Le domande di fronte al futuro
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 25 maggio 2019
Essere turbati e avere timore di fronte a come va il mondo: può essere davvero questo un atteggiamento di fede?

 

Cari lettori, in un tempo di crisi e di frammentazione, difficile da analizzare e, almeno per ora, apparentemente impossibile da sintetizzare, la meditazione personale delle letture domenicali fa spesso risuonare in noi più domande che risposte. Ma, nel momento in cui abbiamo il coraggio di condividere tali domande, scopriamo che esse, oltre ad evidenziare le differenze che ci caratterizzano, sono spesso molto simili, se non identiche, a quelle che risuonano negli altri. Pensiamo perciò che possa essere utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che, a vostra volta, vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla meditazione personale sulle stesse letture. In tal modo, potremmo forse ritrovare le tracce per ricucire le singole differenze e tessere nuovamente, su basi bibliche, quell'universalità, quella 'cattolicità' della fede che oggi molti invocano...

***

In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati». Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl'idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!» (At 15,1-2.22-29).

SERGIO: «Lo Spirito Santo, quando opera in nuovi contesti, ci indica sempre la direzione di una minore imposizione di pesi e doveri consueti, affinché le diversità emergenti possano convivere senza eccessivi turbamenti? Quando abbiamo ascoltato per la prima volta veramente l'annuncio cristiano, abbiamo sperimentato una sostanziale leggerezza delle nuove regole da osservare rispetto a quelle osservate fino ad allora ma percepite ormai come inutilmente pesanti?».

GILBERTO: «Possiamo ricordarci che le diatribe e i conflitti sulle diverse interpretazioni del vangelo fanno parte strutturale delle fede e non sono frutto del peccato? Come mai nella chiesa primitiva l'autorevolezza nel riconoscere la verità del vangelo è connessa alla dedizione totale a Cristo nella vita reale più che alle capacità culturali e/o intellettuali?».

 

L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello (Ap 21,10-14.22-23).

GILBERTO: «Come mai rischiamo di considerare assolute in sé le forme e gli strumenti della religione quando il destino che ci attende riassumerà queste forme e strumenti, qualsiasi siano, nell'unica cosa che resterà: la relazione con Dio che sarà tutto in tutti?».

SERGIO: «Un giorno, come cristiani, avremo lo spirito giusto per abitare insieme agli ebrei in una città santa comune? Perché avvenga questo sarà necessario comprendere - e praticare - il senso che hanno in essa, da un lato, la presenza di dodici porte d'ingresso 'ebraiche' e di dodici basamenti 'cristiani' delle mura, dall'altro lato l'assenza di qualsivoglia 'tempio' e 'lume naturale'?».

 

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate» (Gv 14,23-29).

SERGIO: «Sappiamo amare Gesù, pur in sua assenza, ma amando come lui ha amato? Riusciamo a non avere paura di non averlo tra di noi in carne ed ossa, rallegrandoci però di sentirlo abitare come spirito dentro di noi? Abbiamo compreso lo specifico, rispetto al mondo, della pace - e del modo di donarla - di Gesù? Abbiamo accettato il fatto che senza Spirito non potremo ricordare quanto fatto e detto da Gesù e il suo insegnamento resterebbe incompleto?».

GILBERTO: «Come mai oggi sembra che molti cristiani siano turbati e abbiano timore di fronte a come va il mondo? Può essere davvero questo un atteggiamento di fede? Come mai oggi sembra che molti cristiani siano preoccupati primariamente di vedere se i fratelli osservano la parola, nel senso di metterla in pratica, e molto poco invece tendano ad osservarla, nel senso di custodirla come dono prezioso mai compiutamente realizzato e realizzabile su questa terra?».

 

 

 

 

28/05/2019 18:28 Sergio Ventura
Grazie Francesca Vittoria per la condivisione di quanto la Scrittura ti ha sollecitato e per aver evidenziato l'utilità delle domande poste al fine di far sorgere commenti e dialoghi...


28/05/2019 10:33 Francesca Vittoria
Sappiamo amare Gesù....come ha fatto lui? Accettato il fatto che senza lo Spirito non potremmo ricordarlo è ricordare i suoi insegnamenti?

Come mai oggi certi cristiani sembrino turbati e intimoriti per come va il mondi? È ' atteggiamento questo di fede? interessati molti di loro a vedere se i fratelli osservano la Parola, la mettano in pratica è invece molto poco a osservarla come dono prezioso mai compiutamente realizzato è realizzabile su questa terra? Una interrogazione quasi da insegnante a allievii.
Da semplice cristiana, con esperienze di vita, devo rispondere alla prima che uno guarda a Gesù Maestro , se ha fiducia in Lui e nella Parola che lo Spirito ci fa custodire, a
Lora in virtù di tutto questo fa scelte coraggiose e capace di responsabilmente affrontare le conseguenze, e godere di quella pace e di quel l'aiuto che effettivamente viene dall'alto, non solo, ma a distanza di tempo non si hanno dubbi sulla esistenza di questo Dio cui si è data fiducia.
Credere nel Vangelo che ci ha lasciato, anche senza porsi tante domande e ascoltare quello che ricercatori dicono di aver o meno trovato tracce originali, è importante se si vuole incamminarsi su via certa che porta bene, ma bisogna per questo farlo per fede , e per questo noi nelle Parabole leggiamo che Egli vuole la fede, da molta importanza alla fede dalla quale Egli fa discendere il miracolo. E aveva ragione allora a esigere questo, perché ha pensato già allora a noi posteri che non lo vediamo e che però lo facciamo presente attraverso la fede. Non servono neppure esempi di persone altre, non influiscono abbastanza, secondo me, ma per tante persone magari contano molto i santi, Credo molto sia importante la Persona dello Spirito Santo, a invocarlo per tutti quei momenti in cui abbiamo prove da affrontare, poco coraggio, incertezze, dubbi, decisioni...ecco che Lo Spirito e quel prossimo da consultare-pregare. Devo dire che Gesù Cristo e la Persona divina che rimane più in "confidenza" , un parere personale, anche se nella Bibbia Dio conduce la storia di popoli e genti, le ha guidate, ha dialogato a voce, si è fatto vedere, ma ha fatto bene a mandare Gesù Cristo, uomo tra uomini, fratello, Dio , a dare esempio di come voler bene , a seguirlo in questo è ogni Parabola c'è la sua risposta alle nostre domande, le sue risposte sono progetti sciorinati a nostre scelte. Sono convinta che la Trinità sia effettivamente un unico Dio in tre Persone e questo per essere di aiuto al genere umano . È' importante che esista la Chiesa, di aiuto a ogni nostra esigenza spirituale e, anche avvocata per tutto quelle cause dove la povertà e ingiustizia sociale penalizza la vita di tanta umanità , tutta quella che vediamo, se vogliamo vederla.
Domande intelligenti, utili a aprire commenti e dialoghi



26/05/2019 17:39 Sergio Ventura
Grazie Pietro per l'apprezzamento :-) e per le tue risonanze. Circa la prima, credo che il CEC https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_ecumenico_delle_Chiese sia stato un tentativo nella direzione che tu auspichi. Per la seconda, credo che quel tipo di autocomprensione sia ancora molto...escatologico ;-)


26/05/2019 10:42 Pietro Buttiglione
Apprezzo molto le vs letture, a comprova che dalla Parola non può venire che Bene!
Anche a me hanno detto, hanno parlato..
In particolare su CHIESA.
2) La prima: sua funzione nativa e primaria è dirimere la controversie. Non vedo alternative. ANZI!
A quando una ONU di tutte le confessioni cristiane che lasci la massima libertà di inculturazione e adattamenti all'hic et nunc ma al contempo con autorevolezza faccia sentire al mondo sperso e sparso una voce spirituale!?
2) nell'Apocalisse si legge che non ci sarà più Tempio, quindi neanche Chiesa..
Come Chiese si stanno preparando?? A sparire, dico... A nn credersi uniche ed eterne?!



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