gonfia di rabbia e appesantita dalle ripicche? Cosa propone la cultura cristiana ai tantissimi haters (anche cattolici) che ci circondano - e non più soltanto sui social ­-, per di più credendo in tal modo di costituire la migliore difesa della fede? «Scambiamo la purezza dei dogmi per la purezza dei cuori», ho letto da qualche parte: anche da qui nasce il rancore.

 

 

03/06/2019 16:30 Alberto Hermanin
"Scambiamo la purezza dei dogmi per la purezza dei cuori": effettivamente, il dogma della transustanziazione e quello sulla Immacolata Concezione di Maria hanno una evidente responsabilità per la diffusione del rancore nella società odierna.


02/06/2019 10:58 Paola
Forse semplifico, ma l'ignoranza si combatte in un modo solo, secondo me, e cioè con la giustizia, che significa com-prendere, nel senso di prendere con sé il disagio dei fratelli, questo è il compito numero uno di un cristiano. Finché l'atteggiamento sarà non solo di superiorità, ma anche di negazione o di quasi derisione di quel disagio, temo che i populismi avranno vita molto facile, e scusate, credo che non saranno nemmeno il male principale, perché sarà la nostra stessa umanità ad essere in pericolo, altro che le istituzioni democratiche...


02/06/2019 08:15 Pietro Buttiglione
Alcune precisazioni:
0) prima di tutto, visto che invece di parlare x argomenti, qui si fa outing personali.. ebbene sì!una volta votai Lega, prima di Mani pulite, proprio in speranza di quello.. ma subito Bossi finì nel cestino, anzi nel cassetto in cui Di Pietro gli fece confessare di aver risposto la mazzetta di Gardini😊😅
1) io non concentrerei l'attenzione politica sui cattolici: siamo o no marginali? Arroganza culturale? meglio parlare di delirio di onnipotenza..🤗
2) quindi cerco di rispondere alla domanda finale di Beretta: cosa possiamo fare noi con qs rancore?
Già il 1) fa risposta ma, dopo il mio msg, la domanda diventa:
Cosa possiamo fare contro qs "ignoranza" ??
Da cui nasce la sub:
Abbiamo contribuito??
La mia risposta, netta:
Cerrrta_mente! Proprio xchè eravamo maggioranza! Ma COME abbiamo contribuito?
3) qui emerge cosa intendo con ignoranza.
Non è certo cultura!! Le ns pubblicazioni sono state piene di cultura, in particolare di arte..
Allora? Quando l'insegnamento ortodosso è stato O la pensi come me o sei FUORI!, quando non si è fatto niente per favorire una partecipazione matura e responsabile, anzi si è affossata ogni discussione ai margini... insomma devo citarvi tutti i FATTI? pietà!! Mi sembra evidente che i cattolici laici conseguenti ed emergenti INTERNI non potevano che essere "quelli del cervello all'ammasso"=ignoranti.
4) a qs punto è facile rispondere al quesito: giravolta di 180° fare l'opposto del 3) vedi tentativi di Francesco, vedi le reazioni rancorose di chi si oppone x conservare la supremazia..
5) infine una guideline, anche x me:
Evitiamo le uscite:
- io sto con xy, io con kw ..
- i giudizi intrapersonali ..
Perché? Perché non costituiscono argomentazioni sul tema ( e possono portare a schieramantazioni alla Salvini..)



01/06/2019 09:30 Francesca Vittoria
Che cosa si offre come credenti a una società esacerbata da tanta ingiustizia, esacerbata da essere manipolata con false verità che le hanno tolto la speranza nel futuro, e poi lo stato di debolezza culturale proprio perché non ha quella forza di trovare da sola l'aiuto spirituale che un cristiano invece possiede. Perché non ci si rende conto che certa capacità di affrontare gli eventi difficili, gli avi la trovavano nella fede, quella fede che oggi tanto si critica perché non da menti coltivate ( il tasso di frequenza a scuola era elementare) ma quanta energia di carattere e spirito "goliardico" ad affrontare ciò che si frapponeva a realizzare i loro goal. La religione pressoché buttata fuori dalle scuole, o solo in scuole paganti, ha indebolito tutto quanto vi è nella persona di doti personali. La fede che esiste un Dio al di fuori di se stessi, che ha fatto, detto, promesso, questo è stato il vi castro cui appoggiarsi per generazioni, anche ad ammortizzare frustrazioni, avversità, le distruzioni da guerre. . Forse che oggi possiamo del pari confidare nel robot tino? Nella navicella spaziale spedita nei pianeti che ormai non interessa che a pochi che li lavorano e hanno interessi, lanciate poi queste macchine ad approdare per vedere se non c'è ancora qualcosa di utile da portare a casa, a diventare oggetto di competizione tra i potenti del mondo., questi miracoli usciti dalla intelligenza umana possono del pari competere a essere utili per l l'uomo di oggi,? A dargli fiducia, voglia di andare avanti superando le difficoltà senza tema dei sacrifici? No, dal momento che si constata quanta violenza inaudita si sta scatenando, sempre nuova, rabbia repressa? No, cattiveria. È qui ci si domanda è si parla di esempi di contenuto di fede,speranza,carità , da offrire come credenti? Ma un esempio ci viene dall'alto! Un ministro nel pieno delle sue funzioni infervorato nei suoi obiettivi, ha rovistato nel "cassetto della nonna" e ha trovato un oggetto che ha voluto esibire, come un amuleto, nel quale confida e porta, sembra, in tasca a trarre coraggio e, illazioni, voti? Quell'oggetto e cristiano, oggetto di preghiera per restare coerenti nel "vivere" la fede. È' proprio il vivere la fede che non si vede, che è oggetto di qui pro quo -di ma, di se, quel Vangelo così severo si adatti ai giorni nostri, perché noi non ci adattiamo a Lui, siamo una umanità che ci costruiamo un robot utile anche a far compagnia, peccato che non sappia regalare, fede, speranza, carità. Un esempio molto bello lo ha dimostrato il Pontefice Papà Francesco, e dico pontefice, perché ha stupito. In visita pastorale e di stato in Romania, anziché recitare il Padre nostro, addirittura i commentatori già anticipavano meraviglia perché non insieme al Patriarca ortodosso, ecco la "perla, ha parafrasato la preghiera comunitaria con una personale, ne ha fatto un rosario, ha parlato al Confratello da Fratello nella Fede, a rinsaldare una amicizia nella fede verso un unico Dio, quasi a voler costruire a sua volta quel legame che ha tenuto unità l'Europa, anche nella fede. Potrebbe, questo esempio di alta diplomazia, essere esempio per la politica litigiosa che fatica a trovare quell'amichevole dialogo che scioglierebbe tiranti nodi. Ciò che manca oggi è questo modo di affrontare le asperità della vita, personale, comunitaria.Ci sono interessi di singoli, palesi o nascosti a frapporsi agli obiettivi, anche la verità è nascosta ai più, e l'arroganza diventa un modo di imporsi in luogo di saggezza, pensando sempre a prendere, e così questi esempi influiscono sulle folle che imitano. Speriamo che l'esempio di Papà Bergoglio almeno tra i suoi cristiani faccia breccia perché tra gli aliens questo è già avvenuto visto quanti si sentono attratti dalla Sua Personalità che denota quanto Egli sia vero, sincero e responsabile di quanto fa per custodire la Parola, per guidare un popolo recalcitrante a un Dio dal quale non si stanca di chiedere Misericordia.
Francesca Vittoria



01/06/2019 07:48 Pietro Buttiglione
Provo a superare a monte le parole su cui qui e altrove si discute molto:
Rancore/paura/odio/indignarsi/disprezzo/arroganza/ecc
Tutti qs "sentire" appartengono alla sfera sentimentale.
Dal personale traguardiamo il "politico".

Provate ad immaginare di assistere ad una commedia ( che rischia la tragedia..) sentimentale.
Rileggete tutto quello cui abbiamo assistito da mesi in qs modo:
Tu non lo hai detto a me..
Tu vuoi comandare tutto tu.
In qs casa lavoro solo io!
Nel contratto che lega la ns unione non...
Lo so che tu mi vuoi mettere le corna con lui! ( FI o DP nn fa differenza..)
Ecc ecc ecc
Ci siamo divertiti? Ok?
Adesso vogliamo RAGIONARE?

Cosa manca?
Professionalità ( Ash, Toninelli!!!)
Analisi?
Programmazione?
Ecc.

Il tutto si tiene insieme con quella parolina con cui vi ho già tediato:
IGNORANZA
una grande diffusa pervasiva ignoranza,
quella che si maschera con comportamenti da teatrino, arte nella quale noi italiani abbiamo secolare esperienza,( commedia dell'arte) mentre altre nazioni ( D) si affidano ad altri algoritmi.
Tutto qui.
Italiani ignoranti?
Certo! Ma qualcuno (italiano e non ) li ha voluti così.
Ciao



31/05/2019 20:54 salvo coco
La sig.ra Maria sostiene che il rancora abiti anche in coloro i quali "dissentono dalla linea dominante imposta sotto questo pontificato". Posso chiedere alla Sig. Maria quale sarebbero i contenuti di tale "linea dominante" ? Grazie


31/05/2019 16:22 Paola
Non so Pietro, credo di essere più indignata che rancorosa, però magari al contrario di chi lo è per l'esito del voto, io lo sono per chi non ha fatto, secondo me, abbastanza per evitare proprio quel voto. Probabilmente è una mia percezione e sbaglio, comunque ascolto tutti e cerco di capire da tutti, sono anche fasi della vita da cui forse occorre passare, chissà.


31/05/2019 15:09 Sara
"La percezione è ancora quella che fa ritenere poveri se stessi, e straricchi gli altri, solo perche’ non e’ esperienza frequente il cenare al ristorante con la propria famiglia, come se fosse questa esperienza pressoche’ quotidiana degli esponenti della cosiddetta elite. Guarda caso sono sempre costoro che segnalavano come curiosa la presenza del presidente Obama in un fast food con le figlie adolescenti (ma tutto va bene se uno abita in una Tower in downtown, come Trump prima della Casa Bianca) o della moglie Michelle in un grande magazzino."


Obama andava nel fast food però insieme alla moglie ha firmato un contratto di 65 milioni di dollari per due autobiografie.

https://www.ilpost.it/2017/03/01/barack-michelle-obama/


E in ogni caso esiste la povertà assoluta ma anche quella relativa, ad esempio un cell non rientra nella povertà assoluta ma un adolescente normale che ne è privo confrontandosi con i compagni che ce l'hanno (al 99%) molto probabilmente coltiverà un senso di inferiorità e forse alla lunga di rancore.

E' anche l'incertezza sul proprio futuro, la mancanza di prospettive, la consapevolezza che l'ascensore sociale si è bloccato a provocare "rancore"

Ma voi qua non avete amici disoccupati? io ho amiche che fanno le badanti...

A livello psicologico poi il rancore non va represso ma verbalizzato e razionalizzato, a volte basta lasciar sfogare le persone per vederle rasserenarsi.



31/05/2019 14:12 Maria teresa Pontara pederiva
A neanche 24h dall’inizio del Festival dell’Economia qui a Trento non posso che confermare quanto commentavo al post di Gilberto B. Sul rancore. Saggezza vorrebbe il prestar fede, come i 2 autori, a quanto dicono e scrivono (e insegnano!) quanti, di mestierestudianoo, e fanno ricerche sui fenomeni sociali e sul comportamento delle società occidentali. Perché non si può fermarsi ai luoghi comuni, allepercezioni”, a quanto si sente o si legge in giro ... mesi e mesi di indagini sul “Russiagate” non sono riusciti a dimostrare una colpevolezza precisa del Presidente, ma neppure (e questo e’ tragico) escludere un suo coinvolgimento. Molti di noi non conoscono l’imbarazzo degli elettori americani, che si sentono manipolati, ma almeno ai saranno un po’ agitati sunei pressi delneiremlino.manipolati, ma forse qualcuno si sarà agitato sulla sedia al vedere il Nostro vicepremier, esponente di destra sovranista, fotografato nei pressi del Cremlino.L’idea di essere eteroguidati non sfiora neppure chi si ritiene più sveglio e al di sopra di ogni manipolazione (c’e anche chi nega o comunque minimizza le fake news...).

Eppure, proprio chi studia questi flussi sociali, va alla ricerca dei motivi che hanno spinto le classi lavoratrici a spostarsi a destra o perche’ possa accadere che venga percepito come “nuovo” e quindi non parte di casta o di élite( termini abilmente entrati nel vocabolario popolare qui e, guarda caso anche in Francia,) un esponente di quel partito che ha governato in coalizione con l’ex Cavaliere, a capo di un Governo che, per anni, ha solo minimizzato la crisi economica o quantomeno non ha fatto nulla per dare un qualche segnale di superamento ...
Oggi la percezione singola o condivisa sembra essere la molla che orienta il voto occidentale, ma il nostro sindaco dimostrava come, a fronte di una notevole riduzione dei reati, ben l’84% degli elettori sia convinto del contrario, addossandone, classico, la responsabilità agli immigrati...(tutti da studiare i motivi).*
La percezione è ancora quella che fa ritenere poveri se stessi, e straricchi gli altri, solo perche’ non e’ esperienza frequente il cenare al ristorante con la propria famiglia, come se fosse questa esperienza pressoche’ quotidiana degli esponenti della cosiddetta elite. Guarda caso sono sempre costoro che segnalavano come curiosa la presenza del presidente Obama in un fast food con le figlie adolescenti (ma tutto va bene se uno abita in una Tower in downtown, come Trump prima della Casa Bianca) o della moglie Michelle in un grande magazzino.
Il problema è che tutto questo “rancore” che c’e’ e non esisteva solo qualche anno fa, era del tutto sconosciuto all’epoca della “lotta di classe”, compreso da parte di quei nuclei deviati che l’avevano fatta assurgere a lotta armata. Negli anni di Piombo infatti non era il rancore a guidare i terroristi rossi o neri, bensì dei ragionamenti di carattere storico-filosofico che con il rancore non avevano nulla da spartire, neppure quanti azionavano, purtroppo tanti l’hanno dimenticato! l’innesco di una bomba...

Um motivo in più per riflettere ... prima che sia tardi, abbandonando ogni rancore ....



31/05/2019 13:58 Pietro Buttiglione
Ognuno di noi è portati ad essere equilibrato, come Dario, o rancoroso come, non me lo aspettavo!, Paola...
Si tratta di carattere che cambia anche col tema in questione.
Ecco, IL tema. Se è di noi cattolici a me non pare di vedere tanto rancore diffuso, preferirei menefreghismo. Comunque riguarda frange marginali sulle quali fa bene Francesco a non abbassarsi e praticare * Non ti curare di loro..ecc"
Invece nella società il rancore è ben visibile; basterebbe muoversi nel traffico! E convengo che spesso è molto motivato!
Ma a monte c'è un'altra cosa che focalizzerei, una cosa che quando la gente vive di fake news e media diventa pervasiva e dominante:
Una grande diffusa IGNORANZA.
Basta x generare rancore? Eccone! Cfr: qui pro quo
Basta x dividere/contrapporre/litigare?
Eccone! Cfr: dico oggi xyz e domani il contrario; un ignorante applaude sempre.



31/05/2019 12:08 Dario Busolini
Vorrei proporre due osservazioni:
1) Sulle presunte persecuzioni a danno di questo o quello schieramento ecclesiale. Credo che sia sempre avvenuto, dall'età di Costantino in poi, che nella Chiesa il papa regnante cerchi di uniformare al proprio orientamento l'episcopato, i cardinali, i teologi delle università cattoliche e la burocrazia vaticana cambiando i soggetti nominati dal papa precedente con nomine che, a loro volta, saranno cambiate dal pontefice che viene dopo. Perciò chi si lamenta delle nomine di papa Francesco dovrebbe tener presente che ai tempi di papa Benedetto e di Giovanni Paolo II era stato il partito "progressista" (queste etichette non mi piacciono ma qui le uso per semplicità) ad essere molto ridimensionato rispetto all'immediato post-concilio. E' umano che quanti vengono in qualche misura messi da parte provino del risentimento e pure che chi si era sentito messo da parte fino a poco tempo prima per poi tornare in auge abbia qualche desiderio di rivalsa. Però come credenti nel Vangelo di Cristo e per rispetto verso tutti quei cristiani che il martirio lo patiscono davvero sulla loro pelle, prima di gridare alla persecuzione e usare parole pesanti come "odio" bisognerebbe trattenere il fiato e ricordarsi, per esempio, di san Padre Pio che, pur sottoposto sempre ad indagini e anche ingiustamente punito, mai ebbe parole di condanna, soffrendo in silenzio e pregando.
2) Sul rancore dei cattolici. Temo che ancor prima di interrogarci su cosa dovremmo fare per diminuire il risentimento nella società, sarebbe necessario affrontare il problema del perché proviamo sentimenti del genere anche nella Chiesa. A parte gli scandali (ci vorranno anni e anni per riparare il discredito e il male provocato da certi fatti), credo che alla base ci sia una profonda delusione che colpisce tutti. Quella derivante dal fatto che, anno dopo anno, le chiese si fanno sempre più vuote, i sacerdoti e i religiosi diminuiscono sempre di più e la fede appare sempre più irrilevante rispetto all'evoluzione della società. In tale condizione, vedendo che a fronte di tante aperture seguite al Vaticano II, i risultati positivi sono stati assai scarsi, non c'è da stupirsi che possano riemergere da una parte modelli del passato, che possono sembrare più produttivi in termini di diffusione della fede, oltre che più tranquillizzanti rispetto al crescere delle paure e dei rancori, dall'altra pure tentazioni di fughe in avanti in chi pensa che siamo così perché il Concilio non è stato attuato a sufficienza. L'argomento è complesso e qui ho voluto solo accennarlo, fatto sta, però, che il leggere certi commenti mi fa pensare ai famosi capponi di Renzo che continuano a beccarsi tra loro mentre qualcuno li porta tutti insieme verso la pentola.



31/05/2019 09:24 Sara
«Scambiamo la purezza dei dogmi per la purezza dei cuori»

Questa fissazione con i dogmi giuro che, sarò limitata, ma non la capisco, Salvini mi pare la persona meno dogmatica, più relativista e post-moderna che esista, basti vedere che con la costituzione e i trattati internazionali ci si pulisce quotidianamente le scarpe.

Del resto lo si vota più per la Flat tax (perchè è venuta meno la fiducia nello stato e nel welfare dopo anni di tagli sconsiderati) che per la transustanziazione.

Se vuoi smontare le strumentalizzazioni del crocifisso basta affrontarlo laicamente.



31/05/2019 09:15 Sara
"Cosa propone la cultura cristiana ai tantissimi haters (anche cattolici) che ci circondano - e non più soltanto sui social ­-, per di più credendo in tal modo di costituire la migliore difesa della fede? «Scambiamo la purezza dei dogmi per la purezza dei cuori», ho letto da qualche parte: anche da qui nasce il rancore."

Già ci fosse la possibilità di incontrarsi senza moralismi pelosi sarebbe una cosa grossa.



31/05/2019 09:05 Francesca Vittoria
Il cristianesimo non si esibisce come un certificato di carta, esso è fatto, vissuto in opere. Il salvadanaio di queste oggi sembra vuoto, si fa un genere di carità che non costa, il di più che altrimenti si butterebbe, come la roba di poco prezzo perché non è fatta con materie prime naturali, ma di plastica , guai a stirarle con il ferro caldo. Qualsiasi fatto criminoso che accade, nessuno ha visto , eppure queste persone sono perbene!E' che non si crede più nelle virtù astratte, forse neppure in grammatica vengono nominate perché bisogna vivere la carità, la speranza, l'amicizia,fraternità corona d'onore di chi le pratica perché vengono dal cuore. Si è votato per che cosa? Se non sappiamo nulla di quelle persone, del loro passato, le idee sono tutte promesse che chiunque è capace di formulare, sono quelle che certa gente si aspetta di sentire non suffragate da esperienze provate. A che servono il tot di voti richiesto stabilito metro di vittoria , e si chiama per questo democrazia? E il Paese è fatto da questo totale o non esiste una altra parte che è dissenziente,? Non sembra siano partiti chi ci governa ma gente che infatti si costituiscono in corporazioni uniti da interessi, da contratto di reciprocità, io do una cosa a te e tu la dai a me. Mirano a ergersi come amministratori della cosa pubblica, del denaro pubblico, tanto è vero che non si sognano di lasciare "il posto", tanto agognato! Quando lo facessero tornerebbero a essere "nessuno" come tali sono apparsi alla ribalta a giurare e tornare a giurare, con il coraggio di baciare cose sacre, senza immaginare di fare un gesto già fatto nei confronti del crocifisso, un gesto che oggi sarebbe meglio non abusare perché appare simile a quello di chi ha tradito. Non è possibile dare fiducia chi la compra con denaro, non è possibile seguire i dettati che vengono impartiti dalla sera alla mattina, non è possibile essere conquistati da un novello Verbo, che di se non può dichiararsi esempio da imitare! Bisogna riflettere e prendere atto che non si può passare da un errore a un altro simile, che è anche da una personale mancanza di riflessione se non si guarda a dove stiamo andando e a quali fini ci lasciamo condurre, porci queste domande, Oggi si lamenta che molti sono gli italiani che mandano curriculum all'estero, perché le loro capacità sono eccellenti e perfino ben retribuiti in quei paesi dai quali noi riceviamo povera manodopera! Così il meglio se ne va, ! Qui si vogliono laureati per fare il bidello, anche se si lamenta che siano pochi, se poi è una azienda privata esige esperienze, capacità provate, e poi assistiamo che invece per governare tutto questo non sembra essere richiesto, tutto si scopre poi, dove salta fuori che indagando la onorabilità della persona lascia a desiderare, e l'operato enfatizzato prima, emerge poi discutibile, poco chiaro, dando luogo a guerre intestine anche se con il sorriso sulle labbra. Forse si, non tra il popolo credulone, ma li esiste l'odio, quando il potere reclama il suo dio. La verità, è una araba fenice, un miraggio, perché se fosse nel d a di una qualsiasi persona, anche non cristiana, sarebbe già un requisito valido a consentire fiducia, a sperare che qualcosa cambi. Finora abbiamo assistito a sperticate concessioni, a tracotante atteggiamento di nuovo adamo, che ama vangare il proprio orto ma non sa cosa piantare per farlo produttivo per la propria generazione
Francesca Vittoria



31/05/2019 08:46 Paola
Il rancore, che ci sia o meno, nasce da una sensazione di mancanza di giustizia, a tutti i livelli. Pensiamo a chi perde il lavoro con un messaggio sul cellulare: siamo ancora capaci di indignarci per questo sistema che "uccide", per dirla alla Papa Francesco, o ci sembra il normale prezzo da pagare perché "cosa ci vuoi fare il mondo è sempre più globale" e va tutto bene madama la marchesa..in tutto questo il male credo non sia più in Salvini o in chi per lui, il male è proprio dentro di noi, che abbiamo costruito una società che invece di migliorare le condizioni di tutti è sempre più ingiusta, ma non per caso, perché questo riflette quello che siamo: il male è dentro di noi, quando litighiamo con il vicino per l'acqua dei fiori che cola, che ci guardiamo tutti con sospetto e diffidenza, il mondo non si costruisce facendo gli eroi, ma sforzandoci ognuno di cambiare "dentro", cominciando dal non giudicare chi è diverso da noi, estirpando l'odio neanche tanto ben nascosto che portiamo nel cuore, e in quanto cristiani abbiamo doppia responsabilità: il mondo riflette il nostro spirito: ma crediamo ancora in quello Spirito o quello che conta è il benessere della nostra personalità, crediamo che siamo strumenti di Dio o pensiamo che tutto ruoti attorno alla nostra persona,e anche quando facciamo gli altruisti, siamo sicuri di farlo per Dio, in definitiva per il mondo, o non lo facciamo per noi stessi, per poterci dire "come sono bravo, quanto sono giusto"? Tutto questo lo dico prima a me stessa, sia chiaro, ma sono convinta che si debba ripartire dalla "base", non tanto della società, ma di noi stessi, sperando di essere ancora in tempo.


31/05/2019 08:14 Maria
Il rancore , caro Beretta, e’ da entrambe le parti.
La parabola della pagliuzza e della trave potrebbe essere ricedetta cosi’ oggi : perche’ vedi il briciolo di rancore nel cuore del fratello, e non vedi la montagna di rancore nel tuo cuore? Ipocrita! Prima togli il rancore dal tuo cuore e po8 potrai parlare del rancore del fratello.
Il rancore e’ sbagliato, non e’ un sentimento cristiano, ma davvero non vi rendete conto che tanti nella Chiesa oggi, anche preti e vescovi, sono intrisi di “ rancore” verso quelli che dissentono dalla linea dominante imposta sotto questo pontificato?
Basta leggere certi tweet di teologi contro certi politici, basta leggere certe affermazioni di vescovi conferenze episcopali, per rendersi conto del “ rancore” contro una determinata parte del,’ elettorato cattolico, per non parlare del rancore e dell’ odio verso i cosiddetti “ tradizionalisti”.
Caro Beretta , quello che non riuscite a capire e’ che il “ rancore” c’è l’ avete anche voi, dentro, e non volete ammetterlo, anche voi irenisti e pacifisti, misericordiosi ed accoglienti, ecumenismi e de sinistra. . Ammettere il proprio rancore e’ il primo passo per cercare di guarirlo, ammettere che anche coloro che si sentono dalla parte “ giusta” possano sbagliare, possano essere presuntuosi e’ il primo passo. Il rancore non c’è l’ hanno insomma solo quei cattolici che hanno votato Salvini.
Ma la mia esperienza dei cattolici cosiddetti progressisti , in parrocchia e altrove, mi fa essere pessimista: non ammettono mai i propri errori. Gli errori , per loro, sono sempre degli altri. Le critiche, per loro, sono sempre cattive ed immotivate. Guardate come sono stati trattati i cadinali dei Dubia o coloro che hanno fatto critiche all’ attuale leadership vaticana. Molti studiosi sono stati licenziati dalle un8versita’ dove insegnavano solo perche’ hanno osato scrivere la lettera di critica di alcuni punti dell’ insegnamento del,’ attualePapa!
Senza rancore, caro Beretta, ti dico che il rancore c’è l’ hai anche te . E ti dico che molti cattolici semplici umili , vecchiette e anziani , si rendono conto benissimo che i sedicenti misericordiosi non lo sono affatto, che i sedicenti dialoganti non lo sono affatto, che i sedicenti “ pastori” non lo sono affatto. Continuare ad accusare di rancore gli altri e non guardare dentro se stessi e dentro il proprio rancore, (anche quello degli Andrea Grillo, dei Padre Spadaro ecc) vuol dire vedere la pagliuzza nell’ occhio nel fratello e non la trave del proprio.
Il rancore non e’ cristiano, e’ cristiano che ognuno faccia penitenza e si ravveda dei PROPRIpeccati, che ognuno converta SE STESSO, che ognuno nella propria vita cerchi di santificarsi, prima di ergersi a riformatore degli ALTRI



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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