Robe di Ro.Be
La religione che fa male
di Roberto Beretta | 13 maggio 2019
"Questa Chiesa uccide": è il titolo crudo di un articolo del docente di morale svizzero Daniel Bogner. Certo urterà molti, ma serve a ricordarci che le strutture umane (anche quelle "di fede") hanno un lato oscuro che genera ingiustizie e dolore. E che pertanto deve essere tenuto a bada.

"Questa Chiesa uccide". E' davvero crudo il titolo dell'articolo scritto dal docente di morale svizzero Daniel Bogner e tradotto in italiano da Settimana News. Qualcuno sicuramente ne sarà urtato, ma altrettanti - come succede a me davanti a prese di posizione che possono sembrare provocatorie - saranno indotti a pensare.

Inevitabilmente per affermare che "la Chiesa uccide", Bogner parte dagli abusi, pedofilia e violenze sulle religiose; ma potremmo anche risalire a tanti altri "scandali cattolici" che - nella storia - hanno provocato dolore, odio, morte: dall'inquisizione alle crociate, dalla repressione del modernismo alla caccia agli eretici, e via via su e giù per li rami dei secoli. "È evidente che nella Chiesa e grazie alla Chiesa ci sono strutture del male", scrive Bogner.

E mi soffermerei su quel "grazie alla Chiesa" per riflettere sul fatto che la religione cattolica - insieme a tanto bene per milioni e milioni di persone - è stata all'origine di infinite sofferenze e ingiustizie per altrettanti uomini e donne, molte delle quali del tutto gratuite, non necessarie al messaggio su cui la Chiesa stessa si fonda e dovute a impostazioni che la dottrina, la morale, la struttura degli uomini si sono più o meno arbitrariamente date. Come in tutte le istituzioni umane e in tutte le religioni, cioè, il cristianesimo possiede un lato oscuro che produce danni sulla vita sia dei credenti, sia in senso più lato sulla società in cui si manifesta.

Attenzione: non si tratta di un "accidente", ovvero di un corollario di secondo piano, di un effetto collaterale che - come succede in un farmaco - genera qualche controindicazione però abbondantemente compensata dal preponderante effetto benefico principale. Il male non è nemmeno e soltanto frutto della cattiva interpretazione, voluta o inconscia che sia, dei singoli che praticano la fede, mentre la sostanza della struttura resterebbe sana e "santa". No: ogni religione, e quindi anche il cristianesimo cattolico, in quanto struttura umana ha dentro di sé in modo ineliminabile un "difetto di fabbrica" essenziale che può portare e spesso porta a esiti appunto di dolore e morte.

Bogner lo spiega bene quando passa a individuare "il nucleo tossico della Chiesa", ovvero quella "fitta rete di atteggiamenti e pratiche consolidate" che "ha effetti malefici che avvelenano", e ne enumera alcuni elementi: "la sacralizzazione dell'involucro"; "l'atteggiamento reverenziale"; "una pericolosa concezione del potere"... Si potrebbero aggiungere altri numerosi "fattori sistemici" che contribuiscono a rendere la Chiesa un ente capace di fare "vittime in numerosi settori", ma non è questo il punto, quanto quello di comprendere la realtà di fondo: ogni struttura umana, e dunque ogni religione e dunque anche la religione cattolica, ha in sé elementi che devono essere tenuti sotto stretta osservazione e continuamente corretti, perché non diventino realtà oppressive e mortifere, fattori patogeni, generatori di cattiveria o vizio o comunque "male".

Qual è dunque la conseguenza? Tenersi lontani da ogni religione, come da secoli sostengono filosofi agnostici e liberi pensatori, ma anche uomini semplici "scottati" dalle esperienze negative? Non necessariamente. A mio parere si tratta di applicare alla fede alcune regole, già come singoli: nessuna struttura è umanamente assoluta, nemmeno la Chiesa; anche le religioni possiedono intrinseche potenzialità di male, che vanno conosciute e tenute sotto stretto controllo; la ragione deve sempre esercitare la sua supervisione sui meccanismi fideistici, che sono capaci dei più eroici slanci ma possono anche generare situazioni aberranti; davanti alle indebite sacralizzazioni può e deve scattare quella "obiezione di coscienza" che spesso salva da tanti abusi e tanto dolore.

Poi, oltre alle precauzioni del singolo, deve entrare in gioco la volontà di riforma dell'istituzione; ovvero, come scrive Bogner, la Chiesa deve chiedersi se "può, mantenendo la sua conformazione storica, rimanere anche un luogo d'incontro con Dio (e forse, persino un luogo privilegiato per tale incontro) o ritornare a essere tale, facendosi attivamente carico delle esigenze di rinnovamento che gli abusi hanno posto sotto gli occhi di tutti?". Sapendo peraltro già dall'inizio che nessun sinodo, concilio o riforma riuscirà mai a dare una risposta definitiva alla domanda.

 

 

20/05/2019 09:12 EMANUELA
Roberto Beretta grazie per questo articolo, le ho voluto bene.


18/05/2019 09:07 Pietro Buttiglione
A pro di religione che fa male..
Ho appena finito di rileggere un libro sull'EVO-DEVO.. che riporta una stats su dove si crede meno a uomo DA animali primitivi.
Ebbene vedo aì primi posti paesi "religiosi" come USA seguita da Polonia, poi Irlanda, poi Russia, poi Filippine ecc..
Anche così si fa del male, favorendo l'ignoranza, arte in cui oggi eccellono certi ns governanti.



18/05/2019 08:00 pit bum
Rompiscatole,? Ma basterebbe OT
PS poi mi piacerebbe sapere quanti leggono certi msg lunghissimi... di una crociata di VN.. Ma tra chi fa ping-pong e chi non ti replica mai preferisco i primi...



17/05/2019 17:35 Paola
Non so perché, ma a volte ho la sensazione che consideriate le persone che scrivono sul vostro blog più che altro dei rompiscatole. L'anonimato, che è relativo, perché avete le nostre mail, io scrivo con la mia mail dove compare il nome e cognome per esteso ad esempio, è una possibilità che date voi, c'è chi la usa e chi no, ma fantasticare che dietro ad un nome di battesimo ci sia chissà quale sovversivo mi sembra un po' esagerato, o forse sono io che sono ingenua e che neanche arrivo a pensarlo..


17/05/2019 15:43 Maria Teresa Pontara Pederiva
Mi viene in mente la triste, ma per certi versi il termine esatto sarebbe "drammatica", storia del teologo, gesuita, belga Jacques Dupuis la cui vicenda esce ora in un libro-intervista del vaticanista O'Connell.
Per le sue convinzioni, espresse anche in libro incriminato, sul significato positivo attribuibile alle altre religioni, peraltro 0in linea con quanto affermato dal Concilio, a inizio secolo è stato accusato di eresia ed esautorato anche dell'insegnamento (questo spiegherebbe la scelta dell'anonimato operata da diversi suoi colleghi negli interventi sui social...).



16/05/2019 13:57 Paola
Pietro, la ringrazio per la risposta e chiudo anche io dicendo solo questo: non prego un Dio fuori di me per chissà quale favore, ma prego per far crescere Dio dentro di me. Non mi interessa che si veda, o meglio spero si veda dai risultati, perché credo che Dio conti anche su di me, povera creatura limitatissima, per carità, ma la Pace è nel cuore, se non arriva da lì, come vera riconciliazione, non è pace, è al massimo una tregua..


16/05/2019 13:37 Pietro Buttiglione
Premesso che apprezzo molto Paola, x nn dire di +, mi tocca il suo travaglio interiore, evidente. Metto solo qualche . Sulle I.
1) chi va in Paradiso lo decide solo Lui. Quindi nessuna classifica xchè la corsa è un' altra.
2) la corsa sta tutta nel vivere qs unica, sempre troppo breve, terrena vita che abbiamo a dispo, granellino di polvere in un mondo e tempo troppppo vasto.
3) la domanda che ti travaglia, cara Paola, era la stessa che mise in crisi la mia prima, F,:
" Ma se faccio il bene x mia gratificazione personale, che bene è??"
Tu la scrivi così:
" Se un nn credente fa quello che faccio io, dove emerge la mia diversità/identità?"
4) non ci giro più intorno:
NON DEVE EMERGERE.
Se la ns diversità emergesse da un abito, da un ralare, da un simbolo, da una croce, da un visibile.. la ns sarebbe una setta, una religione, come tantissime altre.
NON si deve vedere.
Si deve sentire.
Dimmi Paola, secondi te comunica di più un distintivo o un sentire? Un distintivo o un sorriso?
Con ciò ti sorriso e chiudo.



16/05/2019 12:06 Paola
A meno che lei non dica che tutti e due vanno in paradiso e ne convengo, ma la mia domanda è perché credere, e soprattutto che significato ha credere, se tanto porta allo stesso risultato...
Poi, so che conta l'effetto e non la causa, che quello Spirito o coscienza divina agisca anche se non ci credo, però se non ne parliamo come possiamo pretendere che altri ci credano?
E siamo proprio sicuri che la preghiera, interiore e silenziosa ancora meglio, non serva ad aiutare ad emergere questa coscienza? Perché sembra che si abbia paura di dirlo?



16/05/2019 11:43 Paola
Ma Pietro, se capisco bene quello che vuole dire, lei mi sta dicendo che il credente va in paradiso, quindi in fondo in fondo lo fa per questo..quindi non è più onesto un ateo che lo fa solo per amore disinteressato?


16/05/2019 11:37 Pietro Buttiglione
Augias è stato bonanime..😆
Infatti poteva evidenziare che il credente lo fa x guadagnarsi il Paradiso o quantomeno x obbedire ad un precetto..
Basterebbe che ti ponessi qs semplicissima domanda:
Chi dei due andrà in Paradiso??
PS capisco l'angoscia nella domanda:
" Ma allora cosa ci contraddistingue??"
Ribalto la ?
COSA contraddistingue CHI ama TE??
QUELLO CHE FA?
QUELLO CHE DICE??
non x niente fa parte della trascendenza..
Che, se la definisci, nn è + trascendente...😍



16/05/2019 11:04 Paola
Pietro, a me non interessa che qualcuno mi distingua, ma se parliamo di crisi della fede, forse dobbiamo anche far capire in cosa davvero crediamo; il commento di stamattina l'ho scritto perché ieri in TV, ho visto Augias che a domanda diretta sulla differenza tra ateo e cristiano quando fanno il bene, ha risposto: "nessuna", e mi ha un po' colpito, nel senso che quando ad esempio pensiamo ai giovani che non credono, e quella domanda arrivava da un giovane, poi alla fine non sappiamo cosa proporgli veramente...


16/05/2019 10:35 pit bum
@Paola ( cosa ci distingue? Ma dobbiamo? cfr Chiara lubich &Lettera a Diogneto.)


16/05/2019 08:19 Paola
È sacrosanto occuparsi dei bisogni degli altri, e per un cristiano lo è ancora di più, ovvio. Però mi chiedo se sia solo questo ciò che contraddistingue un credente, voglio dire che ci sono atei che si occupano degli altri e dimostrano autentica visione morale forse più di un credente anche perché è un bene che non si fa per obbedienza né per un premio finale Quindi? Cosa distingue un credente? Pensare che lassù in cielo ci sia un Dio onnipotente che ci governa, permettendo anche il male, tra l'altro, o ci deve essere altro?
Questa Chiesa uccide, per chiosare il titolo, secondo me, anche quando rinuncia a trasmettere la visione spirituale della vita, quando non ricorda che Gesù ha donato il Suo Spirito perché ci trasformassimo in uomini nuovi, uomini divini che incarnano quell'infinito dentro di sé per portarlo nel finito, costruendo giorno per giorno il Regno dei cieli in terra. Mi direte che queste cose si dicono nella Messa, coi Sacramenti, tutto vero, ma forse bisognerebbe insistere di più, altrimenti questa chiesa scomparirà non solo per gli scandali, ma perché confusa tra le tante organizzazioni umanitarie. Essere sale nel mondo vuol dire trasformare quel mondo, siamo divini nella nostra essenza, siamo eternità, e ce ne dimentichiamo troppo spesso, secondo me.



15/05/2019 18:29 Giuliano
Non c'è alcun dubbio che la Chiesa come istituzione stia attraversando un periodo buio che, per chi dovrebbe guidarci, non è proprio il modo migliore per seguire un cammino di fede. Penso però che per molti cristiani sia diventato un facile alibi per allontanarsi e per certi versi anche una giustificazione per il proprio disimpegno morale. Rimettere al centro il bisogno, le miserie, le necessità degli altri è forse l'unico antidoto per superare anche le nostre. L'unica guida vera e autentica è il vangelo e la Buona Chiesa che lo sponsorizza e sopratutto lo attua. Cerchiamo di riconoscere la Buona Chiesa perché esiste, opera e ancora ci guida!


15/05/2019 18:29 Giuliano
Non c'è alcun dubbio che la Chiesa come istituzione stia attraversando un periodo buio che, per chi dovrebbe guidarci, non è proprio il modo migliore per seguire un cammino di fede. Penso però che per molti cristiani sia diventato un facile alibi per allontanarsi e per certi versi anche una giustificazione per il proprio disimpegno morale. Rimettere al centro il bisogno, le miserie, le necessità degli altri è forse l'unico antidoto per superare anche le nostre. L'unica guida vera e autentica è il vangelo e la Buona Chiesa che lo sponsorizza e sopratutto lo attua. Cerchiamo di riconoscere la Buona Chiesa perché esiste, opera e ancora ci guida!


14/05/2019 11:04 Paola
Forse la crisi delle religioni e delle chiese deriva dalla sensazione di voler portare gli uomini a sé, più che a Dio; la perdita di credibilità, che le associa a sistemi di potere, malato, oltretutto, purtroppo è la causa della perdita di fede e della svalutazione di Dio in generale in molte persone, magari perché superficiali, può essere, in ogni caso in questo senso, le religioni uccidono.
Sinceramente non so quale destino avranno, credo che il mondo sia guidato dallo Spirito e spero in questo, perché si trovino nuove strade per questa umanità effettivamente un po' allo sbando.



14/05/2019 08:05 Pietro Buttiglione
Francesco imo cerca di riformare il ns sguardo vs chi è "fuori".
Ad es anche qui ho letto giudizi al vetriolo contro Augias.
Provate a scorrere i commenti al suo prg TV su Gesù.



13/05/2019 17:36 Sara
"Gli scandali, l'incoerenza, la debolezza e l'inadeguatezza che la Chiesa attuale sembra mostrare al mondo mi angosciano, però ritengo siano anche il segno di una mano superiore che sta demolendo ciò che non serve più per dare spazio all'essenziale."

Oddio, ci sono innocenti coinvolti.

Le istituzioni storicamente nascono proprio per proteggere le persone (" Dal dì che nozze e tribunali ed are dier alle umane belve esser pietose." cantava Foscolo nei Sepolcri) sono i forti che non hanno bisogno di nulla.



13/05/2019 17:07 Dario Busolini
Il Male e il Maligno accompagnano la storia dell'uomo, quindi anche quella della Chiesa, sin dall'inizio e purtroppo non ci sarebbe troppo da stupirsi nel constatarne le varie manifestazioni in tutte le epoche. L'articolo citato, perciò, non lo trovo urtante quanto molto doloroso, essendo dolorosa la verità del male. Ciò che mi lascia perplesso, invece, è una lettura solo sociologica delle cause degli abusi e delle violenze ed il mettere sotto uno stesso denominatore peccati tra loro molto diversi ed avvenuti in tempi e contesti differenti. Se diamo tutte le colpe all'Istituzione e alle strutture, a prescindere dal fatto che le si ritenga o meno fattibili di miglioramento e progresso, vien meno la responsabilità personale di quanti hanno commesso e commettono il male che così possono continuare ad autoassolversene. Né, credo, si possa condannare allo stesso modo chi oggi abusa sessualmente di un minore o di una persona consacrata in posizione di debolezza, che dovrebbe avere ben pochi alibi, con l'inquisitore del passato, il crociato, il conquistador etc. che in maggioranza operavano in buona fede convinti di meritarsi il Paradiso perché ai loro tempi si riteneva giusto e doveroso per un credente reprimere l'eresia e combattere gli infedeli. In buona compagnia, tra l'altro, perché eretici e infedeli la pensavano specularmente allo stesso modo (e c'è chi lo pensa ancora adesso).
Davanti a problemi come questi scontiamo tutti i limiti della nostra condizione umana. Se crediamo alla promessa che le forze del Male, pur combattendo sempre la Chiesa e i suoi membri, non prevarranno mai, dobbiamo impegnarci al meglio per poter dare la nostra personale testimonianza e pregare Dio che dia a noi e al prossimo la forza per farlo, confidando anche nel fatto che, se è vero che esiste, farà anche Lui la sua parte. Gli scandali, l'incoerenza, la debolezza e l'inadeguatezza che la Chiesa attuale sembra mostrare al mondo mi angosciano, però ritengo siano anche il segno di una mano superiore che sta demolendo ciò che non serve più per dare spazio all'essenziale.



13/05/2019 12:33 pit bum
Et... Et..
Tertium non datur!
Ogni posizione estrema è fuori!
Memento! E se nn Mementi muori, in primis come Spirito!
PS. E, Memento!! Lo Spirito soffia dove vuole Lui,nn dove vuoi tu!😄



13/05/2019 12:04 Ari
"La fede anzi, di solito, fa sì che questa struttura religiosa si modifichi nel suo modo d'essere".

E' illusorio pensare di sviluppare una lettura critica della Chiesa a partire dalla sua sola essenza misterica. La sua forma empirica e istituzionale riveste una priorità logica che non può essere oltrepassata, pena un perdita sostanziale sul piano dei contenuti. Innegabili sono inoltre i vantaggi di un avvio della riflessione dalla considerazione della Chiesa come "sistema sociale strutturato" e dalla presa di coscienza della dinamica storico-sociale, che vede al centro i processi di comunicazione e interazione: questa impostazione permette, infatti, di evitare i rischi di un' autarchia e unilaterale definizione di sé. (Dianich)

Papa Francesco sta lavorando in tal senso in mezzo a "mille rigurgiti di male"



13/05/2019 11:02 gilberto borghi
Quando noi diciamo "credo la chiesa una, santa, cattolica e apostolica" di che cosa stiamo parlando?
Stiamo parlando delle caratteristiche che il nostro amarci come fratelli in Cristo possiede per grazia di Dio. Ma dire che la Chiesa è santa richiede per forza di cose che si debba baciare l'anello del vescovo? Nei primi secoli la Chiesa una santa cattolica apostolica esisteva e nessuno baciava l'anello dei vescovi, almeno fino a metà del 3° secolo. Continuo a credere che la nostra fede non sia inseribile completamente e perfettamente dentro alla struttura di una religione. La fede anzi, di solito, fa sì che questa struttura religiosa si modifichi nel suo modo d'essere. "Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così". Perché se fosse così la fede potrebbe davvero realizzarsi pienamente sulla terra. Invece noi crediamo che la struttura umana che ha accolto il Verbo di Dio, il corpo di cristo, è dovuto risorgere per poter realizzare pienamente ciò che era.



13/05/2019 10:26 pit bum
Abuso del correttore ;
Non "sì è meglio"... Bensì
Sì E meglio"
Scusate 😭



13/05/2019 10:01 Ari
Quando noi diciamo "credo la chiesa una, santa, a cattolica e apostolica" di che cosa stiamo parlando?
Non di certo di qualcosa di ideale e irraggiungibile. Ma se la chiesa in quanto tale è anche struttura ( soggetta al limite e al peccato), perché non si ridemensiona anche questa definizione? In fondo lo diciamo che Gesù è venuto per salvarci.... Ci sono contraddizioni e paradossi che davvero stridono.



13/05/2019 09:42 Pietro Buttiglione
Tema che mette al centro la STRUTTURA.
Quando sorse in Italia il RNS io non ne condivisi la nascente struttura ( con l'incardinamento nella CC).
Ma quando alcuni guru monopolizzarono il loro gruppo trasformandolo in loro personale dovetti chiedermi: "Come fare a bloccare qs pericolosi rigurgiti?" ( oggi le cronache ne sono piene, anche grazie alle ignoranti correnti miracolistiche..).

Da quando studio la mia religione una domanda profonda mi assilla: " Senza struttura sarebbe sopravvissuta?" Ma tendo a rispondermi " SI è meglio!"...
Poi se guardo in casa d'altri DEVO chiedermi quanti guai degli islamici dipendono dalla mancanza di una UNICA struttura RELIGIOSA e non politica??
Detto questo sono in profonda ricerca del quando/come adoreremo Dio in Spirito e Verità, senza intermediari che troppo spesso tradiscono la loro vera missione.



13/05/2019 08:58 Sara
#boycotchiesacattolica: niente 8xmille, niente Avvenire, niente Osservatore, girare il canale quando parla qualcuno della gerarchia Papa compreso, esenzione dei nostri figli dall'ora di religione.

Fidarsi solo della Chiesa locale e stop.

Vediamo se le cose migliorano.



13/05/2019 08:39 gilberto borghi
"Nessuna struttura umana è assoluta".
Mi è capitato di trovarmi in un confronto a tre voci, ebrei, musulmani e cristiani, per discutere del senso e del valore delle religioni. Di fronte alla mia osservazioni che le religioni lavorano per scomparire le reazioni sono state molto interessanti. Io intendevo dire che "le strutture, le azioni, i riti, gli strumenti umani di cui le religioni consistono, cesseranno di avere valore quando le religioni avranno raggiunto il loro obiettivo: mettere in relazione l'uomo e Dio. Ed esemplificavo dicendo che, come cristiani, non leggeremo più la bibbia nel regno, perché Dio sarà parola concreta in tutti, non celebreremo più la messa perché Dio sarà eucarestia concreta in ognuno.
Il rabbino ebraico non ha gradito molto la mia interpretazione perché secondo lui minava la credibilità della religione come strumento efficacie per permettere il rapporto con Dio. L'imam islamico invece, ha convenuto con me, citando una riflessione che gira in alcuni ambienti islamici, secondo cui, per alcuni, la professione di fede islamica (Allàh è l'unico Dio e Maometto il suo profeta) nelle fede concreta di molti diventa Islam è l'unico Dio e Maometto il suo profeta.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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