Le domande del Vangelo
di Sergio Ventura | 05 maggio 2019
Davanti al brano che la liturgia propone oggi proviamo ad avanzare semplicemente qualche domanda. E lì sostarvi un attimo disposti ad accogliere cosa possa venirne...

In un tempo di crisi, difficile da analizzare, complesso - se non per ora impossibile - da sintetizzare, pensare che la stessa persona abbia sempre qualcosa da dire sul - e a partire dal - vangelo della domenica è illusorio, eccessivo, a volte presuntuoso. Soprattutto quando la parola detta non emerge da un confronto profondo con l'altro in sé e con gli altri fuori di sé. Per questo penso che nel kairos attuale possa essere utile avanzare semplicemente qualche domanda e lì sostarvi un attimo disposti ad accogliere cosa possa venirne...

***

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te» (Gv 21,1-3).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - permette agli altri (sottoposti) di andare con lui, quando prende da solo l'iniziativa di agire? E coloro che vanno con lui, non si accorgono - o fanno finta di non accorgersi - della mancanza di una parte fondamentale della comunità?

Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla (Gv 21,3).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - riesce a cogliere, insieme a coloro cui ha permesso di accompagnarlo, l'eventuale fallimento della propria iniziativa? Se sì, è capace di domandarsi il motivo di tale fallimento? Sa collegarlo all'unilateralità della propria decisione? O all'aver agito senza una parte fondamentale della comunità?

Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No» (Gv 21,4-5).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - è capace di focalizzare ed accogliere, insieme ai suoi collaboratori, la provocazione a lui rivolta dalla realtà del fallimento, soprattutto quando essa rispecchia la propria povertà, oppure (ri)suona in modo umoristico, ironico o sarcastico?

Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci (Gv 21,6).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - è capace, insieme ai suoi collaboratori, di fidarsi dei consigli di uno sconosciuto, di un estraneo? Soprattutto quando questi suggerimenti vanno in direzione contraria alle proprie abitudini o addirittura regole?

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare (Gv 21,7).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - è capace, insieme ai suoi collaboratori, di riconoscere in uno straniero che stranisce e stupisce l'amore e la verità di Gesù? Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - accoglie i suggerimenti dei suoi migliori collaboratori circa la presenza dell'amore e della verità di Gesù in uno straniero che stranisce e stupisce? Chi è capo (nella Chiesa), - qualunque grado abbia - è pronto a 'buttarsi' nell'amore e nella verità di Gesù, quantomeno dopo averlo riconosciuto?

Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò (Gv 21,8-11).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - ha compreso e sa accettare, insieme ai suoi collaboratori, il fatto che l'amore e la verità di Gesù costituiscono non solo il «come» dell'azione ecclesiale ma anche il o la «fine»? Ossia che chi è capo (nella Chiesa) deve solo, insieme ai suoi collaboratori, portare tutto il pescato al vero Master Chief? E che, quindi, è Gesù quello che insegna non solo «come» si pesca, ma anche «come» e «che» il pesce pescato deve passare 'dal crudo al cotto'?

Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti (Gv 21,12-14).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - riesce, con i suoi collaboratori, a godere dei risultati della fiducia riposta in Gesù?

Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi» (Gv 21,15-19).

Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - sa credere e seguire un Gesù che gli ha affidato questo potere accontentandosi del solo suo volergli bene, senza rimproverargli il suo non riuscire per ora ad amarlo, e ad amarlo più di tutti gli altri? Chi è capo (nella Chiesa) - qualunque grado abbia - è disposto ad imparare da Gesù cosa vuol dire pascolare le sue pecorelle? Cosa vuol dire amarle e non mandarle, come 'sospettava' Roger Waters, al macello?

 

05/05/2019 17:22 Pietro B.
Fabrizio Moro:
Ho bisogno di credere



05/05/2019 10:37 Francesca Vittoria
Chi è capo della Chiesa ....sa credere e seguire Gesù......riesce con i suoi collaboratori a godere dei risultati per la fiducia riposta in Gesù.?.....ha compreso e sa accettare che l'amore è la e la verità di Gesù costituiscono non solo il "come" ma anche il o la fine dell'azione ecclesiale?..........è capace di, assieme ai suoi,riconoscere in uno straniero.l'amore e le verità di Gesù e buttarsi in quell'Amore e verità? .......a imparare da Lui cosa vuol dire pascolare e amare le sue pecorelle?......
Tante domande, che forse un sacerdote implicitamente rivolge a se stesso al momento slanciarsi in acqua a voler raggiungere Gesù, testimoniar gli il proprio amore assumendo il gravoso compito che è di essere pescatore di uomini.. Non voglio cogliere la critica ma scelgo di mettere in luce che si, anche da un giovane prete di oggi proprio ieri ho sentito ragionamenti sul Vangelo del giorno e risposte date ai suoi parrocchia in un paese di campagna, rivolgendosi ad anziani fedeli, vecchia maniera che compunti lo ascoltavano, ho sentito di approvare ogni suo rilievo circa il fatto/i di cronaca che interrogano le coscienze della società, questa , parole che interrogano come la Parola sia assente, e i risultati per questo negativi. Così come da un prete prossimo ai cento anni sarebbe ancora la sua parola con lo stesso vigore di quel giovane di oggi, È' in quel sentiero dove Cristo ha fatto strada che si sono e oggi si incamminano pastori cercando di radunare il gregge indurlo alla fede in quella Parola senza la quale la vita perde di significato, viene gettata, vanificata, e la morte di un uomo, di quell'uomo che un Dio vuole ancora salvare malgrado sia diventato ombra di se stesso. Merita sperare per un Papà, che armato di una Sacra Scrittura va, fa strada anche stanco, anche con mortificazioni nel cuore, armato di quel coraggio pietrina si butta anche in acque non invitanti per portare,n far fare strada a quella Parola che ha deciso di servire,bei onorare,va discuterla con Confratelli nella fede per incoraggiare il gregge a farsi seguire dove il Maestro e la con il fuoco acceso, e l'amore di un abbraccio che è assicurato gioia eterna per tutti quelli che lo invocano con cuore sincero. ..... Si saranno pochi i pastori ma ci sono, occorre sapere quali Sono i Pastori veri, quello dipende dal gregge saperli riconoscere e la volontà di seguirli.....L'aria di quel paese era bella, sembrava non contaminata, è quella dentro la Chiesa, che trasudava storia di amore fedele , di maggiore afflusso di fedeli, per quel quel prete la cui voce rimbombava energia, erano due arie che facevano star bene ......dove c'è Cristo ad aspettare c'è il fuoco acceso e il ....pesce cucinato da condividere!
Francesca Vittoria



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Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

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