Le domande del pastore
di Gilberto Borghi e Sergio Ventura | 12 maggio 2019
«Il credente accetta davvero di fidarsi che nessuno possa strappare lui o altri fedeli dalle mani di Dio? O vive preoccupato di difendere Dio?»

 

Cari lettori, in un tempo di crisi e di frammentazione, difficile da analizzare e, almeno per ora, apparentemente impossibile da sintetizzare, la meditazione personale delle letture domenicali fa spesso risuonare in noi più domande che risposte. Ma, nel momento in cui abbiamo il coraggio di condividere tali domande, scopriamo che esse, oltre ad evidenziare le differenze che ci caratterizzano, sono spesso molto simili, se non identiche, a quelle che risuonano negli altri. Pensiamo perciò che possa essere utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che, a vostra volta, vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla meditazione personale sulle stesse letture. In tal modo, potremmo forse ritrovare le tracce per ricucire le singole differenze e tessere nuovamente, su basi bibliche, quell'universalità, quella 'cattolicità' della fede che oggi molti invocano...

***

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero ... Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio. Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo ... La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio (At 13,14.43-45.49-50).

SERGIO: «Quando (nella Chiesa, nella politica, nella vita) qualcuno ha un seguito significativo, ci chiediamo incuriositi il perché o invece, ingelositi, lo contrastiamo ingiuriandolo e muovendo le nostre conoscenze di potere per ostracizzarlo?».

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"». Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero ... Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo (Atti 13, 46-48.51-52).

SERGIO e GILBERTO: «Ci ricordiamo che portare la salvezza e la luce tra le genti non significa portare una 'valigia' da sempre identica a se stessa, ma qualcosa - o meglio qualcuno - da attualizzare per ogni persona ed in ogni contesto? Ci ricordiamo che siamo figli dello stesso Padre, al di qua e al di là delle differenze e dei normali, sani, seppur decisivi, 'conflitti di interpretazione' tra ogni 'noi' e 'loro'? Di fronte alla crisi provocata da questi 'conflitti' riusciamo a prenderne le distanze senza invocare alcun 'fuoco dal cielo' (Lc 9,54)?».

GILBERTO: «Possiamo ricordarci che la differenza tra chi è di Cristo e chi no nasce solo nell'auto-giudizio di chi non si reputa degno dell'eternità? Possiamo ricordarci che non siamo chiamati a definire noi la differenza tra chi è di Cristo e chi no? Anzi possiamo ricordare, invece, che la fede nasce dentro un noi comunitario, in cui non tutti arrivano davvero a credere?».

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» (Gv 10,27). 

SERGIO: «Abbiamo imparato ad ascoltare - e non semplicemente a sentire - la voce, il tono, lo stile di chi ci guida, anche per comprendere meglio da chi ci facciamo guidare? Abbiamo imparato a farci conoscere da chi ci guida, senza secondi fini (ad es. carrieristici) o senza paura di aprirsi e rendersi vulnerabili? Abbiamo imparato a seguire chi ci guida, senza i servilismi derivanti da un'interpretazione scorretta della metafora delle pecore e del pastore?».

SERGIO e GILBERTO: «Noi cristiani, imitatori di Gesù, soprattutto quando rivestiamo ruoli di responsabilità (nella Chiesa, nella politica, nella vita), aneliamo all'essere 'ascoltati' o ci accontentiamo di essere 'sentiti', quando non pretendiamo di 'farci sentire'? Conosciamo profondamente coloro che ci ascoltano e ci seguono, ma senza praticare alcuna violenza o plagio e manipolazione? Ci facciamo seguire, rifiutando ogni servilismo e incapacità di autonomia?».

«Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,28-30).

SERGIO: «Crediamo, speriamo che in nessuna situazione, compresa la morte, ci possano strappare dalle mani di colui o colei a cui ci siamo affidati?».

GILBERTO: «Il credente accetta davvero di fidarsi che nessuno possa strappare lui o altri fedeli dalle mani di Dio? O vive preoccupato di difendere Dio?».

SERGIO: «Noi cristiani, imitatori di Gesù, soprattutto quando rivestiamo ruoli di responsabilità (nella Chiesa, nella politica, nella vita), siamo veramente interessati affinché nessuno venga strappato dalle nostre mani? Siamo veramente disposti a dare la vita per coloro che si sono a noi affidati?».

 

 

 

13/05/2019 18:10 Sergio Ventura
Grazie Pietro! Proveremo a 'per-seguire'...innanzitutto la buona novella ;-)


12/05/2019 09:56 Pietro Buttiglione
Ottimo format, da per-seguire!
Due notazioni:
1) Quando mancano gli argomenti x un vero confronto... Si ostracizza, si grida all'eretico, si passa alla violenza che una volta era anche fisica (arsi VIVI), oggi per fortuna è solo verbale. Posso dire che secoli di Sant'Uffizio & Inquisizione hanno lasciato modi tutt'oggi ben evidenti? Vere incapacità al confronto in cui si dovrebbe tenere conto delle argomentazioni dell'altro, Papa incluso invece di aggrapparsi allo ' sta scritto'!!
2) GIL si chiede se viviamo fidenti o preoccupati.Ma è veramente difficile affidarsi mani e piedi al "Sia fatta la Tua volontà, o Signore!" per due motivi (miei motivi🙃)
* Troppo importante la posta in gioco! Non solo la vita mia . Ma soprattutto la Verità di Cristo
* Trovo una differenza abissale tra l'ateo che ci accusa di qualcosa, spesso fondata, e quel qualcosa lo trattiene dal condividere la mia fede... E il Cardinale che dà dell'eretico al Papà solo perché si è posto certe domande e di è dato certe risposte. Invece di entrare nelle problematiche di vita di Persone connesse.. egli si trincera in formule astratte e altamente ingiuste. Formule assolute tipo il lavoro del Sabato ... Per osservare il quale certi ebrei installano luci automatiche ed autonome di sabato mentre il Messia lasciava mangiare spighe di grano .
Qui è in gioco la comprensione dell'eu-anghelos da parte di Principi della CC!!
E non devo essere preoccupato??😭



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Gilberto Borghi, Sergio Ventura

Gilberto Borghi. Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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