Diversi ma non in conflitto
di Gabriele Cossovich | 25 aprile 2019
È possibile nella Chiesa avere posizioni diverse ed è possibile che queste coesistano pacificamente, come Francesco e Benedetto

Ho riletto con calma gli appunti scritti da Benedetto XVI sulla pedofilia. Sono dal mio punto di vista un testo bellissimo nel quale ritrovo la possibilità di un grande segno per la Chiesa.

Bellissimo perché, con la lucidità e la chiarezza che da sempre contraddistingue Joseph Ratzinger, in quelle pagine mette in evidenza alcuni nodi che ritengo centrali non solo per la discussione sulla pedofilia, ma per tutto il dibattito ecclesiale oggi: il senso dell'esistenza e il fondamento di un discorso morale nella Chiesa, la dicotomia tra il bene e ciò che è meglio ora, il corretto bilanciamento tra l'utilizzo della scrittura e il riferimento ad altri sistemi di pensiero, il delicato rapporto tra Chiesa e mondo, la formazione del clero, l'equilibrio tra il garantismo e l'esigenza della condanna. Sono temi che, a prescindere dalla condivisione o meno delle tesi di Ratzinger, rappresentano dei nervi scoperti nella Chiesa oggi, e che è dunque importante aver richiamato.

Il dibattito intorno agli appunti si è concentrato sulla contrapposizione tra la posizione di Benedetto XVI e quella di Francesco. Personalmente vorrei provare ad andare oltre il semplice schierarsi da una parte o dall'altra. Ciò che più mi colpisce di questa vicenda è la scelta di Ratzinger, avallata - come esplicitamente dichiarato - da Francesco e da Parolin, di pubblicare un testo che apertamente ed inequivocabilmente sostiene una tesi diversa rispetto a quella più volte espressa dal Papa. In tanti hanno sottolineato le divergenze, io vorrei invece mettere in luce la rilevanza del fatto che sia stato possibile esprimerle pubblicamente, in una modalità e con un'intenzione non conflittuale (l'ossequio di Benedetto XVI nei confronti di Francesco è del tutto evidente e si evince indiscutibilmente anche leggendo queste pagine). Credo sia questo l'aspetto meno scontato e fortemente inedito di tutta questa vicenda, ed è qui che vedo un grande segno per la Chiesa: è possibile nella Chiesa avere posizioni diverse ed è possibile che queste coesistano pacificamente, come Francesco e Benedetto. È lecito pensare le differenze tra i cristiani non come un problema, ma come qualcosa di legittimo, che ha diritto ad essere: possiamo avere idee diverse sulla liturgia, sulla teologia, sulla pastorale, - azzardo - sulle modalità di concepire la morale, senza per forza dover prevalere l'uno sull'altro. Ciò che importa non è determinare chi abbia ragione, ma vivere in pienezza ciascuno il proprio modo di intendere e incarnare il messaggio di Gesù, imparando a vedere il bello l'uno dell'altro e rendendo lode al Padre per questo.

Ciò che realmente è da condannare e da eliminare allora non sono le differenze tra i cristiani - conservatori o progressisti, "bergogliani" o "ratzingeriani" - ma quando queste diventano divisione; quando cioè si ha la pretesa che debba esserci un unico modo di concepire il cristianesimo (ovviamente il mio!) a cui tutti si dovrebbero adeguare. La bellezza del testo di Ratzinger è che trasuda del suo vissuto, delle persone, dei luoghi e dei tempi nei quali è stato prima Vescovo, poi Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e infine Papa. E io posso riconoscere questa bellezza, posso apprezzare lo sguardo di fede di cui il testo è impregnato, nonostante il mio vissuto, e dunque il mio modo di pensare e vivere il cristianesimo, siano differenti. La divisione rende ciechi rispetto al buono che l'altro vuole preservare, anche per me.

Certo questo tema della possibilità della differenza senza divisione nella Chiesa andrebbe molto approfondito. Non è intenzione di chi scrive avallare qualsivoglia forma di relativismo, né affermare semplicisticamente che va sempre bene tutto, tutto è possibile, tutto si può fare. È evidente che vi sia un proprium cristiano imprescindibile, certamente relativamente alla fede, ma anche relativamente alla morale. Da questo punto di vista è interessante il passaggio in cui Ratzinger accenna al mimimum morale intrinseco alla fede. Mi chiedo cosa significhi questo minumum. La morale della Chiesa oggi può essere considerata questo minimum o rischia di eccedere? Ma è un altro discorso.

Ritengo che come Chiesa abbiamo estremamente bisogno di far nostro il segno che Benedetto e Francesco ci consegnano, la possibilità cioè di essere cristiani tra noi diversi - non solo a livello delle sensibilità particolari di ciascuno, ma anche nei modi di pensare e vivere il cristianesimo - ma non per questo in conflitto. Se possono farlo due papi, forse possiamo imparare anche noi.

 

 

27/04/2019 17:07 Francesca Vittoria
Forse non è questo il blog per ospitare commenti a proposito di "giovani e violenza" una doppia pagina che La Stampa evidenzia oggi due fatti uno accaduto in provincia di Taranto è un altro che stanno vivendo i cittadini di un quartiere a Torino. Gangs di giovani che si divertono a spaventare persone del territorio, anziani tanto da costringerli chiudersi in casa per non subire minacce o aggressioni , addirittura a Taranto un anziano è stato torturato e filmato dalla banda di bravi ragazzi, è morto dopo due settimane di agonia." Allora viene di pensare di quanto male siamo circondati, e come mai siamo arrivati a vivere un iclima dove le Istituzioni sembrano non proteggere, o arrivano tardi , I residenti firmano petizioni perche si offrano alternative a questi giovani scapestrati, perche certe periferie sono abbandonate a se stesse. Mi domando allora se non è anche cristiano parlare di come fare qualcosa di serio interessando gli ambiti parrocchiali a diventare non centri di ascolto a centri di cultura per il territorio. Cristo nelle parabole lo ha fatto, anzi ha fatto questo, ha messo a fuoco i problemi di allora, li ha affrontati proponendo vie aprendo la mente ai poveri e ignoranti e confutando le idee dei sapienti e le leggi fatte a favorire il potere. "Dicono che il momento peggiore sia il pomeriggio tardi, oppure la sera. Quando si ritrovano in via Fiesole,E la gente si chiude in casa. Perché:"Sanno chi sei ti aspettano fuori.oppure ti spaccano l'auto,o insultano tua figlia"....sono pronti a partire in branco per fare a botte.
Ecco uno spaccato quando Dio non passa da queste strade .... E dal momento che succede questo, ed è abbastanza diffuso dal nord al sud,come si può non girare pagina per interessarci di un mondo che sta andando contro se stesso?



27/04/2019 12:19 Francesca Vittoria
......la portata e la gravità degli episodi ha profondamente angosciato sia i sacerdoti che i laici, messo in discussione la Fede stessa della Chiesa......Si è domandato come avrebbe potuto contribuire.....a un nuovo inizio. Forse scandalizza questa subitanea decisione? Io credo sia l'unica cosa da fare, il passato è quello emerso, umanamente parlando occorre dimostrare solerzia a rassicurare intanto quel gregge che ignaro dell'accaduto guarda ancora con fiducia al Pastore che sta al vertice. C'è chi si domanda come mai non ci si è accorti, cosa meglio potevano fare, quali cambiamenti e interventi diversi sarebbe stato opportuno fare allora è anche adesso a latte versato!.....E' forse troppo facile dall'esterno criticare e avere soluzioni come"se io fossi al suo posto, o avrebbero dovuto essere...) Penso che la loro mortificazione sia stata così grande!pari al loro dolore come Sacerdoti di Cristo, avendo sempre cercato di operare al meglio usando tutti i loro talenti! Tanto è vero che la Loro Persona non è stata dal popolo crocifissa come invece si insiste da parte di chi si sente preoccupato per le sorti della Chiesa. Bisogna viverle certe situazioni per comprendere il perché di una decisione che sembra dura, o superficiale o tutto altro che si voglia. Non tutti si sono trovati coinvolti in drammi all'apice, cui dover dare una svolta subitanea, di fronte a una frana. È' meraviglioso l'apporto a coadiuvare quanto chi detiene il comando si appresta a fare , la Chiesa ha subito una scossa tellurica, ma occorre senza perdere tempo mettere standing impalcature a riparare i danni. Perciò, tutto questo a pensare che ancora lo Spirito Santo è presente sia quando il Gran Sacerdote Joseph Ratzinger ha deciso di cedere il testimone perché fin da allora era necessario un'altra Persona, per le necessità impellenti a essere, perché no? Non a governare ma di aiuto nelle circostanze che come si sono manifestate di estrema gravità . Quindi avere a disposizione un di più di forza, di sostegno, di saggezza, occorre convenire è solo da ringraziare Dio, visto la ferocia con cui oggi si eliminano le persone sia nel mondo laico e magari viene di pensare anche in altri . È' un parere personale per la stima verso chi rettamente e onestamente serve una Comunità fatta di tanti Popoli, mi domando chi vorrebbe essere al loro posto!,,
Francesca Vittoria



26/04/2019 18:58 Ale.
Apprezzo e condivido il bell'articolo di Cossovich.
Già altre volte, anche recentemente, si era cercato di far comprendere che ognuno ha il diritto di esprimere - civilmente - il proprio pensiero. E, ancor più, si proponeva di saper accogliere la parte di verità presente nel pensiero dell'altro, per un arricchimento reciproco e un ampliamento di orizzonti.
Mi rendo conto che questo modo di fare può essere considerato "buonista", così come l'articolo in questione. In realtà presuppone semplicemente un atteggiamento di apertura verso l'altro, che mi sembra il minimo per chi voglia dirsi cristiano.
E' ancora meno dell'amore reciproco, evidentemente troppo arduo nei fatti. Prova ne sia la maggiore frequenza con cui, invece, si manifesta la "pretesa che debba esserci un unico modo di concepire il cristianesimo (ovviamente il mio!) a cui tutti si dovrebbero adeguare".
Purtroppo, attraverso una finestra tappata non passa neanche la luce del sole.



26/04/2019 11:24 Pietro Buttiglione
Animato da buona volontà mi sono letto qualcosa ancora.
1) la//le colpe sono sempre degli altri.
I capi, lui incluso, giustificati dal troppppo lavoro da fare: così hanno fatto niente di durimente, salvo passare la patata a Francesco x poi tirarlo x la giacchetta..😷
2) B16, almeno da quanto ho letto, trova giustificazioni e raccomanda giustizia sia x l'accusato, sia per " il BENE della CC "
Non vedo UNA parola per la VITTIMA .
Solita auti-referenza? Mah, se fosse così io la chiamerei dis-umanita'.. no?
3) da un pdv metodologico trovo qui lo stesso inghippo ( errore? Posso dirlo x chi è la n.1
della Teologia??..) lo stesso del libro su Gesù:
Solo se hai fede puoi capire Gesù..
Qui si concretizza, alla Ruini, nel mondo che senza di noi è malvagio e perverso!
Come si può su qs base costruire una etica CONDIVISA?? Già lui è quello dell'EXTRA ECCLESIAM... Dialogo? Da solo.
4) infine l'analisi storica imo è del tutto limitata ed ignora una valanga di concause della crisi della CC, non solo esterne, ma anche di vertice. E qui si può capire il xchè..
PS
Poteva mancare nel testo l'affondo sul RELATIVISMO? CONTRO, con buona pace di Gabriele..😂
Farei qs obiezione ( la stessa x quello striscione di piazzale Loreto di ieri..)
Qs interventi sarebbero stati possibili in un ambiente senza relativismo? ( ..fascista x quei tifosi?)



26/04/2019 10:57 Dario Busolini
Più che nel merito di ciò che dice o non dice l'emerito, mi pare che per tanti il problema stia ancora nella non accettazione della presenza di due papi in Vaticano (che poi questo "imprevisto" crei delle situazioni non facili da gestire e potenziali divisioni è un dato di fatto conseguenza della novità dell'accaduto e della mancanza di precise norme canoniche di riferimento) e di conseguenza nell'istinto ad eliminare quello che non piace. Inoltre si vorrebbe dogmatizzare la questione degli abusi e della pedofilia dandole una sola causa e una sola soluzione, in modo da chiuderla alla svelta e una volta per tutte. Il che non è né giusto né fattibile.


25/04/2019 10:38 Francesca Vittoria
Pietro, Paolo, Giovanni etc non erano forse diversi? Forse non usavano la stessa Parola ma con parole e linguaggio diversi a seconda verso chi era rivolta? Condivido, tutto delle riflessioni qui riportate, per averle anche in precedenza azzardate . I popoli sono tutti diversi gli uni dagli altri, per razza, tradizione, storia, È' per mille strade diverse che Cristo li raduna, tramite la Chiesa che per questo svolge tale compito, di radunare tanti greggi e portarli al Pastore unico, al solo Signore, che solo e in grado di vedere il valore di ogni singola persona , la vita che per Lui è preziosa perche per amore di ognuno Egli ha dato la vita.E' bello riconoscere nei due Papi, quella sintonia tesa al vertice ma da due pensati dissimili, come due medici guardano al corpo del paziente e ognuno vo scopre dove intervenire. Non sono dei e se lo sono sono anche uomini , con una personale percezione per come intervenire con la cura. Ci si lamenta se abbiamo medici curanti poco premurosi, qui vediamo una solidarietà e non si comprende perché a tutti i costi voler vedere competizione e disarmonia, tanto da creare fazioni pro e contro. L'importante è salvare l'unità è preziosa , un arricchimento la per la Chiesa la sua variegata diversita che la rende aperta a un maggiore raggio di luminosità. Su Tutto il mondo si apre l'arco baleno Cristo e tutti dal più piccolo al più in alto tutti abbiamo un nostro raggio di luce a comporlo.
Francesca Vittoria



25/04/2019 10:02 Pietro Buttiglione
Certo, il relativismo, gran brutta faccenda!
Bei tempi quelli in cui si poteva bruciare vivo chi nn la pensava come te, poi ci si accontentò di bruciarne gli scritti, metterli all'indice, perseguitare i dissidenti.. ancora nel secolo scorso si pretendeva un giuramento scritto di allineamento e si sguinzagliavano spie nelle Diocesi.. ma alla fine il maledetto relativismo ( nomen Omen) ha vinto! Addirittura due Papi relativisti! Peggio ancora: uno che si mette a capo della corrente ANTI l'altro🛂😭 da costoro vieppiù richiesto!
Ennó fratelli!
Questo non è relativismo...
Questa è GUERRRA!!



25/04/2019 01:32 Sara
A me sinceramente è sembrato tutto piuttosto strano, il testo, la modalità della diffusione...

In questi stessi giorni è uscit una raccolta di interventi sul rapporto tra ebrei e cristiani a cura di Elio Guerriero e questa mi è parsa un'operazione molto più ratzingeriana: seria, rigorosa, a più voci.

L'altra, bho.


http://www.edizionisanpaolo.it/evento/presentazione-del-libro-ebrei-e-cristiani-a-cura-di-elio-guerriero.aspx

Brutta cosa essere troppo puntigliosa....



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Gabriele Cossovich

Nato a Milano nel 1985, sposato, ho studiato Teologia presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale. Lavoro come educatore e insegnante e curo percorsi formativi per educatori e catechisti. Ho un blog in cui raccolgo i miei pensieri: laterracomeilmare.com

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