Robe di Ro.Be
1929-2019: la "pacchia" è finita?
di Roberto Beretta | 02 maggio 2019
Si fa per dire, naturalmente... Invece val la pena di chiedersi se il crescente distacco "culturale" tra Chiesa e governo gialloverde su numerose questioni (dai Migranti all'Europa) segna la fine di 90 anni di collateralismo dei cattolici italiani con il "potere".

Siamo in una nuova fase storica? Me lo chiedo perché secondo i miei calcoli è la prima volta dal 1929 (anno dei Patti Lateranensi) che la Chiesa italiana si trova in aperto dissenso - se non in contrasto - con il governo al potere.

"Grazie" dunque all'esecutivo gialloverde (e a non poche sue scelte: vedi migranti, legittima difesa, attacchi al volontariato, rigurgiti neofascisti, anti-europeismo...) sarebbero terminati 90 anni di collateralismo tra vescovi e politica nazionale.

Facciamo un po' i conti: prima il ventennio fascista, durante il quale - fatti salvi episodi di carità anche eroica e singoli personaggi schierati in aperto dissenso, che certo non sono mancati - la tendenza generale della gerarchia è stata per il rispetto, anzi l'obbedienza se non l'acquiescenza all'«ordine», alla «patria», insomma al potere costituito (anche se dittatoriale).

Poi - ça va sans dire - c'è stato il quasi mezzo secolo di dominio democristiano, dove l'appoggio ecclesiastico si è manifestato alternandosi tra l'alleanza smaccata (vedi elezioni del 1948, scomunica dei comunisti, aperti suggerimenti di voto scudocrociato, eccetera) e qualche fase di maggior distacco o diffidenza, però mai comunque di dissenso esplicito e tanto meno opposizione; neppure all'epoca del socialista Craxi, del resto grande elargitore dell'otto per mille.

Quindi, dopo Tangentopoli, ecco la lunga parentesi del flirt nemmeno tanto nascosto con il centrodestra di Berlusconi e gli sgambetti in nome dei «valori non negoziabili» ai timidi tentativi di contrasto messi in atto dal centrosinistra (cfr. Prodi, tanto per dire). Per concludere con gli ultimi governi «tecnici» ­o comunque moderati - Monti, Letta, Renzi, Gentiloni - con i quali, nonostante le coloriture più o meno intense di sinistra, le gerarchie non sono mai arrivate a una vera rottura.

Quella di cui invece mi pare di vedere le avvisaglie oggi, attraverso i molti distinguo e anche i segnali di preoccupazione che non pochi esponenti del clero manifestano in modo crescente di fronte alla deriva culturale (populista, sovranista, qualunquista, razzista, fascista...) cui le scelte dell'attuale governo danno largo spazio. Non siamo certo all'esplicita opposizione ­- la Chiesa, quella italiana soprattutto, è del resto ente di mediazione e non ama esprimersi con misure forti; tuttavia è indicativo che ormai non soltanto i vescovi di nomina bergogliana, ma anche vari parroci e quadri intermedi manifestano perplessità verso un'impostazione che pare apertamente contraria ai valori umani e alle garanzie sociali nate nella nostra democrazia anche da radici cristiane.

E' un clima che sta cambiando, a mio giudizio; per la prima volta da 90 anni a questa parte, il cattolicesimo italiano sembra pronto a schierarsi «contro», persino a rischio di perdere certi privilegi acquisiti dallo Stato e di dividere il suo stesso gregge (in buona parte elettore dei gialloverdi). Individuo qui solamente due concause di tale tendenza, lasciando poi spazio al dibattito dei lettori: la linea tracciata da papa Francesco, che ha spinto l'episcopato italiano ­- diciamo così - a «sbilanciarsi», e una reale preoccupazione per l'antropologia certamente poco evangelica che sta dietro molte scelte governative.

 

 

 

07/05/2019 09:28 Sara
Scusate gli errori non ho riletto bene dal cellulare.
Lo scontro sull'azione cattolica è piuttosto emblematico perché mi metteva in discussione il mandato stesso della Chiesa in merito all'educazione delle nuove generazioni che lo stato totalitario rivendicava invece per sé.

Ci sono pagine molto belle di Piero Scopola su questa stagione storica un po' più sofisticate di queste poche righe che varrebbe la pena far conoscere.



07/05/2019 09:21 Sara
L'articolo in og I caso non è storicamente correttissimo. Anche sotto il fascismo ci sono stati fortissimi attriti, il maggiore dovuto alla
difesa della Azione Cattolica e della sua libera educativa da parte di Pio Xi, si giunse ad un passo dalla revisione del concordato:

https://www.google.com/amp/s/www.avvenire.it/amp/agora/pagine/pio-xi-il-fascismo

Vedi la Non abbiamo bisogno:

http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19310629_non-abbiamo-bisogno.html

Pio XI è stato il Papa dei concordati ma anche quello che più frontalmente si è opposto ai totalitarismi, ecco la storia insegna proprio che quando le cose precipitano non c'è condanna che tenga.
Per questo è importante non farle precipitare.

Papa Francesco ricorda per molti versi Pio XI (anche per lo sberrettamento cardinalizio l'unico precedente è il suo e per la condanna dell'actiin francaise).



03/05/2019 11:55 Giuseppe Risi
In obbedienza all'articolista - censore, cerco di restare all'argomento.
Un aspetto che non aiuta la libertà dei vescovi italiani nel loro giudizio sulle vicende politiche nazionali (non sottolineato dall'articolista) è la dipendenza economica della Chiesa dallo Stato, data non tanto dall'8 per mille in sé, ma dalla regoletta applicativa che, in modo vagamente surrettizio, destina alla Chiesa cattolica non una quota di irpef proporzionale al numero delle scelte espresse dai cittadini nella dichiarazione dei redditi rispetto al totale dei contribuenti, ma una quota ben maggiore, proporzionale al numero delle scelte per la Chiesa cattolica rispetto ai soli cittadini effettivamente optanti.
Anche in questo caso si potrebbe dire, evangelicamente, che una Chiesa più povera sarebbe più libera.
GR



02/05/2019 21:09 Roberto Beretta
Mi vedo costretto a richiamare ad attenersi al tema ed evitare botta e risposta personalistici. Senza offesa per nessuno, ma per rispetto dei lettori tutti. Grazie


02/05/2019 20:21 Sara
"cosa intende per "renzismo""

Basterebbe chiedere a Cacciari cosa si intende con "renzismo".

:-)



02/05/2019 18:44 Sergio Ventura
"Vino Nuovo è invece un sito molto allineato con il renzismo (come idea politica al di là di Renzi come persona)" (Sara)

Mi farebbe piacere sapere da Sara cosa intende per "renzismo" (come idea politica ovviamente), così da capire se sono un 'renzista' senza saperlo. Grazie :-)



02/05/2019 16:12 Sara
"Ma cosa dovrebbe fare un papa che viene lui stesso dal sud del mondo e si trova a governare una Chiesa che da noi invecchia e cresce proprio in quei paesi da cui provengono i migranti e che patiscono di più le conseguenze del cambiamento climatico? "

Io me lo aspettavo più sudamericano onestamente, nel senso ad esempio di valorizzare le comunità locali e quindi le parrocchie, partendo da quello che sono, proprio per cercare di arginare questo scollamento e questi buchi sociali che favoriscono paure e ansie illiberali.

Invece pare vada un po' per i fatti suoi senza verificare se qualcuno lo segue.

Poi c'è da dire che anche l'esperienza sudamericana è in crisi, vedi il Venezuela di questi giorni, e non va meglio nelle Filippine e in generale nel mondo extra-occidentale.


E' una reazione globale, onestamente io vedo la Chiesa boccheggiare, sì, parla ed è un bene, però chi l'ascolta?



02/05/2019 16:03 Dario Busolini
"Chi governa deve tenere conto delle paure delle persone, li deve accompagnare nella crescita gradualmente, non li deve spaventare, pretendendo un'apertura mentale e di cuore che non riesce ancora ad avere".
Assolutamente vero: questo è ciò che ha fatto la rimpianta Democrazia Cristiana nei suoi anni migliori facendo crescere l'Italia socialmente ed economicamente. Oggi, invece, anziché governanti che tengono conto delle paure abbiamo governanti che fanno a gara a cavalcarle pompando giorno e notte sui social media ogni episodio di cronaca che possa essere sfruttato a fini elettorali. Dubito che spaventare ancora di più l'opinione pubblica possa rassicurare le persone o far crescere il Paese, che infatti è ancora bloccato. Se la Chiesa contrasta questa politica-rodeo in cui il leader di turno vuol far vedere quanto è bravo a prendere il toro per le corna e portarlo dove vuole lui, salvo trovarsi improvvisamente disarcionato cedendo il turno ad un altro, fa solamente del bene. Credo, però, che ci saranno dei tentativi di accomodamento, com'è nella nostra tradizione.
"...si e' creato uno scollamento con la base dei cattolici composta da persone molto normali e per di più piuttosto anziane".
Vero pure questo come è pur vero che il Santo Padre da effettivamente l'impressione di parlare sempre di migranti/ambiente (anche se di fatto parla pure di tutto il resto). Ma cosa dovrebbe fare un papa che viene lui stesso dal sud del mondo e si trova a governare una Chiesa che da noi invecchia e cresce proprio in quei paesi da cui provengono i migranti e che patiscono di più le conseguenze del cambiamento climatico? Dovrebbe tacere e voltare le spalle ai cristiani di domani per preoccuparsi solo di essere una specie di badante dei vecchi cristiani d'occidente coccolandone paure e fissazioni? Poi che vuol dire che la base dei cattolici è composta da persone normali: forse uno che fa del volontariato alla Caritas o a S. Egidio (enti che si occupano molto anche delle persone anziane) per dare un aiuto in nome di Cristo a questi nostri disgraziati fratelli profughi e migranti ogggi deve essere considerato un anormale o un disadattato? Forse se quei ragazzi "normali" dell'oratorio di Manduria avessero potuto impiegare il loro tempo a favore del prossimo non avrebbero massacrato di botte quel povero pensionato che a loro sembrava appunto non essere normale.
Scusate la critica un po' estrema, ma i giudizi troppo facili e generici e la politica delle paure portano esattamente a questi risultati.



02/05/2019 15:32 Paola
Sono d'accordo con lei, Sig. Risi, che la semplificazione non vada mai bene, però a volte con la percezione e con i problemi veri e propri delle persone si deve fare i conti, soprattutto perché ho paura che sia io che lei siamo in fondo dei privilegiati, ma chi non lo è, non ragiona mica tanto sulle statistiche eh..


02/05/2019 15:30 Roberto Beretta
Mi vedo costretto a richiamare ad attenersi al tema ed evitare botta e risposta personalistici. Senza offesa per nessuno, ma per rispetto dei lettori tutti. Grazie


02/05/2019 15:07 Giuseppe Risi
@ Paola
… per fortuna che dal 1997 in poi le regole del mercato del lavoro in Italia si sono modernizzate. Se così non fosse avvenuto, io sostengo che il mercato del lavoro attuale (cioè il numero dei lavoratori, la stabilità e la qualità dei rapporti di lavoro, l'incentivazione agli investimenti ecc), pur con tutti i suoi limiti, sarebbe molto peggiore.
Ciò che non funziona in Italia, non è tanto la redistribuzione dei redditi (anche, in parte), ma il basso livello degli investimenti pubblici e privati, dovuti anche alla dispersione delle (scarse) risorse in assistenzialismi vari, non sempre meritevoli di effettiva tutela.
Il mercato del lavoro è una realtà complessa e non può essere trattato/valutato solo secondo pregiudizi ideologici, con facili slogan che, solo all'apparenza, sembrano più vicini ai principi della dottrina sociale della Chiesa.
Occorre distinguere i numeri veri dalla propaganda!
GR



02/05/2019 15:07 Paola
E comunque a me spiace che ci siano certe forze al potere, e mi spiace ancora di più che non si guardino mai davvero le cause, prendendo la rabbia delle persone troppo alla leggera, e quella sì, porta conseguenze..


02/05/2019 14:50 Paola
@ Giuseppe Risi
Quando ho parlato di botta alla famiglia, non intendevo le unioni civili, a cui sono ed ero favorevole, ma al lavoro sempre più precario che non aiuta certo a metter su famiglia..
Poi, che il processo sia iniziato ben prima di Renzi non ci piove,e questo purtroppo, che ci piaccia o no, non ha aiutato le classi deboli e i più poveri, è giusto essere pragmatici, ma allora anche nei confronti dei confini che non sono sempre un optional..



02/05/2019 14:43 Sara
"Su questi temi è bene che la Chiesa, pur senza tacere sui principi e sul sostegno ai più deboli, eviti di parlare a vanvera e bene ha fatto a non prendere parte per questa o quella soluzione tecnica."


Si capiva bene che non lei ha particolare sensibilità sociale, e questa è una linea di demarcazione tra chi è più genericamente liberale e chi è interessato anche alla giustizia redistributiva.



02/05/2019 14:37 Giuseppe Risi
Sul commento di Paola (avallato anche da Sara):
"Quando Renzi iniziò a precarizzare il mondo del lavoro, dando una botta anche alla famiglia, tanto cara ai cattolici, la chiesa non mi è sembrata poi molto scandalizzata, ma forse ognuno vede quello che vuole vedere, ed io non faccio certo eccezione.."

Credo siano da evitare i commenti da bar dello sport (o da tifoserie politiche) quando si accenna a temi tanto importanti e delicati come il mercato del lavoro o le politiche familiari.

Sul mercato del lavoro il Jobs Act non inizia alcuna precarizzazione del lavoro (ha addirittura abrogato i co.co.pro., ad esempio), ma, pur con tutti i suoi limiti, segue un percorso di modernizzazione del mercato del lavoro italiano iniziato nel 1997 con il Pacchetto Treu (Governo Prodi - Bertinotti!) e continuato dalla Legge Biagi del 2003 (Governo Berlusconi) che hanno consentito un grande aumento della forza lavoro in Italia senza aumentare il tasso di precarietà (rimasto attorno al 14%, nel lavoro dipendente). A meno che non si ritenga che per essere coerenti con la dottrina sociale della Chiesa si debba inchinarsi ai dogmi/totem dell'art.18 (difeso ormai solo dai sinistri-sinistri) o ai provvedimenti che aboliscono la povertà, come il reddito di cittadinanza dei neo assistenzialisti grillini, o prepensionano i giovani sessantenni mettendoli sulle spalle dei giovani di oggi e di domani (sostenuto dai cacciatori di voti facili leghisti).
Su questi temi è bene che la Chiesa, pur senza tacere sui principi e sul sostegno ai più deboli, eviti di parlare a vanvera e bene ha fatto a non prendere parte per questa o quella soluzione tecnica.

Quanto alla "botta alla famiglia", si può avere anche una diversa opinione, ma il favore per l'istituzione delle unioni civili non necessariamente è da ritenere in contrasto con l'essere cattolici. Il cittadino cattolico e il politico cattolico non hanno il compito nella società di imporre per legge la morale cattolica anche a quelli che non vi si riconoscono. E la legge, anche per il cattolico, ha il compito di riconoscere e regolamentare situazioni diffuse e meritevoli di tutela (se non in contrasto o addirittura in linea con il bene comune), a prescindere dal fatto che siano o meno del tutto coerenti con la morale della Chiesa.
Su questo tema, immagino che se non vi fosse già stata una svolta "francescana" la Chiesa italiana di Ruini e Bagnasco avrebbero volentieri fatto le barricate, così come avvenuto a suo tempo con i cd DICO, con il risultato che, in assenza di unioni civili, di qui a non molto avremmo avuto la totale parificazione delle unioni civili al matrimonio (alla Zapatero).

GR



02/05/2019 13:39 assunta steccanella
"Una Chiesa ridimensionata, con molti meno seguaci, costretta ad abbandonare anche buona parte dei luoghi di culto costruiti nei secoli. Una Chiesa cattolica di minoranza, poco influente nella scelte politiche, socialmente irrilevante, umiliata e costretta a “ripartire dalle origini”. Ma anche una Chiesa che, attraverso questo “enorme sconvolgimento”, ritroverà se stessa e rinascerà “semplificata e più spirituale”. E’ la profezia sul futuro del cristianesimo pronunciata oltre 40 anni fa da un giovane teologo bavarese, Joseph Ratzinger ... La profezia concluse un ciclo di lezioni radiofoniche che l’allora professore di teologia svolse nel 1969"
(non ho tempo di cercare il testo originale, prendo da Vatican Insider).

Attribuire ogni colpa a Bergoglio mi pare alquanto riduttivo.



02/05/2019 11:21 Sara
https://www.google.com/amp/s/www.corriere.it/opinioni/19_aprile_29/perche-sinistra-storicapuo-avere-ancora-ruolo-6b6a0962-6a96-11e9-908c-de3daaacb716_amp.html


Magatti giusto pochi giorni fa.
Quello che sta succedendo è una fort(issima) reazione al senso di precarietà, solitudine e spaesamento di tante persone a cui si cerca di sfuggire attraverso vari surrogati.
La Nazione va a supplire la comunità che non c'è più perché il tessuto sociale si è sfilacciato.
Serve ricostruire mentre Papa Francesco è un demolitore.

Poi si finisce nei soliti discorsi e lasciamo perdere.



02/05/2019 10:56 Sara
In realtà nella Caritas in Veritate c'era già una fortissima critica al turboliberismo e alla precarizzazione del lavoro, dal punto di vista della dottrina sociale era più secca della Laudato sii che spesso si perde in verbosita.

Gente come Zamagni o Magatti su Avvenire l'ha spesso denunciato.
Vino Nuovo è invece un sito molto allineato con il renzismo (come idea politica al di là di Renzi come persona) e non fa molto testo.



02/05/2019 10:48 Paola
Quando Renzi iniziò a precarizzare il mondo del lavoro, dando una botta anche alla famiglia, tanto cara ai cattolici, la chiesa non mi è sembrata poi molto scandalizzata, ma forse ognuno vede quello che vuole vedere, ed io non faccio certo eccezione..


02/05/2019 10:26 Francesca Vittoria
La Chiesa dopo anni che sembra volersi schierare contro il governo in carica? Farebbe meraviglia il contrario visto anche la somma di motivi elencati ieri da il capo dei sindacati signor Landini. E' la prima volta dopo quel lo che è stato riportato di un Padre della Patria Alcide De Gasperi che si è sentito una voce autenticamente appassionata , un grido da sentimenti custoditi nel cuore, a parlare in difesa di un popolo quale è quello lavoratore oggi , che si trova a fronteggiare una situazione piena ormai di incertezze sul futuro che lo vedrebbe protagonista di tali capovolgimenti,coinvolto in aperta crisi esistenziale, per regole che non sono più efficaci a garanzia di benessere, perché creano disuguaglianze, inimicizie, divisione anziché unire, latra le diverse categorie di lavoratori. Un un mondo del lavoro che necessita dialogo a creare quel bene comune che apre a fa sperare nel domani. E ' Anche In difesa di principi di giustizia sociale nel mondo del lavoro che sono state scritte pagine da Papi e uomini laici di Chiara mente cristiana che nel corso degli avvenimenti del Paese hanno contribuito a supportare tutto quanto necessario in idee e opere utili al benessere dei cittadini. Ma si dà il caso che assistendo ad una deriva degli stessi , assistendo a un Cammino incerto a far sperare nel futuro, anche la Chiesa consideri che certa rinuncia a mantenere consolidati legami con la classe politica in carica, vada contro i principi che sono pilastri di fede in quel Dio che Ella è tenuta a materializzare nel mondo con il suo pensiero e opere. Se sono necessarie necessario , anche a rinunce per quel bene comune inteso secondo Gesù Cristo. Da fedeli sappiamo tutti le parabole dei libri sacri, per chi vuol intendere, quelli sono anche i valori raccomandati per vivere da buoni cristiani, e invece vediamo che le 10 Parole oggi sono tutte vstate superate da delle nuove in opposizione alle medeme. Questo governo è stato votato ma sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza a portare il Paese verso sponde sicure. Si levano proteste a stento trattenute dal diventare violenza distruttiva. Tocca perfino il mondo dell'arte istruzione, della sanità, e con quello del lavoro significa il ciclo della vita di una persona, ; tudenti, lavoratori senza adeguati riconosciuti diritti, persone deboli, dando luogo tutto questo a un mal di vivere che induce la società a passi sbagliati, errori già sperimentati. È' naturale che anche una Chiesa che ha a cuore il bene della persona in qualunque stato si trovi , che opera nella società come sostegno dei popoli, si schieri in modo esplicito se necessario a ribadire che sono imprenscindibili certi principi alla vita stessa della società, tanti più in caso di disgregamento come sta avvenendo oggi, ne vale della sua stessa credibilità in quanto a essere Chiesa di Cristo.
Francesca Vittoria



02/05/2019 10:11 Sara
La sera della via crucis mio marito ha notato che alla fine era più popolare quella di Benedetto.
In teoria Francesco dovrebbe essere il Papa del popolo in realtà si e' creato uno scollamento con la base dei cattolici composta da persone molto normali e per di più piuttosto anziane.

Alla fine la Chiesa perde a destra, a sinistra e al centro.
Fa numeri da prefisso telefonico e stop.



02/05/2019 09:27 Paola
A volte penso che Salvini sia al governo anche grazie a Papa Francesco, in realtà il suo più grande oppositore. Avevo letto da qualche parte questa massima: il contrario dell'amore non è l'odio, ma la paura. Le società organizzate e quindi gli stati, con i loro confini e leggi da rispettare, sono nate per un bisogno di protezione, ma se il cittadino più debole si sente, anche fosse ingiustamente, abbandonato, il patto salta e non sai dove finisci.
Chi governa deve tenere conto delle paure delle persone, li deve accompagnare nella crescita gradualmente, non li deve spaventare, pretendendo un'apertura mentale e di cuore che non riesce ancora ad avere.
Così la chiesa si trova in minoranza nel palazzo e soprattutto nel paese, stanco di sentire sempre la stessa predica..se io urlassi di studiare a mio figlio dalla mattina alla sera, credo che un bel giorno quello prenderebbe i libri e me li tirerebbe dietro, ci vuole moderazione e rispetto per educare, altrimenti si ottiene l'effetto contrario.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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