Il tema del mese
In Chiesa non si fa l'amore
di Gilberto Borghi | 16 maggio 2019
E' difficile negare che ancora oggi la Chiesa abbia un rapporto difficile con la sessualità. E temo che una delle cause più profonde della difficoltà di rendere efficaci le proposte di pastorale famigliare derivi proprio da questo difficile rapporto tra fede e sesso.

Qualche anno fa mi è stato chiesto un incontro di formazione per le coppie guida della pastorale famigliare di una diocesi. Proposi un gioco in cui le coppie erano chiamate ad evidenziare lo specifico di varie relazioni di amore (ad es: madre-figlio; prete-comunità; marito-moglie; amico-amica), attraverso una strategia che non mostrava in modo immediato l'obiettivo.

Il risultato fu molto interessante. Su sei coppie chiamate a realizzare il gioco, solo una riconobbe nell'amore sessuale lo specifico della relazione marito-moglie. E forse, anche tra i lettori di questo post immagino che il dubbio su questa risposta non sia piccolo. Ma in realtà la Chiesa ha sempre riservato l'attività sessuale solo a questo tipo di relazione. Perciò è davvero difficile negare che questo sia l'aspetto specifico che distingue la sponsalità da ogni altro tipo di relazione.

Al di là del valore puramente simbolico del risultato del gioco, è difficile negare che ancora oggi la Chiesa abbia un rapporto difficile con la sessualità. E temo che una delle cause più profonde della difficoltà di rendere efficaci le proposte di pastorale famigliare derivi proprio da questo difficile rapporto tra fede e sesso. Non è un caso che questa sia, di gran lunga, l'area esistenziale con il maggior "scarto" tra le indicazioni etiche del magistero e il comportamento effettivo dei fedeli.

Temo perciò che dovemmo ripartire da qui, dal domandarci se davvero questo "scarto" derivi solo da una mancanza di fede e di coerenza dei fedeli, o se dipenda anche da un approccio magisteriale ed ecclesiale al sesso che, nella maggioranza dei casi, non ne sa indicare a sufficienza la bellezza e il valore in relazione alla vita di fede.

Conosco un diacono permanente che gestisce quattro parrocchie della "bassa" Romagna, zona in cui fino a 20 anni fa i partiti di sinistra prendevano non meno del 75% dei voti alle elezioni. Quando è arrivato ha speso 3 anni a conoscere, sul piano umano, le persone delle sue parrocchie, senza proporre alcuna attività pastorale specifica, ma limitandosi a tessere "relazioni". Mi ha confidato che, dopo un primo periodo in cui ha dovuto guadagnarsi la fiducia, le persone con cui era entrato in confidenza avevano sempre tre temi principali che li preoccupavano: il lavoro e la conseguente stabilità economica loro e delle famiglie; la salute, con lo strascico di sofferenze che si porta dietro se non c'è; l'amore, con l'enorme difficoltà di saper gestire le relazioni che danno senso alla loro vita.

Bene, sul terzo tema, il 90% dei problemi coinvolgeva sempre la sfera sessuale. "Ma sai - mi diceva - 'sta gente non sa più fare l'amore, conoscono una sessualità così asfittica e povera che mi si stringe il cuore. (Lui è sposato!) Ho scoperto che spesso il tradimento sessuale serve a mantenere in piedi un matrimonio faticoso, più che a romperlo. Forse davvero toccherebbe a noi cattolici mostrargli la felicità e la bellezza del sesso. Ma pure noi non è che stiamo messi bene."

Ecco, credo che un punto di ripartenza possibile sarebbe proprio questo. Provare a tessere sul piano umano relazioni belle e sincere con le persone, senza alcun fine né pastorale, né di conversione e, a partire dai problemi reali che le persone vivono, provare a sostenere il loro percorso personale nella direzione di un maggiore avvicinamento alla verità dell'amore di cui noi siamo testimoni. Quasi immediatamente saremmo messi davanti al tema della bellezza e del valore del sesso e alla necessità di cominciare a evangelizzare a partire da lì.

Allora però, gli schemi pastorali spesso dovrebbero saltare. Non è più pensabile proporre percorsi precodificati, uguali per tutti, di "tot" incontri, e finalizzati direttamente al matrimonio, in cui la sessualità è mostrata (quando va bene) solo come strumento di comunicazione tra i coniugi. Questa modalità oggi ha davvero poche possibilità di essere efficace. C'è bisogno, invece, di prendere in carico la coppia, fin da quando ancora non sta per nulla pensando al matrimonio (ci manca terribilmente una pastorale degli innamorati!) e provare ad accompagnarla con tempi e modi che non possono essere preventivati in anticipo. E c'è bisogno di cominciare a raccontare loro che il sesso è il luogo della presenza di Dio tra di loro, in cui Lui li chiama ad imparare ad amare. Perciò, come prima operazione pastorale, più che provare a regolare il sesso, sarebbe necessario riconnetterlo alla vita di fede, attraverso il riconoscimento del significato teologico della sessualità.

Lo so, forse un sogno. Ma c'è già chi si sta muovendo su questi sentieri.  

 

 

19/05/2019 10:12 Pietro Buttiglione
Premesse:
1) nel ns codice ci sono le attenuanti.
Anche nella Chiesa?
2) SE uomo è corpo&psiche dovremmo nel "giudicarlo" tenere conto o no del suo fisico??
3) Ormoni. Poniamo un uomo che resta vedovo. Oppure un giovane che si sta affacciando alla sua sessualità. Guardiamo semplicemente cosa succede ad un uomo dopo che passa del tempo dal suo ultimo rapporto. Cambia. Come cambia? L'aumento di certi ormoni nel suo corpo influenza direttamente la sua psiche, i suoi stessi pensieri. Il desiderio aumenta grandemente e ne modifica addirittura la quotidianità. Mi fermo qui xchè chi lo ha provato da cosa intendo.

Ne sono immuni i nostri preti, secondo voi??

Ha un qualunque senso la "sublimazione dell'istinto?"
Concludo.
Se si riflettesse su tutto questo seriamente dovremmo rivedere decisamente certi insegnamenti della CC, sia x il celibato, sia x la masturbazione.



17/05/2019 16:41 Pietro Buttiglione
Chi ha letto "Gli amori pastorali di Dafni e Cloe" sa come dopo vani tentativi, Dafni andò a lezione da una prostituta.. Bbbuono!!

Il cammino sessuale oggi potrebbe proseguire con un partner con_senziente.. Ottttimo!!

Spesso la maturazione si arena qui, magari in una sfrenata ricerca di alternative che procurino ancora "sensazioni"..
Qualcuno si fossilizza in uno stato di mera morbosità ( cfr Moravia)..

Pochi (purtroppo) riescono a costruire una relazione con una Persona che ama e ne è riamato . Allora la cosa diventa qualcosa di assolutamente al di là di se stessi, di trascendente, allora davvero si arriva a sentirsi Uniti e Dio vicino.

Se ci riflettere questa parabola rispecchia tutto il senso di questa piccola breve limitata Vita
Ci si può fermare al primo stadio, accontentarsi di essere soggetto "consumante"..
Ma si può anche assurgere a Dio
Sta a noi.
Solo a noi.
PS e chi non trova qs relazione??
Basta un incontro e un sorriso.
Dio è sempre vicino, molto vicino!



17/05/2019 12:00 Paola
L'energia sessuale contraddistingue ogni essere vivente; nell'animale, che è puro istinto, è bisogno primario come il mangiare, nell'uomo, l'unione uomo donna, quando si percepisce la dimensione spirituale della vita, e si cerca la condivisione vera con il partner, è riproduzione dell'armonia universale, unione di opposti al quale bisogna tendere. Ci sono esseri umani però ancora attratti dal lato istintivo dell'animale, che non hanno ancora scoperto la dimensione divina o che pensano al sesso come un fatto sporco in sé, giustificato solo dal dover procreare; ma si dice "fare" l'amore, proprio perché il rapporto sessuale giustamente inteso vuol proprio dire rendere materiale l'amore alla base della Vita universale ed infinita di Dio.


17/05/2019 10:14 Francesca Vittoria
Amare, voler bene, questo tema è stato ampiamente approfondito da Papi stessi, basta leggere la mulieris dignitatem, e tutte altre Lettere, da, sarebbe saggio prendere in mano e attivare conversazione anche in banchi di scuola, a far comprendere che voler bene e anche imparare cosa significa amore per tutto quanto di coinvolgente vi è in un essere umano. Bisogna partire da esempi che partono proprio dal pensare a fare famiglia, l'amore uomo donna non è un problema da doversi sviscerare come viene inculcato dai programmi televisivi, la sessualità promossa a Massimo bene, quando invece se non c'è sentimento altro, il corpo diventa cosa, merce da mercato, ormai questo è saturo tanto da risultare banale quando si pubblicizza magari un qualsiasi oggetto, si umanizza qualsiasi cosa creata come anche i robot, in luogo di persone si danno vita a cose allontanando così l'interesse dei sentimenti spontanei, veri . Per un cristiano , nella Famiglia pensata da Dio, c'è tutto quanto serve per trarre ispirazione a una propria e sulla base di quei sentimenti qualsiasi espressione di amore ne esce in bellezza, armonia, serenità, genera gioia e costruttivo di vita. Come altrimenti coniugare fratellanza, amicizia, fedeltà, come ha senso onorare la Parola di un Dio che si dichiara padre e invita a onorare i genitori, rispettare i propri simili, è tutto quanto segue. Il bambino che oggi fa la Comunione e poi lo ritrovi più grande in un altro percorso o addirittura di questa cultura non conserva memoria, di chi la colpa?perche è diventato così sbandato? Non è forse perché gli sono mancate quei suggerimenti che ci vengono proposti da quella Famiglia prima ? Fa scandalo che un soccorritore accenda la luce in uno stabile abitato da persone lasciate al buio perché senza soldi, la luce e elemento da ritenersi vitale! Senza puoi anche morire senza essere soccorso. Contravviene a quale legge ? Domandiamocelo, eppure ha suscitato scalpore non l'aver aiutato, soccorso in un frangente di estrema povertà, no, perché nessuno si è domandato come consentire a quelle persone di essere autosufficienti, dignitosamente provvedere ai vitali necessità, compreso pagare il consumo di luce, di vivere da civili. E queste situazioni come mai non erano conosciute? Non erano inumane?. Eppure questo caso sembra sconvolgente anche , questo sì lo è, a una persona che sta comperando una Bibbia e trova ingiusto l'atto di aver soccorso chi gridava "Signore, che io veda". Il pericolo è dato da questo GAP di Amore, di questo fuoco che ha bisogno di legna per scaldare l'animo umano a dare vita a più nobili sentimenti, coraggio a perseguire alti ideali, quali Giustizia, Libertà, Pace , che creano fratellanza tra i singoli, comunità, popoli anche diversi ma che si danno la mano e dialogano e insieme fanno il mondo più vivibile per tutti
Francesca Vittoria



16/05/2019 22:37 Sergio Ventura
Grazie a Salvo per il consiglio di lettura e, sì, il libretto di Radcliffe è straordinario! Anche in un contesto molto molto laico affascina ma turba al contempo...

Mega-super-Ot @Sara: come è andata la giornata? Spero non sia stata così orrenda come temevi :-)



16/05/2019 15:36 salvo coco
Coonsilio un libro "Un corpo mi hai dato. Per un cristologia sessuata" di Angelo Biscardi, ed. Cittadella


16/05/2019 11:57 Maria Teresa Pontara Pederiva
Hai ragione, Gilberto: è un nodo difficile da risolvere e certe omelie ai matrimoni fanno purtroppo comprendere uno scarto che non accenna a colmarsi. Ed è pure uno degli scogli su cui si arenano i giovani anche quelli che frequentano le nostre parrocchie ...
Mi viene in mente però che tra le tante ombre non mancano le luci: penso a quella correlazione tra rapporto sessuale ed eucaristia proposto (non senza uno strascico di aspre critiche!) dal domenicano Timothy Radcliffe: in entrambi i casi l'offerta di un corpo, e nessuno ci aveva pensato prima! ... Come ci si poteva immaginare.



16/05/2019 10:00 Sara
Super OT.

Lo so che non c'entra nulla però è una cosa molto carina e la volevo segnalare.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

Articolo di Magister su Amy-Jill Levine, una studiosa ebrea che avevo già ricordato, sia per il convegno sui farisei sia per un suo intervento (Osservatore Romano) sulla parabola del figliol prodigo.

Dal momento che mi ha interessato e non la conoscevo ho fatto una ricerca su di lei ed ho scoperto (un mesetto fa più o meno) che si definisce una "femminista ebrea yankee che insegna in una scuola teologica predominantemente protestante al centro della Fascia Biblica americana" e questa cosa ovviamente mi è piaciuta subito un botto (tenuto conto soprattutto che le poche filosofe che amo sono quasi tutte ebree: Hannah Arendt, Judith Butler, Simone Weil e ci sarà pure un perché) e mi sono procurata qualche cosa di suo.

Nello specifico questo testo:

The Jewish Annotated New Testament


https://www.nytimes.com/2011/11/26/us/a-jewish-edition-of-the-new-testament-beliefs.html

Che mi è arrivato la settimana scorsa e (con un pizzico di sorpresa devo dire perché me lo aspettavo un po' diverso) ho scoperto trattarsi di una bibbia commentata interamente da studiosi ebrei. (pensavo più ad un insieme di studi invece c'è proprio la Bibbia intera compresi atti degli apostoli e apocalisse simile all'edizione della EDB)


A pagina 655 ad esempio c'è un capitoletto intitolato The Law in cui affronta il problema delle controversie tra cristiani ed ebrei sul tema della legge e sostiene che prima di tutto c'è una questione metodologica di fondo perché non è ben chiaro quando si parla di legge cosa si intenda, inoltre che si tende a sovrapporre al mondo ebraico una visione che è propria in realtà del puritanesimo protestante (che lei ben conosce) secondo un'equivalenza: ebreo=puritano legalista che è invece piuttosto infondata.

Non c'entra nulla lo so però visto che è davvero una studiosa carinissima e visto che per una combinazione ne parla anche Magister mi permetto umilmente di segnalarlo.

Vado che ho una giornata orrenda davanti, almeno mi sono consolata un po'.

:-)



16/05/2019 08:17 Sara
La Chiesa non ha un rapporto difficile con il sesso la Chiesa pensa che il sesso sia così bello che vada vissuto con estrema delicatezza.
Poi che sia difficile spiegarlo è verissimo, è difficile anche viverlo perché ci sono gli alti e bassi, i problemi di salute, le stanchezza, i problemi economici: insomma la vita reale.
A volte basta solo aspettarsi. E' amore anche quello.



16/05/2019 08:16 Pietro Buttiglione
Significato teologico della sessualità
Davvero ancora ci illudiamo di riuscire a fare calare dall'alto dei massimi trascendenti sistemi la Verità?? A pioggia su tutti, irregimentare ad ascoltare UNO che parla?
(( So che ci sono realtà diverse..GIL parla di avvicinare la coppia. Io direi ancora prima la Persona..😆))
Imo oggi lo schema di qualsiasi catechesi deve partire dall'umano...
Aiutare a dis-cernerlo. Capire cosa muove. Come vive.. quale esperienza/storia ha attraversato la singola Persona.. quindi aiutarlo a capire se stesso e ad aprirsi a nuovi scenari.. in fondo ai quali sicuramente c'è Dio che lo aspetta, anche nell'unione totale tra uomo e donna... Ma deve essere poi LUI a scoprirlo/viverlo..



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